Legislatura 15 Atto di Sindacato Ispettivo n° 2-00203
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Atto n. 2-00203 (procedura abbreviata)
Pubblicato il 19 giugno 2007
Seduta n. 170
TURIGLIATTO , BULGARELLI , GAGGIO GIULIANI , GIANNINI , RAME , ROSSI Fernando , BENVENUTO , DE PETRIS , RIPAMONTI , SILVESTRI - Al Ministro degli affari esteri. -
Premesso che:
il cittadino afghano Rahmatullah Hanefi, manager dell’ospedale a Lashkar-Gah dell'organizzazione umanitaria italiana Emergency, ha svolto per conto del Governo italiano un ruolo di mediazione con i capi Talibani al fine di ottenere la liberazione del giornalista di "La Repubblica" Daniele Mastrogiacomo;
dopo la liberazione dell'ostaggio, Hanefi è stato illegalmente incarcerato dalle autorità afghane il 20 marzo 2007 e mantenuto in condizione di isolamento, senza che il suo avvocato - la cui nomina è stata accolta solo dopo un lunghissimo periodo di totale assenza di tutela legale - abbia potuto disporre neppure delle formulazioni dei capi d'accusa nei confronti del suo assistito;
il 6 giugno Hanefi, che ha un solo rene, è stato ricoverato d'urgenza in ospedale per le precarie condizioni di salute in cui si trova, ma è stato rispedito immediatamente in carcere;
nel frattempo la stessa Emergency è stata costretta ad abbandonare l'Afghanistan a causa delle accuse gravissime di essere "amica dei Talibani" e persino "amica di Al Qaeda" da parte del capo dei servizi segreti del Governo Karzai, mettendo a rischio la sicurezza di tutto il personale nazionale e internazionale dell'organizzazione umanitaria;
il 16 giugno le autorità di Kabul hanno annunciato il proscioglimento di Rahmatullah Hanefi da ogni accusa, e quindi è logico attendersi la sua imminente rimessa in libertà;
il Governo italiano, che partecipa alla forza militare multinazionale in Afghanistan - che consente, tra l'altro, il mantenimento in vita dell'attuale Governo del Paese, peraltro fragilissimo e compromesso, com'è noto, con i "signori della guerra" – sostiene, altresì, con 50 milioni di euro un programma di organizzazione del sistema giudiziario a Kabul; mentre Roma sarà la sede della Conferenza internazionale sulla giustizia il prossimo 3 luglio alla presenza del Segretario generale dell'ONU Ban Ki- Moon, momento fondamentale per la verifica dei passi avanti realizzati in Afghanistan sul terreno democratico,
si chiede di sapere:
per quale motivo per tutto il periodo del sequestro di Rahmatullah Hanefi, durato quasi tre mesi, non sia stato ufficialmente possibile conoscere gli addebiti a suo carico neppure da parte del suo avvocato, nonostante le promesse fatte al Ministro degli affari esteri e all'ambasciatore italiano a Kabul da parte dello stesso premier afghano Karzai;
se, alla luce del comportamento del Governo afghano nonché delle dichiarazioni di suoi esponenti che hanno costretto Emergency a lasciare il Paese, non ritenga di dover:
riconoscere formalmente il ruolo del Governo italiano nella decisione di incaricare Hanefi di contattare i sequestratori di Mastrogiacomo;
intervenire a tutela della dignità di una ONG italiana ribadendone il carattere rigorosamente neutrale ed esclusivamente umanitario, cancellando le infamanti accuse lanciate dalle autorità afghane, in modo da consentire il ritorno di Emergency in Afghanistan e il recupero dei suoi ospedali;
utilizzare la Conferenza del 3 luglio a Roma per farne l’occasione di una forte, pubblica denuncia della violazione dei diritti umani in Afghanistan;
ripensare l’opportunità di revocare le diverse forme di sostegno italiano al Governo Karzai, in particolare il contributo all’instaurazione di un «sistema giudiziario»;
ridefinire la partecipazione dell’Italia alla cosiddetta «guerra al terrorismo», in riferimento anche alla lettera e allo spirito dell’articolo 11 della Costituzione.