Legislatura 15 Atto di Sindacato Ispettivo n° 4-02104
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Atto n. 4-02104
Pubblicato il 6 giugno 2007
Seduta n. 161
QUAGLIARIELLO , ASCIUTTI , BALDINI , BARBA , BIANCONI , BIONDI , BONFRISCO , BURANI PROCACCINI , CANTONI , CARRARA , CASOLI , CENTARO , COLLI , COSTA , FAZZONE , FERRARA , GIRFATTI , LORUSSO , MAFFIOLI , MALVANO , MAURO , MONACELLI , NESSA , NOVI , PIANETTA , PICCIONI , SANCIU , SANTINI , SARO , SCOTTI , STANCA , VICECONTE , ZANETTIN - Al Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali. -
Premesso che:
l'INRAN (Istituto nazionale di ricerca per gli alimenti e la nutrizione) è un ente pubblico di ricerca a vocazione esclusiva su alimenti e nutrizione. L'istituto coniuga l'attività di ricerca nel campo degli alimenti e della nutrizione con l'attività di informazione ed educazione del consumatore;
l'INRAN è il coordinatore del progetto triennale "OGM in agricoltura" finanziato con oltre 6 milioni di euro dal Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali;
le ricerche, basate sulla sperimentazione in campo aperto di mais resistente alla piralide, hanno analizzato, con una visione globale e multidisciplinare a 360 gradi, le problematiche connesse all'introduzione degli OGM (organismi geneticamente modificati) in Italia;
il materiale divulgato dall'INRAN il 7 marzo 2006 conteneva indicazioni in campo normativo, socioeconomico, agronomico, nutrizionale, oltre che sulla sicurezza d'uso degli OGM, le metodiche di rilevamento degli stessi ed il loro impatto sul suolo;
il mais studiato dall'INRAN è di proprietà di una multinazionale ed è stato approvato a livello comunitario dal 1998. Si tratta dell'unico prodotto OGM autorizzato dall'Unione europea non soltanto per l'alimentazione umana, ma anche per la coltivazione;
il prof. Monastra, direttore generale dell'INRAN, è apparso più volte in trasmissioni televisive del servizio pubblico per comunicare i risultati del progetto e la necessità di proseguire le ricerche;
in particolare, il prof. Monastra ha destato preoccupazioni nel diffondere all'opinione pubblica i presunti dati sulla risposta immunitaria dei topi di laboratorio nutriti con mais bt, per i quali sarebbe stata riscontrata una diversa risposta immunitaria sia intestinale che periferica;
nel divulgare questo dato, l'INRAN non ha reso noto il test utilizzato e la sua eventuale validazione a livello internazionale;
l’INRAN non ha invece reso pubblico alcun dato sulla differenza di livelli di fumonisine fra mais transgenico e non transgenico, che pure rientrava tra gli aspetti esaminati dallo studio. Le fumonisine sono tossine prodotte da funghi sviluppati sulla pianta in conseguenza degli attacchi della piralide del mais. Le fumonisine sono considerate cancerogene e neurotossiche per gli animali e, in misura minore, anche per l’uomo. Recentemente il Parlamento italiano, con una risoluzione, avrebbe impegnato il Governo a chiedere all’Unione europea l’innalzamento dei limiti di presenza più severi previsti dalla nuova normativa comunitaria che dovrebbe entrare in vigore in autunno, poiché buona parte della filiera mais italiana sarebbe messa a repentaglio da queste misure;
lo studio in questione non risulta essere stato pubblicato da autorevoli riviste scientifiche, né sottoposto al vaglio di un comitato di esperti esterno all'INRAN;
la comunità scientifica internazionale raccomanda come prassi la divulgazione dei risultati di uno studio scientifico solo a seguito di un serio scrutinio dello stesso da parte di esperti indipendenti e della sua pubblicazione su riviste scientifiche,
a conferma di ciò recentemente l’INRAN ha pubblicato un libro con il proprio logo ricordando però nelle avvertenze che il contenuto degli scritti non poteva rappresentare la posizione ufficiale dell’INRAN sugli OGM ma solo le opinioni degli autori,
si chiede di sapere
quali siano le ragioni per le quali siano stati spesi oltre 6 milioni di euro per studiare un prodotto di una multinazionale quando il denaro avrebbe potuto essere investito in progetti più premianti per la già deficitaria ricerca italiana;
perché l’INRAN abbia divulgato i dati attraverso una strutturata campagna di comunicazione in assenza di lavori pubblicati e referati da un comitato di esperti esterni all’istituto di ricerca, prassi scientifica seguita a livello internazionale;
quali siano le ragioni che hanno portato invece l’INRAN a non divulgare un dato sensibile per la sicurezza alimentare quale quello dei livelli di fumonisine nei diversi tipi di mais.