Legislatura 15 Atto di Sindacato Ispettivo n° 2-00194

Atto n. 2-00194 (procedura abbreviata)

Pubblicato il 5 giugno 2007
Seduta n. 160

QUAGLIARIELLO , PICCIONI , ASCIUTTI , BONFRISCO , CENTARO , PIANETTA , POSSA , MALVANO , CARRARA , SCOTTI , VENTUCCI , D'ALI' , REBUZZI , SCARPA BONAZZA BUORA , ZANETTIN , MALAN , NESSA , NOVI , STANCA , TADDEI , SANTINI , MAURO , PALMA , FAZZONE , SANCIU , GIULIANO , AZZOLLINI , GHIGO , PASTORE , DEL PENNINO , CUTRUFO , MARINI Giulio , SARO - Al Presidente del Consiglio dei ministri. -

Premesso che:

nella seduta n. 53 del 1° giugno 2007 il Consiglio dei ministri disponeva la rimozione dall’incarico di Comandante generale della Guardia di finanza del generale Roberto Speciale;

tale provvedimento risulta essere la conseguenza delle dichiarazioni, apparse sui mezzi di comunicazione e sugli organi di stampa, del Comandante generale della Guardia di finanza riguardo alle pressioni ricevute dal Vice Ministro dell’economia e delle finanze, on. Vincenzo Visco, in merito a richieste di trasferimento di alcuni ufficiali della Guardia di finanza che, tra gli altri, si sono occupati delle indagini relativi alle intercettazioni telefoniche - che ha visto coinvolti esponenti dell’attuale maggioranza parlamentare - emerse dal cosiddetto “caso Unipol”;

nel novembre del 2006 è stato rimosso il direttore della più prestigiosa agenzia di stampa del Paese, l’ANSA, dott. Pierluigi Magnaschi, anche se - secondo quanto previsto dal contratto di lavoro - la permanenza in servizio era possibile anche dopo il raggiungimento del 65° anno di età;

la rimozione del dott. Magnaschi è giunta inaspettata, considerato che il Presidente della società editrice aveva nei mesi precedenti pubblicamente espresso attestati di stima nei confronti del direttore dell’Agenzia;

secondo notizie di stampa (“Il Giornale” del 3 e 4 giugno 2006, “La Stampa”, “La Repubblica”, “Corriere della Sera”, “Il Riformista” e “Il Tempo” del 4 giugno 2006), ed in particolare secondo dichiarazioni rese dal medesimo dott. Magnaschi vi sarebbero state pressioni di esponenti del Governo per la sostituzione del direttore dell’agenzia a causa della divulgazione (in data 16 luglio 2006) della notizia dell’azzeramento dei vertici del Comando regionale della Lombardia della Guardia di finanza che avevano indagato sul caso Unipol;

secondo notizie di stampa ("Il Giornale" del 3 giugno 2007) il Governo, ed in particolare il Sottosegretario con delega per l’editoria - Riccardo Franco Levi - avrebbe anche svolto contatti ed esercitato pressioni per ottenere la nomina di un nuovo direttore dell’ANSA più “disponibile”;

considerato che:

l’ipotesi di una “pressione” di esponenti del Governo, o di esponenti di partiti politici legati all’attuale maggioranza parlamentare, per impedire, o peggio, per sanzionare la divulgazione di una notizia “scomoda” per alcuni esponenti di un partito di maggioranza non solo è contrario al dettato costituzionale, e ai diritti fondamentali alla quale la Carta costituzionale si ispira, ma è soprattutto pericolosa per la tenuta di ogni sistema democratico. Il solo sospetto che esponenti di Governo o ad essi collegati, direttamente o indirettamente, possano condizionare la libertà di informazione rappresenta un vulnus ai principi della democrazia,

si chiede di sapere se corrispondano al vero le notizie riportate dalla stampa in merito a pressioni esercitate dal Governo o da esponenti dei partiti di maggioranza circa la rimozione del dott. Magnaschi e circa le strategie poste in essere dal Governo per cercare di ottenere la nomina a direttore dell’ANSA di un giornalista “meno indipendente”.