Legislatura 15 Atto di Sindacato Ispettivo n° 4-02046

Atto n. 4-02046

Pubblicato il 29 maggio 2007
Seduta n. 156

ZUCCHERINI , GIANNINI - Al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare. -

Premesso che:

nonostante da alcuni anni il settore della depurazione delle acque in Calabria sia in regime di commissariamento, il perdurare delle cattive condizioni delle acque di balneazione, provoca continue proteste da parte della popolazione, soprattutto nelle stagioni estive. Una situazione, che oltre a rappresentare un danno all’ambiente e alla stessa salute dei cittadini, ha provocato una crisi gravissima all’economia di intere aree costiere;

si tratta di una situazione inaccettabile per una regione con un tessuto economico debolissimo e che dovrebbe avere, nella valorizzazione delle sue risorse naturali, uno straordinario strumento di sviluppo economico e occupazionale;

oltre alle numerose denunce di sindacati, associazioni e di alcuni partiti, sulla gestione dell'Ufficio del Commissario per l’emergenza ambientale, anche la relazione finale dell’ultimo commissario, evidenzia una condizione di grave crisi;

la stessa relazione denuncia: 1) una pesante situazione debitoria, di oltre 200 milioni di euro che non risultavano "né nei vari passaggi di consegne né nelle precedenti rendicontazioni"; 2) “la mancanza di un bilancio vero e proprio e la distinzione delle somme in soli tre capitoli di contabilità speciale che rende oltremodo difficoltosa la verifica dell'andamento delle spese relative ad ogni singolo intervento, perché di fatto la gestione delle suddette contabilità è tipo conto corrente finalizzato"; 3) la spesa di centinaia di migliaia di euro erogati ad avvocati amici, in difformità alla regola che prevede l’affidamento delle vertenze all’Avvocatura dello Stato; 4) l’inutilizzabilità del programma di elaborazione dei dati contabili e la scomparsa del “carteggio relativo al contratto stipulato"; 5) il fallimento delle politiche nel ciclo dei rifiuti che annovera ancora la Calabria tra le regioni con un'alta percentuale di rifiuti smaltiti in discarica; 6) la presenza alle dipendenze dell’Ufficio del Commissario di 64 dipendenti, tra i quali contrattisti ed esperti, ai quali vanno aggiunti 41 persone assunte con contratti stipulati da dirigenti del Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare di cui il commissario Antonio Ruggero non era a conoscenza, che sembrerebbe non siano mai stati impiegati, nonostante percepissero regolare compenso “dietro attestazione del committente che il lavoratore ha regolarmente adempiuto agli obblighi contrattuali";

inoltre "non risultano allegati né gli atti che avrebbe dovuto produrre il servizio di controllo interno né i verbali della verifica amministrativa e contabile" e, addirittura pare che non siano mai state richieste da parte della Ragioneria competente le ricevute per giustificare i conti;

infine, la relazione lamenterebbe il fatto che “non si è ancora riusciti ad accertare una situazione complessiva e analitica dei debiti pregressi delle gestioni precedenti sulle quali non esiste una contabilità sistematica, né relazioni tecnico-economiche";

la suddetta relazione è l’ennesima denuncia sulla gestione di un commissariamento che è stata al centro di numerose proteste, di interrogazioni parlamentari, di relazioni della Corte dei conti, di indagini delle forze dell’ordine e della magistratura;

sulla conduzione dell’Ufficio del Commissario è in corso un'indagine giudiziaria denominata “Poseidon” che riguarderebbe una serie di presunti gravi illeciti nella gestione dei finanziamenti destinati alla depurazione in Calabria. Tali indagini, scaturite dalla relazione del 2004 della sezione regionale della Corte dei conti, riguarderebbero la destinazione e l'utilizzo di 200 milioni di euro;

i sindacati di categoria hanno ripetutamente denunciato numerose inadempienze nella gestione degli impianti di depurazione accertate dalle Asl, dalla Guardia di finanza, dall’Ispettorato del lavoro, oltre che la mancata applicazione del contratto previsto nel capitolato d'appalto dovuta all’eccessivo ribasso d’asta per l’aggiudicazione della gestione degli impianti. Inoltre, al fine di favorire assunzioni clientelari, non è stato rispettato l’impegno, previsto nel capitolato d’oneri del 1999, per l’assunzione di gran parte dei 315 giovani formati dai corsi, costati circa 26 miliardi delle vecchie lire, della Comerint-Comest, la società delegata al ripristino degli impianti di depurazione e alla formazione del personale;

il Capitolato d’oneri in questione prevedeva per gli appaltatori i seguenti obblighi: a) utilizzo prioritariamente dei lavoratori provenienti da progetti di formazione finanziati con fondi regionali, nazionali e comunitari, svolti sul territorio regionale e finalizzati alla formazione di giovani calabresi nel settore specifico; b) la segnalazione tempestiva, anticipando le comunicazioni anche telefonicamente o verbalmente, alla Direzione del servizio e dei lavori tutte le disfunzioni e irregolarità che si dovessero verificare alle opere affidate; c) il rispetto di tutte le scadenze inerenti autorizzazioni, controlli periodici e quant'altro previsto dalle vigenti disposizioni in materia di prevenzione, sicurezza sul lavoro ed igiene, intese nel più vasto significato; d) la trasmissione alla Direzione del servizio e dei lavori di copia di tutte le certificazioni, autorizzazioni, controlli periodici e verifiche eseguiti da strutture private o da Autorità interessate alla vigilanza, alle scadenze periodiche previste; e) stabilire in uno o più impianti e, comunque, nel comprensorio nel quale ricadono gli stessi, propri centri operativi dotati di collegamento telefonico per l'impiego di squadre di pronto intervento in grado di poter intervenire in qualsiasi momento del giorno e della notte, compresi i giorni festivi; f) assumere le spese per il carico, il trasporto e il conferimento alle stazioni di smaltimento dei fanghi, del grigliato e delle sabbie; g) i fanghi e tutti i materiali provenienti dalla pulizia dell'impianto di depurazione (materiale grigliato, galleggiante, proveniente da vuotature di vasche e pozzetti), e comunque qualsiasi altro materiale o sostanza destinata allo smaltimento rivenienti dalle attività di esercizio dell'impianto non devono stazionare nell'impianto medesimo e sue pertinenze più del tempo necessario, dovendo essere secondo le norme di legge tempestivamente allontanati, trasportati e smaltiti con precauzione;

nonostante i suddetti obblighi, nel corso degli anni si sono verificati tantissimi casi di cattivo funzionamento dei depuratori, così come, sembra, dai primi controlli giustamente richiesti dal nuovo Commissario, prefetto Montanaro, si stia verificando in questi giorni una totale assenza dell’ordinaria manutenzione degli impianti;

lo stesso prefetto Montanaro ha recentemente lamentato il mancato smaltimento dei fanghi di depurazione e il cattivo funzionamento delle stazioni di sollevamento degli impianti che tra l’altro sversano i liquami nell’ambiente;

a fronte della gravità della situazione ambientale, delle tante stagioni turistiche vanificate, dei danni economici, ambientali e sanitari provocati in questi anni i cittadini calabresi hanno assistito ad un irresponsabile rimpallo di responsabilità tra l’Ufficio del Commissario e alcune Province;

i casi di cattiva gestione degli impianti, le denunce, gli interventi delle Forze dell’ordine e della magistratura dimostrano il mancato controllo degli organi deputati e del fallimento totale delle gestioni dell’Ufficio del Commissario,

si chiede di sapere:

a quanto ammontino i finanziamenti complessivi erogati per la depurazione in Calabria nel periodo del commissariamento;

quanti di tali finanziamenti siano stati a tutt’oggi utilizzati;

per quali motivi, nonostante il mancato rispetto degli obblighi di legge e dello stesso capitolato d’oneri, non si sia provveduto a rescindere i contratti con le imprese che si sono aggiudicate la gestione degli impianti;

per quali motivi non sia stato rispettato l’obbligo dell’utilizzo dei giovani corsisti della Comerint-Comest nella gestione degli impianti, provocando così lo sperpero di fondi pubblici utilizzati per la loro formazione;

se sia noto il fatto che in questi anni sono state accertate infrazioni al capitolato d'oneri da parte dell'Ufficio del Commissario;

quali provvedimenti il Ministro in indirizzo intenda intraprendere verso quelle imprese che hanno commesso infrazioni al capitolato d’oneri;

se non ritenga opportuno, vista la gravità dei fatti emersi in questi anni, e alla luce della relazione del Commissario, prefetto Antonio Ruggero, in merito alla gestione della depurazione in Calabria, verificare l'operato delle passate gestioni dell’Ufficio del Commissario della Regione Calabria al fine di appurare l’efficienza e l’efficacia degli impianti, il rispetto del capitolato d’oneri, il corretto rapporto addetti/impianto, la situazione relativa allo smaltimento dei fanghi prodotti dalla depurazione.