Legislatura 15 Atto di Sindacato Ispettivo n° 4-01469

Atto n. 4-01469

Pubblicato il 7 marzo 2007
Seduta n. 120

VILLECCO CALIPARI , BENVENUTO , BARBOLINI , ROSSA , CASSON , ROSSI Paolo , ROILO , BOCCIA Antonio , ZANONE , RUBINATO - Al Ministro dell'economia e delle finanze. -

Premesso che:

l’articolo 12 del decreto-legge 28 marzo 97, n. 79 convertito con modificazioni dalla legge 28 maggio 1997, n. 140 “Misure urgenti per il riequilibrio della finanza pubblica” ha stabilito che a decorrere dall’anno finanziario 1997 la misura dei compensi incentivanti indicata nel comma 2, dell’art. 4 del decreto-legge 30 novembre 1994, n 656 è stabilita nel 2% e si applica su tutte le somme riscosse in via definitiva a seguito dell’attività di accertamento tributario;

le somme derivanti dall’applicazione del comma 1 affluiscono ad apposito fondo, da costituire nello stato di previsione del Ministero delle finanze, destinato al personale dell’amministrazione finanziaria in servizio negli uffici che hanno conseguito gli obiettivi di produttività definiti, anche su base monetaria, in attuazione delle direttive impartite dal Ministero delle finanze ai sensi degli articoli 3, commi 1 e 14, comma 1, del decreto legislativo 3 febbraio 93, n 29. Con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze, previa contrattazione con le organizzazioni sindacali firmatarie dei contratti collettivi nazionali di lavoro del comparto, sono stabiliti i tempi e le modalità di erogazione del fondo, commisurando le risorse finanziarie da assegnare a ciascun ufficio all’apporto recato dall’ufficio medesimo all’attività di controllo fiscale. Le somme non erogate per mancato conseguimento degli obiettivi costituiscono economia di bilancio;

con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze, tenuto conto della specificità dei compiti e delle funzioni inerenti alle esigenze operative dell’amministrazione finanziaria, vengono individuate, sentite le organizzazioni sindacali, le modalità e i criteri di conferimento delle eventuali reggenze degli uffici di livello dirigenziale non generale e definiti i relativi aspetti retributivi in conformità con la disciplina introdotta dal contratto collettivo nazionale di lavoro inerente alle medesime funzioni;

con lo stesso decreto sono altresì individuate le condizioni per il conferimento delle reggenze, per motivate esigenze funzionali, anche ai dipendenti appartenenti alle qualifiche nona e ottava, in assenza di personale di qualifica dirigenziale da utilizzare allo scopo;

attraverso le modifiche apportate dalla legge 350/2003 (finanziaria 2004), il Ministro dell’economia e delle finanze, sulla base delle somme riscosse in via definitiva correlabili ad attività di controllo fiscale, delle maggiori entrate realizzate con la vendita degli immobili dello Stato effettuata ai sensi dell’art. 3, comma 99, della legge 23 dicembre 1996, n. 662, nonché sulla base dei risparmi di spesa per interessi, calcolati rispetto alle previsioni definitive di bilancio e connessi con la gestione della tesoreria, del debito pubblico, con l’attività di controllo e monitoraggio dell’andamento della finanza pubblica e dei flussi di bilancio per il perseguimento degli obiettivi programmatici, determina con proprio decreto le misure percentuali da applicare su ciascuna di tali risorse, con effetto dall’anno 2004, per il potenziamento dell’Amministrazione economico-finanziaria, in misura tale da garantire la neutralità finanziaria rispetto al previgente sistema. Di conseguenza le somme derivanti dall’applicazione dalla norma, affluiscono in appositi fondi destinati al personale dell’amministrazione economica e finanziaria in servizio presso gli uffici adibiti alle attività di controllo e monitoraggio della finanza pubblica, che hanno conseguito gli obiettivi di produttività definiti, anche su base monetaria. In sede di contrattazione integrativa sono stabiliti i tempi e le modalità di erogazione dei fondi, determinando le risorse finanziarie da assegnare a ciascuno dei predetti uffici, in relazione all’apporto recato dagli uffici medesimi nelle attività controllo e monitoraggio della finanza pubblica;

il comma 531, lett. d), dell'art. 1 della legge 296/2006 (finanziaria 2007) ha stabilito che: "con effetto dall’anno 2006, le predette percentuali sono determinate ogni anno in misura tale da destinare alle medesime finalità un livello di risorse non superiore a quello assegnato per il 2004, ridotto del 10%";

il 29 dicembre 2006 il Ministro dell’economia e delle finanze, con proprio decreto, ha fissato l’importo complessivo degli incentivi, in 410 milioni di euro, di cui 60 per il 2005 relativi all’attività di contrasto all’evasione del 2004 e 350 per il 2006 relativi all’attività del 2005;

le percentuali di ripartizione di tali importi, così distinti, sono state stabilite dal Sottosegretario di Stato per l’economia e le finanze Paolo Cento, in rappresentanza del Governo, di concerto con i sindacati della funzione pubblica: 71% alle agenzie fiscali (Entrate, Demanio, Territorio e dogane); 27,5% al Ministero dell’economia e delle finanze (Ufficio di gabinetto, Tesoro, Politiche fiscali, Amministrazione generale del personale, Ragioneria dello Stato, Politiche, sviluppo e Coesione e Scuola Superiore Economia e Finanze); 1,5% ai Monopoli di Stato;

dalla ripartizione sopra citata, è stato escluso il personale della Guardia di finanza che, seppur inserito nella contrattazione collettiva delle forze di polizia di cui al decreto legislativo 195/95 e non essendo, per la propria peculiarità, destinatario di una contrattazione decentrata, ha pienamente titolo di vedersi riconosciuti, nell’ambito di un rapporto tra prestazione di lavoro e retribuzione, gli stessi incentivi che sono stati attribuiti al personale civile del Ministero dell’economia e delle finanze;

non è da sottovalutare che se il legislatore avesse voluto escludere quest’ultimo personale, lo avrebbe fatto chiaramente, invece nulla si rinviene nella previsione normativa di cui all’art. 12 della già citata legge 28 maggio 1997, n. 140 che, in modo inconfondibile individua, ratio legis, tra i beneficiari degli incentivi tutto il personale dell’Amministrazione economico-finanziaria;

una tale particolaristica ripartizione, appare sperequativa anche nei fatti, atteso che il personale della Guardia di finanza svolge, in primis, il ruolo di Polizia economico-finanziaria e quindi, di contrasto all’evasione e all’elusione fiscale;

una buona parte del recupero, a titolo definitivo, delle somme introitate dall’Amministrazione economico-finanziaria a seguito della lotta all’evasione fiscale deriva dai “verbali di constatazione” elevati dalla Guardia di finanza, trasmessi poi, alle Agenzie fiscali e, da queste, trasformati in verbali di accertamento;

questa disparità di trattamento, come riportato recentemente attraverso organi di stampa (“Italia Oggi” del 6 febbraio 2007) dai delegati del Co.Ce.R. Taverna, Tisci e Dalessandro, si ripercuote in maniera svantaggiosa sia sotto il profilo materiale che sotto il profilo funzionale, e rischia di avere effetti negativi sul morale del personale e, dunque, sulla produttività dello stesso;

in un articolo apparso sul settimanale “Panorama” il 9 febbraio 2007 si asserisce che per calcolare gli incentivi dei dipendenti del Ministero sarebbero stati inseriti in organico, con il presunto obiettivo di aumentare il quantum del premio, anche 1.500 ex lavoratori dei Monopoli di Stato e dell’Ente tabacchi inquadrati nel ruolo 1G, cioè messi in mobilità verso i Comuni ed altri enti locali,

si chiede di conoscere:

con quali interventi il Ministro in indirizzo intenda riequilibrare la disparità di trattamento delle politiche incentivanti tra il personale civile del Ministero dell’economia e delle finanze e quello della Guardia di finanza;

se corrisponda al vero quanto sostenuto nell’articolo di “Panorama” del 9 febbraio 2007;

se ritenga di apportare le opportune modifiche legislative che consentano di corrispondere, ad personam, gli incentivi anti-evasione, anche al personale della Guardia di finanza o, in alternativa, veicolarle nel Fondo di assistenza dei finanzieri che svolge un ruolo assistenziale come, peraltro, già avviene per una piccola parte dei proventi contravvenzionali in materia di imposte di fabbricazione.