Legislatura 15 Atto di Sindacato Ispettivo n° 4-01389

Atto n. 4-01389

Pubblicato il 20 febbraio 2007
Seduta n. 111

PISTORIO , CUTRUFO , SARO , MASSIDDA , STRACQUADANIO , CENTARO , ZICCONE - Al Ministro dell'interno. -

Premesso che:

il C.E.R.I.S.D.I. (Centro Ricerche e Studi Direzionali) di Palermo, in ragione delle proprie attività istituzionali, è stato oggetto di richiesta delle Informazioni antimafia di cui al decreto del Presidente della Repubblica 3 giugno 1998, n. 252, ad opera di un’amministrazione pubblica.

il Prefetto di Palermo faceva pervenire le Informazioni di cui all’art. 10 del decreto del Presidente della Repubblica citato, direttamente all’amministrazione destinataria, delle quali, quindi, non si ha contezza diretta, ma da cui sembrerebbe emergere un esito negativo e, quindi, la presunta presenza di elementi indicanti possibili tentativi di infiltrazione mafiosa nel C.E.R.I.S.D.I.;

il C.E.R.I.S.D.I. è un’associazione di grande valore sociale e culturale per tutto il Mezzogiorno, nonché per l’area mediterranea e balcanica, costituita proprio sotto l’egida dell’allora Ministro per gli interventi straordinari nel Mezzogiorno; tra gli obiettivi principali del Centro si annoverano:

la valorizzazione e la diffusione di sinergie necessarie ad affrontare i fenomeni socio-economici che caratterizzano il Mezzogiorno d’Europa e l’area mediterranea e balcanica;

la promozione di iniziative che pongano in primo piano il valore della cultura mediterranea;

l’apprendimento e la diffusione di tecniche di gestione amministrativa che sappiano unire il rispetto del principio della legalità, dell’imparzialità amministrativa e dei criteri dell’economicità e dell’efficacia dell’azione amministrativa;

la creazione di osmosi tra i modelli organizzativi della pubblica amministrazione e le migliori prassi nel privato, per incrementare la produttività e l’efficienza,

nel novero delle attività formative svolte dal Centro merita una particolare attenzione il progetto di alta formazione destinato alla classe manageriale dei Paesi mediterranei, sviluppato attraverso la realizzazione di un “Master in International Business & Public Policies”;

inoltre, è utile sottolineare che oggi il C.E.R.I.S.D.I. ricopre un ruolo di interlocuzione privilegiata con i diversi Stati rivieraschi ed è sempre più un punto di riferimento e di ispirazione per tutte le organizzazioni e le aziende operanti nel settore; è un vero e proprio centro di confluenza e di armonizzazione di esperienze, di scambio tra culture e sistemi manageriali, aperti al dialogo e alle sinergie volte al miglioramento dei processi socio-economici;

da ciò discende con assoluta evidenza l’importante funzione che il C.E.R.I.S.D.I. svolge per la concreta realizzazione di fondamentali interessi pubblici e generali;

considerato che le disposizioni in materia di informazioni e certificazioni antimafia sono ispirate, tra gli altri, ai seguenti principi fondamentali ed indefettibili:

scongiurare il rischio di tentativi di infiltrazione mafiosa volti a condizionare le scelte dell’azienda;

tassatività e, conseguentemente, impossibilità di operare un’interpretazione estensiva, dell’ambito oggettivo di applicazione, delle ipotesi in cui devono essere acquisite le informazioni e, soprattutto, dei provvedimenti e/o degli accertamenti da cui sono desunte le situazioni relative ai tentativi di infiltrazione mafiosa;

atteso che:

solo al ricorrere dei casi tassativamente previsti dall’art. 10, comma 7, del decreto del Presidente della Repubblica 252/1998, il Prefetto può dare esito negativo alle informazioni di cui trattasi, appare inverosimile, per non dire impossibile, pensare che nel caso del C.E.R.I.S.D.I. possa configurarsi una delle fattispecie enucleate dal citato comma 7;

non vi è dubbio che, per l’importanza dell’azione svolta dal C.E.R.I.S.D.I., nonché dei soggetti che lavorano attivamente per la realizzazione dei fini generali di cui lo stesso è portatore, la vicenda meriti un’attenzione e una valutazione peculiare, che tenga conto sia della delicatezza dei temi trattati, sia del ruolo ricoperto dai vertici del C.E.R.I.S.D.I.;

infatti, l’eventuale paventata violazione delle norme giuridiche in materia di informazioni antimafia arrecherebbe un grave danno sotto diversi aspetti: alla reputazione di un’associazione come il C.E.R.I.S.D.I. che si è sempre contraddistinto per l’operato di alto valore sociale; all’azione formativa da esso stesso svolta e agli interessi patrimoniali di cui è portatore; nonché alle persone che con prestigio e competenza ricoprono i ruoli di rappresentanza e gestione del Centro, soprattutto laddove gli stessi siano titolari delle guarentigie connesse al mandato parlamentare,

si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo ritenga opportuno verificare, con estrema urgenza, che gli accertamenti svolti dalla Prefettura di Palermo ai fini delle informazioni antimafia, nonché gli atti prodotti e i risultati raggiunti, siano stati scanditi da un’applicazione puntuale delle rigorose prescrizioni di legge e, viceversa, non siano stati influenzati da ragioni politiche o pregiudizi ambientali. Ciò al fine di scongiurare, a tutela dell’interesse pubblico, gravi danni a persone e ad enti di elevato prestigio, derivanti da comportamenti, adottati da un’amministrazione pubblica cui compete una grande e importante responsabilità istituzionale, quale la Prefettura di Palermo, che possono far presumere eccessi di zelo e prefigurare intenti punitivi.