Legislatura 15 Atto di Sindacato Ispettivo n° 1-00040
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Atto n. 1-00040
Pubblicato il 17 ottobre 2006
Seduta n. 55
SCHIFANI , FIRRARELLO , VIZZINI , CENTARO , D'ALI' , FERRARA , ZICCONE , MAURO , BALDINI , CICOLANI , IZZO , GRILLO , VICECONTE , CAMBER
Il Senato,
premesso che:
la soppressione dell'impegno di realizzare il ponte sullo Stretto di Messina, così come risulta dalle dichiarazioni e dagli atti del Governo, comporta conseguenze gravi che vanno attentamente considerate;
a dispetto delle dichiarazioni rassicuratorie di esponenti della maggioranza, si prospetta in primo luogo il pagamento di una penale al General contractor, oltre ad un più che probabile avvio di ulteriori azioni giudiziarie risarcitorie. Al contraente generale spetterebbe il pagamento delle prestazioni correttamente eseguite, nonché il rimborso delle eventuali ulteriori spese sostenute purché giustificate e ritenute congrue dalla Stretto di Messina SpA; tra le voci che potrebbero rappresentare una richiesta d'indennizzo da parte della società aggiudicatrice vi è anche quella relativa agli interessi per il finanziamento concesso in autunno all'associazione di imprese di cui Impregilo è mandataria, e cioè 250 milioni di euro erogati dalla Cassa depositi e prestiti e da una serie di banche private tra cui Banca Intesa, Monte Paschi e Unipol Merchant;
lo stesso Ministro delle infrastrutture, Antonio Di Pietro, il 21 luglio 2006 ha pubblicamente dichiarato che «oggi come oggi, se diciamo che il ponte non si fa c'è una penale di 388 milioni di euro. La migliore attività imprenditoriale l'ha avuta chi ha vinto quell'appalto, perché rischia di prendere soldi senza costruire nulla (...) è stata fatta una società Ponte sullo Stretto ed è stata fatta una gara, che è stata vinta da una cordata. Poi è stato fatto un contratto. Questo produce effetti giuridici. Se si torna indietro si paga la penale. Buttare via i soldi credo che sia un male per lo Stato»;
nella stessa compagine di Governo molti esponenti esprimono perplessità o imbarazzato silenzio rispetto a questa improvvida decisione, peraltro contenuta nel programma di governo dell'Ulivo e confermata dalla risoluzione sul documento di programmazione economico-finanziaria approvata nel luglio 2006;
insieme alla Casa delle Libertà nella sua compattezza, numerosi sono stati gli esponenti politici nazionali, regionali e locali, associazioni e sindacati della più diversa ispirazione politica e culturale che hanno preso parte, il 19 settembre 2006, alla manifestazione che si è svolta dinanzi a Palazzo Chigi in favore della realizzazione del ponte sullo Stretto di Messina e contro l'esclusione dell'opera, operata dal Governo di centro-sinistra, dal programma delle opere strategiche della cosiddetta "legge obiettivo";
lo stesso Presidente del Consiglio dei ministri Romano Prodi nel 1985, in qualità di presidente dell'IRI, confermava alla stampa la sua volontà di costruire un collegamento stabile fra la Sicilia e il resto dell'Italia, sottolineando come non avrebbe posto ostacoli "all'attuazione di un'opera definita all'unanimità dal nostro Parlamento di prevalente interesse nazionale", in quanto "la produttività del settore agricolo e delle industrie di trasformazione e manifatturiera della Sicilia è fortemente ostacolata dalla barriera naturale costituita dallo Stretto";
il progetto preliminare e lo studio di impatto ambientale presentato dalla concessionaria società Stretto di Messina spa è stato approvato dal CIPE con delibera del 10 agosto 2003, che ha accertato la fattibilità tecnica e la compatibilità ambientale dell'opera; l'ottemperanza da parte della società sarà verificata dal Ministero dell'ambiente prima dell'approvazione del progetto definitivo; a tal fine la Stretto di Messina SpA ha avviato una gara internazionale per un valore di circa quaranta milioni di euro per la realizzazione di un piano di monitoraggio ambientale, riguardante l'intera area dello Stretto di Messina; il Tribunale amministrativo regionale del Lazio, nonché il Consiglio di Stato, con sentenze del maggio 2004 e del luglio 2005, hanno giudicato le attività finora svolte da Stretto di Messina SpA pienamente conformi alla normativa ambientale;
nella gara pubblica internazionale è stato individuato, con una procedura che si è sviluppata secondo principi di trasparenza e par condicio per 18 mesi, un consorzio di imprese aggiudicatario con le conoscenze e le esperienze necessarie per la realizzazione del ponte sospeso a campata unica più lunga al mondo; il 27 marzo 2006, infatti, Impregilo, capogruppo della cordata vincitrice della gara per il General contractor, ha siglato con la Stretto di Messina SpA un contratto da 3,9 miliardi di euro, che prevede dieci mesi per la progettazione definitiva ed esecutiva e 5 anni per la realizzazione dell'opera;
la convenzione prevede nel dettaglio gli impegni a carico di Stretto di Messina SpA per assicurare l'alta sorveglianza sul progetto e l'attuazione di tutte le necessarie iniziative, al fine di impedire infiltrazioni da parte della criminalità organizzata nella realizzazione dell'opera; corrispondenti analoghi impegni sono previsti a carico del contraente generale dal richiamato contratto; la società Stretto di Messina SpA ha stipulato con il comitato per l'alta sorveglianza sulle opere pubbliche, istituito presso il Ministero dell'interno, un protocollo in cui si è impegnata ad assicurare il monitoraggio e la tracciabilità di tutti i movimenti finanziari connessi alla raccolta dei finanziamenti, nonché di tutti i pagamenti da effettuare nei confronti del contraente generale dei suoi affidatari e dei subaffidatari;
il piano finanziario allegato alla convenzione stipulata, ai sensi della legge n. 1158 del 1971, così come modificata dal decreto legislativo n. 114 del 2003, da Stretto di Messina SpA con il concedente Ministero delle infrastrutture e dei trasporti non prevede contributi a fondo perduto a carico del bilancio dello Stato; il canone previsto da parte di Rete ferroviaria italiana per l'uso della traccia ferroviaria non costituisce un costo aggiuntivo per le Ferrovie dello Stato, ma sostituirà il costo, perfino superiore, dell'attuale traghettamento e, pertanto, non inciderà sulle future politiche di investimento ferroviario;
per quel che riguarda i costi dell'opera, certificati dal Ministero dell'economia e delle finanze, si prevede una spesa di 4,9 miliardi di euro già accantonati per il 94 per cento (4,6 miliardi) con somme vincolate: 40 per cento Stretto di Messina SpA, 14 per cento Ferrovie dello Stato, 20 per cento General contractor e 20 per cento Unione europea. Resta da coprire solamente un 6 per cento, pari a circa 270 milioni di euro che potrebbero essere reperiti attingendo ai Fondi europei di sviluppo regionale (FESR) nella nuova programmazione comunitaria 2007-2013;
studi recenti hanno valutato in circa 10.000.000 in più i turisti che verrebbero a visitare il Sud del Paese attratti dal ponte che certamente costituirà l'opera di ingegneria più avanzata del mondo;
da un'analisi predisposta da advisor esterni alla società Stretto di Messina SpA, presentata a Palermo il 24 luglio 2006, è risultato che nella fase di cantiere per la realizzazione del ponte è realizzabile un incremento dell'occupazione diretta e indiretta pari a circa 40.000 unità l'anno limitatamente a Sicilia e Calabria;
l'attuale Giunta regionale siciliana ha fatto della questione «ponte sullo stretto» il punto centrale della propria campagna elettorale per le regionali della primavera 2006, vincendo agevolmente il confronto elettorale; l'impegno politico è stato poi confermato dal Documento di programmazione economico-finanziaria regionale 2007-2011, in cui si sottolinea che si tratta di un'opera auto-finanziata, strategica per i flussi di traffico da e per la Sicilia e che già oggi può contare su un mercato annuo di 10 milioni di passeggeri paganti; ma la Sicilia intera sottolinea che non si tratta «solo di un ponte», come affermato da esponenti del Governo dell'Ulivo, quanto di una impostazione politica, culturale e strategica: si tratta di capire se si intenda collegare economicamente e culturalmente Palermo con Berlino tramite il previsto il Corridoio europeo 1 o se invece si intenda abbandonare l'isola all'arretratezza ed agli sconvolgimenti socio-economici che affliggono il Mediterraneo,
impegna il Governo:
a modificare il programma di Governo nel senso di adottare tutte le opportune iniziative affinché:
la realizzazione dell'opera venga assicurata nel rispetto dei più elevati standard di qualità e di rispetto dell'ambiente, nonché nei tempi e nei costi originariamente previsti;
la realizzazione dell'opera sia assicurata nel pieno rispetto della legalità, impedendo ogni tipo di infiltrazione da parte della criminalità organizzata;
nella futura programmazione delle opere strategiche per il Paese, nell'ambito di una distribuzione omogenea delle risorse finanziarie su tutto il territorio nazionale, il ponte sullo Stretto di Messina venga inserito in un'ampia infrastrutturazione dell'area interessata, al fine di consentire la valorizzazione delle risorse territoriali e la massimizzazione delle ricadute socio-economiche;
a far proseguire le procedure per la realizzazione del ponte e a riferire puntualmente al Parlamento sullo stato di avanzamento dei lavori, nonché sul costo delle penali da versare al contraente generale in caso di eventuale annullamento dell'opera.