Legislatura 15 Atto di Sindacato Ispettivo n° 1-00031

Atto n. 1-00031

Pubblicato il 3 ottobre 2006
Seduta n. 43

MALAN , ALBERTI CASELLATI , AMATO , ASCIUTTI , BARELLI , BETTAMIO , BIANCONI , BIONDI , BORNACIN , BURANI PROCACCINI , BUTTI , CANTONI , CARRARA , CENTARO , CICCANTI , COSTA , FIRRARELLO , GHIGO , GIRFATTI , GUZZANTI , GRILLO , IZZO , LORUSSO , LOSURDO , LUNARDI , MANTOVANO , MAURO , MORRA , NESSA , NOVI , PALLARO , PARAVIA , PASTORE , PIANETTA , PICCIONI , SACCONI , SANTINI , SELVA , STANCA , STORACE , STRACQUADANIO , TADDEI , TOMASSINI , TREMATERRA , VALENTINO , VENTUCCI , VICECONTE , CURSI , COSSIGA , PERA , POLLEDRI , CASOLI , SCARPA BONAZZA BUORA

Il Senato,

premesso che la soluzione della questione israelo-palestinese e della sicurezza di Israele passa attraverso la stabilizzazione e la pacificazione della regione medio-orientale e più in generale dell'intero bacino del mar Mediterraneo;

considerato che:

l'interesse della NATO nel processo di pace è ormai un fatto acquisito e confermato dalla presenza di diversi Stati membri sia nella missione UNIFIL determinata dalle risoluzioni 425 e 426 del 1978 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, sia nell'imminente nuova missione determinata dalla risoluzione 1701 del 2006;

l'adesione di Israele alla NATO avrebbe riflessi certamente positivi sulla risoluzione dei problemi dell'area, inclusi quelli riguardanti i palestinesi, e costituirebbe una concreta presenza in una regione già oggi importantissima per la sicurezza degli Stati membri e il proprio concetto strategico;

il preambolo del Trattato dell'Atlantico del Nord afferma che gli Stati membri sono determinati a salvaguardare la libertà e il comune patrimonio culturale e civile dei loro popoli, fondato sui principi della democrazia, della libertà individuale e dello stato di diritto;

il nuovo concetto strategico della NATO enunciato nel 1991 indica un più ampio approccio alla sicurezza dell'Atlantico del Nord e dell'Europa, ampiamente confermato negli atti successivi di questa organizzazione;

l'adesione di Israele alla NATO sarebbe coerente con l'aspirazione alla stabilizzazione dell'area mediterranea e medio-orientale;

le iniziative del Partenariato per la Pace della NATO hanno coinvolto diversi Paesi non europei, fra i quali Kazakistan, Uzbekistan, e sono stati premessa all'ingresso di diversi altri, fra i quali Bulgaria, Polonia e Ungheria;

il Dialogo mediterraneo della NATO fin dal suo inizio nel 1994 ha incluso, insieme a sei altri Paesi, Israele;

ritenuto che:

per tutte queste ragioni Israele deve essere considerato un potenziale candidato alle adesioni alla NATO;

l'avvio del processo di adesione di Israele alla NATO dovrebbe andare di pari passo con un approfondimento della politica atlantica di vicinato nei confronti degli Stati del Medio Oriente in generale e dell'autorità palestinese in particolare;

un'azione integrata e coordinata rispetto al processo di adesione di Israele metterebbe la NATO in condizione di giocare un ruolo determinante nella stabilizzazione, nella pacificazione e nello sviluppo della regione;

il processo di ingresso di Israele nella NATO sarebbe coerente e sinergico con le numerose risoluzioni Onu, e in particolare con la 1701, con gli accordi di Ginevra e Oslo, con il piano di pace proposto dall'Arabia Saudita e con la Road Map, e darebbe un nuovo slancio alla politica atlantica di vicinato nei confronti degli stati medio-orientali e dell'area del Mediterraneo,

impegna il Governo a farsi promotore in tutte le sedi opportune dell'ingresso dello Stato di Israele nella NATO, nel contesto di una politica di stabilizzazione e vicinato nei confronti di tutta l'area Mediterranea e dell'area medio-orientale.