Legislatura 15 Atto di Sindacato Ispettivo n° 4-00604

Atto n. 4-00604

Pubblicato il 28 settembre 2006
Seduta n. 41

FERRANTE , FAZIO - Ai Ministri delle infrastrutture e dei trasporti. -

Premesso che:

nei mesi scorsi, come già avvenuto oltre un anno addietro, è stato annunciato come imminente l’avvio dei lavori del raddoppio ferroviario Fiumetorto-Cefalù-Castelbuono, limitatamente al primo dei due lotti (Fiumetorto-Cefalù Ogliastrillo);

a questo annuncio ha fatto seguito la notizia, poco tranquillizzante, del mancato espletamento della gara d’appalto, previsto per il mese di luglio 2006, del secondo lotto della medesima tratta ferroviaria lungo la dorsale tirrenica Palermo-Messina, cioè da Cefalù Ogliastrillo a Castelbuono;

inoltre, da quanto si evince dalla lettura degli articoli recentemente pubblicati sulla stampa nazionale e regionale, non vi sarebbe la copertura finanziaria necessaria a garantire neanche l’avvio dei lavori, già appaltati, del primo lotto e l’espletamento della gara di appalto del secondo lotto che consentirebbe l’ammodernamento attraverso il raddoppio della tratta ferroviaria Fiumetorto-Cefalù-Castelbuono;

il mancato finanziamento della predetta opera sembrerebbe essere avvalorato anche dall’inclusione dei due lotti della Fiumetorto-Cefalù-Castelbuono nell’elenco pubblicato dal Ministero delle infrastrutture relativo alle opere strategiche da realizzare secondo quanto previsto dalla legge obiettivo, da finanziare con il Dpef 2007-2011;

purtroppo l'eventuale mancata copertura finanziaria della citata tratta ferroviaria contraddirebbe le rassicuranti affermazioni fornite da RFI s.p.a. al Comune di Cefalù con nota RFI-DMA-DIPA/A0011/P/2005/0002300 del 17 giugno 2005 nella quale si afferma testualmente che “il raddoppio della tratta ferroviaria Fiumetorto-Ogliastrillo-Castelbuono è totalmente finanziato” e nella quale, inoltre, si precisa che la completa disponibilità economica per realizzare la predetta opera è stata “conseguita solo alla fine del 2004”;

si evidenzia che la non contemporanea e unitaria esecuzione dei lavori dei due citati lotti che interessano l’intero territorio cefaludese disattenderebbe le varie prescrizioni ed i vincoli autorizzativi, e ciò farebbe riemergere pericolosamente l’originario progetto che prevedeva il raddoppio ferroviario relativo alla tratta Fiumetorto-Cefalù, di circa 20 chilometri, fermandosi a circa 4 chilometri dal centro abitato della cittadina normanna, dove era stata programmata anche la realizzazione della nuova stazione in contrada Ogliastrillo;

se fosse vera questa ipotesi si riproporrebbero in toto tutte le fondate preoccupazioni sollevate dal “Comitato Cefalù - Quale Ferrovia”, attivo fin dal 1999, condivise da vari organismi ed associazioni ambientaliste quali Legambiente, WWF, Italia Nostra e la sezione siciliana dell’Istituto nazionale di urbanistica (INU);

in ogni caso, l’eventuale inizio dei lavori della citata tratta, limitatamente al primo lotto, sarebbe anche illegale. Infatti, sarebbero violate le prescrizioni ed i vincoli contenuti nelle delibere (la n. 101 del 17 settembre 2001 e la n. 98 del 15 luglio 2003) adottate dal Consiglio comunale di Cefalù e relative all’approvazione dei progetti dell’Italferr. Inoltre verrebbe ignorato quanto concordato nell’Atto di assenso n. 10 del Comune di Cefalù, sottoscritto a conclusione della Conferenza di servizi tenutasi a Palermo il 3 ottobre 2003, atto che fa parte integrante della delibera consiliare n. 130 del 26luglio 2005, relativa alla variante del secondo lotto presentata da Italferr;

in particolare, con la citata delibera comunale n. 101 del 17settembre 2001, il Consiglio comunale di Cefalù aveva espresso unanimemente la necessità che “i lavori ricadenti nel territorio cefaludese siano appaltati e definiti tempestivamente e contemporaneamente, escludendo pertanto eventuali parziali o provvisorie entrate in esercizio della nuova linea ferrata a doppio binario dell’intera nuova tratta Lascari-Castelbuono”;

inoltre, nel citato Atto di assenso n. 10, sottoscritto a conclusione della Conferenza dei servizi tenutasi a palermo nel 2003, si fa espresso riferimento alla necessità “che i lavori abbiano inizio prioritariamente da Castelbuono verso Cefalù, come concordato con RFI s.p.a. in sede di approvazione del progetto (la cosiddetta soluzione 6) e non da Fiumetorto verso Ogliastrillo-Cefalù” e si precisa che una “diversa articolazione temporale per le suddette fasi esecutive costituisce automaticamente, sin d’ora, l’espressione di parere contrario sul progetto in esame e dunque l’inefficacia del presente assenso”;

di conseguenza, se i lavori non iniziassero contemporaneamente, si rischierebbe anche di riproporre, proprio ad Ogliastrillo, l’ennesima opera incompiuta, come ad esempio l’autostrada A20 rimasta interrotta per circa 15 anni, o come la strada statale SS113 a scorrimento veloce Buonfornello-Cefalù, ad oggi, dopo circa 40 anni dall’inizio dei lavori, ancora priva del lotto Ogliastrillo-Santa Lucia;

inoltre il prevedibile protrarsi dei suddetti lavori, oltre i previsti 5 anni, provocato dalla realizzazione disgiunta dei due lotti, comporterebbe sicuramente un grave e prolungato disagio e un appesantimento sulla viabilità dell’intero territorio con conseguenti problemi d’inquinamento acustico, atmosferico e per la salute pubblica;

ancora più grave sarebbe l’eventuale realizzazione di uno scalo ferroviario ad Ogliastrillo, anche se provvisorio, che avrebbe un impatto fortemente negativo, sotto l’aspetto ambientale e paesaggistico, sulla zona interessata, a causa dell’inevitabile inquinamento atmosferico ed acustico dovuto al presumibile incremento del trasporto su gomma nella suggestiva località Ogliastrillo-Mazzaforno, di rilevante interesse turistico e con una intensa ricettività turistica,

si chiede di sapere:

se i Ministri in indirizzo non intendano immediatamente stanziare, anche utilizzando la prossima manovra finanziaria, i fondi necessari per la realizzazione dei 32 chilometri dell’ammodernamento della Fiumetorto–Cefalù–Castelbuono e non del solo primo lotto Fiumetorto-Cefalù, di circa 20 chilometri, dando a quei territori un parziale, ma assolutamente importante e significativo, segnale di serio e qualificato intervento per ridurre i tempi di completamento del doppio binario della litoranea Palermo-Messina, facente parte dell'Asse ferroviario Berlino-Palermo (Corridoio Transeuropeo n. 1) ed i tanto attesi collegamenti metropolitani tra le Madonie e Cefalù con Palermo e con l'aeroporto di Punta Raisi;

se non intendano, altresì, adoperarsi perché venga adottata la soluzione progettuale alternativa - suggerita dal “Comitato Cefalù - Quale Ferrovia” e condivisa da vari organismi ed associazioni ambientaliste, nonchè fatta propria dal Comune di Cefalù, dalla Divisione infrastrutture delle FF.SS. s.p.a., da RFI s.p.a. – la quale ha peraltro già ottenuto tutte le prescritte autorizzazioni, e che rispetto all’originario progetto prevede, tra le altre opere, l’attraversamento dell'intero territorio di Cefalù e la realizzazione di una nuova stazione sotterranea nella cittadina turistica, da realizzare nei pressi di quella attuale (inserita inoltre nel Progetto Pegasus), oltre al prolungamento del doppio binario e quindi non più la sola tratta ferroviaria da Fiumetorto a Cefalù Ogliastrillo, ma da Fiumetorto a Castelbuono.