Legislatura 15 Atto di Sindacato Ispettivo n° 4-00535

Atto n. 4-00535

Pubblicato il 19 settembre 2006
Seduta n. 33

GRAMAZIO , FORTE , MARINI - Al Presidente del Consiglio dei ministri e ai Ministri della giustizia e dell'interno. -

Risultando all'interrogante che:

il Comune di Ardea, in provincia di Roma, è guidato dal 2004 da una maggioranza di centro-destra con il Sindaco indipendente e con competenze eminentemente tecniche;

a partire dalla data d’insediamento, il sindaco Carlo Eufemi, preside della locale scuola media, ha operato per creare nel territorio, particolarmente difficile perché interessato da ricorrenti fenomeni di abusivismo edilizio e di rapido incremento demografico, quelle condizioni di legalità e di vivibilità per gli oltre 40.000 abitanti che hanno portato alla formazione di una Giunta tecnica, svincolata dai partiti della maggioranza di centro-destra ed alla elaborazione di un piano per la legalità che ha dato molteplici frutti;

a decorrere dal mese di febbraio 2006, tuttavia, la Prefettura di Roma, guidata dal dott. Achille Serra, ha avviato una procedura, prima ai sensi dell'art. 143 del T.U. n. 267 del 2000 (per infiltrazione mafiosa), poi, derubricata nell’art. 141 della stessa normativa (per violazione di leggi), nominando una Commissione di accesso formata da esponenti della Polizia di Stato, Carabinieri e Guardia di finanza che ha operato una verifica a tappeto della situazione urbanistica, edilizia e della gestione del Comune, anche oltre il termine di legge fissato;

nonostante il grande impegno profuso ed i molti mesi di verifica di tutte le attività della Commissione di accesso, lo stesso organo prefettizio non ha rilevato alcuna violazione riconducibile alle ipotesi di infiltrazione mafiosa, e con nota del 2 agosto 2006, ha contestato unicamente violazioni di carattere amministrativo di minore rilevanza, assegnando con diffida il termine di un mese per i riscontri da parte del Comune;

durante la pausa estiva, il Comune ed il Sindaco hanno fortemente operato per adempiere le richieste della Prefettura, convocando per ben tre volte il Consiglio comunale, in regime di sospensione delle ferie per tutti i dirigenti, e il Comune ha prodotto un corposo piano di azione per gli interventi da compiersi in sede di sistemazione urbanistica adottando, tra l’altro, centinaia di ordinanze di demolizione che si appresta ad eseguire;

durante lo stesso periodo il Sindaco, validamente coadiuvato dal nuovo Dirigente del settore urbanistica, ing. Aldo Mura e dal Segretario comunale, dott.sa Macrì, in un clima di grande collaborazione con tutte le forze politiche locali, ha provveduto a:

rivedere l’assetto gestionale del Comune;

dettare le linee guida dell’azione di revisione della strumentazione urbanistica alla luce della difficile situazione derivante da annullamenti giurisdizionali;

effettuare una mappatura dell’abusivismo (che interessa Ardea come tutti gli altri territori limitrofi di espansione urbana) procedendo alla identificazione, con le Forze di polizia e la Magistratura, dei responsabili degli abusi;

denunciare alla Magistratura i soggetti responsabili degli abusi e fornire collaborazione alle Forze dell’ordine in ogni possibile azione per il recupero della legalità;

in quest’azione, il Sindaco e l’intera Amministrazione si sono mossi coinvolgendo la comunità locale ed i cittadini e creando un grande entusiasmo per lo sviluppo dell’azione di recupero di una gestione democratica della cosa pubblica;

tuttavia, a fronte di ciò, giungono dalla Prefettura di Roma e dal Ministero segnali inquietanti della prosecuzione dell’azione volta a determinare lo scioglimento del Consiglio comunale, nonostante la stessa Prefettura nelle contestazioni del 2 agosto 2006 avesse indicato un termine ed una modalità puntuale di risposta alle tematiche oggetto di interesse della Commissione di accesso e tutte queste richieste fossero state svolte ed esitate nella risposta dell’Amministrazione;

questa pervicacia dell’azione prefettizia appare sospetta, sia dal punto di vista procedimentale, poiché, allo stato, il provvedimento di scioglimento, risulterebbe, per i profili che governano il rapporto tra l’Amministrazione centrale e gli Enti locali, sicuramente illegittimo, sia perché il decreto di scioglimento sarebbe adottato senza considerare quanto fatto e da farsi, determinando, paradossalmente, un fermo dell’azione amministrativa di recupero della legalità da parte dei rappresentanti locali;

tale scelta, inoltre, sarebbe pericolosa in quanto rischierebbe di compromettere l’esecuzione di provvedimenti di tale complessità (come la revisione degli strumenti urbanistici) che non potrebbero essere adottati dal Commissario prefettizio eventualmente nominato per la loro strategica importanza, dando peraltro la stura ad una serie di contestazioni in sede amministrativa e giudiziale dell’operato di quest'ultimo organo,

si chiede di sapere:

quali siano i provvedimenti che la Prefettura di Roma intende adottare in merito al Comune di Ardea, tenuto conto del lungo tempo trascorso dalla verifica dell’azione amministrativa in loco e dei positivi riscontri forniti, in termini di azione adottate e di collaborazione, dagli organi locali all’azione del Prefetto Achille Serra;

nel caso in cui si volesse perseguire la linea dello scioglimento, se vi siano state azioni da parte di esponenti del centro-sinistra nella Provincia di Roma e della Regione Lazio volte a supportare questo esito dell’azione di verifica della gestione comunale, atteso il fatto che durante la precedente legislatura da quella parte politica sono intervenute diverse interrogazioni parlamentari in merito alle vicende del Comune di Ardea;

se e come la vicenda del Comune di Ardea si possa mettere a confronto con gli avvenimenti relativi al Comune di Nettuno e ad altre iniziative locali che vedono particolarmente attivi alcuni esponenti del centro-sinistra;

quali possano essere i profili di legittimità di un’azione che, a seguito dei riscontri forniti dal Comune di Ardea, appare priva degli elementi di legittimità, atteso lo stesso tono delle richieste prefettizie e delle risposte fornite dal Comune.