Legislatura 15 Atto di Sindacato Ispettivo n° 3-00108
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Atto n. 3-00108
Pubblicato il 2 agosto 2006
Seduta n. 30
MARTONE , RUSSO SPENA , PISA , MELE , GIANNINI , BRUTTI Paolo , DEL ROIO , MALABARBA - Al Ministro degli affari esteri. -
Risulta agli interroganti che:
lunedì 10 luglio 2006 il Ministro della sanità palestinese ha rivelato che l’esercito israeliano ha usato un nuovo tipo di esplosivo nella sua offensiva sulla Striscia di Gaza. Questi esplosivi contengono materiale tossico e radioattivo che brucia e lacera il corpo della vittima dall’interno e lascia deformazioni a lungo termine;
il Ministro chiede alla comunità internazionale e alle organizzazioni umanitarie di inviare una commissione medica ad esaminare le vittime e confermare la verità su queste armi proibite che Israele sembra stia usando;
il Ministro ha spiegato che la maggior parte delle ferite registrate negli ospedali risulta da enormi esplosioni che causano ustioni e lacerazioni degli arti, comprese le parti interne del corpo. Questo causa a sua volta deformazioni a lungo termine; oltre il 25% dei feriti sono bambini sotto i 16 anni;
la testimonianza del dottor Juma as Saqqà dell’ospedale Shifa di Gaza City raccolta da al Jazeera e dal quotidiano nazionale “il Manifesto” in data 28 luglio 2006, racconta che un gran numero di morti giunti in ospedale erano irriconoscibili in quanto completamente bruciati e anche i corpi dei feriti presentavano bruciature estese che i medici gestiscono con difficoltà per il fatto di non averle mai viste prima. Sembrerebbe che i parenti stessi non siano stati in grado di identificare molti dei cadaveri a causa delle bruciature;
passati ai raggi X i corpi delle vittime, sia deceduti che feriti, sempre secondo quanto dichiara il medico nell’intervista, presentavano tracce di schegge o proiettili, per questa ragione si è dedotto, secondo il medico, che possano essere state usate armi in grado di produrre bruciature di natura chimica o radioattiva, comunque di natura sconosciuta;
sempre il dott. Juma testimonia che l’équipe medica dell’ospedale è stata costretta ad amputare gli arti di almeno il 50% dei palestinesi feriti durante l’offensiva israeliana sulla Striscia di Gaza, in quanto questo tipo di armi provoca ustioni interne di quarto grado. I tessuti muoiono istantaneamente con gravissime lacerazioni, le ossa si carbonizzano;
considerato che:
anche in Libano si fanno sempre più pressanti i timori che Israele stia utilizzando armi chimiche, vietate dagli accordi internazionali, come le bombe al fosforo. Riporta sempre il quotidiano “il Manifesto” che alle accuse lanciate dal Governo libanese si sommano varie testimonianze. L’ex portavoce dell’UNIFIL in Libano, Timor Goksel, denuncia che molto probabilmente la causa della morte di alcune persone, da lui esaminate nell’obitorio dell’ospedale di Tiro, è da riferire all’uso di bombe al fosforo;
il dottor Mario Aoun, presidente dell’Ordine nazionale dei medici libanesi che sta coordinando le indagini di laboratorio per determinare le cause misteriose della morte di non pochi civili nelle regioni meridionali del Paese, conferma il sospetto che Israele stia utilizzando ordigni vietati dalle leggi internazionali;
considerato inoltre che:
secondo l’Organizzazione per la difesa dei diritti umani Human Rights Watch durante i bombardamenti nel sud del Libano, da testimonianza raccolta dal redattore, sarebbe stato fatto uso di munizioni a grappolo sparate dall’artiglieria israeliana. Si tratta di armi che, colpendo indiscriminatamente sia militari che soprattutto civili, sono proibite dai protocolli aggiuntivi alle Convenzioni di Ginevra: art. 51 “la popolazione civile non dovrà essere oggetto di attacchi”;
Israele non è nuovo all’utilizzo di armi proibite dalla Convenzione di Ginevra nella Striscia di Gaza. Rapporti di giornalisti ed organizzazioni per i diritti umani come B’tselem hanno denunciato l’uso di armi a frammentazione come “le flechette” che aggiungevano al potere esplosivo dei missili una pioggia di chiodi di varie dimensioni capaci di distruggere tutto quanto incontrino nella loro corsa e di fare scempio dei corpi umani: molti dei feriti dalle flechette sono stati colpiti proprio nel nord della Striscia di Gaza tra Beit Lahya e Beit Hanoun durante l’intifadah;
Israele non aderisce al trattato di non proliferazione nucleare ed al divieto di usare armi chimiche,
si chiede di sapere:
se il Governo non ritenga opportuno avviare a livello internazionale la richiesta affinché venga promossa un'inchiesta su un eventuale uso di armi non convenzionali nei territori sotto assedio;
se l'escalation militare e l'uso della forza che ha provocato vittime civili e gravi danni alle infrastrutture del Libano da parte di Israele, e la denuncia, riportata in premessa, da parte di rappresentanti di organizzazioni sanitarie libanesi e palestinesi, che operano sul territorio, non impongano al Governo italiano di valutare la sospensione dell'accordo fra il Governo della Repubblica italiana e il Governo dello Stato di Israele in materia di cooperazione nel settore militare e della difesa, approvato da Camera e Senato durante la XIV legislatura e divenuto legge il 3 maggio 2005.