Legislatura 15 Atto di Sindacato Ispettivo n° 1-00016
Azioni disponibili
Ai sensi del comma 3 del testo coordinato delle delibere n. 31 del 18 dicembre e n. 62 del 7 maggio 2015 sul diritto all'oblio il presente atto è integrato con la seguente documentazione.
Con sentenze della Corte d'Appello di Perugia del 18 settembre 2015 e dell'8 marzo 2016 è stata dichiarata la PRESCRIZIONE dei reati ascritti al dott. Leonardo GIOMBINI in relazione ai fatti indicati nella mozione n. 1-00016 della XV Legislatura.
Pubblicato il 5 luglio 2006
Seduta n. 13
SAPORITO , VALENTINO , BUCCICO , ASCIUTTI , CENTARO , PALMA , MONACELLI , BUTTIGLIONE , EUFEMI , CASTELLI , PIROVANO , STIFFONI
Il Senato,
premesso che:
notizie ampiamente riportate sui quotidiani umbri nei giorni scorsi hanno messo in luce le vicende collegate all'inchiesta relativa al coinvolgimento della società Coop Centro Italia e della controllata ICC (Immobiliare Centri Commerciali, impresa che fa parte della Coop Centro Italia), che ha portato all'arresto in data 29 maggio 2006 del costruttore Leonardo Giombini, con l'accusa di false fatturazioni - in concorso con altri indagati -, appropriazione indebita e trasferimento illecito di valori all'estero, con sviluppi che paiono attingere ambienti politici (non presunto versamento di tangenti);
le imputazioni ascritte al signor Giombini fotograferebbero il fine celato dall'operazione di intermediazione svolta dalla Sg Capital Srl amministrata dallo stesso costruttore, in favore dell'Immobiliare Centri Commerciali Srl, società che nel 2004 avrebbe acquistato da Spazio 2 Srl al prezzo di 6.500.000 euro un immobile a Collestrada;
per la suddetta intermediazione la Sg Capital avrebbe emesso la fattura n. 1 del 15 dicembre 2004, dell'importo di 850.000 euro, più 170.000 euro di iva, con la causale "intermediazione immobiliare relativa alla compravendita immobile Enel di Collestrada";
dalle indagini, sempre secondo le notizie di stampa, sarebbero emersi elementi a sostegno dell'ipotesi accusatoria ed in particolare che le prestazioni fatturate da Sg Capital alla ICC Srl sarebbero fittiziamente riferite alla società emittente per consentire l'evasione fiscale alla Giombini Costruzioni SpA (fattura n. 1 del 15 dicembre 2004 per intermediazione immobiliare), e che sarebbero false anche nell'oggetto - in quanto inesistenti - quelle riportate nella fatturazione n. 1 del 10 gennaio 2005 Sg Capital - ICC;
considerato inoltre che:
sulla base di quanto accertato dalla Guardia di finanza, sarebbe altresì emerso che: «... la informativa raffigurerebbe un altro e concorrente scenario, muovendo da accertamenti relativi ai rapporti tra la società Medusa Coop Centro Italia, Immobiliare ICC e Giombini Costruzioni in cui sono regolati reciproci diritti per effetto dell'acquisizione dell'immobile (stessa area ex Enel) da parte di ICC, con il riconoscimento in favore della Giombini Costruzioni di rilevantissima utilità operativa per gli appalti sull'eventuale ampliamento del centro di Collestrada e sulla costruzione di un complesso commerciale in provincia di Rieti »;
la Procura di Perugia avrebbe, altresì, contestato al costruttore di aver costituito, grazie alle false fatturazioni, una riserva in nero, trasferita all'estero (San Marino e Lussemburgo) e poi fatta rientrare in Italia, dando, così, luogo alla contestazione di intestazione fraudolenta di titoli, finalizzata al riciclaggio;
si tratterebbe di un importo pari a circa un milione e mezzo di euro, derivante da vendite immobiliari (residenze ad uso abitativo) eseguite tra il 1995 e il 1999, che avrebbero costituito una provvista extrabilancio, confluita poi in conti all'estero di familiari del signor Giombini e, successivamente, rientrata in Italia attraverso il sistema dello scudo fiscale;
nel corso delle indagini sarebbero, altresì, emersi elementi relativi alla corresponsione di tangenti ad alcuni esponenti politici, prima delle elezioni amministrative svoltesi nel 2005, fatto oggettivamente grave;
l'operazione finanziaria descritta nella pregressa narrativa riproduce un cliché collaudato e ricorrente nelle indagini di "Tangentopoli", nonché in successivi processi aventi per oggetto dazioni illecite di denaro a vario titolo ad esponenti politici da parte di imprenditori in cambio di "agevolazioni" in operazioni imprenditoriali;
secondo notizie riportate in articoli pubblicati dai quotidiani "Corriere della Sera" il 24 giugno 2006 e "La Nazione", "Corriere dell'Umbria" e "Il Giornale dell'Umbria" il 25 giugno 2006, emergerebbero presunti rapporti illegittimi tra il Presidente della Regione Umbria, Rita Lorenzetti, ed il Sindaco di Perugia, Renato Locchi, da un lato, e l'imprenditore Giombini, dall'altro, al vaglio dell'Autorità giudiziaria, e comunque una commistione tra imprenditori collegati alle cosiddette cooperative "rosse", esponenti di istituti di credito e rappresentanti anche apicali della politica umbra,
impegna il Governo:
ad assumere le iniziative di competenza volte ad accertare se e quali istituti bancari siano stati interessati alle operazioni finanziarie di cui in premessa e, in caso positivo, ad intevenire, per la verifica approfondita della regolarità delle operazioni;
ad assumere contestuali iniziative perché, attraverso l'intervento ispettivo del Ministero del lavoro, siano innescati i meccanismi di verifica e, se del caso, di commissariamento delle cooperative interessate;
ad accertare i rapporti intercorsi tra Giombini, eventuali soggetti politici, Coop Centro Italia e la controllata ICC;
a verificare, ove, anche indirettamente, siano stati arrecati danni allo Stato o ad Enti pubblici, la possibilità di tutelare nel procedimento penale l'interesse pubblico, attraverso la costituzione di parte civile.