Legislatura 15ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 268 del 13/12/2007

SAPORITO (AN). Signor Presidente, anche io vengo da una esperienza di sindacato, sia pure limitata nella mia vita, ma devo esprimere meraviglia perché ho sentito aleggiare da persone che hanno fatto la stessa esperienza politica e sindacale un senso di lesa maestà, come se una categoria si fosse ribellata al Governo. In realtà siamo di fronte ad una categoria che ha scioperato perché il Governo non si è comportato nei suoi confronti in maniera dignitosa.

Signor Ministro, non è vera la descrizione che lei ci ha fatto, perché il 7 febbraio 2007 non un piccolo numero, ma la maggioranza delle associazioni dell'autotrasporto non hanno accettato il protocollo.

Non è stato accettato perché - lo hanno detto in maniera chiara - non c'erano le risorse necessarie: volevano si mantenesse innanzitutto il livello di erogazione previsto nella precedente legge finanziaria e che si portassero avanti anche gli altri impegni che questo Governo si era assunto nei confronti della categoria.

Dal febbraio 2007 le associazioni non firmatarie del Protocollo sono state convocate - mi dispiace dirlo, signor Ministro - solo una volta dal suo capo di Gabinetto - per carità, sarà un'ottima persona - e in tale occasione e di concerto con le altre associazioni hanno richiesto risorse economiche pari a quelle definite nell'anno precedente, pari a 575 milioni di euro. Tale richiesta è stata completamente disattesa, tanto che nel disegno di legge finanziaria in discussione in Parlamento si prevedono solo 195 milioni di euro per la categoria.

Nell'incontro tecnico di cui pure lei ha parlato del novembre 2007 il rappresentante del Ministro affermava testualmente che il Governo non poteva concedere ulteriori risorse rispetto a quelle previste nel citato decreto-legge e che gli impegni di protocollo dell'intesa del 7 febbraio 2007 venivano ulteriormente rinviati.

Che deve fare una categoria, cari colleghi, quando sul piano delle richieste giuridiche e sul piano economico si vedono ridotte le somme su cui avevano già fatto affidamento?

Infatti, se nella legge finanziaria 2007 era prevista la cifra che ho ricordato, ci si sarebbe immaginato che il Governo, nell'orizzonte triennale di previsione delle spese e nella pluralità delle risorse messe a disposizione, continuasse su questa strada, perché possono cambiare i Governi però l'impegno dello Stato verso una categoria va mantenuto.

Quindi, non lesa maestà, ma semplicemente una categoria che in qualche modo è stata mortificata e disattesa negli incontri: insomma c'è stato qualcosa di non corretto sotto il profilo dei rapporti istituzionali e sindacali.

Questa è la realtà e, considerate le condizioni che sono state già ampiamente ricordate (gasolio, autostrade, personale, manutenzione, assicurazioni), hanno presentato tre proposte precise: non maggiori risorse economiche ma quelle già previste nella legge finanziaria 2007 (575 milioni di euro) e il mantenimento della parola per le piccole e medie imprese. Ricorderete che nell'intesa era previsto un fondo per l'autotrasporto per 116 milioni di euro, già previsto per le piccole imprese e quelle strutturate; avevano chiesto poi un provvedimento per la funzionalità del mercato e la normativa del settore, che interessa tutti quanti noi, e il problema dei controlli sulla strada, soprattutto con riferimento ai vettori esteri, l'introduzione del costo del gasolio in fattura, la previsione di un documento di tracciabilità per l'individuazione dei soggetti intervenuti nella filiera e la risoluzione di alcuni temi di carattere generale che già prima di me hanno ricordato.

Penso che la paura che ha avuto il Governo è il ricordo di quanto successe - i più anziani lo rammenteranno - in Cile, quando il Governo Allende cadde a seguito di un lunghissimo sciopero degli autotrasportatori. Forse è per questo che il Governo di centro-sinistra, che ha tante responsabilità nella situazione generale del Paese, ha capito che c'era qualcosa di rivoluzionario in questo movimento. Non è stata colpa sicuramente della categoria e, se - come ha riferito il Ministro - si può avere la prospettiva di un'intesa, mi pare lo si debba non tanto alla fermezza del Governo, che non c'è stata perché ha dovuto rincorrere gli eventi quando ormai si era quasi verificata una rivolta, ma alla saggezza della categoria che ancora una volta ha lanciato un messaggio al Governo e al Paese dicendo: abbiamo questi problemi, risolveteli.

Ministro, lei ha parlato di alcuni impegni. Alleanza Nazionale condivide la piattaforma che avete concordato, ma saremo qui a controllare politicamente che quegli impegni vengano mantenuti, così che non si vada avanti, come è stato fino ad oggi, con tante promesse, senza poi far niente.

 

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Malan. Ne ha facoltà.