Ordine del Giorno n. G100 al DDL n. 1726
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G100 (testo 2)
Non posto in votazione (*)
Il Senato,
in sede di esame del disegno di legge 1726 «Ratifica ed esecuzione dell'Accordo tra il Governo della Repubblica italiana e il Governo della Repubblica del Guatemala sulla promozione e protezione degli investimenti, fatto a Città del Guatemala 1'8 settembre 2003»,
premesso che:
l'8 agosto 2007 Amnesty International ha lanciato il rapporto «Persecution and Resistance: the experience of human rights defenders in Guatemala» (AMR 02/002/2007), in cui si denuncia la difficile situazione dei difensori dei diritti umani attivi nel paese. Numerosi sono gli episodi registrati di uccisioni, minacce, torture, finalizzate soprattutto ad ostacolare gli attivisti al punto che spesso vengono addirittura costretti ad abbandonare le proprie abitazioni o il proprio paese;
i principali soggetti a rischio sono gli attivisti che si occupano di diritti economici, sociali e culturali. Secondo l'Unità di protezione dei difensori dei diritti umani del Movimento nazionale per i diritti umani (National Human Rights Movement) nel 2006, in Guatemala si sono verificate circa 278 aggressioni ai danni di difensori dei diritti umani; di questi, circa la metà ha riguardato attivisti per i diritti economici, sociali e culturali;
considerato che:
per la Commissione Interamericana dei Diritti umani (CIDH) il Guatemala è in testa alla lista dei paesi dell'America Latina con il maggior numero di omicidi di donne, al punto che si è coniato il termine «feminicidio». Il contesto che ha reso possibile l'aumento di questi crimini è fondato in un sistema che non persegue tali delitti. Oltre alle richieste alle istituzioni di rendere visibile il problema e fornire risposte coerenti, i principali contributi delle organizzazioni di donne guatemalteche sono rappresentati dagli sforzi compiuti negli ultimi anni per portare alla luce una tradizione patriarcale che istituzionalizza, legittima, giustifica e rende naturali gli atti di violenza contro le donne;
considerato inoltre che:
secondo esperti nel campo dei diritti umani, ogni anno in Guatemala vengono perpetrati migliaia di omicidi che solo nel 2 per cento dei casi danno luogo ad arresti; che agli inizi del 2007 sono stati uccisi anche sindacalisti (come Pedro Zamora a Puerto Quetzal) e dirigenti contadini con le loro famiglie;
visto l'accordo tra il Governo del Guatemala e le Nazioni Unite per l'istituzione di una Commissione internazionale d'inchiesta contro l'impunità in Guatemala (CICIG), adottato il 12 dicembre 2006;
considerato infine che:
nel municipio di Chajul, nella zona di Xepatul, l'impresa italiana ENEL progetta di costruire una centrale idroelettrica con un diga sui fiumi Jute, San Vicente e Copòn. Il progetto idroelettrico colpirebbe le comunità di Pal, Santa Rosa Cimientos, Xaxa, Xaxboj e Sazbatza, le quali si oppongono al progetto che causerebbe la totale inondazione dei loro territori da parte delle acque dell'invaso,
impegna il Governo a:
sollecitare il Governo del Guatemala a ratificare l'accordo istitutivo della CICIG;
intervenire nelle sedi internazionali preposte affinché il Governo guatemalteco garantisca indipendenza, libertà e sicurezza alle autorità giudiziarie nelle indagini sui crimini di cui in premessa, chiedendo inoltre la piena cooperazione delle autorità nell'investigazione dei fatti;
sollecitare gli organismi internazionali competenti a favorire le iniziative in corso per la promozione dello Stato di diritto e il pieno rispetto dei diritti umani e delle persone in Guatemala;
impegna altresì il Governo ad assicurare che gli investimenti italiani nell'area garantiscano il pieno rispetto dei diritti dei popoli indigeni, delle comunità locali e dell'ambiente, secondo i principi sanciti dalle Nazioni Unite sulle imprese e i diritti umani.
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(*) Accolto dal Governo