Proposta di modifica n. G2 al DDL n. 845
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G2 (testo 2)
DIVINA, STIFFONI, CASTELLI, DAVICO, STEFANI, FRANCO PAOLO, GABANA, GALLI, FRUSCIO, LEONI, PIROVANO, POLLEDRI
Non posto in votazione (*)Il Senato,
rilevando:
con preoccupazione come la produzione di oppiacei continui a rappresentare la principale risorsa economica dell’Afghanistan per circa un terzo del prodotto interno lordo (1) di questo Paese;
altresì, come i flussi di derivati dall’oppio si dirigano, prevalentemente, verso i mercati dell’Europa occidentale, percorrendo rotte che spesso hanno un crocevia nei Balcani;
prendendo atto:
della determinazione mostrata da alcuni Paesi nella lotta all’economia afgana legata ai narcotici, determinazione che ha, ad esempio, condotto la Gran Bretagna ad attribuire ai suoi militari in missione in questo Paese, il compito, tra l’altro, di distruggere le coltivazioni di papavero,
impegna il Governo:
ad includere l’Italia, sia nell’ambito dell’Alleanza Atlantica sia in quello delle Nazioni Unite, nel novero dei Paesi che ritengono che l’Afghanistan non debba essere trasformato in uno Stato con un’economia dedita alla produzione ed esportazione di stupefacenti, contribuendo, altresì, all’elaborazione di una strategia complessiva di contrasto a tale fenomeno, che contempli, al tempo stesso, la eliminazione delle coltivazioni di papavero sul suolo afgano e l’incentivazione di colture alternative, esaminando altresì la possibilità di consentire produzioni controllate e destinate all'industria farmaceutica internazionale. (2)
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(*) Accolto dal Governo con le seguenti modifiche:
- Nella premessa le parole in neretto sostituiscono le altre: «per oltre il 65 per cento del prodotto interno lordo»
- Nel dispositivo le parole in neretto sostituiscono le altre: «con un’economia dedita unicamente alla produzione ed esportazione di stupefacenti, contribuendo, altresì, all’elaborazione di una strategia complessiva di contrasto a tale fenomeno, che contempli, al tempo stesso, la distruzione delle coltivazioni di papavero esistenti sul suolo afgano e l’incentivazione di colture alternative.»