Legislatura 14ª - 5ª Commissione permanente - Resoconto sommario n. 570 del 10/11/2004
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IN SEDE REFERENTE
(3163) Rendiconto generale dell' Amministrazione dello Stato per l 'esercizio finanziario 2003, approvato dalla Camera dei deputati
(Seguito e conclusione dell'esame)
Riprende l’esame sospeso nella seduta antimeridiana.
Il senatore RIPAMONTI (Verdi-U), intervenendo in dichiarazione di voto sul disegno di legge in titolo, evidenzia il carattere eccessivamente ottimistico e propagandistico della replica del relatore, che non tiene conto della difficile congiuntura economica e dell’andamento ormai fuori controllo dei conti pubblici risultante dai dati consuntivi del rendiconto in esame. Sottolinea, in particolare, l’ampio scarto tra dati finali e valori previsionali, indice di una incapacità di gestione della finanza pubblica da parte dell’attuale Governo che ha determinato i pessimi risultati registrati dall’Italia nell’ultimo anno, con un PIL diminuito nel 2003 dello 0,8 per cento rispetto all’anno precedente, dopo una serie di continue correzioni al ribasso. L’incoerenza delle previsioni economiche del Governo si riscontra anche sul fronte delle entrate e delle uscite del bilancio dello Stato, le cui stime sono state sempre "gonfiate" in senso migliorativo per celare i negativi andamenti della finanza pubblica: ricorda ad esempio la crescita accelerata delle spese correnti, in particolare di quelle primarie, malgrado la spesa per interessi continui a ridursi, grazie all’adesione dell’Italia all’euro, voluta e realizzata dai governi dell’Ulivo. Evidenzia poi l’uso reiterato di sanatorie e condoni, che hanno prodotto entrate straordinarie destinate a finanziare il suddetto aumento della spesa corrente, determinando nel contempo la contrazione delle entrate ordinarie.
Anche l’assestamento per il 2004, a suo avviso, conferma la gestione fuori controllo dei conti pubblici: in particolare, rileva la progressiva riduzione dell’avanzo primario, cui si aggiunge il permanere di un elevato livello del debito pubblico, nonché di una spesa per interessi sul debito stesso pari al 5 per cento del PIL (valore doppio rispetto agli altri paesi dell’Unione europea). Anche i saldi di finanza pubblica (indebitamento netto e saldo netto da finanziare) registrano una forte crescita in sede di assestamento rispetto alle previsioni iniziali contenute nella legge finanziaria per il 2004. Ciò è in parte dovuto anche alla mancata contabilizzazione delle maggiori entrate per il 2004, che pure sarebbero cresciute del 4,6 per cento: ritiene che la giustificazione del Governo circa una scelta di carattere prudenziale, per timore di un eventuale cambiamento del trend economico, sia di per sé pretestuosa ed incoerente, mentre toglie di significato ai dati del bilancio assestato.
Osserva poi che il Governo, malgrado l’ampia ed articolata replica, non ha ancora dato risposta al quesito da lui sollevato circa la riduzione operata in sede di assestamento ai fondi per la cooperazione allo sviluppo, con particolare riguardo a quelli per la lotta alle malattie come l’AIDS e la tubercolosi, per le quali vi sarebbe un taglio di quasi 100 milioni di euro rispetto all’anno prima. Chiede, pertanto, al Governo di fornire precisi chiarimenti in merito.
Conclusivamente, preannuncia il voto contrario della propria parte politica sul disegno di legge n. 3163 in esame.
Il senatore CADDEO (DS-U), pur prendendo atto del tentativo del relatore e del Governo di fornire risposta ai quesiti sollevati nel corso del dibattito sul provvedimento in esame, conferma le proprie critiche sullo stesso. In particolare, denuncia l’anomala politica di gestione del bilancio introdotta dall’attuale governo Berlusconi, che stravolge le procedure consolidate di formazione e di controllo della finanza pubblica previste dalla normativa vigente. Richiama a titolo di esempio la crescita abnorme dei residui passivi, che il Governo imputa genericamente a ritardi nelle procedure di spesa da parte delle amministrazioni pubbliche, senza tuttavia fornire maggiori dettagli sulle cause specifiche e sulle misure adottate per porvi rimedio. Gli errori compiuti dalle amministrazioni, infatti, non escludono la responsabilità delle amministrazioni stesse e, in ultima istanza, del Governo, che dovrebbe curare l’accuratezza delle previsioni di spesa ex ante.
Per quanto concerne l’assestamento, ritiene incomprensibile che il Governo non abbia contabilizzato le maggiori entrate registrate per il 2004, adducendo il pretesto del criterio prudenziale, in quanto non disponeva ancora dei dati consuntivi: ricorda, infatti, che in passato altre volte il Governo ha aggiustato il valore delle entrate, una volta acquisiti i dati definitivi, mediante appositi emendamenti al disegno di legge di assestamento. Sottolinea che l’incertezza delle entrate dipende invece dell’effetto negativo prodotto sul gettito fiscale dall’uso ripetuto dei condoni e delle sanatorie, che hanno assicurato entrate straordinarie non ripetibili a detrimento di quelle ordinarie.
Nel richiamare le responsabilità dirette del Governo su tali risultati negativi, rileva che non sono comunque stati forniti adeguati chiarimenti su altre questioni sollevate nel corso del dibattito, ad esempio il volume crescente delle eccedenze di spesa, che sembrano diventare un fenomeno ormai sistematico. Ricorda, quindi, l’aumento delle spese correnti, cresciute dell’1 per cento del PIL dal 2002 al 2003 e addirittura del 2,3 per cento del PIL dal 2001 al 2003: si tratta di elargizioni di tipo clientelare volute dal governo Berlusconi, che hanno però eliminato risorse per il futuro sviluppo del Paese, con il risultato che non sarà più possibile attuare quelle riforme e quegli investimenti richiesti da più parti per rilanciare l’economia.
Per quanto riguarda le entrate, l’aumento dello 0,3 per cento del PIL tra il 2002 e il 2003 rivela che la pressione fiscale, lungi dal diminuire come asserito dal Governo, sta invece aumentando, ma le entrate straordinarie, come già ricordato, hanno ormai fagocitato quelle ordinarie.
Per tali ragioni, ritiene che in mancanza di adeguati interventi la gestione della finanza pubblica sia destinata ad andare ulteriormente fuori controllo e dichiara quindi il voto contrario della propria parte politica sul disegno di legge di rendiconto in esame.
Il senatore MICHELINI (Aut) preannuncia il voto contrario del proprio Gruppo sul provvedimento in esame, richiamando i rilievi critici già espressi nel precedente intervento durante la discussione generale, con particolare riguardo alla gestione disomogenea del bilancio operata dal Governo, che ha registrato delle spese a consuntivo assai superiori alle risorse appostate in sede di previsione. Rileva, inoltre, la grave irregolarità derivante dal fatto che il rendiconto in esame è stato presentato alle Camere anche se la Corte dei conti non lo ha interamente parificato, segnalando la sussistenza di una serie di impegni di spesa e di pagamenti non correttamente contabilizzati a bilancio. Evidenzia che tale procedura pone non solo un problema di carattere giuridico, ma anche etico, da parte dei funzionari e degli amministratori del pubblico denaro.
Richiama poi alcuni quesiti specifici da lui posti in precedenza, ai quali il Governo non ha fornito adeguata risposta, come nel caso delle eccedenze di spesa. Se infatti il Governo, nella sua replica, ha dichiarato di aver assunto le opportune iniziative nei confronti del Ministero dell’istruzione, da cui provengono gran parte degli esuberi di spesa nel 2003, ritiene che tale rassicurazione sia generica e non elimini la responsabilità del Governo, che attiene ad un difetto di gestione e non, come asserito, di programmazione. Con tale procedura si va ad avallare fin dall’inizio la possibilità che funzionari ed amministratori pubblici spendano denaro senza le necessarie autorizzazioni: al riguardo, si chiede che cosa accadrebbe se il Parlamento si rifiutasse di ratificare a posteriori le suddette eccedenze di spesa e ne ritenesse direttamente responsabile il Governo. Forse tale assunzione di responsabilità imporrebbe alle Amministrazioni un comportamento più corretto, sia sotto il profilo giuridico che morale.
Altrettanto insoddisfacenti giudica le risposte fornite dal Governo sui quesiti relativi alle regolazioni contabili e debitorie, in quanto non è stata colta l’essenza del problema, ovvero che le regolazioni contabili e debitorie, pur venendo registrate in bilancio, hanno effetto solo in termini di cassa e non anche di competenza sull’esercizio in cui si manifestano. Sebbene ciò sia formalmente corretto, la conseguenza pratica è che il saldo netto da finanziare non registra tali variazioni, e risulta quindi sottostimato rispetto alla realtà: dato l’elevato ammontare raggiunto dalle regolazioni contabili e debitorie, questo fa sì che il bilancio non fornisca una rappresentazione veritiera della situazione dei conti pubblici.
Nessun altro chiedendo di intervenire per dichiarazione di voto, verificata la presenza del prescritto numero legale, il PRESIDENTE pone in votazione la proposta di conferire mandato al relatore a riferire favorevolmente per l’Assemblea sul disegno di legge in titolo, autorizzandolo a chiedere lo svolgimento della relazione orale.
La Commissione approva, quindi, la proposta del Presidente.
(3164) Disposizioni per l' assestamento del bilancio dello Stato e dei bilanci delle Amministrazioni autonome per l' anno finanziario 2004, approvato dalla Camera dei deputati
(Seguito e conclusione dell'esame)
Riprende l’esame sospeso nella seduta di ieri.
Il presidente AZZOLLINI, ricordando l’avvenuta disgiunzione dell’esame dei disegni di legge nn. 3163 e 3164, invita i senatori a formulare le proprie dichiarazioni di voto sul provvedimento n. 3164, tenendo conto delle considerazioni già svolte nel corso della discussione generale nonché delle repliche del relatore e del Governo.
Il senatore RIPAMONTI (Verdi-U), richiamando le osservazioni già formulate in sede di esame del disegno di legge n. 3163, preannuncia il voto contrario della propria parte politica sul provvedimento in titolo.
Il senatore CADDEO (DS-U) conferma, a nome della propria parte politica, il voto contrario sul disegno di legge di assestamento già preannunciato nel corso dell’intervento relativo al disegno di legge n. 3163.
Il senatore MICHELINI (Aut) dichiara il voto contrario della propria parte politica sul disegno di legge di assestamento n. 3164, ricollegandosi alle osservazioni già formulate in merito all’altro disegno di legge n. 3163.
Il senatore GIARETTA (Mar-DL-U) preannuncia il voto contrario del proprio Gruppo sul disegno di legge in titolo, richiamando anch’egli le considerazioni svolte in precedenza.
Verificata la presenza del prescritto numero legale, su proposta del PRESIDENTE, la Commissione conferisce mandato al relatore a riferire favorevolmente all’Assemblea sul disegno di legge in esame, autorizzandolo a chiedere lo svolgimento della relazione orale.