Legislatura 14ª - Disegno di legge N. 1288

Onorevoli Senatori. – Fra gli obiettivi da perseguire per ridurre l’incidenza delle malattie associate ad errate abitudini alimentari, secondo gli impegni assunti dall’Italia anche in campo internazionale, si inserisce l’eradicazione del gozzo endemico e degli altri disordini da carenza iodica.

    Lo iodio è un microelemento indispensabile per la salute, poiché grazie a questa sostanza la tiroide può produrre gli ormoni che regolano alcune importanti funzioni dell’organismo: il metabolismo, lo sviluppo del sistema nervoso centrale, la crescita dell’apparato scheletrico, la maturazione sessuale. Se l’apporto di iodio è inferiore al necessario, la produzione di tali ormoni tende a diminuire, compromettendo il buon funzionamento della ghiandola tiroidea e generando varie patologie. La più comune manifestazione clinica causata dalla carenza iodica è un ingrandimento della tiroide (gozzo). Il gozzo si manifesta nella maggior parte dei casi come modesto ingrossamento del collo, che può raggiungere anche dimensioni tali da provocare disturbi della deglutizione e della respirazione. Malattie più gravi si osservano quando la carenza iodica è molto marcata (ipotiroidismo); quando essa si manifesta nella vita fetale o neonatale può determinare ritardo mentale, sordomutismo, bassa statura ed alterazione del sistema neuromuscolare e scheletrico. Questi stati morbosi possono essere agevolmente prevenuti, ma sono molto difficili da curare dopo la loro insorgenza e la guarigione completa è spesso impossibile.
    Lo iodio che, peraltro, non è prodotto dal nostro organismo, viene assunto, in genere, attraverso gli alimenti. Il fabbisogno giornaliero di ogni organismo è di 150 microgrammi. Tuttavia, poiché è difficile introdurre con la dieta la quantità iodica necessaria per l’organismo, il metodo migliore per aumentare l’apporto di iodio consiste, senza dubbio, nel sostituire il comune sale da cucina con il sale arricchito di iodio. Si tratta di una soluzione semplice ma efficace, innanzitutto perché il sale è consumato da tutti, l’assunzione è giornaliera, il suo uso non è limitato da fattori economici in quanto a basso costo, il processo di aggiunta di iodio al sale è poco costoso. Inoltre, il sale addizionato con iodio (cioè iodurato o iodato) non altera assolutamente il sapore degli alimenti, va impiegato esattamente nelle stesse quantità del sale normale e, anche utilizzato in modo prolungato, non presenta alcuna controindicazione, poiché l’organismo è capace di mantenere costante la quantità di iodio, eliminando la quota in eccesso attraverso la diuresi.
    L’efficacia di questo sistema di profilassi è stata chiaramente dimostrata negli USA, in Scandinavia, in Germania ed in Venezuela, dove non esistono più il gozzo e la iodocarenza, grazie a capillari campagne informative e puntuali interventi normativi sulla produzione e il commercio di sale arricchito di iodio. L’Italia non è ancora riuscita a lanciare una adeguata campagna di iodoprofilassi, sebbene la carenza di iodio costituisca una imprescindibile emergenza sanitaria anche nel nostro paese, dove il numero delle persone colpite da gozzo è elevatissimo (circa sei milioni) e la malattia costa allo Stato almeno 150 milioni di euro all’anno, fra diagnosi e terapie. Inoltre, il rischio riguarda ormai tutta la popolazione italiana: infatti, i rilevamenti epidemiologici più recenti dimostrano come la carenza iodica ed i disturbi ad essa collegati non siano limitati più alle sole regioni montane del Nord Italia (storicamente interessate da tale fenomeno), ma si estendano ormai anche a quelle centrali e meridionali, alle zone di pianura e addirittura alla costa.
    Pur essendo scientificamente dimostrato da oltre 70-80 anni l’utilità preventiva del sale iodato, oggi l’Italia è negli ultimi posti d’Europa per l’impiego di sale da cucina integrato di iodio, con un consumo tuttora inferiore al 3 per cento di tutto il sale alimentare. Tale grave ritardo è da imputarsi a diversi fattori: innanzitutto, solo da pochi anni (2-3) il sale iodato è diffusamente reperibile; a tal proposito vale la pena ricordare che il Monopolio di Stato italiano, fin quando era obbligatoriamente l’unico produttore in Italia di sale da cucina, non ha mai prodotto sale iodurato «fino», ma solo il tipo «grosso», meno utilizzato. Inoltre, il sale iodato costa (solo in Italia) da tre a sei volte in più (nei diversi punti vendita) rispetto al sale comune non iodato, mentre in tutte le nazioni industrializzate il suo costo è identico al sale comune e viene integrato e supportato, a tal fine, da appositi finanziamenti statali. Infine, solo di recente, il Ministero della salute ha iniziato a promuovere, relativamente a tali problematiche, campagne informative per la popolazione e di aggiornamento per i medici. Del tutto inadeguata e insufficiente risulta, peraltro, la legislazione attualmente vigente nel nostro paese: è infatti prevista la produzione e la vendita di sale iodato su tutto il territorio nazionale, ma l’impiego di questo prodotto rimane su base volontaria, rimesso cioè all’iniziativa dei singoli. Non essendo possibile attuare in Italia una iodoprofilassi obbligatoria, in quanto ciò urterebbe con il principio della libertà di scelta costituzionalmente protetto, una valida alternativa può essere quella di varare una disciplina semi-obbligatoria, simile a quella già da tempo adottata dall’Austria. In questo paese è sancito l’obbligo per tutti i rivenditori di tenere nel proprio esercizio almeno un tipo di sale addizionato con iodio, riservando la vendita di sale comune (non integrato di iodio) soltanto a chi ne faccia esplicita richiesta.
    A tal fine è presentato il seguente disegno di legge.