Legislatura 13ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 011ø del 26 GIUGNO 1996
Azioni disponibili
SENATO DELLA REPUBBLICA
  XIII LEGISLATURA
11º SEDUTA PUBBLICA
RESOCONTO STENOGRAFICO
MERCOLEDÍ 26 GIUGNO 1996
(Antimeridiana)
Presidenza del presidente MANCINO,
Presidenza del presidente MANCINO
PRESIDENTE . La seduta é aperta (ore 9,30).
Si dia lettura del processo verbale.
SCOPELLITI , segretario, dà lettura del processo verbale della seduta del giorno precedente.
PRESIDENTE . Non essendovi osservazioni, il processo verbale é approvato.
PRESIDENTE . Sono in congedo i senatori: Brutti, Carella, De Anna, Giorgianni, Lauria Michele, Marchetti, Migone, Petrucci, Pettinato, Sarto, Terracini, Toia.
Sono assenti per incarico avuto dal Senato i senatori: Gubert, a Bruxelles, alla riunione dei Presidenti delle Commissioni Affari esteri e Difesa degli Stati membri dell'Unione europea; Cioni, Lorenzi e Lauricella, a Strasburgo, per attività dell'Assemblea parlamentare del Consiglio d'Europa.
Sul grave attentato di ieri in Arabia Saudita
TE . Onorevoli colleghi, sono certo d'interpretare i sentimenti di tutto il Senato nell'esprimere il cordoglio per le vittime del gravissimo attentato di ieri sera a Dahran in Arabia Saudita, che ha provocato un numero ingente di morti, sembra quasi esclusivamente di cittadinanza americana.
Ma oltre il profondo dolore per le perdite umane e la convinta solidarietà e l'augurio verso coloro che sono rimasti feriti, la nostra condanna non puó non levarsi nei confronti di un atto che viene a colpire non solo una zona cruciale nell'equilibrio della pace del mondo intero, ma anche tutti coloro che, uomini di Stato e militari, attraverso mille difficoltà e in un processo, non sempre lineare, di pacificazione di quell'area, lavorano per l'instaurazione di un clima di collaborazione e fratellanza fra i popoli.
CAVAZZUTI , sottosegretario di Stato per il tesoro. Domando di parlare.
PRESIDENTE . Ne ha facoltà.
CAVAZZUTI , sottosegretario di Stato per il tesoro. Il Governo si associa alle parole da lei pronunciate.
Seguito della discussione del disegno di legge:
(454) Conversione in legge del decreto-legge 17 maggio 1996, n. 270, recante modifiche al nuovo codice della strada
(Relazione orale) PRESIDENTE . L'ordine del giorno reca il seguito della discussione del disegno di legge: "Conversione in legge del decreto-legge 17 maggio 1996, n. 270, recante modifiche al nuovo codice della strada".
Ricordo che nella seduta di ieri si é conclusa la discussione generale. Ha facoltà di parlare il relatore.
CARPINELLI , relatore. Signor Presidente, rinuncio alla replica.
PRESIDENTE . Ha facoltà di parlare il rappresentante del Governo.
BARGONE , sottosegretario di Stato per i lavori pubblici. Signor Presidente, mi rimetto alle considerazioni già svolte dal senatore Carpinelli sia in ordine all'opportunità di ridimensionare il decreto, che sull'orientamento di convertirlo cosí com'é.
Per quanto riguarda l'osservazione sollevata dal senatore Martelli ricordo che sui limiti di velocità il riferimento é l'articolo 142 del nuovo codice della strada. Entro quei limiti l'ente proprietario puó fissare una velocità piú bassa per motivi di sicurezza della circolazione. Ogni modifica tesa invece ad aumentare i suddetti limiti deve essere oggetto di apposita norma di legge. La questione é stata da noi valutata e puó essere superata soltanto con un provvedimento legislativo.
PRESIDENTE . Passiamo all'esame dell'articolo 1 del disegno di legge:
Art. 1.
1. É convertito in legge il decreto-legge 17 maggio 1996, n. 270, recante modifiche al nuovo codice della strada.
Avverto che gli emendamenti si intendono riferiti agli articoli del decreto-legge da convertire.
Passiamo all'esame degli emendamenti riferiti all'articolo 1 del decreto-legge.
Ricordo che il testo dell'articolo, per effetto delle sopressioni deliberate dall'Assemblea ai sensi dell'articolo 78 del Regolamento, é il seguente:
Articolo 1.
1. Al decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, come modificato dal decreto legislativo 10 settembre 1993, n. 360, sono apportate le seguenti modificazioni:
c)
1) al comma 1:
a) alla lettera a) le parole: "2,50 m." sono sostituite dalle seguenti: "2,55 m.";
b) alla lettera c) le parole: "7,50 m. per i veicoli ad un asse e" sono soppresse ed é aggiunto, in fine, il seguente periodo: "Gli autobus da noleggio e da gran turismo possono essere dotati di strutture applicate posteriormente a sbalzo, in deroga alla predetta lunghezza massima, secondo direttive stabilite con decreto del Ministero dei trasporti e della navigazione - Direzione generale della M.C.T.C.";
2) al comma 2 le parole: "la lunghezza massima di 18,35 m." sono sostituite dalle seguenti: "la lunghezza massima di 18,75 m.";
h)
1) al comma 1 le parole: "di tre anni a decorrere dall'entrata in vigore delle presenti norme." sono sostituite dalle seguenti: "del 31 dicembre 1996.";
i)
" 8. Alle macchine agricole e alle macchine operatrici di cui al capo IV, titolo III (Circolazione su strada delle macchine agricole e delle macchine operatrici), sia in merito alle caratteristiche che alla costruzione ed omologazione, alla circolazione, alla revisione ed alla targatura, si applicano, in quanto compatibili, le disposizioni del presente articolo. Le omologazioni già rilasciate entro la data di entrata in vigore dei decreti attuativi previsti nel presente articolo conservano, ai fini della immissione in circolazione delle macchine agricole e delle macchine operatrici, la validità fino alla scadenza temporale; per le omologazioni prive di scadenza temporale questa é fissata al compimento del quinto anno dalla data di entrata in vigore dei predetti decreti attuativi. Fanno eccezione le motoagricole di cui alle previgenti disposizioni in materia, che possono essere immesse in circolazione senza necessità dei successivi adeguamenti, con la classificazione prevista dalle disposizioni citate, fino alla scadenza temporale dell'omologazione del tipo già concessa, e comunque non oltre il 31 marzo 1997. Per i complessi costituiti da trattrici e attrezzi comunque portati, di cui all'articolo 104, comma 7, lettera e) , immessi in circolazione alla data di entrata in vigore del presente codice, si applicano le disposizioni previgenti.".
A questo articolo sono riferiti i seguenti emendamenti:
Al comma 1, alla lettera
" 0c) all'articolo 12, comma 3, dopo la lettera f), aggiungere la seguente:
" f-bis) dal personale dei Corpi dei Vigili del Fuoco e della Protezione Civile che operi in aree colpite da emergenza o pubblica calamità oppure sugli itinerari ove la circolazione stradale sia controllata per le stesse esigenze"".
1.1
THALER AUSSERHOFER
Al comma 1, alla lettera
1.2
CASTELLI
Al comma 1, dopo la lettera
" c-bis) All'articolo 177, comma 1, dopo le parole: "servizi di polizia e antincendio" inserire le seguenti: "a quelli del Corpo Nazionale del Soccorso Alpino e Speleologico e"".
1.3
THALER AUSSERHOFER
Al comma 1, dopo la lettera
" c-bis) all'articolo 190 sono apportate le seguenti modificazioni:
1) il comma 8 é sostituito dal seguente: "La circolazione mediante tavole od altri acceleratori di andatura é vietata sulla carreggiata delle strade. La circolazione mediante pattini in linea é consentita sulla carreggiata delle strade purché gli stessi siano muniti di dispositivo frenante e purché il pattinatore sia munito di adeguate protezioni.";
2) il comma 9 é sostituito dal seguente: "É vietato effettuare sulle carreggiate giochi, allenamenti e manifestazioni sportive non autorizzate. Sugli spazi riservati ai pedoni é vietato usare tavole od altri acceleratori di andatura che possano creare situazini di pericolo per gli altri utenti. Su tali spazi é consentito usare i pattini in linea purché non si creino situazioni di pericolo per gli altri utenti."".
1.4
CECCATO
Invito i presentatori ad illustrarli.
Poiché la senatrice Thaler Ausserhofer é assente, si intende che abbia rinunciato ad illustrare gli emendamenti 1.1 e 1.3.
CASTELLI . Signor Presidente, l'emendamento 1.2, da me presentato, é di natura eminentemente tecnica ed avrebbe dovuto essere discus so in modo piú approfondito in Commissione. Questo non é stato fatto poiché si é aderito alla volontà della maggioranza della Commissione di licenziare velocemente il testo stesso per sottoporlo all'esame dell'Assemblea. Desidero illustrare l'emendamento in modo conciso ritenendo che, seppur di natura tecnica, sia molto importante. Mi rivolgo specificamente al sottosegretario Bargone affinché voglia prendere in considerazione tale questione.
Esistono oggi nel mercato internazionale le cosiddette casse mobili da 48 piedi. Esse servono soprattutto per i trasporti intermodali e tutti sappiamo quanto essi siano importanti. Non c'é infatti convegno dove partecipino gli addetti ai trasporti in cui non si auspichi l'adozione di interventi riguardanti l'intermodalità; inoltre, numerosi provvedimenti di legge tendono a facilitare questo tipo di trasporto. Ma se oggi noi poniamo queste casse mobili sugli autoarticolati, la lunghezza totale del veicolo diventa tale per cui, ai sensi del vigente codice della strada, la sagoma limite viene superata di circa 30 centimetri. Il veicolo diventerebbe pertanto un convoglio eccezionale, con tutti i problemi di carattere pratico e burocratico che ne conseguono.
Oggi si parla di just in time , di collegamenti celeri. Ebbene, immaginate l'operatore che ha a disposizione le seguenti due opzioni: o blocca il carico e attende l'arrivo delle autorizzazioni necessarie, perdendo di fatto le commesse successive perché il cliente sicuramente non sarà soddisfatto, o é costretto ad operazioni manuali, come il trasferimento del carico all'interno di casse mobili da 45 piedi, di modo che l'articolato possa rispettare i limiti di legge.
Come vedete, si tratta di una questione puramente tecnica. Occorrerebbe sanare una lacuna oggi esistente all'interno del codice della strada per agevolare il lavoro dei nostri operatori. Questo emendamento, tra l'altro, se adottato, non sarebbe in contrasto con la normativa CEE la quale recita che, all'interno del proprio territorio nazionale, gli Stati membri possono adottare provvedimenti in deroga ai limiti previsti dalla CEE. Tra l'altro, un simile provvedimento non rappresenterebbe un danno ma un ulteriore incentivo per l'adozione di interventi per l'intermodalità. In tal modo, un autoarticolato eccedente i 17 metri, in forza della normativa CEE, non potrebbe attraversare i confini e, di fatto, chi adotta questo tipo di casse - che, ripeto, sono "all'ultima moda" nei trasporti - sarebbe costretto a trasportarle in treno. Il viaggio sul veicolo gommato si svolgerebbe quindi solo all'interno degli Stati nazionali.
Presidenza della vice presidente SALVATO
( Segue CASTELLI). Se tale emendamento venisse adottato, porterebbe solo benefici e nessuno svantaggio.
Proponiamo pertanto con il nostro emendamento di prevedere la lunghezza totale di 17 metri; in tal modo, si consentirebbe di adottare questo tipo di trasporto. Ricordo che da molto tempo tale richiesta viene avanzata dal mondo degli autotrasportatori e che da colloqui da me personalmente avuti presso il Ministero dei trasporti é emerso che non c'é alcuna difficoltà da parte di quell'Amministrazione ad adottare questo tipo di lunghezze: ci é sempre stato risposto che in realtà la decisione andava assunta in sede di Ministero dei lavori pubblici, competente in materia di codice della strada.
Mi rivolgo quindi al Governo affinché voglia accogliere questo emendamento, che rappresenta un segnale molto positivo verso il mondo del lavoro.
PRESIDENTE . Stante l'assenza del senatore Ceccato, si intende che abbia rinunciato ad illustrare l'emendamento 1.4.
CASTELLI . Domando di parlare.
PRESIDENTE . Ne ha facoltà.
CASTELLI . Chiedo scusa dell'ignoranza del Regolamento del Senato: so che alla Camera é possibile fare proprio l'emendamento del collega assente.
PRESIDENTE . Anche al Senato é possibile, senatore Castelli: quando arriveremo al momento del voto, lei potrà far proprio l'emendamento.
Invito il relatore e il rappresentante del Governo a pronunciarsi sugli emendamenti in esame.
CARPINELLI , relatore. Esprimo parere contrario sull'emendamento 1.1 perché tratta materia non di pertinenza del presente provvedimento; mi sembra soprattutto che esso rappresenti un ulteriore appesantimento di tutta una serie di altre competenze. In base all'articolo 12, l'espletamento dei servizi di polizia spetta già alla Polizia stradale, alla Polizia di Stato, all'Arma dei carabinieri, alla Guardia di finanza, ai Corpi ed i Servizi di polizia municipale e ai funzionari del Ministero dell'interno addetti al servizio di polizia stradale. Ritengo che una ulteriore competenza da attribuirsi, sia pure in casi eccezionali, ai Corpi dei vigili del fuoco e della protezione civile sia un po' ridondante rispetto alla situazione: anche in casi di calamità naturale effettivamente c'é sempre la presenza delle forze di polizia.
Per lo stesso motivo esprimo parere contrario all'emendamento 1.3.
Circa l'emendamento 1.2, la materia di cui trattasi avrebbe dovuto essere approfondita maggiormente in Commissione ma é mancato materialmente il tempo; peraltro lo stesso presentatore non era stato in grado in quella sede di fornirci sufficienti strumenti di supporto. Ho controllato la normativa europea e non mi risulta che esista tale indicazione. In ogni caso, mi rimetto al parere del Governo, cosí come sull'emendamento 1.4.
BARGONE , sottosegretario di Stato per i lavori pubblici. Sono d'accordo con il parere espresso dal relatore sugli emendamenti 1.1 e 1.3.
Circa l'emendamento 1.2, presentato dal senatore Castelli esso non é accoglibile: le dimensioni sono fissate in sede comunitaria. Peraltro le modifiche introdotte con questo decreto-legge rispondono ad un progetto comunitario che é stato già approvato. Approvando questo emendamento ci porremmo al di fuori delle direttive comunitarie.
Per quanto concerne l'emendamento 1.4, in esso vengono proposte norme contrarie ai requisiti di sicurezza stradale: intanto non sono chiari alcuni termini come "pattini in linea", né se per tali acceleratori di andatura esistono norme costruttive che garantiscano l'efficienza dei dispositivi di frenatura. Si tratta di una proposta già avanzata in altre occasioni e che é stata respinta. Tra l'altro sui veicoli, come definiti dall'articolo 47 del codice, non sono previsti gli acceleratori di andatura: essendo la carreggiata la parte della strada destinata alla circolazione dei veicoli (articolo 3 del codice), non si vede come questi possano essere ammessi a transitarvi. Per questi motivi, il Governo é contrario a tutti e quattro gli emendamenti.
PRESIDENTE . Metto ai voti l'emendamento 1.1, presentato dalla senatrice Thaler Ausserhofer.
Non é approvato.
Metto ai voti l'emendamento 1.2, presentato dal senatore Castelli.
Non é approvato.
Metto ai voti l'emendamento 1.3, presentato dalla senatrice Thaler Ausserhofer.
Non é approvato.
Passiamo alla votazione dell'emendamento 1.4. Il presentatore, senatore Ceccato non é presente in Aula.
CASTELLI . Signor Presidente, faccio mio l'emendamento 1.4.
PRESIDENTE . Metto ai voti l'emendamento 1.4, presentato dal senatore Ceccato e fatto proprio dal senatore Castelli.
Non é approvato.
Ricordo che l'articolo 2 del decreto-legge é il seguente:
Articolo 2.
1. Il presente decreto entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana e sarà presentato alle Camere per la conversione in legge.
Passiamo alla votazione finale.
CASTELLI . Domando di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE . Ne ha facoltà.
CASTELLI . Signora Presidente, colleghi, il mio Gruppo voterà contro questo disegno di legge poiché ritiene che il Governo ha perso una grossa occasione per venire incontro a giuste esigenze del mondo dell'autotrasporto e evidentemente, dovrà assumersene la responsabilità.
Vorrei replicare alle parole del sottosegretario Bargone il quale ha dichiarato che la lunghezza indicata nell'emendamento da me presentato non é prevista dai regolamenti CEE. Questo é vero, peccato peró, che si sia dimenticato di una cosa molto semplice. Vorrei leggere un estratto della direttiva CEE 85/3: all'articolo 3, ultimo comma é scritto: "gli stati membri sono autorizzati ad adottare pesi o dimensioni maggiori...". Se si vuole, quindi, bocciare questo emendamento per altri motivi noi, evidentemente, ci rimettiamo alla volontà del Governo e della maggioranza poiché queste sono le regole che vigono in democrazia, ma, per favore, non si adducano motivazioni false. Infatti noi oggi avremmo potuto adottare questo emendamento che é perfettamente in linea con la legislazione CEE, come ho testé spiegato.
In questa circostanza noi perdiamo l'occasione per metterci al passo con i tempi. Le casse mobili da 48 piedi girano in tutto il mondo e adesso, i nostri spedizionieri e autotrasportatori dovranno spiegare ai giapponesi, ai cinesi di Pechino e a quelli di Taiwan e ai tedeschi che in Italia, invece, questo tipo di veicoli non puó circolare; e si coglierà, cosí, per l'ennesima volta, l'occasione per far vedere che il nostro é un paese arretrato del terzo mondo. Prendo atto che evidentemente questa é la volontà del Governo.
Ripeto, abbiamo perso una grande occasione e ritengo che non si potrà fare in modo che questa si ripresenti alla Camera poiché mi rendo conto - ed é una questione che condivido - che c'é la necessità di convertire in legge, il piú rapidamente possibile, tutti i decreti-legge giacenti. Peró credo che sarebbe stato un bene, e non lo dico come membro della maggioranza o della minoranza ma delle istituzioni, che tale questione fosse stata un po' piú approfondita dal relatore. Non si puó legiferare sulla pelle degli operatori economici. Sappiamo già quanti problemi ha il mondo dell'autotrasporto; sicuramente il Ministro e i Sottosegretari per i trasporti di questo Governo diranno in tutte le sedi opportune che occorre portare avanti l'intermodalità, peró poi, nei fatti, quando si tratta di adottare provvedimenti che servono a questo fine, li affondano per assoluta superficialità.
Ritengo che il parere contrario appena espresso dal rappresentante del Governo non sia un parere tecnico ma puramente politico, poiché non si é stati in grado di approfondire una questione che, tra l'altro, é all'ordine del giorno da moltissimo tempo. Sono anni che noi tentiamo di introdurre questo tipo di modifica, che é tra l'altro perfettamente corretta dal punto di vista tecnico, e ricordo al sottosegretario Bargone - a mano che non lo sappia - che la normativa CEE prevede un peso massimo totale dei veicoli di 40 tonnellate, mentre in Italia il peso massimo previsto, proprio in funzione dell'articolo che prima ho ricordato, é di 44 tonnellate. Ci sono, quindi, già degli esempi in questo senso poiché di solito si cerca di portare avanti le questioni di carattere tecnico che sicuramente, almeno per quanto riguarda gli operatori, dovrebbero far premio su quelle di carattere politico. Prendo atto che il Governo ha perso un'occasione per aggiornare il paese rispetto ai concorrenti.
I nostri operatori sono abituati a lavorare in condizioni di inferiorità rispetto ai concorrenti: già hanno un costo del lavoro enorme e pagano le autostrade come invece non fanno i tedeschi, ora dovranno anche combattere contro questa difficoltà. Sapete benissimo - e il Sottosegretario sa - come é difficile, come é burocratico ottenere le autorizzazioni per i mezzi eccezionali.
Andiamo avanti cosí, questa é l'Italia!.
DE CAROLIS . Domando di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE . Ne ha facoltà.
* DE CAROLIS . Signor Presidente condivido molte delle considerazioni e delle perplessità che ha sollevato il collega Castelli sul provvedimento all'esame del Senato.
Innanzi tutto, con il provvedimento che andiamo ad approvare accresciamo e non diminuiamo certamente la crisi devastante che in questo momento stanno attraversando le ditte costruttrici di autoarticolati. Chi ne é a conoscenza sa che negli ultimi tempi nel nostro paese c'é stata una semplificazione devastante di aziende del settore con una ricaduta sui livelli occupazionali che interessa in gran parte le aree del Centro-Nord, sia il Nord-Est sia il Nord-Ovest.
Inoltre, non riesco a comprendere come si possa dare la giustificazione - che pure é una giustificazione valida - di voler osservare (solamente per questo provvedimento) le direttive comunitarie, quando il record delle nostre inadempienze a livello comunitario riguarda provvedimenti ben piú corposi e di valenza assai maggiore di quello che stiamo esaminando.
Infine, nutro forti perplessità - me lo consenta Presidente e me lo consentano i rappresentanti del Governo - circa la possibilità che viene concessa a tutti gli enti locali di dotarsi di sistemi telematici a controllo centralizzato o di altre apparecchiature che in molte realtà vengono utilizzati in forma repressiva contro i cittadini, particolarmente nelle ore in cui debbono raggiungere il posto di lavoro.
Per tali ragioni il mio sarà un voto contrario a tutti gli effetti.
LAURO . Domando di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE . Ne ha facoltà.
LAURO . Onorevoli colleghi, il decreto-legge n. 270, recante modifiche al nuovo codice della strada, é l'ennesima dimostrazione di come disposizioni di legge potrebbero trovare piú consona collocazione in atti amministrativi le cui procedure sono piú snelle e si adeguano piú facilmente al rapido mutare delle condizioni economico-sociali. Un serio processo di delegificazione é pertanto necessario e decreti-legge come questo ci confermano la sua indispensabilità.
Il decreto-legge in parola é stato ridotto ai sensi dell'articolo 78 del Regolamento del Senato a sole due disposizioni per le quali si é riconosciuta l'urgenza e la necessità. Anche su queste due disposizioni avremmo dei dubbi per quanto riguarda i requisiti di costituzionalità, soprattutto considerando i ritardi della presentazione della annuale legge comunitaria e delle sue approvazioni, dei quali é stato responsabile il passato Governo Dini e la maggioranza che lo sosteneva.
É chiaro che le colpe della maggioranza non é giusto che siano pagate dai produttori italiani che rischiano di trovarsi in una sostanziale situazione di svantaggio economico nei confronti dei loro colleghi europei. Solo per questo motivo noi voteremo il provvedimento, anche se riteniamo che i metodi adottati da questo Governo non si discosteranno da quelli seguiti dal Governo Dini e dalla maggioranza che lo sosteneva e che sostiene anche l'attuale Governo e che noi non condividiamo e che continueremo a contrastare per migliorare l'amministrazione di questo nostro paese.
DE CORATO . Domando di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE . Ne ha facoltà.
DE CORATO . Signora Presidente, signor rappresentante del Governo, colleghi, anche il Gruppo di Alleanza Nazionale nella passata legislatura ha avuto, nel corso dell'esame di questo decreto-legge, diverse e notevoli perplessità, che abbiamo espresso in sede di Commissione e che oggi vengono in parte meno perché questo decreto é stato notevolmente depurato a seguito delle proposte della 1º Commissione. Essa ha ridotto infatti, come diceva poc'anzi il collega di Forza Italia, a soli due articoli le disposizioni di questo decreto.
Alcune delle nostre perplessità riguardavano anche le questioni sollevate in sede di Commissione e in quest'Aula anche da parte del senatore Castelli. Riteniamo peró che questo decreto, ridotto a soli due articoli, sui quali é stata riconosciuta la costituzionalità e l'urgenza, non possa non vedere il nostro voto favorevole, visto che si tratta della finale di un iter che é stato complesso nella XII legislatura e che arriva alla conclusione in questa legislatura. Quindi, solo per questo motivo noi daremo voto favorevole a questo provvedimento.
PERUZZOTTI . Signora Presidente, a nome del prescritto numero di senatori, chiedo la verifica del numero legale.
PRESIDENTE . Invito il senatore segretario a verificare se la richiesta risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori.
(La richiesta risulta appoggiata).
Invito pertanto i senatori a far constatare la loro presenza mediante procedimento elettronico.
(Segue la verifica del numero legale).
Il Senato non é in numero legale.
Sospendo la seduta per un'ora.
(La seduta, sospesa alle ore 10, é ripresa alle ore 11).
Preannunzio di votazioni mediante procedimento elettronico
PRESIDENTE . Avverto che nel corso della seduta odierna potranno essere effettuate votazioni qualificate mediante il procedimento elettronico.
Pertanto decorre da questo momento il termine di venti minuti dal preavviso previsto dall'articolo 119, primo comma, del Regolamento.
Ripresa della discussione del disegno di legge n. 454
PRESIDENTE . Passiamo dunque alla votazione finale sul disegno di legge n. 454.
SPERONI . Chiediamo la verifica del numero legale.
PRESIDENTE . Invito il senatore segretario a verificare se la richiesta risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori.
(La richiesta risulta appoggiata).
Invito pertanto i senatori a far constatare la loro presenza mediante procedimento elettronico.
(Segue la verifica del numero legale).
Il Senato non é in numero legale.
Sospendo la seduta per un'ora.
(La seduta, sospesa alle ore 11,05, é ripresa alle ore 12,05).
Presidenza del vice presidente FISICHELLA
Ripresa della discussione del disegno di legge n. 454
PRESIDENTE . Passiamo dunque alla votazione finale sul disegno di legge n. 454.
SPERONI . Chiediamo la verifica del numero legale.
PRESIDENTE . Invito il senatore segretario a verificare se la richiesta risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori.
(La richiesta risulta appoggiata).
Invito pertanto i senatori a far constatare la loro presenza mediante procedimento elettronico.
(Segue la verifica del numero legale).
Il Senato non é in numero legale. La Presidenza decide di togliere la seduta.
Ricordo che il Senato tornerà a riunirsi in seduta pubblica oggi, alle ore 17, con lo stesso ordine del giorno.
La seduta é tolta (ore 12,10).
Dott. VICO VICENZI
Consigliere parlamentare preposto alla direzione del Servizio dei resoconti dell'Assemblea