Legislatura 13ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 991 del 20/12/2000

Ripresa della discussione del Documento XVI-ter

PRESIDENTE. Dichiara aperta la discussione.

Presidenza del vice presidente ROGNONI

GUBERT (Misto-Centro). Stupisce una scelta di programma improntata a danneggiare la specificità della scuola italiana, così come la conferma di un orario estremamente lungo da imporre agli studenti. Sarebbe altresì necessario evitare che la scuola materna diventi soltanto un parcheggio sostitutivo del ruolo della famiglia. Il programma presentato propone un insegnamento di tipo meccanicistico, mentre tra i requisiti degli insegnanti non viene considerato l'aspetto educativo, essenziale soprattutto per i bambini più piccoli. I programmi scolastici sembrano invece impoverirsi, per cui la scuola viene sostanzialmente danneggiata da riforme di questo tipo.

LOMBARDI SATRIANI (DS). Consegna il testo del proprio intervento affinché venga pubblicato in allegato. (v. Allegato B). (Applausi dal Gruppo DS).

LORENZI (Misto-APE). Il disegno di legge n. 560 costituiva una soluzione migliore rispetto alla legge n. 30 del 2000, che, oltre a non prevedere norme di delegificazione, viene attuata in modo inadeguato dal programma quinquennale in discussione, innanzi tutto in relazione agli enormi problemi connessi all'edilizia scolastica, in particolare per la scuola di base. Un'idea più adatta sembrava quella di privilegiare un accorciamento verso il basso del processo formativo obbligatorio e di lasciare inalterata la struttura della scuola elementare, evitando così i problemi logistici e quelli connessi ad un eventuale sovrannumero degli insegnanti. Ciò consentirebbe peraltro di rispettare più alla lettera il dettato costituzionale. Data la non condivisione generale del programma, il Governo dovrebbe porre mano ad una sua revisione, mentre sull'altro fronte dovrebbe finalmente garantire dei riconoscimenti alla classe docente, sia di tipo giuridico, sia di tipo economico, eventualmente privilegiando l'anzianità.

BRIGNONE (LFNP). Il sistema scolastico italiano manifesta alcune sofferenze profondamente radicate, quali la carenza di una qualità diffusa ed omogenea, la scarsa valorizzazione delle risorse umane, lo svilimento dei titoli di studio, la vetustà del patrimonio edilizio e le insufficienze della scuola media inferiore. A fronte di questi problemi si è diffusa la convinzione della necessità di una riforma radicale che però non è riuscita basarsi su un progetto globale e condiviso. Occorre allora affrontare il problema dei cicli scolastici coinvolgendo i soggetti interessati - primi tra tutti insegnanti e famiglieattuando il decentramento, affermando definitivamente il principio dell'autonomia didattica degli istituti, valorizzando le risorse umane oltre gli aumenti retributivi proposti, investendo nelle infrastrutture scolastiche. (Applausi dal Gruppo LFNP e del senatore Donise. Congratulazioni).

PAPPALARDO (DS). Consegna il testo scritto del suo intervento alla Presidenza affinché venga pubblicato in allegato ai Resoconti della seduta odierna. (v. Allegato B).

RUSSO SPENA (Misto-RCP). Il programma presentato dal Governo conferma la valutazione negativa di Rifondazione comunista sulla legge n. 30, dalla quale emerge una scuola di classe, fondata non sul valore dell'autonomia e dell'unicità del sapere critico ma su una cultura canalizzata in funzione del mercato, all'interno della quale si afferma la suddivisione tra una formazione di élite privatizzata ed aziendalizzata ed una formazione intesa come apprendistato in vista dell'ingresso nel mondo del lavoro. Appare pertanto necessario riconsiderare a fondo il progetto, salvaguardandone gli aspetti positivi e coinvolgendo nel dibattito i soggetti interessati.

D'ONOFRIO (CCD). Chiede che il seguito della discussione venga rinviato alla seduta antimeridiana di domani.

PRESIDENTE. Prende atto della richiesta del senatore D'Onofrio e rinvia il seguito della discussione ad altra seduta. Non essendovi accordo unanime sull'ipotesi di anticipare la discussione del disegno di legge n. 4903, toglie la seduta.

MANCONI, segretario. Dà annunzio dell'interpellanza e delle interrogazioni pervenute alla Presidenza. (v. Allegato B).

PRESIDENTE. Comunica l’ordine del giorno delle sedute del 21 dicembre. (v. Resoconto stenografico).

La seduta termina alle ore 20.11.