Legislatura 13ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 991 del 20/12/2000

Discussione del documento:

(Doc. XVI-ter) Programma quinquennale di progressiva attuazione della legge concernente il riordino dei cicli di istruzione

DONISE, relatore. La legge-quadro sul riordino dei cicli scolastici richiedeva un programma di progressiva attuazione. Una risoluzione dei due rami del Parlamento deve ora impegnare il Governo sia all'emanazione dei regolamenti previsti dal programma, sia alla verifica triennale ed all'eventuale predisposizione delle necessarie modifiche. Come ha sostenuto recentemente il ministro De Mauro, dal dopoguerra si è indubbiamente compiuto un enorme lavoro in termini di aumento del livello di scolarizzazione e di alfabetismo nel Paese, consentendo peraltro il radicamento nella società di principi costituzionali e di civiltà. Restano però problemi gravi da risolvere nella scuola, anche in relazione alla forte differenza tra Nord e Sud. Nella scuola di base il programma si propone di evitare fratture nel passaggio dall'infanzia alla preadolescenza, mentre nella fascia secondaria mira a limitare il processo di eccessiva diversificazione nelle opzioni di studio, che favorisce la dispersione. Una riforma doveva necessariamente intervenire, sia per recepire i cambiamenti già avvenuti nella scuola, sia per adeguarla alle più moderne esigenze della società contemporanea, favorendone nel contempo i processi di autonomia. (Applausi dai Gruppi DS, PPI, Misto-Com e UDEUR).

BEVILACQUA, relatore di minoranza. È evidente l'assoluta intempestività delle scelte del Governo. La maggioranza ha blindato il provvedimento legislativo ed oggi procede, senza recepire le indicazioni delle opposizioni, tanto meno quelle del mondo della scuola, dei giovani e delle famiglie, con un piano quinquennale viziato da eccessivo ingegnerismo, che sostanzialmente peggiora la situazione esistente. Vengono peraltro trascurati i programmi, si prevede un ruolo unico dei docenti che appare inadeguato a garantire un insegnamento consono alle necessità, si trascura del tutto il problema strutturale degli edifici scolastici, così come quello dell'aggiornamento degli insegnanti, si ignorano del tutto le situazioni dei piccoli comuni. Non si può peraltro nascondere il problema della cosiddetta onda anomala, che potrebbe paralizzare la scuola secondaria nel 2007, così come il rischio della necessità di ricorrere a massicci licenziamenti. Invita pertanto a ritirare il programma, o quanto meno a prevederne un'introduzione in via sperimentale. (Applausi dai Gruppi AN, FI e LFNP).

ASCIUTTI, relatore di minoranza. Nel predisporre la legge sui cicli scolastici e il programma quinquennale, il Governo ha voluto procedere, peraltro molto lentamente, senza informare il Parlamento. Il documento in esame si limita a indicare le problematiche, senza addentrarsi nel fornire soluzioni, per cui appare difficile una pronuncia del Parlamento. Per la scuola di base viene ipotizzata una distribuzione degli anni assolutamente confusa, che trascura completamente la questione dello status degli insegnanti e del loro trattamento economico. Nella scuola superiore è invece difficile comprendere la suddivisione in aree, mentre la cancellazione del diploma rende praticamente obbligatoria l'iscrizione all'università. La possibile alternativa tra il licenziamento di un certo numero di insegnanti, o quanto meno un totale blocco delle assunzioni, e un aumento delle loro retribuzioni smentisce poi la possibilità di realizzare la riforma a costo zero, mentre l'ipotesi di frantumazione della cosiddetta onda anomala presuppone comunque un aumento notevole dell'impatto sulle scuole superiori, con i conseguenti problemi anche di tipo strutturale. (Applausi dai Gruppi FI, AN e CCD).

DANZI, relatore di minoranza. Manifesta la contrarietà del CCD al piano di attuazione dei cicli scolastici, riforma disorganica e preoccupante per il mondo della scuola. Per rispettare il termine dell'obbligo di istruzione al diciottesimo anno di età si propone, mantenendo l'articolazione attualmente esistente, l'anticipo della scuola dell'obbligo a cinque anni oppure in alternativa un quadriennio di scuola elementare obbligatoriamente preceduto da un anno di frequenza nella scuola dell'infanzia. Al triennio terminale del ciclo di base verrebbe garantita identità, con il passaggio dagli ambiti disciplinari alle discipline cui corrisponda la specificità del titolo di studio degli insegnanti. Per quanto riguarda la scuola superiore, vengono proposte tre aree: la classico-scientifica, la tecnico-tecnologica e la artistica e musicale. Chiedendo che vengano quantificati i costi relativi all'edilizia scolastica ed al personale, invita la maggioranza ad un ripensamento o quanto meno ad un rinvio dell'attuazione della riforma. (Applausi dai Gruppi CCD, FI, AN e LFNP).

PERUZZOTTI (LFNP). Pone una questione sospensiva, chiedendo che sulla relativa votazione venga verificata la presenza del numero legale.

PRESIDENTE. Dispone la verifica. Avverte che il Senato non è in numero legale e sospende la seduta per venti minuti.

La seduta, sospesa alle ore 17,42, è ripresa alle ore 18,02.

PERUZZOTTI (LFNP). Ribadisce la richiesta di sospendere l'esame del Documento XVI-ter e di verificare la presenza del numero legale.

PRESIDENTE. Dispone la verifica. Avverte che il Senato non è in numero legale e sospende la seduta per venti minuti.

La seduta, sospesa alle ore 18,05, è ripresa alle ore 18,34.

Presidenza del presidente MANCINO

PRESIDENTE. Riprende i lavori.

PERUZZOTTI (LFNP). Reitera la richiesta di verifica del numero legale.

PRESIDENTE. Dispone la verifica e avverte che il Senato non è in numero legale. Sospende quindi la seduta per venti minuti.

La seduta, sospesa alle ore 18,37, è ripresa alle ore 18,58.