Legislatura 17 Atto di Sindacato Ispettivo n° 3-01957
Azioni disponibili
Atto n. 3-01957 (in Commissione)
Pubblicato il 3 giugno 2015, nella seduta n. 458
CAMPANELLA , BOCCHINO , DE PIN , CASALETTO , SIMEONI , MOLINARI , VACCIANO , BIGNAMI , DE PETRIS - Al Presidente del Consiglio dei ministri e al Ministro della salute. -
Premesso che:
il decreto-legge 6 luglio 2012, n. 95, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 135, ed in particolare l'articolo 15, comma 13, lettera c) dispone che le regioni, sulla base e nel rispetto degli standard qualitativi, strutturali, tecnologici e quantitativi che saranno definiti con apposito regolamento e tenendo conto della mobilità interregionale, adottino provvedimenti di riduzione dello standard di posti letto ospedalieri accreditati ed effettivamente a carico del Servizio sanitario regionale ad un livello non superiore a 3,7 posti letto per 1.000 abitanti comprensivi di 0,7 posti letto per abitanti per post acuti di cui 0,2 per lungodegenza e 0,5 per riabilitazione, adeguando coerentemente le dotazioni organiche dei presidi ospedalieri pubblici ed assumendo come riferimento un tasso di ospedalizzazione pari a 160 per 1.000 abitanti di cui il 25 per cento riferito a ricoveri diurni;
il comma 4, lettere c), d), e), dell'art. 2 della legge regionale siciliana n. 5 del 2009 prevede una equilibrata distribuzione territoriale, anche attraverso l'accorpamento e/o eliminazione di strutture organizzative risultanti superflue, il superamento della frammentazione, la rifunzionalizzazione di presidi ospedalieri sottoutilizzati o a bassa complessità con razionali modelli organizzativi più rispondenti agli accertati bisogni di salute e il potenziamento dei servizi sanitari territoriali;
in data 14 gennaio 2015, è stato emanato il decreto dell'Assessorato della Salute per la riqualificazione e rifunzionalizzazione della rete ospedaliera-territoriale della Regione Sicilia (Gazzetta Ufficiale della Regione Sicilia n. 4 del 23 gennaio 2015);
tale decreto prevede oltre alla riconversione dei piccoli ospedali anche la loro unione in strutture che assumono una differente valenza assistenziale sulla base delle funzioni assegnate, svolgendo funzioni di sola degenza ospedaliera, ma anche di tipo ambulatoriale e residenziale;
presupposto fondamentale per il nuovo modello organizzativo, visto l'alto numero di strutture attive di piccole dimensioni presenti in Sicilia, è la riorganizzazione dei piccoli ospedali contestualmente al sistema del soccorso territoriale e dei trasporti sanitari tra i nodi della rete, in una logica unitaria che garantisca uniformità di accesso e di servizio su tutto il territorio regionale;
il presidio ospedaliero "Santo Stefano" di Mazzarino (Caltanissetta), nato come "ospedale di zona" per garantire la risposta sanitaria ad un bacino di utenza pari a 50.314 abitanti, presenti nel territorio tra Mazzarino e i paesi limitrofi (Riesi, Barrafranca, Butera, Sommatino e Delia), svolge ancora oggi un ruolo importante, in quanto serve le comunità decentrate rispetto agli ospedali di Gela e Caltanissetta, nei quali, stante le notizie di stampa, i pronto soccorso risultano spesso ingolfati ed hanno serie difficoltà di evadere le richieste di intervento in tempi brevi;
con nota prot. n. 8532/A del 2 maggio 2013, il commissario straordinario, dell'Azienda sanitaria provinciale di Caltanissetta, professor Vittorio Virgilio, vista anche la distanza dai più vicini ospedali di Gela e Caltanissetta (rispettivamente 45 chilometri), inquadrava la struttura di Mazzarino fra i presidi ospedalieri localizzati in zone "particolarmente disagiate", caratterizzate da condizioni geografiche e meteorologiche ostili nonché da una rete viaria peculiare e complicata tale da produrre una conseguente notevole dilatazione dei tempi di intervento sanitario;
considerato che a quanto risulta agli interroganti:
tale presidio ospedaliero, in forza delle disposizioni dell'Assessorato regionale della Salute, sarebbe destinato a diventare "ospedale di comunità" per pazienti che soffrono di malattie croniche e non hanno bisogno del ricovero;
organizzazioni sindacali, cittadini e gruppi politici locali di ogni schieramento da anni lottano per scongiurare la chiusura o una riconversione che di fatto ridurrebbe l'erogazione dei livelli essenziali di assistenza e la qualità dei servizi soprattutto per le fasce più deboli che potrebbero riscontrare maggiori disagi dovuti alla difficoltà di spostamento in strutture site a vari chilometri di distanza;
a parere degli interroganti, ancora oggi Ia richiesta di prestazioni di chirurgia e medicina nel territorio di riferimento dell'ospedale "Santo Stefano" risulta fondamentale, in particolari casi di emergenza per la salvezza di vite umane;
considerato inoltre che:
a parere degli interroganti, la questione dei piccoli ospedali risulta di vitale importanza per la salute e l'urgenza di territori come quelli del comprensorio di Mazzarino; zone di fatto disagiate e con gravi carenze infrastrutturali che ne limitano fortemente la viabilità;
i cittadini costituiscono de facto i referenti più importanti di ogni azione politica ed è per questo che vanno tutelati innanzitutto nelle necessità di base, che passano attraverso i servizi essenziali che lo Stato eroga per mezzo delle strutture strumentali progettate per questo scopo;
la conservazione della salute e la cura delle malattie sono chiaramente da inquadrare, anche in virtù della Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo, come uno dei bisogni primari che lo Stato è tenuto a tutelare;
l'articolo 32 della Costituzione sancisce che "La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell'individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti",
si chiede di sapere:
quali azioni di competenza il Governo intenda svolgere per assicurare alle comunità di Mazzarino, Riesi, Barrafranca, Butera, Sommatino e Delia i livelli essenziali di assistenza, che sempre in base al dettato costituzionale lo Stato è tenuto a fornire;
se non ritenga necessario promuovere, per quanto di competenza, ogni iniziativa utile affinché la Regione siciliana definisca un'attenta riorganizzazione sanitaria sul territorio e sviluppi opportune strategie d'intervento che,
agendo sull'organizzazione, e sull'appropriatezza clinica, investendo sulla valorizzazione delle risorse umane e professionali, determinino le condizioni per il miglioramento continuo della qualità dei servizi e dello stato di benessere della popolazione, nonostante il progressivo decremento del finanziamento complessivo del sistema sanitario e sociosanitario, scongiurando un eventuale decisione di chiusura dell'ospedale "Santo Stefano" di Mazzarino e garantendo l'assistenza territoriale.