Legislatura 17ª - Dossier n. 9

4.2.14 Settore bancario

Il Documento di economia e finanza dedica una specifica attenzione al complessivo intento del Governo di riforma del settore bancario: esso comprende misure già varate dall’esecutivo, iniziative in itinere ed ipotesi allo studio nel breve periodo, elaborate anche con l’ausilio degli operatori di settore, allo scopo di recepire le indicazioni fornite dall’UE in materia e far fronte alle principali problematiche.

Sono altresì illustrate le iniziative intraprese autonomamente dal sistema bancario italiano e gli interventi della Banca d’Italia in qualità di autorità di vigilanza e regolamentazione.

Al riguardo si rammenta che la Raccomandazione n. 4 indirizza l’Italia verso il rafforzamento della resilienza del settore bancario, affinché possa gestire e liquidare le attività deteriorate per rinvigorire l’erogazione di prestiti all’economia reale. Si raccomanda dunque di promuovere l’accesso delle imprese, soprattutto di quelle di piccole e medie dimensioni, ai finanziamenti non bancari; di promuovere e monitorare pratiche efficienti di governo societario in tutto il settore, con particolare attenzione alle grandi banche cooperative (banche popolari) e al ruolo delle fondazioni, al fine di migliorare l’efficacia dell’intermediazione finanziaria.

La Relazione della Commissione UE del marzo 2015, con riferimento all’Italia, ha effettuato un’analisi specifica sul settore bancario italiano nell’attuale contesto di bassa crescita prolungata, analizzando lo stretto legame tra il settore bancario ed il sistema imprenditoriale italiano, costituito essenzialmente da imprese di limitata dimensione facenti ricorso alla leva finanziaria. In merito la UE rileva come la crisi economica e il contesto di bassa crescita abbiano ampliato il divario esistente tra grandi e piccole imprese, in particolare con riferimento alle condizioni di credito praticate da banche e intermediari, a svantaggio delle imprese di minori dimensioni. La Commissione rileva poi che il deterioramento della qualità dei finanziamenti alle imprese ha causato un brusco aumento dei prestiti deteriorati e l’erosione della redditività delle banche. Si sottolinea come, in particolare, la gestione dello stock di prestiti deteriorati costituirà una “sfida fondamentale” per l’Italia negli anni a venire. In merito, la Commissione rileva che la recente riforma della governance delle banche popolari potrebbe avviare un processo di consolidamento tale da rafforzare la capacità del settore bancario di riassorbire i prestiti deteriorati.

Per quanto riguarda l’accesso delle imprese, soprattutto di quelle di piccole e medie dimensioni, ai finanziamenti non bancari, si rimanda al capitolo relativo alla competitività.

Il Documento di economia e finanza ricorda, tra le attività svolte autonomamente dal sistema bancario italiano, lo sforzo complessivo di ricapitalizzazione sostenuto dagli istituti di credito nell’anno 2014, con particolare riferimento ai grandi gruppi bancari.

Per quanto riguarda le iniziative intraprese dalla Banca d’Italia, il DEF segnala l’ampliamento della gamma dei prestiti che le banche possono utilizzare a garanzia delle operazioni di finanziamento con l’Eurosistema, con lo scopo di incentivare il credito alle piccole e medie imprese e alle famiglie. Si ritiene che il nuovo collaterale faciliterà anche la partecipazione delle banche alle prossime operazioni di rifinanziamento della BCE (T-LTRO).

Il Governo richiama altre le disposizioni emanate dalla Banca d'Italia in tema di governo societario degli istituti di credito (circolare n. 285 del 17 dicembre 2013, come modificata nel tempo, illustrata nella scheda n. 38) per il recepimento in via amministrativa di alcune norme del cosiddetto CRD Package, ovvero delle norme europee che danno attuazione all'accordo di Basilea 3 sui requisiti di capitale delle banche e procedono, più in generale, al complessivo riassetto della legislazione europea in materia bancaria.

Sul punto, il Documento di economia e finanza ricorda che - per le parti del CRD package che richiedono modifiche alle vigenti disposizioni di rango primario - è stato presentato dal Governo alle Camere lo schema di decreto legislativo di recepimento della direttiva 2013/36/UE, facente parte del pacchetto di disposizioni europee (Atto n. 147). Il 9 aprile 2015 la Commissione VI Finanze della Camera ha reso parere favorevole, con alcune condizioni e osservazioni, sul predetto schema, che interviene sui requisiti degli esponenti aziendali e dei partecipanti al capitale, sui poteri delle autorità di vigilanza e sul sistema sanzionatorio.

La citata Relazione della Commissione UE sugli squilibri macroeconomici ha rilevato, con riferimento a tali iniziative, che qualche progresso è stato compiuto dall’Italia in materia di risoluzione dei problemi di governo societario del settore.

Per quanto concerne in generale le iniziative del Governo, il Documento si concentra anzitutto sul già menzionato complessivo intervento di riforma del settore bancario, teso a rendere maggiormente attrattivo l’investimento nelle banche italiane, a facilitare operazioni di consolidamento e aggregazione, nonché a stimolare l’efficienza e la competitività.

Esso si è anzitutto concretato nella riforma delle banche popolari operata con il decreto-legge n. 3 del 2015, in base al quale sono stati introdotti limiti dimensionali per l'adozione della forma di banca popolare e sono state modificate la governance e la disciplina degli organi sociali di tali istituti. Il Cronoprogramma del Governo prevede la completa attuazione della riforma per il secondo semestre 2016. In merito si segnala che la Banca d’Italia ha posto in pubblica consultazione lo schema delle disposizioni di attuazione della riforma.

Detto intervento è annoverato dalla Relazione UE di marzo 2015 tra i progressi compiuti dall’Italia in materia di governance bancaria.

Nella citata Relazione della Commissione UE era rilevata la mancanza di interventi specifici nel settore delle Fondazioni bancarie; nel Documento in esame il Governo menziona, tra le iniziative in itinere che vedono coinvolti congiuntamente l’esecutivo e gli operatori del settore, la recente elaborazione (marzo 2015) del Protocollo d’intesa tra il Ministero delle Finanze e l’associazione rappresentativa delle Fondazioni bancarie (ACRI), che l’ha approvato all’unanimità.

Una volta perfezionato il processo di adozione del Protocollo, le Fondazioni si impegnano a modificare i loro statuti secondo i contenuti del medesimo sotto il profilo della gestione del patrimonio delle Fondazioni e sotto il profilo della governance, con particolare riferimento agli organi di governo.

Il Governo indica che il completamento di tale revisione avverrà entro il 2015.

Nel Documento di economia e finanza non si menziona l’iniziativa intrapresa dal Consiglio Nazionale di Federcasse (ovvero l’organismo rappresentativo delle banche di credito cooperativo e delle casse rurali italiane) che nel marzo 2015 ha approvato all’unanimità una delibera con la quale sono individuate alcune linee per un’autoriforma di tali istituti, volta ad adeguare la qualità complessiva della governance del sistema al nuovo contesto normativo determinatosi con l’Unione bancaria europea, assicurando una più efficiente allocazione delle risorse disponibili e individuando la modalità più opportuna per consentire l’accesso di capitali esterni.

Per quanto concerne le iniziative programmatiche del Governo in materia di crediti deteriorati (non performing loans), all’attenzione dell’analisi UE, il Documento di economia e finanze riferisce che sono allo studio alcuni strumenti per consentire lo smobilizzo delle partite anomale. Secondo quanto riferito dal Governo nel DEF, tali ipotesi sono volte a facilitare la cessione da parte degli intermediari di una rilevante quota delle sofferenze nei confronti delle imprese. Viene indicato, quale termine per l’implementazione di tali misure, il mese di giugno 2015.

La Relazione UE in proposito rileva che l’Italia ha compiuto qualche progresso nel riassorbimento delle attività deteriorate, ma che l'attenzione è stata concentrata solo sulle grandi banche.

Per quanto concerne le iniziative in itinere per il miglioramento della concorrenza nel settore bancario, si rinvia alla scheda che analizza le politiche sulla concorrenza.

Settore assicurativo

Relativamente al settore assicurativo, il Documento di economia e finanza concentra la propria attenzione su tre aspetti:

  • le misure volte ad assicurare una maggiore concorrenzialità nel mercato delle assicurazioni (e, di riflesso, a migliorare la tutela del consumatore);
  • il ruolo delle imprese assicurative nel sostegno all’economia;
  • la solidità patrimoniale e la governance delle imprese assicurative.

In merito al primo profilo, si rinvia alla scheda relativa alle politiche sulla concorrenza.

Relativamente al ruolo delle imprese di assicurazione a sostegno all’economia, tra le iniziative varate dal Governo il DEF rammenta la creazione di un nuovo canale di credito non bancario mediante la concessione, alle imprese di assicurazione (anche senza residenza fiscale in Italia) ed alle società di cartolarizzazione italiane, della facoltà di concedere finanziamenti diretti alle imprese.

Relativamente alla governance ed all’assetto patrimoniale delle imprese operanti nel settore, il Documento di economia e finanza rammenta che il Governo ha presentato alle Camere lo schema di decreto legislativo (Atto n. 146) che recepisce la cosiddetta direttiva Solvency II (direttiva 2009/138/CE) sulla vigilanza prudenziale, i requisiti patrimoniali e la governance delle imprese assicurative.

Il 9 aprile 2015 la VI Commissione (Finanze) della Camera ha reso parere favorevole, con alcune osservazioni, sul predetto schema.