Legislatura 17ª - Dossier n. 9

4.2.8 Privatizzazioni

Lo strumento delle privatizzazioni, al quale si fa espresso riferimento anche nella Raccomandazione n.1 della Commissione, rientra nell’ambito delle misure volte alla sostenibilità delle finanze pubbliche, con particolare intervento alle politiche volte alla riduzione del debito.

Nel percorso di riduzione del debito esposto nel quadro programmatico del DEF, che nel quadriennio 2015-2018 è previsto decrescere di oltre 9 punti percentuali di Pil (dal 132,5 al 123,4 per cento) è infatti previsto un significativo concorso dei proventi da privatizzazioni pari, per ciascuno degli anni considerati, rispettivamente allo 0,41, 0,5, 0,5 e 0,3 per cento di Pil, attestandosi complessivamente nel periodo ad una cifra di poco inferiore ai 30 miliardi di euro.

Va rammentato come il conseguimento degli obiettivi programmatici affidati allo strumento in esame non sia risultato esente da difficoltà negli ultimi anni, atteso che il DEF 2013 includeva nel percorso di riduzione del debito ivi previsto un concorso delle privatizzazioni per il quinquennio 2013-2017 pari a circa 1 punto percentuale di Pil annuo; successivamente nel DEF 2014 tale concorso veniva diminuito a 0,7 punti percentuali di Pil per ciascuno degli anni dal 2014 al 2017, obiettivo poi ulteriormente circoscritto (nella Nota di aggiornamento) per il 2014 ad un importo pari a poco meno dello 0,3 per cento ed ora ridimensionato dal DEF in esame per il periodo 2015-2017 ai livelli sopra indicati. Va segnalato come tale livello sia inferiore a quello cui fa riferimento la Relazione della Commissione sugli squilibri macroeconomici, nella quale si rileva come il programma di privatizzazioni, sebbene abbia subito ritardi di attuazione(99) , dovrebbe registrare un'accelerazione nel 2015 e generare proventi pari allo 0,7% del PIL all'anno nel triennio 2015-2017.

Quanto alle privatizzazioni delle società direttamente controllate, il DEF dà conto del processo in corso di vendita delle partecipazioni dello Stato in Poste S.p.A. ed ENAV S.p.A., segnalando come nel gennaio 2014 siano stati emanati due DPCM che regolamentano l’alienazione del 40% del capitale di Poste Italiane e del 49% del capitale di ENAV mediante operazioni di IPO(100) che coinvolgeranno anche il pubblico dei risparmiatori e i dipendenti delle due Società . La realizzazione delle cessioni avverrà nel 2015, con uno slittamento rispetto alla tempistica inizialmente prevista di completamento delle dismissioni entro il 2014, a motivo sia del cambio di management delle Società suddette, sia della complessità delle operazioni medesime(101) che necessitano di tempi di preparazione più lunghi rispetto a quelli inizialmente stimati. Deve rilevarsi in proposito come al momento i due suddetti DPCM, benché abbiano concluso nel corso del 2014 il proprio iter di esame, con il parere favorevole da parte delle Commissioni parlamentari competenti e l’approvazione definitiva da parte del Consiglio dei ministri, non risultano ancora pubblicati.

Per quanto riguarda la dismissione di quote di Ferrovie dello Stato, si ricorda che già PNR del DEF 2014 individuava già una serie di obiettivi relativi alla holding, tra cui (da realizzare entro il dicembre 2014) la privatizzazione, tramite Ferrovie dello Stato, di Grandi Stazioni – Cento stazioni. Il DEF in esame ora precisa che sono state avviate le attività preparatorie per la privatizzazione del Gruppo, al fine di individuare le modalità più idonee per la realizzazione dell’operazione.

Inoltre, nel febbraio 2015, il Ministero ha ceduto a primarie banche nazionali e internazionali, un pacchetto di azioni ENEL del 5,74% del capitale della Società, riducendo la propria partecipazione dal 31,24% al 25,50% con un corrispettivo di vendita che è ammontato complessivamente a circa 2,2 miliardi. E’ altresì in corso di completamento la preparazione la cessione della partecipazione detenuta in STMicroelectronics Holding, da operarsi nei confronti di un soggetto pubblico, ora individuato nel Fondo Strategico Italiano (Società del Gruppo CDP) o sue controllate.

Relativamente alle società indirettamente controllate(102) , il DEF precisa come nel 2014 si siano concluse le seguenti operazioni: i) quotazione di Fincantieri, mediante collocamento sul mercato per un controvalore complessivo di circa 350 milioni; ii) dismissione di una quota del 35% del capitale di CDP Reti (che detiene partecipazioni dell’ordine del 30% in Snam ed in Terna) da parte di CDP a favore del Gruppo State Grid Corporation of China, per un controvalore di circa 2,1 miliardi; iii) quotazione di RAI Way da parte di RAI per una quota di circa il 30% del capitale sociale, per un controvalore di circa 300 milioni.

Quanto alle privatizzazioni immobiliari nel DEF si segnala come sia in corso un piano di valorizzazioni e dismissioni del patrimonio pubblico, volto anche esso, unitamente alle privatizzazioni societarie, al reperimento di risorse a riduzione del debito. Benché con recenti interventi si sia cercato di accelerare i processi di vendita, questi, si precisa, richiedono comunque tempi medio-lunghi, anche in relazione alle capacità di assorbimento del mercato.

Su tale processo va rammentato come nella legge di stabilità 2014 è stato previsto un programma straordinario di cessioni di immobili pubblici, compresi quelli detenuti dal Ministero della difesa e non utilizzati per finalità istituzionali. Tale programma dovrà consentire introiti per il periodo 2014-2016 non inferiori a 500 milioni di euro annui.

Al fine di attuare tale programma, tre decreti ministeriali pubblicati nella Gazzetta Ufficiale del 31 dicembre 2014 hanno autorizzato l'Agenzia del demanio, alcuni enti territoriali, la Croce Rossa e l'INAIL a vendere a trattativa privata, entro il 31 dicembre 2014, determinati immobili previamente individuati. Inoltre la legge di stabilità 2015 ha previsto la possibilità di vendere determinati immobili pubblici a trattativa privata (come già previsto dalle norme previgenti) tramite una procedura ristretta, più concorrenziale, alla quale sono invitati a partecipare e a presentare offerte dei soggetti qualificati in possesso di requisiti e caratteristiche.

Per quanto riguarda la dismissione di immobili della Difesa, si segnala che è stato pubblicato un bando di asta pubblica per la vendita di unità immobiliari libere del Ministero della Difesa. Le aste si svolgeranno dal 17 febbraio al 25 marzo 2015 con modalità telematica attraverso la rete del Consiglio nazionale del notariato. Il DEF precisa come con tale dismissione si miri ad un obiettivo di proventi non inferiori a 220 milioni nel 2015 e 100 milioni per ciascuno degli anni 2016 e 2017

Si dà infine conto delle alienazioni in corso da parte dell’Agenzia del demanio, che nel 2014 è stata autorizzata dal Ministero dell’economia alla vendita a trattativa privata alla Cassa Depositi e Prestiti di immobili di proprietà delle amministrazioni pubbliche e di enti di previdenza per un valore di circa 235 milioni, , nonché della attività in corso da parte della INVIMIT Sgr(103) , che nel corso del 2014 ha sottoscritto un protocollo con l’Agenzia del demanio per supportare l’attività di investimento in fondi immobiliari.

L’attività in corso ha prodotto risultati considerati nella Relazione della Commissione sopra citata, laddove si rileva una accelerazione delle procedure amministrative di cessione, privatizzazione e valorizzazione dei beni immobili pubblici in virtù dell’operare di Invimit e Cassa Depositi e Prestiti, ai fini della vendita di beni immobili pubblici non utilizzati. Nel 2014 la vendita di beni immobili locali ha generato proventi per circa 600 milioni di euro e, fino al 2017, la vendita di beni immobili degli enti locali e del ministero della Difesa dovrebbe generare annualmente proventi per circa 1 miliardo.


99) Ritardi che sembrano essere alla base di alcuni dei contenuti della suddetta Raccomandazione, nella quale, nell’auspicare il portare a compimento l’ambizioso programma di privatizzazioni,, si valuta nel contempo come nel corso del 2014 i progressi in materia siano stati limitati.

100) IPO (Initial Public Offering) è una offerta pubblica iniziale di titoli azionari con cui una società colloca parte di tali titoli per la prima volta sul mercato borsistico, offrendoli al pubblico degli investitori.

101) Nella Relazione Finanziaria Semestrale approvata dal CdA di Poste Italiane il 16 settembre 2014 si evidenzia che la diminuzione dei volumi della corrispondenza, comporta la necessità della revisione del sistema delle regole che garantiscano la sostenibilità del servizio postale universale. Tale revisione viene considerata da Poste una condizione necessaria definire le prospettive economico-finanziarie dell'Azienda nel percorso della privatizzazione.

102) Viene rammentato che in base alla disciplina vigente gli introiti derivanti dalle dismissioni delle partecipazioni direttamente detenute saranno destinati alla riduzione del debito pubblico, mentre per le operazioni di dismissione di secondo livello, i proventi saranno utilizzati per il rafforzamento patrimoniale delle Capogruppo. Parte di tali proventi potranno anche essere destinati al pagamento di un dividendo a favore dell’azionista pubblico.

103) INVIMIT (Investimenti Immobiliari Italiani, Società di Gestione del Risparmio, S.p.A.): costituita nel 2013 è diventata operativa da ottobre, con un capitale sociale di 8 milioni. A marzo 2014 INVIMIT ha istituito il Fondo Comune di Investimento Chiuso Immobiliare a Comparti – i3 Core, un fondo di fondi suddiviso in due comparti: Territorio e Stato. Il fondo sarà totalmente sottoscritto da INAIL per 1,4 miliardi di euro con una durata di 30 anni.