Legislatura 17ª - Dossier n. 9

3.3.2. Il fabbisogno del settore pubblico

I risultati del 2014

Nel 2014 il settore pubblico(76) ha registrato incassi totali per 768 miliardi e pagamenti totali per 838 miliardi da cui scaturisce un fabbisogno pari a quasi 70 miliardi di euro. Considerando i pagamenti al netto della voce interessi passivi si ottiene un saldo primario pari a circa 14 miliardi di euro

Rispetto al 2013, il fabbisogno registra un miglioramento (dal 4,6 per cento del PIL al 4,3 per cento) dovuto allo spiccato decremento dei pagamenti finali accompagnato da una minore flessione degli incassi finali.

La tabella 3.16 consente un confronto del dato relativo al fabbisogno pubblico del 2014 con quello degli anni precedenti.

Tabella 3.16

milioni di euro

percentuale del PIL

2012

2013

2014

2012

2013

2014

Incassi correnti

753.788

759.112

759.827

46,7

47,2

47,0

Incassi in conto capitale

7.324

7.207

6.758

0,5

0,4

0,4

Incassi partite finanziarie

10.317

3.665

1.686

0,6

0,2

0,1

TOTALE INCASSI

771.428

769.983

768.271

47,8

47,8

47,5

Pagamenti correnti

756.870

781.990

787.058

46,9

48,6

48,7

di cui interessi passivi

87.766

83.497

83.899

5,1

5,2

5,2

Pagamenti in conto capitale

51.777

46.512

41.188

3,9

2,9

2,5

Pagamenti partite finanziarie

12.896

14.729

9.889

0,8

0,9

0,6

TOTALE PAGAMENTI

821.543

843.231

838.135

50,9

52,4

51,9

Saldo di parte corrente

-3.082

-22.878

-27.231

-0,2

-1,4

-1,7

Saldo primario

32.652

10.249

14.036

2,0

0,6

0,9

Fabbisogno

-50.115

-73.248

-69.863

-3,1

-4,6

-4,3

Fonte: DEF 2015

Il saldo dei pagamenti finali vede una diminuzione di circa 5 miliardi in termini di spesa in conto capitale (minori erogazioni per investimenti fissi lordi e minori trasferimenti a imprese). E di circa 4,8 miliardi in termini di pagamenti per partite finanziarie. In proposito, si ricorda che i pagamenti per partite finanziarie effettuati nel 2013 comprendevano, tra l’altro, gli oneri relativi alla sottoscrizione dell’aumento di capitale della Banca Europea degli Investimenti e quelli connessi alla sottoscrizione di strumenti finanziari a favore del Monte dei Paschi di Siena, non replicati nell’anno in corso.

I pagamenti per partite finanziarie effettuati nel 2014 comprendono, fra l’altro, gli esborsi per circa 2.800 milioni relativi alla quota di sottoscrizione del capitale del Meccanismo Europeo di Stabilità (MES).

Gli incassi finali si riducono di circa 1,7 miliardi rispetto al 2013, per effetto:

  • dei minori incassi per partite finanziarie (2 miliardi) e di quelli di parte capitale (0,45 miliardi), (+0,7 miliardi);
  • dell’incremento degli incassi correnti (0,7 miliardi) dovuto all'effetto combinato dell’aumento dei contributi sociali (1,2 miliardi) e dei trasferimenti da altri soggetti (0,4 miliardi), e della contrazione degli incassi tributari (0,5 miliardi, dato influenzato dall'andamento negativo degli incassi IRPEF e IRES, parzialmente compensato dal più sostenuto gettito riveniente dall'IVA e dalle imposte relative ai fattori energetici ) e degli altri incassi correnti (0,4 miliardi).

La tabella 3.17 riporta l’analisi distinta del fabbisogno pubblico riferito ai settori delle Amministrazioni centrali e delle Amministrazioni locali(77) . I dati evidenziano un miglioramento a livello di Amministrazioni centrali (da 79 a 74 miliardi di fabbisogno), ai -49 miliardi del 2012) e lieve flessione di quasi 2 miliardi dell'attivo riferibile al comparto delle Amministrazioni locali.

Tabella 3.17

(milioni di euro)

2012

2013

2014

Amministrazioni centrali

Incassi correnti

416.983

422.286

422.139

Incassi in conto capitale

2.099

3.121

4.025

Incassi partite finanziarie

3.787

5.032

3.181

TOTALE INCASSI

422.869

430.439

429.345

Pagamenti correnti

432.482

455.674

461.956

Pagamenti in conto capitale

30.746

28.409

22.726

Pagamenti partite finanziarie

8.661

25.625

18.906

TOTALE PAGAMENTI

471.889

509.708

503.589

Fabbisogno Amministrazioni centrali

-49.020

-79.269

-74.244

in percentuale del PIL

-3,0

-4,9

-4,6

Amministrazioni locali

Incassi correnti

222.239

228.105

231.130

Incassi in conto capitale

13.642

14.503

8.186

Incassi partite finanziarie

9.298

15.247

13.870

TOTALE INCASSI

245.180

257.855

253.186

Pagamenti correnti

213.492

220.348

222.027

Pagamenti in conto capitale

29.414

28.296

23.671

Pagamenti partite finanziarie

3.368

3.189

3.107

TOTALE PAGAMENTI

246.274

251.833

248.805

Fabbisogno Amministrazioni locali

-1.095

6.021

4.381

in percentuale del PIL

-0,1

0,4

0,3

Fonte: DEF 2015

Il comparto delle Amministrazioni centrali registra nel 2014 un fabbisogno pari a 74,2 miliardi, in riduzione di 5 miliardi rispetto al 2013. Il miglioramento è riconducibile alla favorevole dinamica del saldo di parte capitale (+6.6 miliardi) e del saldo delle operazioni di carattere finanziario (+4.9 miliardi), parzialmente attenuata dal deterioramento del saldo di parte corrente (-6,4 miliardi). L’avanzo primario, pari a 5,4 miliardi si confronta con il valore marginalmente negativo registrato nel 2013.

Il miglioramento del fabbisogno è da ricondurre, in via prevalente, all'attivo del saldo corrente, alla contrazione del saldo negativo di parte capitale e al risultato positivo riscontrato del saldo delle operazioni di carattere finanziario, che risente del fatto che i pagamenti effettuati nel 2013 comprendevano, tra l’altro, gli oneri relativi alla sottoscrizione dell’aumento di capitale della Banca Europea per gli Investimenti (1.6 miliardi), la sottoscrizione di strumenti finanziari a favore del Monte dei Paschi di Siena (2 miliardi), il pagamento (5,7 miliardi) relativo alla quota di sottoscrizione del capitale del Meccanismo Europeo di Stabilità (MES) e le anticipazioni fornite a Regioni, Comuni e Province per fornire la liquidità necessaria ai pagamenti dei debiti della Pubblica amministrazione (14 miliardi). I pagamenti per partite finanziarie effettuati nel 2014 comprendono il pagamento dell’ultima quota di sottoscrizione del capitale del MES (2,8 miliardi) e anticipazioni di liquidità a favore di Regioni, Comuni e Province per il pagamento dei debiti pregressi (12,5 miliardi).

Il comparto delle Amministrazioni locali(78) evidenzia nel 2014 un saldo positivo pari a 4,4 miliardi, con un decremento di 1,6 miliardi rispetto al 2013.

Alla determinazione del saldo contribuisce un ammontare di incassi finali pari a 253,2 miliardi(-4.7 miliardi rispetto al 2013) e un ammontare di pagamenti finali pari a 248,8 miliardi (-3 miliardi rispetto al 2013).

Nel dettaglio, gli incassi tributari sono pari a 107,1 miliardi +1,3 miliardi rispetto al 2013), i trasferimenti da altre amministrazioni pubbliche sono pari a 103,2 miliardi (4,3 miliardi rispetto al 2013), gli incassi da partite finanziarie sono 13,9 miliardi (-1,4 miliardi rispetto al 2013).

Dal lato dei pagamenti si registra, rispetto all’anno precedente, l’aumento delle spese per l’acquisto di beni e servizi (+2,6 miliardi e la riduzione delle spese di personale (-2,3 miliardi), delle spese per investimenti fissi lordi (-3 miliardi) e dei trasferimenti in conto capitale ad imprese (-1 miliardi).

L’avanzo primario registra una riduzione, passando da 11,4 miliardi nel 2013 a 9,5 miliardi nel 2014.

Si segnala infine che le disponibilità presso le contabilità speciali di tesoreria unica intestate a tutte le Regioni, hanno registrato una diminuzione, rispetto al 1° gennaio 2014, pari a 1,2 miliardi (passando da 15,2 a 14 miliardi circa).

Il Fabbisogno di cassa del settore pubblico: previsioni tendenziali 2015-2019

Le previsioni del fabbisogno del settore pubblico, e della sua analisi per comparti, è riportata nella seguente tabella 3.18.

Tabella 3.18

(milioni di euro)

2015

2016

2017

2018

2019

Fabbisogno settore pubblico

Incassi correnti

787.540

819.894

844.083

865.261

875.378

Incassi in conto capitale

6.168

5.940

5.926

5.756

5.677

Incassi partite finanziarie

2.688

2.977

2.661

2.807

2.687

TOTALE INCASSI

796.397

828.811

852.671

873.825

883.742

Pagamenti correnti

798.802

800.435

808.348

816.075

825.560

Pagamenti in conto capitale

46.780

46.572

43.250

42.206

44.104

Pagamenti partite finanziarie

8.223

8.154

7.594

12.927

9.712

TOTALE PAGAMENTI

853.806

855.161

859.192

871.209

879.375

Fabbisogno

-57.409

-26.350

-6.521

2.616

4.366

in percentuale del PIL

-3,5

-1,6

-0,4

0,1

0,2

Comparto amministrazioni centrali

Incassi correnti

454.945

484.138

502.003

512.353

514.873

Incassi in conto capitale

2.654

2.472

2.467

2.759

2.039

Incassi partite finanziarie

3.664

3.891

3.624

3.644

3.686

TOTALE INCASSI

461.262

490.501

508.093

518.755

520.598

Pagamenti correnti

484.551

487.986

489.621

492.281

492.207

Pagamenti in conto capitale

26.844

28.373

24.825

23.703

23.996

Pagamenti partite finanziarie

13.854

3.159

2.969

3.002

2.970

TOTALE PAGAMENTI

525.250

519.518

517.415

518.986

519.173

Fabbisogno

-63.987

-29.017

-9.322

-231

1.425

in percentuale del PIL

-3,9

-1,7

-0,5

0,0

0,1

Comparto amministrazioni locali

Incassi correnti

228.758

232.856

234.283

241.290

241.832

Incassi in conto capitale

9.301

11.168

11.169

11.066

11.173

Incassi partite finanziarie

11.826

1.252

1.229

1.421

1.339

TOTALE INCASSI

249.885

245.276

246.681

253.777

254.344

Pagamenti correnti

215.257

214.287

215.620

216.696

219.352

Pagamenti in conto capitale

25.037

25.107

25.259

25.989

27.065

Pagamenti partite finanziarie

3.012

3.216

3.002

8.245

4.986

TOTALE PAGAMENTI

243.306

242.609

243.881

250.930

251.403

Fabbisogno

6.578

2.667

2.801

2.847

2.941

in percentuale del PIL

0,4%

0,2%

0,2%

0,2%

0,2%

Negli anni dal 2015 al 2019 il Documento stima un fabbisogno del settore pubblico in costante miglioramento fino a raggiungere, nel 2018, il valore positivo di 2,6 miliardi (0,1 per cento rispetto al PIL) dato che è previsto raddoppiarsi a 4,4 miliardi nel 2019 (0,2 per cento rispetto al PIL).

Per il 2015, le previsioni indicano un fabbisogno del settore pubblico che si attesta a 57.409 milioni, livello inferiore di 12.454 milioni al consuntivo del 2014 (69.863 milioni). Rispetto alla stima della NTI alla legge di stabilità 2015 il fabbisogno per il 2015 risulta più contenuto di quasi 6 miliardi. Tale miglioramento riflette, da un lato, il risultato del consuntivo 2014, che si è attestato su livelli inferiori rispetto alle attese, e, dall’altro, la positiva evoluzione del quadro macroeconomico.

In particolare, la riduzione prevista del fabbisogno, rispetto al risultato del 2014, è in larga parte riconducibile all’incremento degli incassi finali, che beneficiano della positiva evoluzione degli incassi tributari, trainati dalla ripresa dell’attività economica e dagli effetti di alcune disposizioni normative. In particolare, le misure previste dalla legge di stabilità 2015 in termini di reverse charge, tassazione del TFR, adempimento volontario dei contribuenti e regolarizzazione degli operatori del settore dei giochi sprovvisti di concessione statale comportano effetti positivi sulle entrate tributarie. Gli incassi finali risentono positivamente anche della conferma del regime di tesoreria unica tradizionale disposto con la Legge di Stabilità 2015, che comporta il mantenimento sui conti della tesoreria statale delle disponibilità liquide degli Enti territoriali, delle Università e dipartimenti universitari cui si aggiungono, a partire dal 2015, le Camere di Commercio. Il ripristino del regime di tesoreria mista è previsto a partire dal 2018.

Sul versante dei pagamenti, il venir meno degli interventi per il pagamento dei debiti pregressi delle amministrazioni pubbliche contribuisce a contenerne la dinamica. In termini di saldo "primario" si stima, sempre per l’anno 2015, un avanzo di 22,6 miliardi in crescita di circa 8,5 miliardi rispetto al dato del 2014 (14 miliardi). La spesa per interessi è stimata in riduzione del 5 per cento rispetto all’anno precedente. Sul versante dei pagamenti in conto capitale, essi sono previsti in crescita nel 2015, riportandosi su valori coerenti con l’andamento storico, dopo il risultato particolarmente contenuto registrato nel 2014.

Per gli anni 2016-2019 il fabbisogno è previsto in forte riduzione nel biennio 2016-2017, attestandosi, rispettivamente, a 26,3 e 6,5 miliardi , principalmente per effetto del consistente aumento del gettito tributario connesso al protrarsi della ripresa economica. Il miglioramento del saldo proseguirebbe nel 2018, anno in cui il conto di cassa chiuderebbe con un avanzo di 2,6 miliardi, attestandosi l'anno dopo a 4 miliardi Anche l’avanzo primario è previsto in costante miglioramento su tutto l’orizzonte di previsione, passando dai 22,6 miliardi del 2015 ai 77,4 miliardi del 2019.

Sul versante degli incassi, si stima una crescita su base annua del 4 per cento nel 2016, del 2,9 per cento nel 2017, del 2,5 per cento nel 2018 e dell’1,1 per cento nel 2019(79) , mentre i pagamenti correnti al netto degli interessi evidenziano un andamento crescente nel quadriennio 2016-2019, con un incremento medio annuo pari all’1,3 per cento(80) .

In merito alle stime relative alle annualità 2017-2019 andrebbero richiesti chiarimenti in merito all'effetto d'impatto sulla dinamica del fabbisogno prevista per effetto del ritorno al regime di tesoreria cd. "mista".


76) Tale comparto rappresenta in termini soggettivi un universo quasi coincidente con quello delle amministrazioni pubbliche contenute nell’elenco (lista S13) elaborato dall’ISTAT per la costruzione del conto economico della pubblica amministrazione secondo le regole contabili europee.

77) La tavola non riporta i dati relativi al comparto degli Enti di previdenza e assistenza sociale.

78) Comprende Regioni, Sanità, Comuni e Province.

79) Le previsioni degli incassi contributivi indicano una sostanziale stabilità nel 2015 (-0,2 per cento) e una graduale ripresa negli anni successivi, riflettendo la dinamica dell’attività economica e dell’occupazione. A contenere la dinamica dei contributi sociali contribuiscono le misure disposte dalla legge di stabilità 2015 in merito all’erogazione in busta paga del trattamento di fine rapporto, prevista a partire dall’anno in corso e fino alla metà del 2018, ed il corrispondente minore versamento dei contributi da parte del datore di lavoro, ed agli sgravi contributivi sulle nuove assunzioni a tempo indeterminato.

80) La spesa per il personale in servizio per gli anni 2015 e 2016 è prevista in rialzo rispettivamente dello 0,5 e dello 0,7 per cento, per effetto delle misure sul sistema scolastico previste nell’ambito del piano sulla “Buona Scuola”. Successivamente, la spesa tornerebbe a ridursi dello 0,5 per cento nel 2017 e dello 0,1 per cento nel 2018, per poi tornare ad aumentare nel 2019 (+0,2 per cento), in ragione dell’erogazione dell’indennità di vacanza contrattuale relativa al triennio 2019-2021. La spesa per l’acquisto di beni e servizi registrerebbe un incremento medio annuo di circa lo 0,4 per cento nel periodo 2016-2018, per poi accelerare nel 2019 (+1,3 per cento).I trasferimenti correnti presentano un profilo crescente su tutto il periodo di previsione, con un tasso di crescita medio annuo pari al 2,2 per cento, dovuto in massima parte all’incremento dei trasferimenti a famiglie, che includono le prestazioni di natura previdenziale e assistenziale.
La spesa per interessi si riduce, in media, sull’orizzonte di previsione, ad un tasso di circa il 2,3 per cento, in coerenza con l’evoluzione favorevole dei tassi di interesse.