Legislatura 17ª - Dossier n. 9
Azioni disponibili
7.1. I redditi da lavoro dipendente
Il DEF fornisce una nuova previsione dei dati di consuntivo 2014 e dei tendenziali per quinquennio 2015-2019 relativi alla spesa per redditi da lavoro dipendente, per cui si evidenzia il proseguimento della riduzione di spesa già maturata negli anni ancora precedenti. Nell’anno 2014 la spesa per redditi da lavoro dipendente delle Amministrazioni pubbliche è ammontata a circa 163,87 miliardi, in calo dello 0,6 per cento circa rispetto all’anno precedente. Tale contrazione si somma alla diminuzione dello 0,7 per cento del 2013 e alla diminuzione del 2,1 per cento registrata nel 2012, rafforzando il trend decrescente iniziato nel 2011 dopo un lungo periodo di crescita (1998-2010). L’incidenza della spesa per redditi sul PIL è stata nel medesimo anno del 10,1 per cento, proseguendo il calo avviato dal 2009 (allorché era stata il 10,7 per cento del PIL).
Rispetto a quanto rilevato nello scorso mese di settembre, si assume che il dato di consuntivo 2014 evidenzia un aumento di 823 milioni, e viene, pertanto, sostanzialmente aggiornato il dato previsionale fornito dalla Nota tecnico illustrativa (NTI). Tale differenza è da imputarsi, in buona parte, alla revisione al rialzo apportata sull’anno 2013 (+163 milioni).
Nel quadro a legislazione vigente la spesa per redditi da lavoro dipendente delle Amministrazioni pubbliche è stimata in aumento dello 0,5 per cento circa per il 2015 e dell’1 per cento nel 2016, per poi diminuire dello 0,4 per cento nel 2017, rimanendo sostanzialmente invariata nel 2018 e crescendo di nuovo dello 0,3 per cento nel 2019, per effetto dell’attribuzione dell’indennità di vacanza contrattuale del triennio 2019-2021.
Tabella 7.1
Spesa per redditi da lavoro dipendente
(milioni di euro)
2014 | 2015 | 2016 | 2017 | 2018 | 2019 | |
Nota tecnico-illustr. L.S.2015 | 163.051 | 164.217 | 165.869 | 165.181 | 163.401 | n.d. |
DEF 2015 | 163.874 | 164.752 | 166.428 | 165.742 | 165.771 | 166.270 |
Differenze tra le due previsioni | 823 | 535 | 559 | 561 | 2.370 | |
Variazione annua degli importi prevista in: | ||||||
- Nota tecnico-illustr. L.S. 2015 | 1166 | 1652 | -688 | -1780 | n.d. | |
- DEF 2015 | 878 | 1.676 | -686 | 29 | 499 | |
Fonte: DEF 2015
L’incremento atteso per il 2015 è essenzialmente attribuito sia al venir meno di alcune delle misure di contenimento della spesa per redditi per il pubblico impiego disposte dalle precedenti manovre di finanza pubblica, sia all’effetto di disposizioni di spesa contenute nella legge n.190/2014 (Legge di Stabilità 2015) tra cui, in particolare, la creazione del Fondo “La buona scuola”. In merito, il Documento evidenzia che a partire dal 1° gennaio 2015 non producono più effetto, tra le altre, le norme di contenimento delle spese di personale previste dal decreto-legge n. 78/2010 riguardanti il blocco dei trattamenti economici individuali (articolo 9, commi 1 e 2) ed il blocco economico delle progressioni di carriera comunque denominate e dei passaggi tra le aree (articolo 9 comma 21, terzo e quarto periodo).
Segnala poi che sull'aggiornamento delle previsioni per il 2015 ha comunque influito la norma contenuta nella legge di stabilità 2015 che ha prolungato sino al 31 dicembre 2015 la possibilità di dar luogo alle procedure contrattuali per la sola parte normativa, senza possibilità di recupero anche per la parte economica.
Per le restanti annualità, l’indennità di vacanza contrattuale (IVC), da calcolare con riferimento al triennio contrattuale 2016-2018, come anticipazione degli eventuali benefici che saranno attribuiti all’atto del rinnovo contrattuale che sarà predisposto, è quella spettante al 31 dicembre 2013, in virtù dell’articolo 1, comma 255, della legge di stabilità 2015; pertanto, per il periodo 2016-2018, l’IVC di riferimento nella determinazione del tendenziale di spesa è quella in vigore dal 1°luglio 2010.
Il Documento segnala che la legge di stabilità 2015 ha altresì prorogato fino al 31 dicembre 2015, per il personale non contrattualizzato in regime di diritto pubblico, le disposizioni previste dall’articolo 9 comma 21, primo e secondo periodo, del decreto-legge n.78/2010 – blocco dei meccanismi di adeguamento retributivo e non utilità dell’anno 2015 ai fini della maturazione delle classi e scatti di stipendio (ferma restando la non applicazione delle disposizioni citate al personale di cui alla legge 19 febbraio 1981, n. 27).
Gli effetti di slittamento salariale vengono stimati prudenzialmente sulla base delle risultanze nell’ultimo quinquennio.
In merito al dato di consuntivo del 2014, il Documento indica esplicitamente la causa della maggior spesa stimata per il 2014, per cui essa è conseguenza dei molti interventi normativi disposti nel corso degli ultimi anni che hanno comportato sia un contenimento delle retribuzioni individuali, sia una riduzione del numero dei dipendenti pubblici (-5,7 per cento circa nel periodo 2007-2013). In particolare, sottolinea che hanno inciso sull’ammontare della spesa i seguenti interventi:
- la razionalizzazione del comparto scuola;
- il perdurare del blocco dei rinnovi contrattuali per il periodo 2010-2015;
- l’introduzione di un limite di spesa individuale rapportato alla retribuzione percepita nell’anno 2010;
- il riconoscimento, solo ai fini giuridici, delle progressioni di carriera disposte nel quadriennio 2011-2014;
- la decurtazione in base al numero delle unità di personale cessate dell’ammontare delle risorse disponibili per la contrattazione integrativa;
- la rimodulazione delle limitazioni all’assunzione di personale con modalità diversificate in base alla tipologia di comparto interessato (ad esclusione dei soli comparti Scuola/AFAM e Forze armate).
In rapporto al PIL, l'andamento della voce Redditi di lavoro dipendente è prevista calare dal 10,1 per cento indicato per il biennio 2014-2015 al 9,9 per cento previsto nel 2016, per poi mostrare una ulteriore flessione al 9,5 per cento del 2017 e ancora al 9,3 per cento nel 2018, assestandosi al 9 per cento nel 2019.
Sarebbe opportuna l'acquisizione di elementi di dettaglio in merito alle ragioni che hanno indotto alla sensibile revisione in "aumento" del dato di preconsuntivo del 2014 e di stima per il 2015, nonché, parimenti, alle cause che hanno indotto all'incremento della previsione di spesa per le altre annualità 2016-2019, rispetto alle previsioni formulate nella NTI annessa al ddl di stabilità 2015(126) .
In tal senso, sembrerebbe altresì necessaria l'acquisizione dei dati di spesa tendenziale per le annualità in programmazione anche in riferimento ai singoli sottosettori della PA.
126) Sul punto, anche in merito alla dinamica a in calo registrata dalla voce Redditi di lavoro dipendente già a partire dal 2011, su cui hanno chiaramente inciso sia fattori correlati al contenimento della cd. dinamica "retributiva" – in considerazione del mancato rinnovo dei contratti, ma anche delle misure di congelamento"retributivo", per la componente nominale e di fatto, contenute nell'articolo 9 del decreto-legge n. 78/2010, ivi compresi i massimali "retributivi" i cui effetti finanziari complessivi attesi sono stati peraltro contenuti dal pronunciamento della Corte Costituzionale n. 35/2013 – che dei vincoli al reclutamento (cd. blocco parziale del turn over) prorogati nelle varie leggi di stabilità, sembrerebbe indispensabile l'acquisizione di un quadro di sintesi degli effetti prodotti dalle singole misure, per ciascun comparto della PA, per ciascuna annualità del quadriennio 2011/2014, atteso che le informazioni al momento disponibili non consentono una ricostruzione puntuale dei fattori e della misura con cui questi hanno concorso alla riduzione della spesa per il personale della PA. Né, a ben vedere, ciò consente di valutare gli effetti di contenimento della spesa derivanti dalle norme già in vigore, per l'esercizio in corso e per le prossime annualità in programmazione. Sul punto, la Corte dei conti, nel referto sul Coordinamento della finanza pubblica 2014, ha fornito una riflessione su di una analisi effettuata dall'Aran relativamente alla dinamica retributiva complessiva "storica", registrata dalla spesa per il decennio 2000/2009. L'analisi di dettaglio della spesa contenuta nell'ultimo referto sul rendiconto generale dello Stato (2013) è ovviamente limitata alla sola Amministrazione statale. Va dunque segnalato che l'ultimo specifico Referto sul Costo del Lavoro pubblico disponibile è quello relativo al 2013.Cfr. CORTE DEI CONTI, SS.RR., Rapporto 2014 sul coordinamento della finanza pubblica, maggio 2014, pagina 167 e seguenti; Relazione sul Rendiconto Generale dello Stato 2013, giugno 2014, volume I pagina 261 e seguenti; Relazione Annuale sul Costo del Lavoro pubblico 2013, giugno 2013, pagine 43 e seguenti; ARAN, Rapporto Semestrale sulle Retribuzioni dei pubblici dipendenti, dicembre 2012, pagina 36.