Legislatura 17 Atto di Sindacato Ispettivo n° 4-03458

Atto n. 4-03458

Pubblicato il 17 febbraio 2015, nella seduta n. 392
Trasformato

BIGNAMI - Ai Ministri dell'istruzione, dell'università e della ricerca e per le riforme costituzionali e i rapporti con il Parlamento. -

Premesso che: l'interrogante ha presentato in data 24 settembre 2014 l'atto di sindacato ispettivo 3-01231 deferito in 7ª Commissione permanente (Istruzione pubblica, beni culturali, ricerca scientifica, spettacolo e sport) del Senato, concernente il diritto allo studio degli studenti disabili;

considerato che:

l'atto è stato svolto nella seduta n. 134 della 7ª Commissione in data 22 ottobre 2014, durante la quale il sottosegretario per l'istruzione, l'università e la ricerca, Gabriele Toccafondi ha assicurato preliminarmente che l'integrazione degli alunni con disabilità rappresenta "una priorità assoluta per l'azione del Ministero", tenuto conto delle notevoli "potenzialità" di cui essi sono portatori e delle "occasioni di crescita che l'attività loro rivolta produce" per l'intero sistema scuola;

ha riferito che l'amministrazione "ha da tempo profuso uno sforzo costante" al fine di reperire nuove risorse, "valorizzandole quantitativamente e qualitativamente";

ha comunicato quindi che, "fine di garantire continuità al sostegno per gli alunni con disabilità, unitamente alla piena realizzazione del diritto allo studio, in attuazione di quanto previsto dal decreto-legge n. 104 del 2013, è stata autorizzata, a decorrere dal 1° settembre 2013, l'assunzione a tempo indeterminato di unità di personale docente da destinare agli alunni con disabilità su posti vacanti e disponibili", di cui 4.447 per l'anno scolastico 2013/2014 e 13.342 per il corrente anno;

ha sottolineato, inoltre, che si tratta di "interventi in linea con un preciso programma di valorizzazione del sostegno già in atto da alcuni anni, che prevede anche l'attivazione di posti in deroga, a fronte di situazioni di particolare gravità, secondo i principi riconosciuti dalla Corte costituzionale con la sentenza n. 80 del 2010 in materia di diritto all'inclusione scolastica";

quanto al numero degli alunni con disabilità, ha segnalato che nell'anno scolastico 2014/2015 si è registrato "un leggero incremento rispetto ai 209.814 dell'anno precedente, mentre i posti di sostegno in organico di diritto sono attualmente 81.137, coperti con personale di ruolo, e arriveranno a 90.032 nel prossimo anno scolastico per effetto del piano di assunzione previsto dal citato decreto-legge n. 104 del 2013"; ha fatto presente che il Ministero si adopera per realizzare "una scuola efficacemente inclusiva, dove la formazione dei docenti, sia iniziale che continua e specialistica, sia posta in primo piano";

ha reso noto che "per la formazione iniziale degli insegnanti sono in fase di svolgimento i percorsi previsti dal decreto ministeriale n. 249 del 2010 per l'acquisizione del titolo di specializzazione. Per la formazione continua e specialistica dei docenti in servizio, a seguito di un accordo sottoscritto il 15 luglio 2011 tra il Ministero (...) e le università presso le quali è attivo un corso di laurea in scienze della formazione, è stato predisposto un piano nazionale di formazione sui disturbi specifici di apprendimento (DSA), nell'ambito del quale sono stati organizzati, a livello nazionale, 35 master universitari finanziati dal Ministero";

ha riferito, inoltre, che sono stati "previsti nuovi percorsi formativi rivolti a docenti e dirigenti scolastici su specifiche tematiche. Nei prossimi mesi saranno (...) attivati corsi di perfezionamento e master su autismo, sindrome ADHD, ritardo maturativo e mentale, rieducazione psicomotoria, disabilità sensoriali. Si tratta di ulteriori 40 master per una platea di docenti superiore alle 11.000 unità. Il recente decreto ministeriale n. 762 del 2 ottobre 2014 ha dato attuazione all'articolo 16 del citato decreto-legge n. 104, che prevede percorsi di formazione e aggiornamento obbligatorio in servizio. In particolare le attività di cui all'articolo 2 del citato decreto ministeriale sono finalizzate a processi di integrazione a favore di alunni con disabilità. Destinatario delle suddette iniziative è l'intero corpo docente, con priorità per coloro che si trovino a operare nelle classi con alunni con disabilità, al fine di fornire le competenze necessarie alla presa in carico del progetto inclusivo nelle singole classi e nell'intera comunità scolastica. Tali attività saranno avviate nel corrente anno scolastico";

con riferimento, infine, all'opportunità di prevedere una differenziazione dei percorsi di formazione e specializzazione per aree tematiche, ha rilevato che, nell'ambito delle iniziative finalizzate ad illustrare anche in sede istituzionale i contenuti del rapporto "La buona scuola", sono in corso tavoli di studio anche con le associazioni di settore; in proposito, ha comunicato che il 14 ottobre 2014 "si è svolto un incontro con i componenti dell'Osservatorio per l'integrazione degli alunni con disabilità, al fine di valutare alcuni aspetti relativi all'inclusione scolastica e, tra gli altri, la specificità dei percorsi di formazione";

il sottosegretario ha anche consegnato una tabella che evidenzia la ripartizione dell'organico di diritto in ciascuna Regione negli anni scolastici 2013/2014 e 2014/2015;

rilevato che a giudizio dell'interrogante il sottosegretario ha risposto in maniera molto evasiva soprattutto alle prime due domande dell'interrogazione presentata, senza indicare la percentuale di ore coperte rispetto al totale necessario e quali siano le Regioni deficitarie, atteso che non è indicato il numero totale degli alunni disabili rispetto a cui parametrare quello dei docenti; è stata richiesta dalla sottoscritta al Governo un'integrazione alla risposta fornita in Commissione,

si chiede di sapere:

se il Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca non ritenga opportuno integrare le informazioni fornite in data 22 ottobre 2014, per rispondere in modo completo e soddisfacente ai quesiti posti nell'interrogazione;

se il Ministro per le riforme istituzionali e per i rapporti con il Parlamento non ritenga che la suddetta risposta incompleta non leda le buone prassi e non alteri il necessario rapporto di dialogo e di fiducia tra Parlamento e Governo.