Legislatura 17ª - Dossier n. 29

La dimensione del problema all’interno dell’UE

Secondo quanto riportato nello Studio Violenza sulle donne – Supporto alle vittime - Valutazione dell’attuazione della Piattaforma di Pechino negli Stati membri, pubblicato nel 2012 dall’EIGE - Istituto europeo per l'uguaglianza di genere, nei 27 Stati membri più la Croazia (recentemente acquisita all’Unione europea) tra un quinto e un quarto di tutte le donne hanno sperimentato violenza fisica almeno una volta nel corso della loro vita adulta e circa il 12-15% di tutte le donne sopra i sedici anni hanno subìto una qualche forma di abuso domestico. Ancora, la Final Activity Report" della Task Force del Consiglio d'Europa per combattere la violenza contro le donne, compresa la violenza domestica (EG-TFV), (settembre 2008) ha rilevato che almeno una volta nella vita più del 10% delle donne ha subito violenze sessuali che comportano l'uso della forza

Inoltre, secondo la stima contenuta nell’Allegato “Aspetti economici e prospettive giuridiche per l'azione a livello dell'UE” allo Studio “Valore aggiunto europeo di una direttiva sulla violenza combattere contro le donne” commissionato dalla Commissione parlamentare FEMM, il costo annuo per l'UE della violenza di genere contro le donne è stimato a 228 miliardi di EUR nel 2011 (pari all'1,8 % del PIL dell'UE), di cui 45 miliardi di EUR all'anno in servizi pubblici e statali (ad esempio i servizi riconducibili ai sistemi giuridici civili e penali, quelli sanitari, il sostegno specializzato), e 24 miliardi di EUR in perdita di produzione economica (con particolare riferimento ai giorni lavorativi mancati).

La componente residua di tale stima (159 miliardi) consiste nella spesa stimata per alleviare il dolore e la sofferenza delle vittime di violenza.

Inoltre i risultati preliminari dell’indagine europea sulla violenza contro le donne condotta dall'Agenzia dell'Unione europea per i diritti fondamentali, pubblicati nel marzo 2013, mostrano, tra l'altro, che: quattro donne su cinque non si sono rivolte a nessun servizio (sanitario, sociale o di assistenza alle vittime) a seguito degli episodi più gravi di violenza ad opera di persone diverse dal partner; le donne che hanno chiesto aiuto si sono rivolte più spesso ai servizi medici, fattore che sottolinea la necessità di garantire che i professionisti in ambito sanitario siano in grado di affrontare le esigenze delle vittime di violenza; due donne su cinque non erano a conoscenza delle leggi o delle iniziative politiche che tutelano le donne in caso di violenza domestica e la metà ignorava l'esistenza di leggi o iniziative di prevenzione.

Infine, secondo i rapporti di Amnesty International e le relazioni della Commissione europea, la mutilazione genitale femminile, forma estrema di violenza sulle donne, colpisce centinaia di migliaia di donne e ragazze in Europa (ricorre spesso il riferimento a 500 mila vittime); si tratta di un fenomeno che a causa delle divergenze tra le disposizioni giuridiche degli Stati membri potrebbe determinare fenomeni di turismo della mutilazione genitale femminile transfrontaliero nell'UE.