Legislatura 16 Atto di Sindacato Ispettivo n° 1-00266

Atto n. 1-00266

Pubblicato il 13 aprile 2010, nella seduta n. 357
Esame concluso nella seduta n. 359 dell'Assemblea (14/04/2010)

D'ALIA , BIANCHI , CUFFARO , GIAI , FOSSON , POLI BORTONE , PETERLINI , PINZGER , THALER AUSSERHOFER

Il Senato,

alla luce del risultato della Conferenza ONU sui cambiamenti climatici tenutasi a Copenhagen dal 4 al 15 dicembre 2009 (COP 15);

tenuto conto del dibattito scientifico che nelle ultime settimane ha evidenziato nuove criticità sulla affidabilità dei rapporti dell'Intergovernmental Panel on Climate Change (IPCC) sul cosiddetto riscaldamento globale;

considerata l'importanza che tali rapporti rivestono come base delle risoluzioni dell'ONU, del G8 e dell'Unione europea in ordine alle politiche ambientali ed in particolare alla base di accordi straordinariamente impegnativi nell'ambito dei quali l'Italia ha assunto obiettivi ed oneri gravosi per il sistema produttivo nazionale;

valutato che:

l'essenza delle conclusioni dell'IPCC è rimasta la stessa da 20 anni ed evidenzia che le attività umane, immettendo sempre più gas a effetto serra nell'atmosfera, stanno alterando il clima;

potendo sicuramente migliorare i dettagli del rapporto non si può prescindere da un'analisi sulla sostanza del rapporto che risulta essere corretta;

sulla base di una clausola ottenuta dal Governo italiano nel marzo 2010 (dopo ed a seguito della COP 15) si sarebbe dovuto procedere ad una revisione del cosiddetto "Accordo 20-20-20", a suo tempo stipulato solamente dagli Stati europei, come già avvenne per il Protocollo di Kyoto;

considerato che:

i grandi Paesi produttori come USA, Cina, India, Messico, Brasile, Sud Africa, che producono livelli rilevanti di anidride carbonica, hanno esplicitato la volontà di perseguire le politiche climatiche in modo autonomo e non vincolante in sede internazionale;

criticare semplicemente il Protocollo di Kyoto ed il cosiddetto "Accordo 20-20-20" solo per proteggere interessi produttivi è molto sterile da parte del Governo ed espone l'Italia al solo rischio di apparire incapace di comprendere il problema ambientale nella sua complessità e gravità;

l'inquinamento, come l'inflazione, è una tassa subdola che colpisce soprattutto la popolazione in modo indiretto,

impegna il Governo ad adottare, nell'ambito delle proprie competenze e nel rispetto delle competenze internazionali attribuite dalla legislazione vigente, iniziative - anche di natura diplomatica - finalizzate:

a) a promuovere in sede ONU la revisione degli assetti degli organi preposti alle determinazioni delle strategie ambientali senza scadere in valutazioni di carattere personale dei vertici dell'Organizzazione;

b) a chiedere l'attivazione in sede di Unione europea di una rimodulazione dell'Accordo 20-20-20 e chiederne la sostituzione con un nuovo accordo che meglio risponda ai differenti tessuti industriali e produttivi dei Paesi membri;

c) a rivisitare gli impegni di riduzione delle emissioni di CO2 su livelli per l'Italia più equilibrati rispetto a quelli assunti dagli altri Stati membri aderenti ed in linea con quelli assunti autonomamente da Usa, Cina, India, Sud Africa, Brasile e Messico, Paesi maggiormente protagonisti dei consumi di energia mondiali;

d) ad impegnarsi in tutte le sedi diplomatiche ed istituzionali al fine di farsi promotore di un'intesa che coinvolga i maggiori Paesi inquinanti sostenendo anche una condivisione degli impegni connessi con gli obiettivi di sviluppo delle fonti rinnovabili mediante uno sviluppo dei mercati internazionali delle emissioni.