Legislatura 19ª - Atto di Sindacato Ispettivo n. 3-02369

Atto n. 3-02369

Pubblicato il 28 gennaio 2026, nella seduta n. 386
Svolto question time il 29 gennaio 2026 nella seduta n. 387 dell'Assemblea

BASSO, BOCCIA, NICITA, RANDO, IRTO, FINA, MELONI, MISIANI - Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti. -

Premesso che:

l’intensificarsi di eventi meteorologici estremi sta producendo, con frequenza crescente, frane, allagamenti, inondazioni, mareggiate, dissesti e interruzioni della viabilità, con impatti diretti sulla sicurezza delle persone, sulla continuità territoriale e sull’economia dei territori, imponendo un rafforzamento strutturale delle politiche di prevenzione, manutenzione e resilienza delle infrastrutture;

in questi giorni si registrano effetti devastanti su infrastrutture e collegamenti anche in Sicilia, Sardegna e Calabria, con prime stime e ricognizioni di danno di particolare entità (in Sicilia, 1,2 miliardi di euro; in Sardegna, oltre 400 milioni di euro; in Calabria, circa 300 milioni di euro, su base ricognitiva), che confermano la necessità di una risposta nazionale straordinaria, a fronte di soli 100 milioni di euro finora stanziati dal Governo; a ciò si aggiunge la tragedia che vive in queste ora la popolazione di Niscemi con oltre 1.500 sfollati a causa del continuo fenomeno franoso;

premesso, inoltre, che:

in Liguria, la frana che ha interessato la strada statale 1 Aurelia nel tratto tra Vesima e Arenzano ha di fatto “spezzato” la regione incidendo su un corridoio strategico e fragile, determinando deviazioni e ricadute immediate su mobilità, pendolarismo e servizi essenziali, in un contesto in cui la regione è già da anni gravata da cantieri, restringimenti e riduzioni del livello di servizio sulla rete autostradale, che interseca l’abitato e per cui da anni si attende il completamento di interventi di mitigazione ambientale (tra cui il ripristino e l’adeguamento delle barriere fonoassorbenti) che incidono su salute e qualità della vita delle comunità esposte;

la tenuta del sistema infrastrutturale richiede un’attenzione specifica alle opere d’arte (ponti, viadotti, impalcati): i Comuni, in particolare nelle aree metropolitane, segnalano l’esigenza di disporre di strumenti stabili di monitoraggio, ispezione e manutenzione, nonché di risorse e supporto tecnico, per evitare che criticità localizzate evolvano sempre in emergenze;

considerato che a fronte di queste gravissime condizioni di crisi infrastrutturali, risulta politicamente e istituzionalmente necessario che la priorità della spesa pubblica sia la messa in sicurezza e manutenzione della rete esistente: in un Paese in cui le vie di comunicazione mostrano vulnerabilità diffuse, la destinazione di risorse a grandi opere deve essere valutata in coerenza con l’urgenza di garantire prima di tutto sicurezza, continuità e resilienza delle infrastrutture già in esercizio;

rilevato che:

ai sensi dell’articolo 14 del codice della strada, il gestore è tenuto a garantire manutenzione e sicurezza e, più in generale, la governance pubblica deve assicurare che la gestione delle infrastrutture (cantieri, programmazione, informazioni all’utenza e misure di mitigazione) rispetti criteri di fluidità, prevedibilità e sicurezza, anche mediante misure straordinarie di regolazione della circolazione e coordinamento istituzionale, sul modello di quanto già richiamato in atti parlamentari analoghi;

in tale quadro, va inserita anche la certezza degli investimenti sulle reti autostradali, la cui manutenzione è fortemente condizionata dalle criticità connesse ai piani economico-finanziari (PEF) e alla dinamica tariffaria: l’assenza o il ritardo nell’aggiornamento degli atti programmatori e convenzionali può alimentare contenziosi e meccanismi che si traducono in incrementi tariffari anche in contesti di prolungata riduzione del livello di servizio, dovuta a cantieri o limitazioni, mentre sarebbe necessario rafforzare meccanismi cogenti, che colleghino in modo verificabile i pedaggi al livello di servizio effettivamente erogato, prevedendo misure di sospensione, riduzione o compensazione in caso di significative riduzioni del servizio ed evitando incrementi automatici derivanti da inerzie amministrative o contenziosi, nonché l’attivazione, quando l’autostrada diventi di fatto l’unico corridoio praticabile per chiusure della viabilità ordinaria, di gratuità o agevolazioni tariffarie estese sui tratti interessati (in via immediata, in Liguria, l’estensione al corridoio Varazze-Genova Pegli, in sostituzione dell’attuale), al fine di prevenire congestioni e trasferimento di traffico sulla viabilità urbana con conseguenze su sicurezza, vivibilità e qualità dell’aria,

si chiede di sapere:

se il Ministro in indirizzo non ritenga necessario adottare con urgenza un piano straordinario nazionale di manutenzione e messa in sicurezza di tutte le infrastrutture di mobilità, con priorità alle opere di resilienza connesse al rischio idrogeologico, prevedendo anche un programma di supporto ai Comuni per monitoraggio e manutenzione di ponti, viadotti e impalcati (standard tecnici, assistenza, cofinanziamenti e banca dati);

se, in relazione ai danni in Sicilia, Sardegna e Calabria, non ritenga altresì necessario finanziare misure straordinarie, nell’ambito del suddetto piano, anche mediante la ridestinazione dei probabili residui finanziari, pari a circa 2 miliardi di euro, delle risorse assegnate al ponte sullo stretto che, come già avvenuto per il 2025, matureranno anche nel 2026, in conseguenza dei rilievi della Corte dei conti.