Legislatura 19ª - Atto di Sindacato Ispettivo n. 3-02063
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Atto n. 3-02063
Pubblicato il 22 luglio 2025, nella seduta n. 331
ALOISIO, GAUDIANO, CATALDI, MARTON, DI GIROLAMO, MAZZELLA, CROATTI, GUIDOLIN - Ai Ministri per la protezione civile e le politiche del mare e dell'economia e delle finanze. -
Premesso che:
la storia geologica dei Campi Flegrei mostra che il sistema vulcanico ha attraversato cicli di attività e quiescenza, alcuni dei quali sono durati decenni o secoli. Ricostruendo il passato, si sa che le ultime eruzioni di grande rilevanza risalivano a circa 4.000 anni fa, con eventi come l’eruzione di monte Nuovo, avvenuta nel 1538. La deformazione del suolo, la sismicità e le emissioni di gas sono indicatori fondamentali, ma spesso non sufficienti per prevedere con precisione l’entità e la tempistica di un possibile evento eruttivo o sismico;
nei Campi Flegrei vivono circa 400.000 persone, e molte risiedono in zone ad alto rischio, in prossimità di insediamenti storici e di infrastrutture fondamentali;
in data 30 giugno 2025, alle ore 12.47, si è verificata una significativa scossa tellurica con un epicentro localizzato nella zona adiacente al castello aragonese di Baia, nel comune di Bacoli (Napoli), a circa 5 chilometri di profondità. L’evento ha raggiunto una magnitudo di 4.6, risultando la più forte registrata nella regione dal 1983, ed ha rappresentato un episodio di notevole intensità all’interno di uno sciame sismico ancora in corso. In particolare, la durata e l’intensità della scossa sono risultate superiori rispetto a quelle delle recenti manifestazioni di bradisismo associate ai fenomeni di sollevamento del suolo che si sono susseguiti nell’area nei mesi precedenti. La sensazione di forte vibrazione è stata avvertita distintamente anche a Napoli. La risposta della rete di monitoraggio ha evidenziato che l’evento più intenso si è verificato, come detto, a circa 5 chilometri di profondità, in una zona di elevata attività tettonica, circostanza tipica dei sistemi vulcanici come quello dei Campi Flegrei e Bacoli. L’impatto diretto sulla popolazione si è tradotto in una diffusa sensazione di paura, accompagnata da comportamenti di autoprotezione ed evacuazione spontanea di alcune aree;
il quadro attuale evidenzia che, mentre sono stati fatti passi avanti con interventi limitati e temporanei, resta fondamentale adottare un approccio strutturato e di lungo termine per la sicurezza sismica dei territori dei Campi Flegrei. La creazione di un “sisma bonus” dedicato, con meccanismi come la cessione del credito, rappresenterebbe una soluzione efficace che consentirebbe di superare le criticità di accesso ai finanziamenti e di incentivare interventi più incisivi;
il 17 marzo 2025, l’Istituto nazionale italiano amministratori e revisori condominiali ha proposto di riattivare il “sismabonus” con il meccanismo della cessione del credito per i fabbricati situati nei Campi Flegrei e nella zona rossa interessata dal bradisismo, così da intervenire prima che un evento sismico di forte intensità provochi danni irreparabili, migliorando la resistenza degli edifici più vulnerabili e vetusti, riducendo i rischi sociali e economici futuri. Inoltre, la cessione del credito permetterebbe ai cittadini di ottenere benefici fiscali immediati, senza dover sostenere di tasca propria l’intera spesa e favorendo interventi più estesi;
la legge di bilancio per il 2025 ha stanziato 100 milioni di euro, suddivisi in 20 milioni di euro per ciascuna delle annualità dal 2025 al 2029, finalizzati ad interventi di miglioramento sismico sul patrimonio edilizio privato ad uso prevalentemente residenziale nella zona di intervento per il rischio bradisismico, con esclusione di edifici già oggetto di contributi per danni o riqualificazione sismica conseguenti al sisma del 20 maggio 2024. Si ritiene che questa misura rappresenti un passo importante, ma certo del tutto insufficiente rispetto alla criticità attuale e ai livelli di rischio presenti nell’area;
in particolare, il contributo previsto dalla legge di bilancio per il 2025 permette di coprire al massimo il 50 per cento dei costi ammissibili di intervento e si basa su una classificazione di vulnerabilità sismica che può essere richiesta solo spontaneamente attraverso una piattaforma dedicata. Tuttavia, si ritiene che il limite massimo della metà del costo può risultare insufficiente per incentivare interventi di consolidamento strutturale significativi, soprattutto per edifici storici o di grande valore architettonico, che spesso richiedono interventi più complessi e costosi;
inoltre, le tempistiche tra richiesta di sopralluogo, classificazione e successiva domanda di contributo possono dilatarsi, lasciando i cittadini in attesa di risposte per mesi, con il rischio che l’intervento non venga realizzato in tempo utile. Analogamente, anche se non costituisce un impedimento all’analisi di vulnerabilità, la presenza di irregolarità può complicare l’accesso alle agevolazioni e mettere a rischio la piena efficacia degli interventi di miglioramento strutturale. Si evidenzia anche che l’attuale normativa non tiene conto delle esigenze peculiari dei Campi Flegrei, né delle caratteristiche del patrimonio storico-architettonico, spesso delicato da consolidare senza alterarne il valore culturale;
pertanto, il limite più evidente è la mancanza di un meccanismo strutturato di incentivazione fiscale di lungo termine, come il “sisma bonus” con meccanismo di cessione del credito, che ha dimostrato la sua efficacia in altre regioni italiane (ad esempio Emilia-Romagna, Marche, Toscana) in occasione di emergenze come alluvioni o terremoti. Questa modalità ha permesso ai cittadini di beneficiare di detrazioni fiscali di elevata entità, cedendo il credito a banche o intermediari finanziari, migliorando così la capacità di investimento e di intervento,
si chiede di sapere:
alla luce dell’intensificarsi dei fenomeni sismici, quali siano le strategie che il Governo intenda adottare per incentivare la messa in sicurezza degli edifici nei territori ad alto rischio sismico dei Campi Flegrei;
in che modo si intenda superare le criticità attuali, come la limitata copertura finanziaria e le procedure burocratiche, che rallentano l’effettiva realizzazione degli interventi di miglioramento sismico;
quali misure concrete e specifiche si intenda adottare per accelerare gli interventi di consolidamento e messa in sicurezza delle infrastrutture e degli edifici, anche storici, presenti nella zona dei Campi Flegrei, e in particolar modo nelle zone ad alto rischio;
come si intenda coinvolgere le amministrazioni locali e le comunità per favorire una più ampia partecipazione e consapevolezza sui programmi di prevenzione e sicurezza sismica;
quali strumenti di monitoraggio e controllo siano stati implementati o si intenda rafforzare per verificare l’efficacia degli interventi di adeguamento antisismico finanziati con le risorse pubbliche.