Legislatura 19ª - Atto di Sindacato Ispettivo n. 3-01936

Atto n. 3-01936

Pubblicato il 28 maggio 2025, nella seduta n. 309
Svolto question time il 29 maggio 2025 nella seduta n. 310 dell'Assemblea

ZAMPA, BOCCIA, ZAMBITO, CAMUSSO - Al Ministro per le disabilità. -

Premesso che:

l’articolo 19-quater del decreto-legge 27 dicembre 2024, n. 202 (Disposizioni concernenti termini in materia di disabilità), introdotto dalla legge di conversione 21 febbraio 2025, n. 15, ha differito al 1° gennaio 2027 l’applicazione di numerose disposizioni del decreto legislativo 3 maggio 2024, n. 62, recante “Definizione della condizione di disabilità, della valutazione di base, di accomodamento ragionevole, della valutazione multidimensionale per l'elaborazione e attuazione del progetto di vita individuale personalizzato e partecipato”, adottato in attuazione della delega di cui alla legge 22 dicembre 2021, n. 227; contestualmente, ha prorogato di un ulteriore anno il periodo di sperimentazione disciplinato dall’articolo 33 del decreto legislativo estendendola, a decorrere dal 30 settembre 2025, a ulteriori 11 province;

il differimento dell’applicazione di molte parti della riforma in materia di disabilità ha suscitato la preoccupazione degli operatori, delle associazioni, delle stesse persone con disabilità e delle loro famiglie, per la mancata condivisione, da parte del Governo, di tale scelta e per il timore che esso nasconda difficoltà applicative, tali da pregiudicare la completa attuazione della riforma nel lungo periodo;

particolare preoccupazione desta la sorte dei fondi già accantonati per il bilancio 2026 e destinati al finanziamento dell’entrata a regime della riforma e l’assenza di garanzie in merito a un ulteriore accantonamento di risorse per il 2027 in conseguenza del differimento;

incerta è la sorte dell’attuazione del “nucleo” caratterizzante la riforma, ovvero il definitivo passaggio verso politiche per la disabilità incentrate sul riconoscimento, la promozione e la tutela dell’autonomia della persona con disabilità, mediante l’avvio di un progetto di vita personalizzato, cui venga associato un budget di progetto verso il quale possano essere dirette le risorse attualmente impiegate nel pagamento delle rette per gli inserimenti in struttura e che, invece, verrebbero destinate al sostegno della vita libera delle persone con disabilità: un cambiamento che richiede risorse, anche in termini di personale e formazione, e che, in assenza di uno strutturale intervento sul sistema di welfare e sull’offerta di servizi, rischia di essere difficilmente attuabile (e addirittura di indebolire le tutele già in essere);

i timori evocati sembrano confermati dall’andamento della sperimentazione, avviata il 1° gennaio 2025, nell’ambito della quale sono emerse serissime criticità; come evidenziato, tra gli altri, dalla CGIL, le principali riguardano il trasferimento delle competenze dalle ASL all’INPS e la variazione della procedura per il riconoscimento dell’invalidità che, nell’ambito della sperimentazione, dovrebbe ora avvenire mediante l’invio telematico del certificato medico introduttivo all’INPS e la successiva valutazione di base, consistente in un’unica visita medica effettuata da una commissione dell’INPS che, tuttavia, non è ancora dotato di risorse di personale idonee, specie in relazione al profilo medico-legale; allo stesso tempo, la preparazione del certificato medico introduttivo grava sulla rete dei medici di base, già come noto estremamente sovraccarica;

l’andamento insoddisfacente della sperimentazione emerge peraltro dalla registrazione di una drastica riduzione delle domande; in particolare, secondo uno studio della CGIL, nei primi due mesi di sperimentazione si è assistito a una drastica riduzione delle richieste di accertamento sanitario rispetto all'anno precedente, passando da circa 26.000 certificati introduttivi al 28 febbraio 2024 a 12.404 certificati al 28 febbraio 2025; mentre, secondo dati forniti da CISL Lombardia, si sarebbe passati da una media di 2.500 richieste al mese nel 2024 a sole 400 nel gennaio 2025;

sembra quindi di poter affermare che il sostanziale fallimento della sperimentazione rappresenti paradossalmente la migliore spiegazione delle ragioni del differimento dell’entrata a regime della riforma, rispetto alla quale evidentemente il Governo non ha ancora approntato le condizioni funzionali all’applicazione,

si chiede di sapere:

quali iniziative la Ministra in indirizzo intenda adottare, nell’ambito delle sue competenze, al fine di assicurare il superamento delle criticità rilevate nella fase di sperimentazione dell’applicazione del decreto legislativo n. 62 del 2024;

quali iniziative intenda altresì adottare per assicurare la piena attuazione della riforma, sia a livello sperimentale che a regime.