Legislatura 19ª - Atto di Sindacato Ispettivo n. 3-01931
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Atto n. 3-01931
Pubblicato il 28 maggio 2025, nella seduta n. 309
MAZZELLA - Al Ministro per le disabilità. -
Premesso che:
la legge 16 dicembre 2024, n. 210, recante “Disposizioni per il riconoscimento e la promozione della mototerapia”, riconosce e promuove la mototerapia, in maniera uniforme nell'intero territorio nazionale, quale terapia complementare per rendere più positiva l'esperienza dell'ospedalizzazione, per contribuire al percorso riabilitativo dei pazienti e per accrescere l'autonomia, il benessere psicofisico e l'inclusione dei bambini, dei ragazzi e degli adulti con disabilità;
come più volte affermato dalla stessa Ministra in indirizzo, la mototerapia, così come altre terapie complementari (musicoterapia, arteterapia, terapia con gli animali, clownterapia), rappresenta un approccio che mira a favorire la dimensione umanizzata e la qualità della cura, intervenendo sul benessere emotivo e relazionale dei pazienti. Tuttavia, si deve sottolineare che attualmente la letteratura scientifica non supporta l’efficacia clinica della mototerapia come terapia curativa o riabilitativa della disabilità e dell’autismo;
la maggior parte degli studi disponibili sulla mototerapia si basa su dati di livello inferiore, come questionari somministrati senza disegni sperimentali rigorosi, pubblicazioni di basso impatto scientifico e assenza di trial randomizzati controllati (RCT). La comunità scientifica internazionale, quindi, non riconosce la mototerapia come trattamento con evidenze di efficacia comprovata per questa condizione;
considerato che:
il riconoscimento legislativo di questa pratica come “terapia” potrebbe generare aspettative infondate tra le famiglie, alimentando illusioni che rischiano di distogliere l’attenzione da interventi clinicamente validati, come le terapie comportamentali e neuropsicologiche, che sono supportate da robuste evidenze scientifiche e sono riconosciute come trattamento di prima scelta;
l’uso del termine “terapia” dovrebbe essere riservato a interventi con comprovata efficacia scientifica al fine di tutelare i diritti dei pazienti e prevenire abusi di natura commerciale o demagogica. La distinzione tra attività ludico-ricreative, utili per il benessere emotivo, e trattamenti riabilitativi o terapeutici, è fondamentale per garantire un sistema di cure etico e scientificamente fondato;
la mancanza di un quadro regolatorio condiviso e di linee guida basate su evidenze rappresenta un rischio concreto, poiché può favorire pratiche non controllate e l’adozione di interventi privi di validità clinica, con conseguente possibile danno alle persone con disabilità e alle loro famiglie;
valutato che:
la legge 16 dicembre 2024, n. 210, stabilisce all’articolo 2 che entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della legge, con accordo in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome di Trento e di Bolzano, su proposta dell'autorità politica delegata in materia di disabilità, di concerto con il Ministro della salute, sentiti l'autorità politica delegata in materia di famiglia, il Ministro dell'economia e delle finanze, il Ministro del lavoro e delle politiche sociali e il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, sono adottate le linee guida per garantire un'uniforme regolamentazione e attuazione della mototerapia nel territorio nazionale;
come dichiarato dalla ministra Locatelli in riferimento all’approvazione della legge n. 210 del 2024: “Questo provvedimento inaugura un modello di approccio importante per il riconoscimento anche delle altre terapie complementari quali musicoterapia, arteterapia, clownterapia, terapia con gli animali, che tutti conoscono e che già da tempo affiancano e supportano ospedali, strutture socio sanitarie e altre realtà”,
si chiede di sapere:
se il Ministro in indirizzo ritenga opportuno, anche d’intesa con il Ministro della salute, adottare le linee guida sulla mototerapia dopo un’attenta valutazione scientifica, coinvolgendo enti di ricerca indipendenti e specialisti qualificati, affinché si definiscano limiti e potenzialità di questa terapia complementare;
se ritenga necessario promuovere studi clinici di alta qualità, rigorosi e replicabili, per verificare l’efficacia e la sicurezza della mototerapia, nel rispetto dei principi dell’evidenza;
se intenda promuovere, per la parte di propria competenza, l’istituzione di una commissione tecnica permanente per la disciplina delle terapie complementari e integrative, al fine del riconoscimento di nuove terapie complementari e integrative volte ad alleviare la sofferenza fisica e psicologica delle persone con disabilità, con l'obiettivo di contribuire al loro percorso riabilitativo e di accrescerne il benessere psicofisico, in modo da migliorare l'esperienza dell'ospedalizzazione o del recupero.