Legislatura 19ª - 1ª Commissione permanente - Resoconto sommario n. 327 del 15/05/2025

Il senatore CATALDI (M5S) osserva come la riforma costituzionale non risolva i veri problemi dei cittadini, quali l'eccessiva durata dei processi o le carenze nel processo di digitalizzazione.

La maggioranza, purtroppo, nutre un pregiudizio sulla terzietà dei giudici, ritenendoli proni alle richieste dei pubblici ministeri, sebbene i dati statistici sulle pronunce giudiziarie smentiscano tale pregiudizio.

La riforma rompe un equilibrio tra i poteri. Dal momento che le funzioni dei giudici e dei PM sono già distinte, la separazione delle carriere non farà altro che agevolare una deriva inquisitoria e finirà per ledere la terzietà del PM, organo che oggi è tenuto a ricercare elementi probatori anche in favore dell'indagato.

Da ultimo, è inaccettabile il rigetto sistematico di ogni proposta emendativa, in considerazione del fatto che anche la stessa tecnica di normazione della riforma in esame non si addice ad un disegno di legge costituzionale, in quanto reca norme di dettaglio che sono invece proprie di una fonte legislativa ordinaria.

Posto ai voti, l'emendamento 3.23 è respinto.

Si passa all'esame dell'emendamento 3.24.