Legislatura 19ª - 1ª Commissione permanente - Resoconto sommario n. 327 del 15/05/2025
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IN SEDE REFERENTE
(1353) DISEGNO DI LEGGE COSTITUZIONALE. - Norme in materia di ordinamento giurisdizionale e di istituzione della Corte disciplinare, approvato, in sede di prima deliberazione, dalla Camera dei deputati
(504) DISEGNO DI LEGGE COSTITUZIONALE. - Erika STEFANI e altri.- Modifica all'articolo 87 e al titolo IV della parte seconda della Costituzione in materia di separazione delle carriere giudicante e requirente della magistratura
- e petizione n. 98 ad essi attinente
(Seguito dell'esame congiunto e rinvio)
Prosegue l'esame congiunto, sospeso nella seconda seduta pomeridiana di ieri.
Si riprende dalla votazione dell'emendamento 3.23.
Il senatore GIORGIS (PD-IDP) dichiara il voto favorevole del gruppo, rilevando come ogni modifica di rilievo della Carta costituzionale dovrebbe essere il frutto di una condivisione tra maggioranza e opposizioni, proprio al fine di preservare il carattere pattizio della Costituzione.
Rivolgendosi alla maggioranza, ricorda come non si sia mai verificato il caso in cui una riforma costituzionale sia stata presentata come inemendabile da un importante membro del Governo, quale il Ministro della giustizia.
La riforma in esame - lungi dall'essere condivisa - è frutto di un atto di prepotenza politica, essendo stata adottata dal Consiglio dei ministri, senza che il Parlamento sia riuscito finora ad apportare anche solo dei correttivi formali.
Il senatore CATALDI (M5S) osserva come la riforma costituzionale non risolva i veri problemi dei cittadini, quali l'eccessiva durata dei processi o le carenze nel processo di digitalizzazione.
La maggioranza, purtroppo, nutre un pregiudizio sulla terzietà dei giudici, ritenendoli proni alle richieste dei pubblici ministeri, sebbene i dati statistici sulle pronunce giudiziarie smentiscano tale pregiudizio.
La riforma rompe un equilibrio tra i poteri. Dal momento che le funzioni dei giudici e dei PM sono già distinte, la separazione delle carriere non farà altro che agevolare una deriva inquisitoria e finirà per ledere la terzietà del PM, organo che oggi è tenuto a ricercare elementi probatori anche in favore dell'indagato.
Da ultimo, è inaccettabile il rigetto sistematico di ogni proposta emendativa, in considerazione del fatto che anche la stessa tecnica di normazione della riforma in esame non si addice ad un disegno di legge costituzionale, in quanto reca norme di dettaglio che sono invece proprie di una fonte legislativa ordinaria.
Posto ai voti, l'emendamento 3.23 è respinto.
Si passa all'esame dell'emendamento 3.24.
Il senatore GIORGIS (PD-IDP) dichiara il voto favorevole all'emendamento in esame, rilevando come la riforma tradisca una certa coerenza tra il merito e il metodo.
Nel merito, si induce una deriva in senso giustizialista del ruolo del PM, che attualmente è tenuto a concorrere all'accertamento della realtà processuale, mentre, con la riforma proposta, punterà soltanto alla condanna dell'imputato.
A fronte del rilievo della maggioranza, secondo cui - nei fatti - il PM non assolverebbe alla sua funzione di garanzia, replica osservando come, in tal caso, andrebbero adottati i necessari correttivi a livello di legislazione ordinaria, per esempio garantendo un puntuale rispetto dell'articolo 358 del codice di procedura penale, che impone ai PM di ricercare anche elementi probatori a sostegno dell'indagato. Oppure, si potrebbe prevedere che il PM debba avere una precedente esperienza nelle funzioni giudicanti.
Nel metodo, l'esame parlamentare risulta sordo ad ogni istanza di miglioramento.
Posto ai voti, l'emendamento 3.24 è respinto.
È quindi posto ai voti e respinto l'emendamento 3.25.
Si passa all'esame dell'emendamento 3.26.
Il senatore GIORGIS (PD-IDP) dichiara il voto favorevole del gruppo, rimarcando come - al tono illiberale del merito della riforma - si accompagna un metodo illiberale, testimoniato dal fatto che si impedisce al Parlamento la pur minima possibilità di correggere il disegno di legge costituzionale, anche solo a livello di interventi di miglioramento formale.
La Commissione respinge la proposta emendativa 3.26.
Si passa all'esame dell'emendamento 3.27, su cui la senatrice VALENTE (PD-IDP) annuncia il voto favorevole, denunciando come la riforma proposta dal Governo da un lato, con la separazione delle carriere, vada a ledere la terzietà del PM, mentre, con la duplicazione del CSM, vada a ledere l'unità della giurisdizione.
Inoltre, il meccanismo del sorteggio per la selezione dei componenti dei due CSM rappresenta una sostanziale mortificazione dei due organi, che peraltro rischieranno di non dialogare tra loro e di perdere di vista la riflessione sull'ordinamento giurisdizionale nel suo complesso.
La Commissione respinge l'emendamento 3.27.
Sono quindi posti contestualmente al voto e respinti gli emendamenti sostanzialmente identici 3.28 e 3.29.
Si passa all'esame degli emendamenti sostanzialmente identici 3.30 e 3.33.
Il senatore GIORGIS (PD-IDP), nel dichiarare il voto favorevole, rivendica l'intenzione del proprio gruppo di utilizzare tutti gli strumenti regolamentari e gli spazi a disposizione per correggere una proposta di riforma che rischia di risolversi in una torsione illiberale.
Rammenta come - negli altri Paesi in cui le carriere sono separate e il PM è subordinato al potere esecutivo - siano stati adottati dei bilanciamenti per evitare degenerazioni contrarie alla cultura garantista.
Evidenzia come il rigetto pregiudiziale di ogni proposta emendativa sia sintomatico del fatto che l'accordo di maggioranza sulla blindatura della riforma prevale su ogni valutazione di merito.
La senatrice GAUDIANO (M5S) annuncia il voto favorevole, contestando sia l'impianto complessivo del disegno di legge del Governo sia una modalità di esame parlamentare che prescinde dal dialogo costruttivo con le opposizioni.
Invece, la riforma è uscita sostanzialmente blindata dal Consiglio dei ministri e - per come strutturata - scardina l'assetto costituzionale vigente.
Gli emendamenti sostanzialmente identici 3.30 e 3.33 sono posti contestualmente in votazione e respinti.
Si passa alla votazione degli emendamenti sostanzialmente identici 3.31 e 3.32.
La senatrice Sabrina LICHERI (M5S) evidenzia come la maggioranza e il Governo vedano nella riforma in esame una sorta di rivalsa nei riguardi della magistratura, accusata di essere politicizzata ogni volta che adotta decisioni sgradite alla classe politica.
Si tratta quindi di una riforma contro la magistratura.
Altresì, ferma restando la legittimità delle deliberazioni parlamentari adottate a maggioranza, su una proposta di revisione costituzionale di così ampia portata sarebbe stato doveroso un confronto tra maggioranza e opposizioni. Al contrario, nel corso dell'esame presso la Camera dei deputati, non è stato approvato alcun emendamento.
Risulta poi mortificante il fatto che la Conferenza dei Presidenti di gruppo di ieri abbia previsto la calendarizzazione in Assemblea del disegno di legge, anche qualora l'esame in Commissione non sia concluso.
Posti contestualmente ai voti, gli emendamenti sostanzialmente identici 3.31 e 3.32 sono respinti.
Il PRESIDENTE ricorda che l'emendamento 3.34 è inammissibile, in quanto privo di ogni reale portata modificativa, ai sensi dell'articolo 100, comma 8, del Regolamento.
Sull'emendamento 3.35, la senatrice VALENTE (PD-IDP) dichiara il voto favorevole, sottolineando come la proposta del Governo, in combinato disposto con il premierato, vada non solo a scardinare la separazione tra i poteri, ma anche a stravolgere l'assetto costituzionale vigente, restringendo l'autonomia e l'indipendenza del potere giudiziario.
La senatrice GAUDIANO (M5S) annuncia il voto favorevole, osservando come la proposta emendativa rappresenti un ulteriore tentativo per indurre la maggioranza a correggere una riforma estremamente negativa, che minaccia l'equilibrio tra i poteri.
Posto ai voti, l'emendamento 3.35 è respinto.
Il seguito dell'esame congiunto è quindi rinviato.
La seduta termina alle ore 10.