Legislatura 19ª - Atto di Sindacato Ispettivo n. 3-01863

Atto n. 3-01863

Pubblicato il 6 maggio 2025, nella seduta n. 299
Svolto question time il 7 maggio 2025 nella seduta n. 300 dell'Assemblea

GASPARRI, DAMIANI, DE ROSA, FAZZONE, GALLIANI, LOTITO, PAROLI, RONZULLI, ROSSO, SILVESTRO, TERNULLO, TREVISI, ZANETTIN - Al Presidente del Consiglio dei ministri. -

Premesso che:

le scelte di politica estera e di politica economica di questo Governo hanno portato a una credibilità internazionale dell’Italia ratificata dalle agenzie di rating internazionali, come Standard&Poor’s che ha di recente alzato il giudizio sul debito italiano premiando i graduali progressi nella stabilizzazione delle finanze pubbliche (da BBB a BBB+, con outlook stabile);

il positivo andamento della bilancia dei pagamenti coi Paesi esteri vede nei 12 mesi terminanti in febbraio 2025 il conto corrente registrare un surplus di 22,5 miliardi di euro (pari all’1 per cento del PIL); nei 12 mesi precedenti era stato pari a 10,1 miliardi;

lo spread tra i titoli di Stato italiani e quelli tedeschi si è ridotto dai 236 punti base dell’ottobre 2022 a un livello che ormai è poco al di sopra, ma stabilmente a ridosso, dei 100 punti base;

questi numeri sono anche la conseguenza di una gestione prudente e responsabile dei conti pubblici, con un Documento di finanza pubblica che, oltre al controllo della spesa netta in coerenza con le nuove regole europee, registra per il 2024 un calo della percentuale tra debito e PIL al 135,3 per cento, meglio delle previsioni attese al 135,8, così come è migliorato il rapporto tra deficit e PIL portandosi al 3,4 per cento, mentre era atteso un 3,8 per cento;

si tratta di dati da cui consegue una riduzione del costo del debito italiano, dove i buoni del tesoro poliennali sono ormai un’evidente opportunità per gli investitori, anche esteri, e allo stesso tempo consentono allo Stato di risparmiare oneri sui titoli in emissione, con risorse economiche che potranno essere meglio impegnate all’interno del bilancio pubblico;

il dato dell’inflazione italiana, al 2 per cento ad aprile 2025, si colloca comunque al di sotto della media stimata dell’area euro (2,1 per cento) e della intera UE (2,5), segnalando un dato che salvaguarda il potere di acquisto degli italiani;

la fiducia degli investitori si riversa anche sui mercati regolamentati italiani, che hanno visto crescere di circa il 60 per cento gli indici di borsa (FTSE MIB) dai 22.000 punti dell’ottobre 2022, sino ai 38.000, riuscendo anche a resistere, meglio di altri mercati, alle turbolenze scatenate dall’incertezza sui dazi americani;

preso atto di questi dati positivi, alla luce degli obiettivi programmati da qui al 2027, un ruolo importante per la crescita economica sarà giocato anche dalla capacità delle nostre imprese di continuare ad essere competitive sui mercati internazionali,

si chiede di sapere quali ulteriori misure intenda mettere in campo il Governo per proseguire nell’azione di rilancio dell’economia, nel sostegno alle imprese e alle famiglie italiane.