Legislatura 19ª - Atto di Sindacato Ispettivo n. 3-01861

Atto n. 3-01861

Pubblicato il 6 maggio 2025, nella seduta n. 299
Svolto question time il 7 maggio 2025 nella seduta n. 300 dell'Assemblea

DE CRISTOFARO, CUCCHI, MAGNI - Al Presidente del Consiglio dei ministri. -

Premesso che, da quel che è dato sapere, il vertice bilaterale avvenuto a Washington il 17 aprile 2025, organizzato con l’intento di far retrocedere il Presidente americano Trump dalle ultime decisioni sui dazi, si è concluso con la promessa da parte della Presidente del Consiglio dei ministri di aumentare le spese militari e di aumentare l’importazione dagli Stati Uniti del gas liquido GNL, costoso e inquinante: una scelta che invertirebbe il trend di riduzione iniziato con la guerra in Ucraina e che rappresenterebbe un passo indietro nell'ottica di transizione verso le rinnovabili; in ultimo, con la promessa di investimenti diretti delle imprese italiane nel mercato statunitense per un controvalore di circa 10 miliardi di euro;

considerato che, per quanto risulta agli interroganti:

l’Italia è uno dei Paesi più esposti ai dazi sulle importazioni dalla UE adottati da Donald Trump il 2 aprile, poi parzialmente sospesi dopo i preoccupanti scricchiolii del mercato obbligazionario. Gli Stati Uniti assorbono il 10 per cento delle esportazioni italiane e dal 2023 sono diventati il secondo mercato di destinazione dei nostri beni, per un valore che l’anno scorso ha superato i 64,7 miliardi di euro;

se l’amministrazione Trump dovesse confermare il dazio del 20 per cento sulle merci provenienti dalla UE dopo lo scadere della sospensione, le perdite per gli esportatori italiani sarebbero significative. I settori più colpiti includono macchinari e apparecchiature, prodotti farmaceutici, automotive e mezzi di trasporto, oltre a prodotti chimici, tessili e agroalimentare, con un impatto, sulla produzione industriale già ferma nel nostro Paese da ben 26 mesi, che potrebbe essere devastante. Si calcola infatti che i dazi americani potrebbero ridurre il PIL italiano di 0,5-1 per cento nel periodo 2025-2027;

a conti fatti, il tanto atteso incontro bilaterale ha prodotto un massiccio impegno economico a esclusivo carico dell’Italia: si tratterebbe complessivamente di circa 40 miliardi di euro, un importo elevatissimo, destinato agli “alleati ideologici” di questo Governo, rispetto ai quali continua a persistere uno svilente atteggiamento di sudditanza;

inoltre, desta grave preoccupazione il programma nucleare che è stato trattato in modo tanto superficiale da impedire di ricavare un bilancio preciso di costi e tempistiche;

in sostanza, la Presidente del Consiglio dei ministri è ufficialmente andata negli USA con l’obiettivo di ottenere la rimozione dei dazi ma ritorna a casa senza aver conseguito alcun risultato apprezzabile se non ai danni dell’Italia,

si chiede di sapere quali siano le ragioni a fondamento della decisione di garantire 40 miliardi di euro dei cittadini italiani al Governo USA.