Legislatura 19ª - Dossier n. 119 DE

Il programma di lavoro 2025 e gli orientamenti politici della commissione 2024/2029

Il programma di lavoro della Commissione europea 2025 (2)

L’11 febbraio 2025 la Commissione europea ha adottato il proprio Programma di lavoro per l’anno 2025 (“Avanti insieme: un’Unione più coraggiosa, più semplice e più rapida”, COM(2025)45), all’interno del quale si preannuncia la presentazione di un nuovo patto per il Mediterraneo (iniziativa non legislativa, terzo trimestre 2025) per rafforzare la cooperazione regionale. Sarà incentrato su: investimenti sostenibili, stabilità economica, creazione di posti di lavoro, energia, gestione sostenibile delle risorse, connettività, sicurezza, migrazione e mobilità.

Il programma preannuncia altresì l’elaborazione un nuovo approccio strategico alla regione del Mar Nero per rafforzarne la stabilità e la resilienza (iniziativa non legislativa, secondo trimestre 2025).

L’UE avvierà i lavori per una nuova agenda strategica UE – India, volta a offrire un approccio globale per individuare i settori e le iniziative di interesse strategico comune.

Si preannuncia, infine, l’intenzione di far progredire il Global Gateway attraverso la mobilitazione di finanziamenti privati per investimenti sostenibili nei paesi partner, rafforzando la capacità di investimento strategico dell’UE e affrontando il problema della loro fragilità (su tema si veda infra).

Il programma di lavoro è, al momento della pubblicazione del presente Dossier, all’esame della Commissione “Politiche dell’Unione europea” del Senato della Repubblica.

Gli orientamenti politici 2024/2029

La missione del Commissario Sìkela si inscrive nelle priorità individuate dagli orientamenti politici della Commissione europea 2024-2029(3) .

In particolare, secondo la Presidente della Commissione:

  • la guerra di aggressione della Russia all'Ucraina fa parte di un attacco più ampio e sistematico all'Europa e pertanto il supporto all’Ucraina continuerà ad essere la massima priorità dell’UE;
  • la nuova politica estera dell’UE dovrà essere progettata tenendo conto del contesto globale, segnato da una serie di rivalità geostrategiche. La postura più aggressiva e la concorrenza economica sleale della Cina, la sua amicizia "senza limiti" con la Russia e le dinamiche della sua relazione con l'Europa riflettono un passaggio dalla cooperazione alla competizione;
  • si assiste a una militarizzazione di tutti i tipi di politiche, dall'energia alla migrazione e al clima. Complessivamente, l’ordine internazionale basato sulle regole si sta sfilacciando e le istituzioni globali sono diventate meno efficaci;
  • è fondamentale la collaborazione di Paesi partner e amici all'interno del G7 e oltre. In tale ambito sarà data anche priorità al rafforzamento delle relazioni con il Regno Unito su questioni di interesse comune, come energia, sicurezza, resilienza e contatti interpersonali.

2) Per maggiori dettagli su Programma di lavoro si rinvia al dossier “Il programma dell'Unione europea per il 2025”, n. 112/DE, marzo 2025, curato dai Servizi di documentazione di Camera e Senato.

3) Per maggiori dettagli si rinvia al Dossier, predisposto congiuntamente dai servizi di documentazione di Camera e Senato, “Gli Orientamenti politici per la Commissione europea 2024-2029”, n. 87/DE, luglio 2024.

L’allargamento come imperativo geopolitico

Gli orientamenti politici indicano l’allargamento dell’UE come un imperativo morale, politico e geostrategico.

L'adesione all'UE sarà sempre un processo basato sul merito e ogni candidato sarà valutato in base ai propri progressi verso il rispetto di tutti i criteri. Lo Stato di diritto e i valori fondamentali continueranno a essere i capisaldi della politica di allargamento dell'UE.

Sarà intensificato il supporto per preparare i Paesi candidati, in particolare utilizzando gli investimenti e le riforme nel Piano di crescita per i Balcani occidentali e lo Strumento per l'Ucraina, aiutandoli ad integrarsi in parti dell'acquis dell'UE e del mercato unico e ad acquisire familiarità con l'approccio dell’UE ai fondi.

Un approccio più strategico al vicinato

La priorità dell'allargamento dovrebbe essere accompagnata da un approccio al vicinato più ampio, in particolare al Mediterraneo.

L'Europa deve anche svolgere un ruolo attivo in Medio Oriente, nell'interesse di tutte le parti e per la stabilità della regione, continuando a prendere parte agli sforzi diplomatici per una risoluzione giusta e completa al conflitto in corso a Gaza, e lavorando per un cessate il fuoco immediato a Gaza, il rilascio di tutti gli ostaggi e un aumento significativo e sostenuto del flusso di assistenza umanitaria a Gaza.

Sulla base delle riforme concordate, gli orientamenti indicano l’intenzione di lavorare su un pacchetto di supporto pluriennale per l'Autorità Palestinese efficace nell’ambito di una strategia globale UE-Medio Oriente che dovrebbe concentrarsi sulla promozione della soluzione a due Stati e sul rafforzamento delle partnership con i principali portatori di interesse regionali.

Una nuova politica estera economica

Gli orientamenti indicano la necessità nell’attuale contesto geopolitico di una nuova politica estera economica che dovrà essere articolata in tre pilastri centrali:

1) la sicurezza economica;

2) il commercio;

3) gli investimenti nelle partnership.

Sotto il profilo della sicurezza economica, la Commissione darà priorità all’aumento della competitività interna e degli investimenti nella ricerca per tecnologie strategiche e a duplice uso.

Allo stesso tempo, l’UE dovrà essere più assertiva nel proteggere la sua economia da perdite di tecnologia chiave e da preoccupazioni per la sicurezza. Questo problema è particolarmente acuto nelle relazioni economiche e commerciali con Paesi che sono anche concorrenti strategici e rivali sistemici. Gli orientamenti indicano che l’approccio della Commissione si baserà sul principio del "ridurre i rischi senza dissociare". In tale ambito si annuncia che:

  • verrà completata la revisione del quadro di screening degli investimenti diretti esteri;
  • sarà promosso un approccio coordinato ai controlli sulle esportazioni;
  • verranno valutati i rischi derivanti dagli investimenti in uscita;
  • saranno sviluppati standard di sicurezza economica per le principali catene di fornitura con i partner del G7 e altri partner che condividono gli stessi principi.

Per quanto riguarda il secondo pilastro, quello relativo al commercio, gli orientamenti indicano le seguenti priorità:

  • verrà proseguito l’approfondimento dei rapporti di libero ed equo commercio in tutto il mondo, garantendo reciprocità e parità di condizioni;
  • saranno promosse una nuova gamma di partnership per il commercio e gli investimenti puliti e approfondite le relazioni su minerali e materie prime critiche, al fine di costruire catene di fornitura diversificate e resilienti;
  • la Commissione sosterrà il miglioramento del commercio basato su regole, anche attraverso la riforma e il rafforzamento dell'Organizzazione mondiale del commercio;
  • l’UE dovrà essere più ambiziosa nell'applicare gli accordi commerciali e utilizzare tutti gli strumenti di difesa commerciale.

Con riferimento al terzo pilatro, costituito dagli investimenti nelle partnership, si indica che:

  • verrà rafforzata l’iniziativa del Global Gateway (su cui si veda infra);
  • saranno promosse iniziative su aree di reciproco interesse con i Paesi e le economie dell'Indo-Pacifico, dell'Africa e dell'America Latina e dei Caraibi;
  • verrà approfondito l’impegno dell’UE nella regione dell'Indo-Pacifico, proponendo una nuova agenda strategica UE-India e rafforzando la cooperazione con l'ASEAN (Associazione delle Nazioni del Sud-est asiatico). Allo stesso modo, si coopererà con Giappone, Corea, Nuova Zelanda e Australia, per le sfide comuni nel campo informatico, spaziale e nella fornitura sicura di minerali e tecnologie essenziali. In tale ambito si indica la partecipazione dell’UE allo sforzo collettivo per impedire alla Cina di cambiare unilateralmente lo status quo a Taiwan;
  • verrà promosso un nuovo slancio nella partnership con l'Africa, in particolare promuovendo investimenti nei corridoi di trasporto, nei porti, nell’energia rinnovabile, nella produzione di idrogeno verde e nelle catene del valore delle materie prime e lavorando insieme all'Africa, per affrontare riforma delle istituzioni internazionali, l'impatto del cambiamento climatico, della demografia e della migrazione sul continente europeo.

Rimodellare il multilateralismo per il mondo di oggi

La Presidente von der Leyen ritiene che l'Europa debba svolgere un ruolo di primo piano nella riforma del sistema internazionale. Ciò a partire dal Summit delle Nazioni Unite per il futuro (New York, 22-23 settembre 2024) al fine di lavorare verso una rappresentanza più equa per tutte le regioni e affrontare le questioni legate allo sviluppo e al debito(4) .

Occorre inoltre adattare il sistema internazionale al mondo di oggi, in particolare sulle questioni digitali in cui sono necessarie forti garanzie e una nuova forma di governance e rispondere meglio alle preoccupazioni dei partner colpiti dalla legislazione europea, segnatamente quelle legate al Green Deal europeo, attraverso un approccio più sistematico per valutare l'impatto della legislazione europea sui Paesi extra-UE, fornendo a tali Paesi un supporto più mirato per aiutarli ad adattarsi e a trarre vantaggio dalla normativa dell’UE.


4) Per maggiori dettagli sugli esiti del Summit of the future si rinvia al briefing predisposto dal Parlamento europeo “Summit of the Future: Focusing on inter-generational responsibility in UN action”, settembre 2024.