Legislatura 19ª - Atto di Sindacato Ispettivo n. 3-01756

Atto n. 3-01756

Pubblicato il 12 marzo 2025, nella seduta n. 284
Svolto question time il 13 marzo 2025 nella seduta n. 285 dell'Assemblea

DAMANTE, BEVILACQUA - Al Ministro per gli affari europei, il PNRR e le politiche di coesione. -

Premesso che:

il Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR), finanziato dall’Unione europea con complessivi 194 miliardi di euro, rappresenta uno strumento fondamentale per rilanciare l’economia italiana post pandemia e modernizzare il Paese. L’attuazione del PNRR prevede riforme e investimenti da realizzare entro il 2026, con obiettivi vincolanti a cadenza semestrale. Tuttavia, si registrano significativi ritardi nella spesa: al 31 ottobre 2024 risultavano erogati solo 58,604 miliardi di euro, pari a circa il 30,14 per cento delle risorse totali del Piano. Questo avanzamento lento pone seri dubbi sulla possibilità di rispettare i vincoli temporali di spesa, considerato che entro giugno 2026 andrebbero spesi i rimanenti oltre 133 miliardi di euro;

in particolare per il nuovo Piano Transizione 5.0, istituito dall'art. 38 del decreto-legge n. 19 del 2024, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 56 del 2024, in attuazione della Misura 7 - Investimento 15 “Transizione 5.0" del PNRR, che mira a sostenere la doppia transizione ecologica e digitale delle imprese italiane attraverso incentivi significativi, si sono subiti ritardi sostanziali nell’attuazione, con il rischio concreto di non raggiungere gli obiettivi di modernizzazione industriale previsti dal Piano;

la gestione delle risorse del Fondo Sviluppo e Coesione (FSC), dedicato al riequilibrio territoriale e al cofinanziamento di progetti strategici, solleva preoccupazioni, specialmente nel contesto di rimodulazione del PNRR, che prevede il trasferimento di alcune iniziative ai fondi di coesione. Le inefficienze croniche del FSC sono evidenziate da un basso tasso di spesa;

considerato che:

sul fronte della Transizione 5.0, essenziale per la doppia transizione digitale ed ecologica delle imprese italiane, emergono criticità significative. Nonostante il PNRR abbia stanziato circa 6,23 miliardi di euro per incentivare gli investimenti in tecnologie innovative e sostenibili, l'attuazione pratica di questa misura ha subito gravi ritardi. Il decreto attuativo, necessario per l'operatività del credito d'imposta previsto dalla misura, è stato pubblicato con notevole ritardo, soltanto a fine luglio 2024, impedendo così alle imprese di beneficiare tempestivamente degli incentivi 2024: i dati mostrano che sono stati prenotati soltanto crediti d'imposta per circa 500 milioni di euro, ben al di sotto delle aspettative e delle risorse disponibili. Tale lentezza nell'esecuzione mette a serio rischio il raggiungimento degli obiettivi di Transizione 5.0, essenziali per promuovere la competitività e la sostenibilità del sistema produttivo nazionale. Si apprende, inoltre, da articoli di stampa, a conferma delle preoccupazioni esposte, che già una parte, o per meglio dire il 50 per cento dei 6,23 miliardi di euro, verrà riprogrammato;

nulla è dato sapere sulla stipula degli Accordi di coesione con le Amministrazioni centrali, la dotazione allocata e gli interventi che il Governo intende realizzare attraverso questa modalità;

le continue rimodulazioni e le difficoltà nel rispettare le scadenze potrebbero vanificare l'impiego delle somme trasferite dal PNRR, con potenziali perdite economiche significative,

si chiede di sapere:

quali e quante misure il Ministro in indirizzo intenda adottare nel breve periodo per completare l’attuazione del PNRR entro giugno 2026;

quando e come sarà prevista la rimodulazione della misura Transizione 5.0, alla luce delle dichiarazioni del Ministro in indirizzo rinvenute dagli articoli di stampa;

quando, ai sensi dell’art. 1 comma 1 lettere a) e c) del decreto-legge 19 settembre 2023 n. 124, verrà definita la dotazione del Fondo Sviluppo e Coesione a carico delle Amministrazioni centrali;

quando, ai sensi dell’art. 1 comma 1 del decreto-legge 19 settembre 2023 n. 124, verrà definita la deliberazione CIPESS;

quando saranno stipulati gli Accordi di coesione, ai sensi dell’art. 1 comma 1 lettera c) del decreto-legge 19 settembre 2023 n. 124.