Legislatura 19ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 253 del 12/12/2024

PRESIDENTE. Il senatore Trevisi ha facoltà di illustrare l'interrogazione 3-01546 sulle comunità energetiche rinnovabili e sul reddito energetico nazionale, per tre minuti.

TREVISI (FI-BP-PPE). Signor Presidente, questa interrogazione punta a migliorare e rendere più efficaci due misure: le comunità energetiche rinnovabili e il reddito energetico.

Le comunità energetiche, misura ideata dai precedenti Governi, si stanno rivelando purtroppo un flop e si rischia di perdere 2,2 miliardi stanziati dal PNRR per sostenere la formazione di queste aggregazioni in Comuni con meno di 5.000 abitanti. Le comunità energetiche, così come introdotte, mancano di presupposti tecnici per funzionare. Al momento ci sono, infatti, due generi di problemi. La prima criticità ruota intorno al fatto che una cifra così considerevole è destinata solo a Comuni sotto i 5.000 abitanti, che in genere non hanno le risorse umane, ma anche tecniche ed economiche, per gestire e progettare interventi di questo tipo.

La seconda criticità ruota attorno al fatto che l'associazione in partecipazione è impossibile da finanziare da parte delle banche, visto che spesso non si è in grado di fornire sufficienti garanzie per poter poi ricevere i fondi, perché appunto il finanziamento è al 40 per cento e il 60 per cento deve essere coperto dai Comuni. L'ideale quindi sarebbe prevedere un sistema in cui lo Stato possa semplificare la costituzione delle CER prevedendo una procedura semplificata e adeguate garanzie o, in alternativa, costituire una grande comunità energetica gestita appunto dallo Stato per non sprecare e quindi utilizzare i fondi del PNRR prima che vadano perduti.

L'altra misura, il reddito energetico nazionale, è invece uno strumento che è partito molto bene, a differenza delle comunità energetiche, infatti i 100 milioni destinati da questo Governo sono stati utilizzati in poche ore, ma anche qui bisogna fare alcune migliorie. Per rendere veramente efficace e sostenibile questa misura, che è fondamentale e a lungo termine è anche a costo zero e introduce degli utili per lo Stato, bisogna cercare di ridurre le garanzie assicurative. Infatti, per come è stata ideata dai tecnici, praticamente si rischia che l'assicurazione sugli impianti fotovoltaici costi più degli impianti stessi, quindi vanno riviste le garanzie assicurative per rendere più facilmente installabili questi impianti fotovoltaici all'interno delle abitazioni dei cittadini in povertà energetica. (Applausi).

PRESIDENTE. Il ministro dell'ambiente e della sicurezza energetica, onorevole Pichetto Fratin, ha facoltà di rispondere all'interrogazione testé illustrata, per tre minuti.

PICHETTO FRATIN, ministro dell'ambiente e della sicurezza energetica. Signor Presidente, ringrazio gli interroganti. Con riferimento al quesito posto, è utile segnalare il valore delle due misure indicate dagli onorevoli interroganti. Si tratta infatti di due strumenti funzionali al raggiungimento dell'obiettivo di decarbonizzazione della produzione di energia, garantendo al contempo la partecipazione attiva dei cittadini al mercato energetico. Ricordo che oggi come oggi noi stiamo facendo circa 1.000 allacciamenti al giorno, quindi una crescita notevole, non di CER, ma complessivamente.

L'incisività delle misure consentirà, in prospettiva, la riduzione della bolletta elettrica delle famiglie, oltre che della dipendenza nazionale dalle fonti convenzionali, assicurando la realizzazione ad un tempo di obiettivi sociali, obiettivi che sono energetici e quindi anche ambientali.

In merito alle comunità energetiche e alle difficoltà indicate espressamente nell'interrogazione, il Ministero dell'ambiente e della sicurezza energetica sta valutando tutte le misure utili per incrementarne la diffusione; in particolare, sono allo studio delle semplificazioni per l'accesso all'agevolazione, un ampliamento della platea dei beneficiari (rispetto ai Comuni fino a 5.000 abitanti per la quota di sovvenzione pura), un allargamento della finestra temporale di apertura dello sportello, nonché delle modalità di accesso alle garanzie finanziarie, di fatto per superare una condizione anche di diffidenza da parte dei singoli privati e delle famiglie a unirsi in gruppo. Questo è l'elemento sul quale ritengo che dobbiamo porre la massima attenzione. Naturalmente tutto questo va discusso in ambito di Commissione europea sulla compatibilità, perché è oggetto di contrattazione.

La misura del reddito energetico nazionale si è rilevata efficace per contrastare concretamente la povertà energetica e incrementare al contempo i benefici ambientali. In appena ventiquattro ore dall'apertura dello sportello, la gran parte delle risorse è andata esaurita. In relazione ai costi delle polizze assicurative, sono in corso delle indagini di mercato e dalle valutazioni per la riduzione dei costi, affinché si minimizzino gli ostacoli operativi per questa misura.

In conclusione, per incentivare la produzione da fonti rinnovabili, i due strumenti risultano particolarmente importanti. Direttamente proporzionale a tale importanza è il grado di accuratezza richiesto per l'analisi della soluzione da esperire ai fini della migliore riuscita delle misure, anche in considerazione dell'attenzione riposta su di esse dalla stessa Commissione europea.

PRESIDENTE. Ha facoltà di intervenire in replica il senatore Trevisi, per due minuti.

TREVISI (FI-BP-PPE). Signor Presidente, mi dichiaro soddisfatto della risposta e desidero ringraziare il Ministro per l'ottimo lavoro; da quando è lui a capo del Dicastero, le fonti rinnovabili stanno registrando una crescita rispetto agli anni precedenti.

Sul reddito energetico, dobbiamo puntare assolutamente di più, anche magari recuperando risorse della componente A3. Visto che il conto energia e i precedenti incentivi si vanno via via esaurendo, si potrebbero recuperare delle risorse per finanziare gli impianti fotovoltaici anche a una platea più ampia. Si consideri poi, signor Ministro, che quei soldi ritornano indietro, perché l'energia non autoconsumata va allo Stato, che quindi incassa un surplus; pertanto quei soldi possono essere riutilizzati anche per la sanità o per altri interventi, ad esempio anche per pagare le utenze energetiche, oppure si potrebbe utilizzare l'energia direttamente per la pubblica amministrazione.

Sono due misure particolarmente importanti, soprattutto il reddito energetico perché è una misura cosiddetta win-win, in cui non perde nessuno. Nel Sud Italia, infatti, il costo viene ammortizzato in pochi anni e gli impianti durano per oltre trent'anni, pertanto possiamo avere sei-sette volte l'investimento fatto; una parte la diamo ai cittadini per diminuire le proprie bollette e una parte la diamo allo Stato. Bisogna solo fare questi piccoli correttivi per mettere a terra queste misure efficaci, visto che spesso la burocrazia, chi si occupa del regolamento più tecnico, non ha una visione politica e tende a non capire l'indirizzo che noi politici abbiamo voluto dare con queste misure. (Applausi).