Legislatura 19ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 243 del 20/11/2024
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Ripresa della discussione dalla sede redigente del disegno di legge n. 1037 (ore 16,53)
*CATTANEO (Aut (SVP-PATT, Cb)). Domando di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CATTANEO (Aut (SVP-PATT, Cb)). Signor Presidente, Governo, colleghi, intervengo sul disegno di legge in esame non senza imbarazzo nella speranza che quest'Assemblea, sebbene all'ultimo momento utile, voglia risparmiare al Paese, alla medicina, alle difficili storie di malattia, l'umiliazione (Applausi) di una legge spot senza capo né coda, che introduce nell'ordinamento una pratica priva di alcuna evidenza scientifica. (Applausi).
Mi riferisco, tramite lei, Presidente, al Governo: non è un percorso di cura, non è una terapia complementare, non esiste alcuna minima evidenza a sostegno della proposta e della promozione della mototerapia. Con questo disegno di legge si spaccia per terapia quel che non lo è (Applausi), quel che non è terapia integrativa, che non è terapia complementare, ma è attività ludica, così come il gioco a scacchi o il gioco con la palla.
E, per favore, vestendo i panni della scienziata, vi chiedo la decenza di non contrabbandare un articolo di valore nullo e privo di misure oggettive, pubblicato sullo «European journal of integrative medicine» come il presupposto scientifico per giustificare questa legge.
Perché parlo di valore nullo? Sono andata a leggere l'articolo, facendolo anche per dare elementi a voi, e scusate se ne approfitto per spiegare come funziona la scienza e cosa sono le pubblicazioni. Nella relazione illustrativa di questa legge ci si riferisce al citato articolo che tratta di malattie oncologiche pediatriche pubblicato sullo «European journal of integrative medicine», rivista che ha un fattore di impatto di 1.3. Il fattore d'impatto - non so se lo sapete - misura quanto la rivista e le sue pubblicazioni sono di riferimento nel campo. Ecco, un punteggio così basso significa che siamo nella totale irrilevanza scientifica. (Applausi).
Per avere un termine di paragone la rivista «Science», su cui ho avuto il piacere di pubblicare anche recentemente, ha un impact factor di 47, il «New england journal of medicine», che pubblica articoli in ambito clinico oncologico, ha un fattore di impatto di 91. Stiamo parlando quindi di un fattore di impatto nullo.
Ancor più però del fattore di impatto, valgono le citazioni delle pubblicazioni da parte degli altri studiosi: più un articolo è citato nelle pubblicazioni successive, più vuol dire che quell'articolo è importante. Ci sono pubblicazioni che accumulano, perché citate dagli altri, decine, centinaia, migliaia di citazioni che aumentano di anno in anno.
Ebbene, c'è un dato che spero vi interessi. Non so se sapete quante volte è stato citato l'articolo alla base di questa legge, nell'arco dei cinque anni successivi alla sua pubblicazione: è stato citato zero volte. (Applausi). Eppure sembra fornire aiuto a malati oncologici, e le pubblicazioni e gli studiosi che si occupano di malattie oncologiche, per giunta pediatriche, nel mondo sono migliaia, sono centinaia di migliaia, sono milioni.
Nessuno si accorge di questo articolo, nessuno lo cita. Le citazioni sono a zero. Mi correggo: ce n'è una, di citazione, ma da parte degli stessi autori, in una loro pubblicazione successiva. Quindi questo lavoro è irrilevante, nessuno se ne accorge. E trovo inverosimile che a citare questo articolo sia il Parlamento, che non ha gli strumenti per dire cosa è terapia. (Brusio).
PRESIDENTE. Senatrice Cattaneo un attimo. Chiedo ai colleghi di restare in silenzio. Chi non è interessato può uscire dall'Aula perché il brusìo è davvero troppo alto.
CATTANEO (Aut (SVP-PATT, Cb)). La ringrazio, Presidente.
Che sia nullo lo dice anche l'impianto metodologico fortemente carente. Infatti, vi ricordo che la ricerca, se vogliamo chiamarla così, è consistita nella somministrazione di un questionario: quindi domande a cinquanta bambini di circa dieci anni con malattia oncologica, i quali poi sono stati sollecitati a rispondere se dopo mototerapia, dopo una sessione in moto di due ore una volta al mese, avessero o meno dolore e quali fossero le loro emozioni. Lo stesso è stato fatto sui cinquanta genitori che li seguivano e su venticinque professionisti. Quindi, uno schema fragile, trattandosi di un questionario privo di misure oggettive quantitative.
Il terzo elemento che dimostra che è nullo è l'assenza dei controlli. Non è stato verificato come si comporta un analogo gruppo esposto ad altro intervento o attività. Potrebbe farli sentire ancora meglio giocare agli scacchi o la musicoterapia, per la quale, invece, esistono evidenze del fatto che riduce la necessità di analgesici ed anestetici in interventi pediatrici. (Applausi).
Oppure, potrebbe bastare l'attenzione che si dedica a questi bambini oncologici e il fatto di distrarli dalla loro malattia. Che sia nullo lo dimostra anche l'assenza di un follow up, cioè cosa succede il giorno dopo e qual è l'effetto su parametri medici misurabili.
Il mio maggiore sconforto, però, deriva dall'osservare come il Parlamento sia costantemente incapace di discernere tra realtà e finzione quando legifera su temi che riguardano innovazione, scienza e medicina; peggio ancora, è incapace di attrezzarsi metodologicamente per affrancare quello su cui legifera alle migliori conoscenze disponibili.
Ovviamente, le attività ludico ricreative e l'attività fisica ed intellettuale, le azioni di stimolo alla curiosità, che quotidianamente si fanno senza bisogno di leggi, soprattutto nei reparti pediatrici, per la gioia e il benessere di tutti i partecipanti, possono essere importanti. Io credo, però, che sia assolutamente tossico definire terapie attività prive di alcuna minima evidenza di beneficio. In tal senso si sono espresse molte associazioni di settore. Ciò alimenta, infatti, confusione e false speranze.
Inoltre, colleghi, anche immaginando per un istante di definire terapia quel che terapia non è, davvero pensate che disciplinare con legge questa singola attività, tra le molteplici possibili, sia qualcosa di minimamente sensato? Perché non l'aromaterapia, allora, o la cristalloterapia o la delfinoterapia, su cui, tra l'altro, esiste un disegno di legge specifico risalente alla XVI legislatura?
Non so se lo sapete, ma la mototerapia è fortemente discriminante. Infatti, molti pazienti pediatrici ne sarebbero esclusi. Non sarebbe meglio immaginare, come è stato osservato nel corso dei lavori della 10a Commissione, se intervento parlamentare deve essere, una cornice legislativa unica, demandando a fonti di grado diverso, alla luce delle evidenze validate dall'Istituto superiore di sanità, se si manifesteranno, l'eventuale regolamentazione di queste attività?
Visto che le prove a sostegno della mototerapia sono uguali a zero, può qualcuno spiegarmi, qui in quest'Aula, adesso, perché proprio la mototerapia debba essere riconosciuta dalla legge? Qual è il criterio? È forse dimostrato che sia più efficace delle altre attività? Però, dovete dimostrarlo.
Colleghe e colleghi, approvando questo disegno di legge, voi scrivete una nuova pagina imbarazzante della legislazione anti scientifica di questa legislatura. Ce ne sono state altre.
L'unico riscatto che vedo possibile è avere il coraggio di bocciare questo disegno di legge. (Applausi).
In questo senso avevo presentato degli emendamenti in Commissione e col medesimo auspicio intervengo oggi, perché ritornare sui propri passi penso sia molto più dignitoso che perseverare in scelte francamente imbarazzanti. (Applausi).
GUIDI (Cd'I-UDC-NM (NcI, CI, IaC)-MAIE-CP). Domando di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GUIDI (Cd'I-UDC-NM (NcI, CI, IaC)-MAIE-CP). Signora Presidente, onorevoli colleghe e colleghi, membri del Governo, forse è privo di utilità scientifica il provvedimento, ma l'intervento che mi ha preceduto, figlio dell'oscurantismo pregalileiano, mi dà la forza di andare avanti. Ormai da tempo non sentivo uno scienziato, o tale definitosi, porre una finestra sul mondo della realtà di persone in crisi di vita come se fosse una verità assoluta: io sono tutta la scienza, gli altri no. È veramente una schifezza.
Se permettete, nel mio piccolo, essendo stato oggetto di scienza sbagliata per tanti anni, ma anche, con un minimo di risarcimento narcisistico, presidente dell'Istituto italiano degli affari sociali, il più antico istituto di ricerca scientifica italiano, forse…(Brusio).
PRESIDENTE. Senatore Boccia, la prego di richiamare anche i suoi colleghi.
GUIDI (Cd'I-UDC-NM (NcI, CI, IaC)-MAIE-CP). Forse avrò un minimo di pedigree per dire qualcosa. Io credo che al di là dei report, spesso, spessissimo orientati dal mercato, perché questo va detto…(Commenti).
PRESIDENTE. Senatore Licheri.
GUIDI (Cd'I-UDC-NM (NcI, CI, IaC)-MAIE-CP). Posso continuare?
PRESIDENTE. Certo, senatore Guidi, può continuare.
GUIDI (Cd'I-UDC-NM (NcI, CI, IaC)-MAIE-CP). Credo di dire quello che vivo nella mia realtà. Peraltro, anch'io ho uno scooter che fa le veci delle mie gambe, non da qualche anno, per un errore medico di pseudoscienziati. Allora, credo che bisogna discutere su quante possibilità offriamo a persone che hanno una ridotta capacità di scelta, soprattutto bambini, malati oncologici (Brusio. Richiami del Presidente). Però io così smetto. Se mi togliete la parola fate un atto giusto, però vorrei continuare ad andare avanti per gli altri (Applausi), altrimenti vince l'intolleranza, che spesso scorre nella scienza. Ne ho l'immagine diretta, se posso permettermi, ad alto livello, perché ho rappresentato l'Italia nel mondo scientifico nel più antico e se vogliamo glorioso istituto di ricerca pubblico italiano.
Io dico questo: perché cercare di distruggere e non valorizzare delle opzioni di libertà? (Applausi). Perché prendiamo persone che hanno realtà di mobilità, di emozioni e di sentimenti limitate e diciamo loro no, perché l'ha detto una scienziata, che rispetto, al Senato? Ma chi se ne frega! (Commenti). Io penso alla vita delle persone che hanno poca scelta e che, attraverso l'azione di una persona che ha una malattia rara, possono sognare, possono vivere le emozioni che hanno visto tanto spesso in televisione, tanto spesso nei media, tanto spesso tra compagni che li superano in velocità, ma non li superano nella capacità di sognare, forse. Io lo dico da antico, vecchio, forse un po' rincoglionito neuropsichiatra infantile: forse dire "no" a questa finestra sul mondo così complicata da vivere, se non attraverso un nostro interessamento, beh sarebbe un atto di crudeltà, sarebbe un atto di oscurantismo, un atto di chiusura per essere puri. Ma cos'è la purezza, ragazzi? Scherziamo? Quante volte l'impact factor è condizionato da interessi privatissimi? Nessuno è puro, nessuno è completamente serio in certe realtà; lo dicevano persone che rispetto moltissimo. Chi può permettersi di dire, come tanti membri della scienza, "io sto sempre dalla parte della ragione e voi avete sempre torto"? Questo non è scientifico, questo non è leale, questo non è politico.
Allora io dico, con enorme serenità, che è un provvedimento al limite, che cerca di combattere la ipermedicalizzazione, la iperrelazionalità. Uno più uno fa sempre due? No. Qualche volta, Presidente, uno più uno fa tre, fa quattro, perché dobbiamo considerare le emozioni, i sentimenti, le frustrazioni di chi ha poca, pochissima libertà di scelta. Voi la state limitando per pregiudizi, perché, se l'avesse proposta qualcuno del centrosinistra, saremmo tutti entusiasti di applaudire la mototerapia. (Applausi). Ma che male fa? Qualcuno sarà illuso (ma quante terapie illudono?), ma qualcuno sarà vincente, almeno per un'ora della sua vita quotidiana.
Allora io credo di avere una grande responsabilità, perché mi sono preso l'onere di aprire i lavori su un argomento complesso. Ho detto "sì", perché mi piglio l'incarico di essere scomodo, ma di rappresentare sentimenti, emozioni, frustrazioni, la realtà limitata di persone che hanno problemi enormi, che non possiamo restringere nella cornice della cosiddetta scientificità, che nessuno ha mai dimostrato che cos'è veramente.
Allora io non promuovo, Presidente, una deregulation della scienza. Mi pongo al servizio dell'opposizione per discutere anche fuori dall'Aula, ma sono contento, anche perché certo ostracismo di maniera fa veramente un pochettino arrossire le gote di chi rappresenta l'opposizione. La scienza non è sempre perfetta; la scienza deve essere aperta al nuovo, deve essere aperta a stimoli, sempre considerando con rispetto immenso l'utente di riferimento, che in questo caso sono, Ministro, sinceramente, persone con enormi difficoltà di vita, con enormi limitazioni, che (perché no?) una volta tanto andare in moto farà sentire più libere. Ma vi sembra poco? Possiamo dire di no? Io no! (Applausi).
FREGOLENT (IV-C-RE). Domando di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FREGOLENT (IV-C-RE). Signora Presidente, innanzitutto mi permetta di ringraziare la collega Cattaneo (Applausi), che non credo abbia voluto dare lezioni su una univocità di scienza; che cos'è una ricerca scientifica lo dicono i testi, non lo dice l'opinione, che può essere confutata. Infatti in questo caso non siamo di fronte ad una ricerca scientifica, perché banalmente non c'è il Ministero della sanità dietro questo questionario. È stata fatta una domanda a cinquanta bambini malati, ma se di fronte a una malattia, ci venisse chiesto se ci è piaciuto andare in moto, credo che tutti noi, se fossimo malati e costretti a subire delle cure molto pesanti, diremmo che la libertà è la cosa più bella del mondo. La moto da sempre, insieme ad altre cose - ad esempio, a me piacerebbe andare a cavallo, cosa che non so fare -, crea un senso di libertà.
Un conto è il sentimento del bambino e un altro conto è finanziarlo con una legge dello Stato che prevederà delle risorse. Immagino che verrà indicato un elemento finanziario, altrimenti non ha senso. Si vuol dire che chi ha la moto farà la mototerapia e che chi non ce l'ha andrà in bicicletta? Non credo. Quindi vorrà dire che verranno sottratte risorse da altre parti. Anche se non fosse così, stiamo dando valenza scientifica a una cosa che non lo è. È stato detto che ci saranno altri elementi, ad esempio la clownterapia, che viene fatta dai volontari per donare un sorriso (quindi siamo nella fase di donare un sorriso a un bambino). Tra l'altro, è una ricerca fatta sulla mia città, Torino, con cinquanta bambini che non ha avuto eco in altre città, in altri posti, con altri questionari e, come diceva giustamente la senatrice Cattaneo, senza un confronto con altre terapie e senza una indicazione medica veritiera.
Credo che in questo caso siamo di fronte a un'associazione di cui fa parte qualche amico - forse gli interessi privati di cui si diceva prima - e a una proposta di legge che è stata presentata per ringraziare un'associazione. Tutto qui. Non siamo di fronte alla scienza, ma di fronte a degli amici che andavano premiati con una legge. (Applausi). Abbiamo quindi il Parlamento al servizio dell'amichettismo. Orgogliosamente con il mio Gruppo, come avvenuto alla Camera, voterò contro il disegno di legge in esame. Credo che questo sia forse uno dei momenti più bassi vissuti da questo Parlamento (Applausi), e mi permetto di dire il perché: ci sono delle persone malate, dei bambini malati che hanno delle emozioni ed hanno voglia di vivere, che vengono solleticati pietosamente con una legge che di scientifico - ripeto - non ha niente.
In questi giorni la mia città ha ospitato un evento sportivo bellissimo, gli ATP Finals di tennis, e il Regina Margherita ha dato la possibilità a quei bambini di accompagnare i campioni di tennis prima della gara. Quello che mi ha colpito sono state le parole di una bambina, che era felice di accompagnare il nostro campione Sinner. Quando le hanno chiesto che cosa avrebbe domandato a Sinner, lei ha risposto che gli avrebbe chiesto se aveva paura. Una bambina malata di cancro che chiede al campionissimo se ha paura prima di un evento sportivo: questi sono i bambini. (Applausi). È ovvio che cinquanta bambini avranno detto che andare in moto li avrebbe fatti sentire meglio, ma noi siamo il Parlamento e dobbiamo fare distinzione tra essere pelosi ed essere scientifici. (Applausi). Siamo il Parlamento, non siamo la parrocchia, non siamo un'associazione caritatevole. Ripeto, siamo il Parlamento, e a me spiace che questo Parlamento effettivamente non capisca la differenza tra cosa vuol dire normare e cosa vuol dire fare della finta carità pietosa. (Applausi).
MAGNI (Misto-AVS). Domando di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MAGNI (Misto-AVS). Signora Presidente, onorevoli colleghi, come ho già detto in Commissione, questo provvedimento a me pare del tutto incomprensibile. Pensare davvero di occupare anche più di due ore questo Parlamento per discutere del provvedimento in esame mi sembra incomprensibile, perché potrei anche smetterla qui e fare mio (ovviamente non sono capace e non ho nessuna competenza) quello che diceva la senatrice Cattaneo nel suo intervento, in cui ha spiegato benissimo che non c'entra niente dal punto di vista terapeutico e scientifico. Non c'è niente di scientifico in questo provvedimento e questo era chiaro anche in Commissione, tant'è che anche alcuni componenti della maggioranza avevano dei dubbi, perché è inutile girarci intorno. Hanno avuto forti dubbi anche alcuni componenti della maggioranza, però, caparbiamente lei, signora Ministra, ha voluto questo provvedimento, questo è il dato vero.
Pertanto, in sostanza, siamo di fronte al fatto che di fronte a una fragilità si scambia per terapia qualsiasi cosa; di fronte a una difficoltà, si interviene con la musicoterapia, con i clown, con il disegno, con ogni cosa che può venire in mente; una persona che, per esempio, non cammina, la si mette su un cavallo e la si fa camminare su un cavallo e, tutto contento ovviamente, si solleva dalla propria condizione; oppure, se uno fa fatica sempre a camminare, va in una vasca e nuota, certamente si sente sollevato. Potrei fare migliaia esempi concreti, che succedono ogni giorno. Il problema è capire se questo Parlamento confonde questi interventi con la scienza e io penso di sì, credo che la maggioranza li confonda con la scienza; anche su altri aspetti del diritto - ovviamente dà fastidio - si procede con il ragionamento per cui abbiamo la maggioranza, quindi possiamo decidere quello che vogliamo.
È davvero una situazione incomprensibile quella per cui noi facciamo una legge del genere. Domani, se fossi un'associazione che fa clownterapia, chiederei di poterla fare, ho il diritto di farlo. Oppure, se sono un'associazione musicale, credo che avrei il diritto di chiedere a questo Parlamento di fare una legge per la musicoterapia. Questo è il dato: andiamo avanti così. Sarebbe diverso, signora Ministra, se si pensasse ad una cornice per una serie di supporti che molto spesso sono dati da associazioni di volontari. L'intervento dei volontari in una situazione di difficoltà non è una terapia, non è un modo di dare sollievo alle persone, farle sorridere e migliorare la loro condizione? Certamente, se uno sta poco bene, se riceve un'attenzione si sente sollevato e per un momento non pensa a quello che ha e quindi è felice. Ma questo è ciò che succede in ogni famiglia normale tutti i giorni, perché questo è il dato e noi facciamo una legge. Una legge per chi, per un'associazione? Ma chi l'ha detto? Per quale ragione? In questo caso si dice che si fa una legge che non ha costi, ma allora che senso ha? Se non ha costi mettiamo tutti, facciamo una discussione diversa su cos'è l'intervento di sollievo, di partecipazione, di contribuzione per le persone che hanno una difficoltà. Questa è la cosa che non si capisce e quindi siamo legittimati, almeno io lo sono, a pensare che ci sia dietro un rapporto non dico personale, ma di interesse: un'associazione fa pressione, ha una influenza maggiore degli altri e per questo si porta un disegno di legge in Parlamento, questo è il dato.
Il Parlamento addirittura legifera, mentre non fa quello che dovrebbe fare nell'ambito della sanità, dove ad esempio bisogna aspettare non so quanti anni per fare una colonscopia o addirittura non si aumentano i salari per gli infermieri e i medici, che quindi vanno all'estero. Ebbene, anziché legiferare su altro, affrontiamo questi problemi.
Francamente la cosa migliore sarebbe, se aveste il coraggio, un sussulto d'orgoglio e ritiraste questo provvedimento, ma proprio in termini precisi. (Applausi), perché non ha alcuna base scientifica e in più è discriminatorio, in quanto lascia fuori non un pezzettino, non qualcuno, ma tutto il mondo. Per noi è impossibile votare un disegno di questa natura, pur condividendo il fatto che una serie di atti serve per dare sollievo, per dare un momento di felicità, per distogliere l'attenzione della persona dalla sua sofferenza. Senza voler fare tanta propaganda, l'altro giorno ho presentato un docufilm in una sala del Senato, nel quale si vede che sono tante le attività che svolgono i volontari di ogni tipo, ma non hanno una copertina di legge: sono poste in essere dalla gente, da associazioni, da volontari che vanno in questa direzione.
Lo dico davvero con tutto il cuore, ma anche con la forza di chi è contrario su queste cose: ritirate questo provvedimento, abbiate il coraggio di ritirarlo. Noi non possiamo votarlo. (Applausi).
SILVESTRO (FI-BP-PPE). Domando di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SILVESTRO (FI-BP-PPE). Signor Presidente, colleghi, Governo, tra le molte lodevoli iniziative parlamentari, esaminiamo oggi un tema di particolare sensibilità, una proposta che prevede il riconoscimento e la promozione della mototerapia. Si intende ora promuovere la mototerapia come terapia complementare, con l'intento di rendere più agevole il percorso di riabilitazione. Essendo una metodologia di riabilitazione per i bambini e per i ragazzi affetti da disturbi del neurosviluppo, la mototerapia diventa uno strumento in più da affiancare alle terapie che si utilizzano per i giovani con disabilità. In Italia 13 bambini su 1.000 sono colpiti da disturbo dello spettro autistico. Grazie alla mototerapia, si possono coinvolgere concretamente i giovani, utilizzando la motocicletta come attivatore emozionale. Allo stesso tempo, vengono attivati l'apparato sensoriale, quello motorio e quello cognitivo, semplicemente coinvolgendo i giovani in quello che da loro è percepito come un gioco di grandi dimensioni. Ormai sono circa vent'anni che la mototerapia viene utilizzata in progetti riabilitativi che coinvolgono i ragazzi in un momento in cui hanno la possibilità di relazionarsi con gli altri. Certamente la mototerapia può essere utilizzata anche con ragazzi che presentano altri disturbi dello sviluppo, ma anche ritardi mentali o psicomotori. È documentato che l'utilizzo della mototerapia attenua i sintomi della malattia; allo stesso tempo i processi con cui i giovani si relazionano agli altri vengono modificati positivamente e aumenta la loro interazione sociale. (Commenti).
PRESIDENTE. Senatore Licheri! Senatore Silvestro, un attimo solo. Tra poco interverranno i senatori del Gruppo MoVimento 5 Stelle in dichiarazione di voto e potranno dire tutto quello che vogliono. Lasciate parlare il senatore Silvestro. Prego, senatore.
SILVESTRO (FI-BP-PPE). La ringrazio, signor Presidente.
Questo disegno di legge, già approvato dalla Camera dei deputati, altro non fa che riconoscere e promuovere la mototerapia nell'ambito delle terapie complementari da utilizzare con i più giovani.
Presidente, voglio portare un'esperienza che ho vissuto direttamente sulla mia pelle, a proposito della clownterapia, di cui prima ho sentito parlare. Mio figlio è stato ricoverato nel 2016 al Bambin Gesù, dove praticavano, appunto, la clownterapia. Mio figlio è scomparso nel 2017, ma vi devo dire che quelli sono stati momenti in cui ha avuto la massima distrazione impiegandosi in attività diversive rispetto alle terapie, perché la scienza a volte non va a braccetto con le emozioni umane che possono rappresentare le altre attività.
Con questo, dichiaro il voto favorevole dei senatori di Forza Italia. (Applausi).
MAZZELLA (M5S). Domando di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MAZZELLA (M5S). Signor Presidente, onorevoli colleghi, qui ci dobbiamo capire seriamente. Di cosa stiamo parlando? Che cos'è la mototerapia? Il termine è ingannevole. Mototerapia: ci stiamo muovendo? Facciamo qualcosa? È una terapia con il moto? No, si tratta - come voi dite nella relazione illustrativa - di sessioni di motocross freestyle. Questo è quello che noi stiamo andando ad approvare. (Applausi).
Allora il motocross freestyle è stato importato in Italia da Vanni Oddera, un campione del motocross, che risulta all'interno dell'unico articolo scientifico citato all'interno della relazione illustrativa. (Applausi).
Abbiamo chiarito che si tratta di motocross e, quindi, di un'attività spettacolare ludica. Vi dirò però una cosa di più. Dalle audizioni è emerso che la parola mototerapia è una proprietà intellettuale e industriale registrata al Ministero dello sviluppo economico, Ufficio marchi e brevetti, approvata in data luglio 2020. (Applausi). Ma vi rendete conto? È una "marchietta". È un marchio registrato, signor Ministro! Il dottor Nuzzo dice che è un marchio registrato; c'è un articolo e c'è una registrazione, sorgeranno dei problemi anche da un punto di vista del marchio che è stato registrato al Ministero dello sviluppo economico.
Soprattutto però lo stesso dottor Nuzzo, terapista, autore del marchio mototerapia, dice che non ha ancora raggiunto il numero minimo di casi trattati utili a realizzare un articolo scientifico per validarne i dati. (Applausi). E lo dice chi fa la terapia con la moto e non Vanni Oddera, che è campione di motocross. Ma cosa state approvando in quest'Aula? Signor Ministro, questa è una "marchietta"! È "una marchietta"!
PRESIDENTE. Lo ha già detto quattro volte. Abbiamo capito il senso. (Commenti).
Senatrice Pirro! Lo ha detto quattro volte. Non sdoganiamo questi termini in Aula. Vada avanti.
MAZZELLA (M5S). Non è una parola offensiva: è un marchio registrato. Ho detto che è un marchio registrato. Non ho detto che è una marchetta, cosa che onestamente avrei potuto anche dire. Vi invito a prendere in considerazione, ovviamente, non solo l'intenzione. (Commenti). Credo di poter parlare più serenamente con voi se mi lasciate parlare.
In primo luogo, è fondamentale sottolineare come il termine terapia sia strettamente legato a trattamenti medici, comprovati e supportati da solide evidenze scientifiche. Qui non ci sono evidenze scientifiche, ma non solo. Nel corso delle audizioni che abbiamo svolto - vi invito veramente ad ascoltarle anche dopo, quando avrete approvato il provvedimento e vi sentirete in colpa per quello che avete fatto - tutti gli auditi hanno detto che non c'è una base scientifica a sostenere l'utilizzo in ambito terapeutico del motocross freestyle terapia.
Presidenza del vice presidente CASTELLONE (ore 17,34)
(Segue MAZZELLA). È questo quello che stiamo approvando. La comunità scientifica - come ha detto la professoressa senatrice a vita Cattaneo - richiede prove rigorose e validate per raccomandare qualsiasi forma terapeutica, sottolineando l'importanza di adottare un approccio evidence based che vada al di là delle esperienze aneddotiche, e questa è un'esperienza aneddotica.
Sapete perché è un'esperienza aneddotica? Lo dico per farvelo capire, perché le parole della professoressa Cattaneo forse non vi hanno colpito profondamente. Questo è l'articolo scientifico, che mostriamo per farlo vedere a tutti quanti. (Il senatore Mazzella e i senatori del Gruppo M5S mostrano all'Aula una copia dell'articolo).
PRESIDENTE. Colleghi, vi prego di riporre la copia dell'articolo.
MAZZELLA (M5S). L'articolo scientifico in questione è un questionario auto somministrato a cinquanta bambini dell'età media di nove anni, che hanno assistito a delle esibizioni di motocross freestyle terapia e dopo hanno descritto il loro stato di stress, il loro stato emotivo e la loro percezione del dolore. Questo è quello che stiamo andando ad approvare.
Vorrei poi fare una riflessione generale su una questione importantissima, un altro aspetto centrale che nessuno qui ha trattato, neanche i miei colleghi, e che merita un'attenta riflessione. Mi riferisco alla mancanza di un disegno di legge quadro che regoli in modo organico le terapie complementari. È questo il vero problema, signor Ministro, e gliel'ho detto anche in Commissione. (Applausi).
Senza un'adeguata cornice normativa, il riconoscimento della mototerapia rischia di risultare inadeguato e incompleto, poiché le terapie complementari sono molteplici. E tutti sappiamo quali sono le terapie complementari: la musicoterapia, l'arte terapia e anche quella che lei ha citato in Commissione, la montagna terapia. Anche quella esiste, ma noi non l'approveremo. Oggi noi approviamo la freestyle motocross terapia: questo stiamo approvando. (Applausi).
Ebbene, il rafforzamento di uno specifico intervento come la mototerapia senza un regolamento generale per tutte le altre terapie non convenzionali è un errore pacchiano, vistoso e grossolano. (Applausi). Questa legge, se approvata, crea una gerarchia di valori tra le varie tipologie di trattamento senza una base giuridica solida su cui fondare tale distinzione.
Questo disegno di legge si presenta come una scappatoia per l'approvazione di una pratica senza un quadro normativo chiaro e coerente rispetto a tutte le altre terapie complementari. In Italia, la mancanza di questa disciplina è un problema serio, al quale dobbiamo noi rimediare con una legge quadro. Chi oggi approva questa legge senza la cornice di una legge sulle terapie complementari e integrative è un irresponsabile. Voi tutti siete degli irresponsabili! (Applausi).
Non possiamo permetterci di aprire la porta a una segregazione legislativa che rischia di danneggiare l'intero settore delle terapie complementari e integrative. Quando avremo approvato questo provvedimento, con queste caratteristiche, in questo modo, con questi articoli, avremo condizionato l'approvazione di tutte le altre terapie complementari. Signor Ministro, non solo è un errore, ma è un qualcosa che non si può proprio ascoltare. Non è possibile che questo Senato approvi una legge del genere. Attraverso di lei, signor Presidente, mi rivolgo al senatore Liris, che è un medico. Come è possibile che lei, senatore, possa approvare un testo del genere? Non possiamo.
In Commissione sono emerse tante criticità, ma, oltre all'assenza della documentazione scientifica e all'assenza di un quadro normativo, c'è di più: non esistono delle linee guida. Noi andremo ad approvare un progetto di legge, che chiameremo terapia con la moto piuttosto che mototerapia - ma sempre di motocross terapia stiamo parlando - senza preesistenti linee guida.
È come costruire un edificio senza fondamenta. Ma vi rendete conto di quello che state facendo? Le linee guida dovrebbero essere adottate solo dopo un'approfondita analisi e validazione scientifica. Non si approva un disegno di legge sulla mototerapia e si demanda a dopo l'approvazione delle linee guida. Ma cosa state costruendo?
Non possiamo ignorare che stiamo colmando un vuoto legislativo senza avere esaminato a fondo le terapie complementari, le quali richiedono una certezza che questo disegno di legge non fornisce.
Questo provvedimento poi crea un altro vulnus, che è la disparità di accesso. Sapete perché la disparità di accesso? Non entrerà nei LEA, perché è a costo zero e, non entrando nei LEA, chi la potrà fare la mototerapia col motocross negli ospedali? Chi la potrà fare? Quanti sono i terapisti che fanno la mototerapia? Quanti e in quante Regioni? E non essendo esigibile, perché non è inserito nei LEA, nei livelli essenziali di assistenza, mi dite le mamme e i bambini che vorranno praticare la mototerapia quando e dove la praticheranno? In Sicilia, in Valle d'Aosta? Dove? Questo creerà disparità di accesso.
Permettetemi solo un minuto: approvare questo disegno di legge senza delle linee guida è un qualcosa che non si può ascoltare da senatori e senatrici. Non si può demandare a una successiva analisi l'approvazione. Ma voi sapete che cosa avete scritto? Almeno spero che ve lo siate letto. Chi la farà la mototerapia? Avete letto l'articolo 2? Avete letto chi materialmente farà la mototerapia negli ospedali? La fanno enti privati, anche sportivi, dilettantistici che operano nell'ambito della mototerapia. Chiameremo delle associazioni, che sono degli enti privati, a fare la motocross terapia ai bambini.
Comunque, dopo due anni, non credevo di poter assistere alla vergognosa presentazione di una terapia di motocross da dare ai bambini, semplicemente perché dobbiamo soddisfare il ministro Locatelli. Mi scusi, Ministro, lei ha sbagliato: ha fatto tante cose belle, ma questa è totalmente errata e totalmente sbagliata e la invito a ritirare il provvedimento. Il Movimento 5 Stelle voterà sicuramente contro il disegno di legge, ma vi invito a ritirarlo. Non lo votate, votate contro, uscite dall'Aula. Questa è un'Aula sacra. Uscite da quest'Aula e andate in bagno. (Applausi). Fate qualcosa, per favore. Fate quello che volete, ma dovete uscire. Fatevi un giro in moto. Andatevi a fare un giro in moto (Applausi).
Il MoVimento 5 Stelle è contrario e sarà sempre contrario ad atteggiamenti antiscientifici come questo. (Applausi).
CANTU' (LSP-PSd'Az). Domando di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CANTU' (LSP-PSd'Az). Signora Presidente, colleghe, colleghi, Ministro, in sede di dichiarazione di voto, a nome del Gruppo, nell'annunciare il nostro voto favorevole, vorrei accompagnarla con una riflessione che mi auguro possa aiutarci a vederla in prospettiva.
Proviamo a immaginare che non possa essere solo la scienza a portare sviluppo e innovazione nella cura, nel prendersi cura della persona nella sua globalità. La ricerca, infatti, si fa anche provando a combinare elementi che fino a quel momento nessuno ha mai provato ad accostare, oppure a dividerli, andando oltre le certezze scientifiche consolidate, perché un tempo c'era chi pensava che l'atomo fosse indivisibile e poi è arrivato il CERN. Non voglio certo far assurgere a ricerca scientifica la cosiddetta mototerapia (Brusio. Richiami del Presidente), ma sicuramente è importante, in una strategia di welfare evoluto ed integrato, dare a chi è svantaggiato tutte le opportunità per stimolare capacità e abilità residue, in particolare ad interagire con il prossimo. Qui sì che potranno entrare in giuoco scienziati osservazionali, che dai comportamenti potrebbero trarre spunti per ricerche dalle reazioni dei pazienti. Forse non sarà una "terapia" che porterà qualcuno al Nobel, ma potrebbe essere un supporto per individuare altri metodi da applicare all'utenza eleggibile e quindi da valutare per la tutela delle fragilità, soprattutto pediatriche.
Ragion per cui io, che non ho mai voluto neanche un "Ciao", ma ho avuto fratelli che per la moto erano disponibili alla qualunque, ritengo che sia un'emozione che possa far vedere loro e manifestare qualche reazione proattiva e soprattutto far sì che gli osservatori possano comprendere, dai loro gesti e dalle loro reazioni, che strada intraprendere per riabilitarli in modo più apprezzabile.
Per queste ragioni, riteniamo che il provvedimento possa essere approvato a invarianza finanziaria e che, qualora, come auspichiamo, in linea con coloro che per primi l'hanno praticata, dovesse consolidare gli esiti delle sperimentalità intercorse, si possa andare a consolidare in questa prospettiva una logica utile ad assurgere a terapia complementare ad ogni conseguente effetto. Vi ringrazio. (Applausi).
FURLAN (PD-IDP). Domando di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FURLAN (PD-IDP). Signora Presidente, contrariamente all'esile composizione - molto esile - di questo disegno di legge, noi vi abbiamo dedicato in questi mesi molto tempo all'interno della Commissione, con un confronto lungo e complesso sui principi e sugli obiettivi che compongono la proposta che oggi stiamo discutendo. Dalle audizioni agli emendamenti che, come Gruppo Partito Democratico, abbiamo cercato di mettere in evidenza nella discussione, è apparso subito molto chiaro che non vi era nessun supporto scientifico che consentisse di definire la mototerapia come una terapia.
Non ce l'ho con chi ha portato all'ospedale Gaslini della mia città sicuramente un bel momento e una bella esperienza per quei bambini. Mi riferisco al campione di motocross Vanni Oddera, che da bambino tra l'altro amava più i boschi che la scuola. Ma, quando parliamo di terapia e quindi di cura, parliamo di qualcosa di molto diverso, che - come ci ha ricordato con grande precisione e con grande efficacia la collega senatrice Cattaneo - ha bisogno di sperimentazioni, di vidimazioni, di controlli e di monitoraggi. Ma di cosa stiamo parlando?
C'è una cosa che mi ha colpito sin da subito. Quando parliamo della mototerapia negli ospedali dei bambini e delle bambine, la stessa senatrice ha fatto un passaggio molto importante: a quali bambini possiamo riferirci? Se la mototerapia è un supporto psicologico rivolto innanzitutto ai bambini di lunga degenza, ai bambini con patologie ematologiche (leucemia, aplasia) e ai bambini con patologie oncologiche - care colleghe e cari colleghi - una volta entrati in quei reparti le mamme, per stare insieme ai bambini, devono tagliarsi cortissimi le unghie e anche i capelli.
Io per due anni sono entrata rapata in quei reparti (Applausi), perché ogni centimetro, ogni millimetro della propria pelle e dei propri capelli può portare un microbo, che per bambini immunodepressi può anche significare l'aggravamento della patologia e magari anche la morte. Quando parliamo di queste cose, parliamo di scienza o di qualcosa di diverso? (Applausi). È vergognoso. È vergognoso come abbiamo trattato questo tema.
Avevamo fatto un tentativo - lo ricordava il senatore Mazzella prima - con grande efficacia e anche grande puntigliosità (Applausi): facciamo un quadro delle cosiddette terapie complementari e su questo lavoriamo. Siete stati sordi.
Stride tantissimo che proprio oggi, con uno sciopero generale dei medici e di tutto il personale sanitario (Applausi), a cui ha aderito il 90 per cento del personale, per mancanza di strutture e terapie e per carenza di personale medico-sanitario, noi oggi discutiamo della mototerapia. (Applausi). È una vergogna tutto questo e non può essere sopportato in un'Aula parlamentare. (Applausi). Fermatevi in queste cose, perché così non diamo risposte nemmeno in termini di sostegno psicologico di cui tutti, quando siamo in ospedale, abbiamo bisogno, ma in modo particolare i bambini e le bambine, attraverso le tante iniziative di volontari del terzo settore, non solo di personale medico, che offrono la loro opera.
Definire terapie e cura quello che lo non è significa sottovalutare il male che tante volte colpisce le persone e che nelle Aule parlamentari deve essere trattato con rispetto e conoscenza.
Il nostro è quindi un convinto voto contrario. (Applausi).