Legislatura 19ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 228 del 03/10/2024
Azioni disponibili
SENATO DELLA REPUBBLICA
------ XIX LEGISLATURA ------
228a SEDUTA PUBBLICA
RESOCONTO STENOGRAFICO
GIOVEDÌ 3 OTTOBRE 2024
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Presidenza del vice presidente RONZULLI
N.B. Sigle dei Gruppi parlamentari: Civici d'Italia-Noi Moderati (UDC-Coraggio Italia-Noi con l'Italia-Italia al Centro)-MAIE: Cd'I-NM (UDC-CI-NcI-IaC)-MAIE; Forza Italia-Berlusconi Presidente-PPE: FI-BP-PPE; Fratelli d'Italia: FdI; Italia Viva-Il Centro-Renew Europe: IV-C-RE; Lega Salvini Premier-Partito Sardo d'Azione: LSP-PSd'Az; MoVimento 5 Stelle: M5S; Partito Democratico-Italia Democratica e Progressista: PD-IDP; Per le Autonomie (SVP-PATT, Campobase): Aut (SVP-PATT, Cb); Misto: Misto; Misto-ALLEANZA VERDI E SINISTRA: Misto-AVS; Misto-Azione-Renew Europe: Misto-Az-RE.
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RESOCONTO STENOGRAFICO
Presidenza del vice presidente RONZULLI
PRESIDENTE. La seduta è aperta (ore 10).
Si dia lettura del processo verbale.
IANNONE, segretario, dà lettura del processo verbale della seduta del giorno precedente.
PRESIDENTE. Non essendovi osservazioni, il processo verbale è approvato.
Comunicazioni della Presidenza
PRESIDENTE. L'elenco dei senatori in congedo e assenti per incarico ricevuto dal Senato, nonché ulteriori comunicazioni all'Assemblea saranno pubblicati nell'allegato B al Resoconto della seduta odierna.
Svolgimento di interrogazioni (ore 10,03)
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca lo svolgimento di interrogazioni.
Sarà svolta per prima l'interrogazione 3-01155 sul sovraffollamento delle carceri, con particolare riferimento al penitenziario di Canton Mombello a Brescia.
Il rappresentante del Governo ha facoltà di rispondere a tale interrogazione.
SISTO, vice ministro della giustizia. Signor Presidente, ringrazio gli interroganti.
L'atto di sindacato ispettivo in oggetto solleva specifici quesiti in ordine ad asseriti aspetti di criticità della casa circondariale di Brescia, Canton Mombello, con particolare riguardo alle carenze strutturali e organiche, al sovraffollamento, nonché relativamente al progetto di costruzione del nuovo penitenziario di Brescia, Verziano.
Ancora una volta l'attenzione è giustamente rivolta al sistema carcerario, che da sempre rappresenta una priorità di questo Governo. L'emanazione del recente decreto "carcere sicuro", n. 92 del 2024, è la prova della risposta alla situazione cronica di emergenza degli istituti penitenziari e della volontà di creare un modello che assicuri certezza della pena, ma che non sia lesivo della dignità umana.
Ricordo, tra le novità del decreto, la previsione del commissario straordinario per l'edilizia penitenziaria, che avrà il compito di attuare in tempi rapidi il piano nazionale di interventi, sia per l'aumento dei posti detentivi sia per la realizzazione di nuovi alloggi per il personale di polizia penitenziaria.
Venendo, nello specifico, all'istituto di Canton Mombello, dai contributi informativi resi dal DAP non sfugge che, malgrado gli interventi manutentivi eseguiti nel corso degli anni, l'assetto complessivo dell'edificio risente di importanti carenze strutturali, legate sia alla vetustà dell'immobile, progettato alla fine dell'Ottocento, sia alla penuria di spazi da destinare alla socialità e ad altre attività trattamentali in favore della popolazione detenuta.
Giova evidenziare che, in ragione della necessità di assicurare il rispetto delle prescrizioni di cui al DPR n. 230 del 2000 e di provvedere al rinnovamento completo degli impianti igienici, nonché di superare le gravi problematiche funzionali dovute alla capienza delle camere di pernottamento, è intendimento dell'amministrazione centrale avviare, già dall'anno in corso, un intervento complessivo di ristrutturazione delle sezioni detentive.
Considerata l'esigenza di mantenere, nel frattempo, la funzionalità dell'istituto, seppur con capienza dimezzata, nonché di ripartire i relativi costi in più esercizi finanziari, si prevede di dividere i lavori in due lotti funzionali, uno per ciascun braccio detentivo. Pertanto, è previsto l'avvio dell'intervento di "Ristrutturazione del fabbricato detentivo, primo lotto", per un importo stimato di 2,6 milioni di euro, la cui ultimazione della progettazione definitiva - secondo il MIT - è prevista per il mese di ottobre 2024, e la conclusione della procedura di affidamento congiunto della progettazione esecutiva e dell'esecuzione dei lavori entro i primi mesi del 2025. Questo per il primo lotto.
In relazione alla casa di reclusione di Brescia Verziano, si rappresenta, in via preliminare, che, con decreto interministeriale Infrastrutture/ Giustizia del 10 ottobre 2014, è stato assentito un finanziamento di 15,2 milioni di euro per l'ampliamento dell'istituto, mediante la realizzazione di un nuovo padiglione da 340 posti.
Il finanziamento, inizialmente approvato per la realizzazione dell'intera opera, nel tempo è risultato insufficiente e, nelle more dell'individuazione di fondi aggiuntivi occorrenti per il relativo completamento (38,8 milioni), è emersa la necessità di prevedere la realizzazione di un primo stralcio funzionale contemplante solo una parte dell'intervento ipotizzato in fase di fattibilità.
L'amministrazione centrale, valutate le possibili ripercussioni sulla capacità ricettiva e sull'operatività dell'istituto penitenziario, connesse alla prospettata ipotesi di intervento, ha comunicato l'opportunità di dare priorità all'esecuzione del lotto funzionale concernente la realizzazione del nuovo padiglione detentivo, delle nuove centrali tecnologiche e dell'impianto di smaltimento delle acque reflue.
L'ipotesi progettuale sviluppata per l'ampliamento dell'istituto di Verziano consentirà, inoltre, di mantenere adeguati spazi per l'espletamento delle fondamentali attività trattamentali in favore della popolazione detenuta. Per quanto attiene, invece, ai fondi occorrenti alla realizzazione dell'intero intervento, il MIT, in sede di riprogrammazione delle risorse finanziarie in materia di edilizia penitenziaria 2023-2030 - sottoposta all'esame del Comipa. il 6 novembre 2023 - ha previsto l'intera copertura finanziaria con previsione presuntiva di spesa complessiva dell'intervento stimata in 40,5 milioni di euro circa.
Infine, quanto all'eventuale consequenziale ipotesi di dismissione, più o meno progressiva, dell'istituto di Brescia Canton Mombello, ogni analisi e determinazione in merito potrà essere eseguita solo ad ultimazione dell'intervento di ampliamento previsto presso la casa di reclusione di Brescia Verziano, allorquando potranno essere più adeguatamente e correttamente valutate, in un pertinente e attuale quadro di contesto, le possibilità che la struttura sarà ancora in grado di offrire, unitamente alle contingenti esigenze detentive del relativo circondario.
Nel frattempo, da informazioni acquisite dal Provveditorato regionale, è stata assegnata una somma complessiva di 291.000 euro per la corrente annualità all'istituto Canton Mombello, per la manutenzione generale della struttura.
In relazione alle carenze del personale del corpo di polizia penitenziaria rispetto agli organici della casa circondariale di Brescia Canton Mombello e della casa di reclusione di Brescia Verziano, secondo i dati forniti dal DAP, alla data del 30 settembre 2024 si evince una carenza di personale impiegato comunque comune a quella risentita in tutti gli istituti penitenziari del Paese.
A Canton Mombello, la forza presente, pari, allo stato, a 184 unità su un organico di 227, inferiore di 43 unità rispetto a quello previsto. Le carenze sono di 2 unità nel ruolo dei funzionari, di 13 unità per il ruolo di ispettori, di 21 per i sovrintendenti, di 4 unità per il ruolo di agenti assistenti. Risulta, invece, a pieno organico il ruolo dei funzionari pedagogici.
Nella casa di Brescia Verziano, la forza presente è pari, allo stato, a complessive settantasette unità su un organico di 95 unità di personale, inferiore, dunque, di 18 unità rispetto a quella prevista. Nello specifico, risultano scoperti 2 unità per funzionari, 3 ispettori, 7 sovrintendenti, mentre gli agenti assistenti sono in esubero di 2 unità. Segnalo, nello specifico, che, per quanto riguarda l'organico del ruolo dei funzionari, al fine di arginare la scopertura nel ruolo di titolare del comando di reparto, l'amministrazione centrale ha coperto la vacanza degli istituti di Brescia a partire dal 9 ottobre 2024.
Come ribadito in altre occasioni in tema di organici, va evidenziato che il Ministero, a mezzo del preposto DAP, pone forte attenzione alle esigenze di garantire un efficace turn over del personale, risultando indubbie le criticità evidenziate e derivanti da organici ridotti o comunque fortemente limitati.
In quest'ottica, con riferimento alla carenza del ruolo di sovrintendenti, il 16 febbraio 2024 è stato bandito un ulteriore concorso interno per complessive 293 unità a copertura delle vacanze al 31 dicembre 2022. All'esito della citata procedura concorsuale, l'Amministrazione terrà conto della carenza nel ruolo sofferta dagli istituti penitenziari di Brescia con l'assegnazione di un idoneo numero di unità.
Per il ruolo degli ispettori, nel mese di novembre si è concluso il VII corso ispettori e si segnala che alla casa circondariale di Brescia Canton Mombello, in particolare, sono state assegnate 4 unità maschili.
Per quanto riguarda il ruolo degli agenti-assistenti, l'organico della casa circondariale di Brescia Canton Mombello è stato incrementato, di recente, di 6 unità maschili e di 3 unità femminili, in occasione della mobilità ordinaria.
Affrontando, infine, il problema delle presenze detentive, alla data del 25 giugno 2024, presso la casa circondariale di Brescia Canton Mombello sono presenti 377 detenuti, rispetto a una capienza di 182 posti, con una percentuale di affollamento pari al 207,14 per cento. L'emergenza è chiara e prioritaria, tanto che, con iniziative di contrasto al sovraffollamento carcerario, la direzione generale dei detenuti e del trattamento ha proseguito l'opera di riequilibrio della popolazione detentiva su territorio nazionale mediante l'emissione, per la sola Regione Lombardia, di ulteriori otto provvedimenti deflattivi per un totale di 141 detenuti, operando un costante monitoraggio delle presenze. Si confida chiaramente in un significativo abbattimento della percentuale riportata anche alla luce degli importanti interventi di edificazione e ristrutturazione che ho qui illustrato.
Non si dimentichi, infine, che le direttrici su cui il Governo sta costantemente lavorando sono molteplici e complesse. La normativa di recente approvazione, infatti, oltre all'ampliamento della capacità ricettiva degli istituti penitenziari, è orientata, in generale, a umanizzare l'esecuzione della pena, favorendo il ricorso a misure alternative alla detenzione, prevedendo la limitazione della carcerazione preventiva, il trasferimento di minori e tossicodipendenti nelle apposite comunità, l'ampliamento e il rafforzamento delle strutture residenziali idonee all'accoglienza e al reinserimento sociale.
BAZOLI (PD-IDP). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BAZOLI (PD-IDP). Signor Presidente, innanzitutto ringrazio il Vice Ministro.
Noi - com'è noto - siamo molto preoccupati per la situazione carceraria in generale. Il Vice Ministro ha citato il decreto carceri, che è stato approvato prima dell'estate e ha avuto un impatto nullo sulla situazione attuale: erano 61.300 i detenuti a fine luglio e adesso ne sono 61.700; quindi, dal punto di vista della capacità deflattiva della popolazione carceraria, l'impatto di quel decreto è stato nullo. Considerando che la capienza regolamentare è di 50.000, si tratta di una condizione intollerabile su cui noi insistiamo a dire che il Governo non sta facendo nulla, al di là di spendere parole. L'emergenza è adesso e pensare di risolvere la questione semplicemente attraverso la costruzione di nuovi padiglioni per i quali ci vorranno anni vuol dire non affrontare l'emergenza.
Siamo altresì preoccupati per il fatto che, a dispetto delle parole che vengono spese ogni volta che si parla della questione, le politiche della giustizia di questo Governo vanno in direzione diametralmente opposta. Anche il disegno di legge cosiddetto sicurezza che è appena arrivato qui in Senato introduce nuove fattispecie di reato anche a carico di detenuti e - voi lo sapete di sicuro - sta molto preoccupando i direttori dei penitenziari, che hanno la viva sensazione che porterà un ulteriore peggioramento delle condizioni di detenzione nei nostri penitenziari. Inoltre, farà il paio con quanto è accaduto con il decreto Caivano: proprio nei giorni scorsi l'associazione Antigone ha lanciato il grido d'allarme sugli istituti penitenziari minorili italiani, che sono sempre stati un fiore all'occhiello del nostro sistema giudiziario; dopo quel decreto c'è stato infatti un aumento esponenziale della popolazione carceraria negli istituti minorili, con effetti disastrosi dal punto di vista del trattamento educativo e rieducativo dei minori ivi detenuti, e le numerose rivolte che stanno scoppiando in quegli istituti penitenziari segnalano quanto la situazione sia drammatica. Devo dire che ci saremmo aspettati, dopo l'improvvisa morte del compianto onorevole D'Ettore come garante dei detenuti, un maggior coinvolgimento anche del Parlamento e delle opposizioni nei criteri di valutazione delle scelte del nuovo garante. Proprio in questo momento un garante efficace e presente è molto importante per monitorare le condizioni dei nostri penitenziari. E la scelta, ricaduta invece su una persona sicuramente degnissima, ma che appartiene o apparteneva all'amministrazione del Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria (DAP), e cioè al controllato, non garantisce rispetto ai requisiti di indipendenza e di autonomia che un garante dei detenuti dovrebbe avere.
Ma vengo al tema del carcere di Brescia Canton Mombello, che è paradigmatico della condizione generale. Lei ha citato i numeri: 380 detenuti su una capienza ordinaria di 180 posti. Non c'è bisogno di dire nient'altro: è una condizione drammatica, in un carcere fatiscente, progettato alla fine dell'Ottocento; si tratta, quindi, del carcere dei film alla Alcatraz, in cui il trattamento rieducativo è assolutamente impossibile.
Da tanti anni si parla di un nuovo carcere. Nel 2014 vennero stanziati i fondi dal ministro Orlando e siamo ancora alle prese con la necessità di avviare i lavori. Prendiamo atto del fatto che c'è la volontà di proseguire, però invitiamo davvero l'Amministrazione a fare il possibile, perché la condizione attuale è inaccettabile. Come è inaccettabile il fatto che si pensi di spendere 40 milioni di euro per un nuovo padiglione senza avere ancora chiara la necessità di chiudere l'attuale carcere, che non può essere ristrutturato, perché assolutamente inadeguato alle funzioni rieducative e trattamentali di un penitenziario moderno.
Prendo quindi atto della volontà del Governo di continuare a perseguire quest'opera strategica, ma invito ad accelerare i tempi, perché la situazione è veramente inaccettabile per una città di grande civiltà come Brescia. (Applausi).
PRESIDENTE. Segue l'interrogazione 3-01374 sulla rilevanza dei fabbricati agricoli ai fini della determinazione dell'ISEE.
Il rappresentante del Governo ha facoltà di rispondere a tale interrogazione.
BELLUCCI, vice ministro del lavoro e delle politiche sociali. Signora Presidente, ringrazio il senatore per aver sollevato un quesito riguardante anche le modalità di calcolo dell'Indicatore di situazione economica equivalente (ISEE), chiedendo in particolare se i fabbricati rurali considerati beni strumentali dell'attività agricola siano da indicare nella dichiarazione sostitutiva unica (DSU) ai fini della determinazione dell'ISEE.
Al riguardo, in via preliminare ricordo che il carattere di ruralità ai fini fiscali delle costruzioni strumentali necessarie allo svolgimento dell'attività agricola, di cui all'articolo 2135 del codice civile, è disciplinato dal decreto-legge n. 557 del 1993, articolo 9, comma 3-bis, e trova un utile riferimento nelle disposizioni di cui al testo unico delle imposte sui redditi concernenti la determinazione del reddito degli agricoltori.
Con riguardo all'ISEE, è opportuno premettere che, ai sensi del DPCM n. 159 del 2013, esso è determinato mediante una scala di equivalenza in funzione della composizione del nucleo familiare e ha riguardo al reddito, nonché al patrimonio di tutti i suoi componenti. Evidenzio inoltre che le componenti di natura reddituale e patrimoniale nell'ISEE costituiscono elementi dell'indicatore distintamente considerati.
Tanto chiarito e con specifico riferimento alla componente riferita al patrimonio immobiliare, giova richiamare l'articolo 5, comma 2, del citato DPCM, secondo cui il patrimonio immobiliare è pari al valore dei fabbricati, delle aree fabbricabili e dei terreni, intestati a persone fisiche non esercitanti l'attività di impresa, quale definito ai fini dell'IMU al 31 dicembre del secondo anno precedente a quello di presentazione della DSU, indipendentemente dal periodo di possesso nell'anno. Il valore è così determinato anche in caso di esenzione del pagamento dell'imposta. Dal valore così determinato di ciascun fabbricato, area o terreno, si detrae, fino a concorrenza, l'ammontare dell'eventuale debito residuo alla data del 31 dicembre del secondo anno precedente alla presentazione della DSU per mutui contratti nell'acquisto dell'immobile o per la costruzione del fabbricato. Questa è la parte del riferimento normativo.
Alla luce del quadro normativo sopra illustrato, è stato poi esaminato, nell'ambito del tavolo tecnico composto dalla Consulta nazionale dei centri assistenza fiscale (CAF), dal Ministero del lavoro e delle politiche sociali, dall'Agenzia delle entrate e anche dall'INPS, il tema dell'inserimento dei fabbricati rurali nella dichiarazione sostitutiva unica.
Rispondendo quindi allo specifico quesito posto dall'interrogante, evidenzio che, in linea generale, i fabbricati rurali devono essere autodichiarati nel quadro FC3 della DSU, relativo al patrimonio immobiliare, con le seguenti peculiarità ed eccezioni in funzione della fattispecie concreta; i fabbricati rurali che non hanno un valore ai fini IMU sono inclusi nel valore del terreno, oppure gli immobili strumentali all'attività non vanno dichiarati nel quadro FC3, ma contribuiscono al patrimonio netto dell'impresa nel quadro CF2, sezione II, della dichiarazione concernente la valorizzazione del patrimonio mobiliare.
Rappresento che il suddetto chiarimento è stato inserito quale informazione prontamente e generalmente fruibile in una FAQ pubblicata il 13 settembre ultimo scorso, sul sito del Ministero del lavoro e delle politiche sociali e nel portale unico ISEE dell'INPS.
Siamo ben consapevoli che l'ISEE condiziona l'accesso alle prestazioni sociali agevolate e, proprio per questo motivo, il Ministero del lavoro e delle politiche sociali ha dato impulso all'attività di revisione del regolamento ISEE, risalente al 2013, che sino ad oggi non era mai stato aggiornato, avviando il necessario confronto con le amministrazioni interessate.
A seguito dell'introduzione della previsione relativa all'esclusione dei titoli di Stato nella determinazione dell'ISEE, nella legge di bilancio 2024 si è predisposto uno schema di DPCM, in corso di definizione, che, oltre a recepire le modifiche normative apportate nel tempo dalla disciplina ISEE, dà attuazione alla citata disposizione di cui all'articolo 1, comma 183, della legge n. 213 del 2023, diretta a escludere dalla determinazione dell'indicatore della situazione economica, fino a un valore complessivo di 50.000 euro, i titoli di Stato nonché i prodotti finanziari di raccolta del risparmio con obbligo di rimborso assistito alla garanzia dello Stato.
Concludo sottolineando che l'impegno del Ministero del lavoro e delle politiche sociali, anche in relazione alla disciplina ISEE, è costante e intenso e soprattutto è volto a rivedere in una utile soluzione tutte le questioni che hanno un impatto negativo sulla vita delle famiglie e, più in generale, dei cittadini e delle cittadine.
Grazie al dialogo e al confronto con il Parlamento, il Governo continuerà a lavorare in sinergia per individuare le criticità, tradurle in aree di intervento e riflettere sulle soluzioni perseguibili con la consueta dedizione, considerando ovviamente prioritaria tale azione di governo in quanto risponde ad esigenze sociali e quindi a risposte fondamentali per i cittadini italiani.
Saluto ad una rappresentanza di studenti
PRESIDENTE. Salutiamo e diamo il benvenuto al Dipartimento di scienze giuridiche dell'Università di Bologna «Alma mater studiorum». (Applausi).
Ripresa dello svolgimento di interrogazioni (ore 10,22)
DURNWALDER (Aut (SVP-PATT, Cb)). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DURNWALDER (Aut (SVP-PATT, Cb)). Signor Presidente, ringrazio la gentilissima vice ministra Bellucci per la ricostruzione e prendo atto della risposta fornita, che ovviamente va studiata in dettaglio anche per quel che riguarda la FAQ da lei citata. Ritengo comunque che sia ora di fare chiarezza sulla questione. Si tratta infatti di una questione importante. Sappiamo tutti che l'ISEE è l'indicatore che determina le condizioni economiche del nucleo familiare al fine dell'accesso a determinati servizi e alle agevolazioni socioassistenziali e, quindi, fa una enorme differenza ricomprendere o meno nella determinazione dell'ISEE i fabbricati rurali in uso all'imprenditore agricolo per svolgere la propria attività di agricoltore.
Ringrazio molto anche per aver fornito la risposta alla mia interrogazione in tempi così rapidi. Mi auguro vivamente che su questa materia vi sia poi un approfondimento e speriamo in una soluzione definitiva in senso favorevole per i nostri agricoltori, per quelle incongruenze su cui si può ancora una volta discutere.
PRESIDENTE. Segue l'interrogazione 3-01310 sull'interruzione del servizio di digitalizzazione degli atti penali.
Il rappresentante del Governo ha facoltà di rispondere a tale interrogazione.
SISTO, vice ministro della giustizia. Presidente, ringrazio l'interrogante e risponderò a questa interrogazione per quanto di ragione e per quello che è di stretta competenza del Ministero della giustizia.
Con riferimento all'atto di sindacato ispettivo, segnalo che, in seguito alla cessazione degli effetti dei contratti di digitalizzazione dei fascicoli negli uffici giudiziari italiani - ripeto: cessazione degli effetti - la competente articolazione del Ministero, per il tramite dei preposti uffici, ha indetto una nuova gara. Il servizio è stato suddiviso in cinque lotti e precisamente: CISIA Milano, CISIA Bologna, CISIA Roma, CISIA Napoli e CISIA Palermo. La suddivisione è stata effettuata seguendo l'articolazione degli uffici dirigenziali non generali di coordinamento interdistrettuale. Per l'espletamento della gara, trattandosi di contratti con valore superiore alla soglia europea, si è ritenuto di utilizzare il criterio dell'offerta economicamente più vantaggiosa, con una remunerazione del personale ancorata al criterio delle pagine scansionate.
Elenco di seguito lo stato attuale delle gare relative ai cinque lotti e ripeto per quanto di stretta competenza del Ministero che qui rappresento. CISIA di Bologna: la gara è stata aggiudicata al fornitore Datamanagement Italia SpA, il contratto è stato firmato, i controlli riservati agli organi contabili hanno avuto esito positivo ed è stata avviata l'esecuzione. CISIA di Milano: la gara è stata aggiudicata al fornitore di Datamanagement Italia SpA, il contratto è stato firmato, i controlli riservati agli organi contabili hanno avuto esito positivo ed è stata avviata l'esecuzione. CISIA di Napoli: la gara è stata aggiudicata al fornitore Datamanagement Italia SpA, il contratto non è stato ancora sottoscritto, pende infatti un ricorso innanzi al TAR della Campania ed è stata fissata l'udienza per la discussione dell'istanza cautelare per il prossimo 9 ottobre 2024. CISIA di Palermo: la gara è stata aggiudicata al fornitore Datamanagement Italia SpA, il contratto è stato firmato, i controlli riservati agli organi contabili hanno avuto esito positivo ed è stata avviata l'esecuzione. CISIA di Roma: la gara è stata aggiudicata al fornitore ISPAR Srl, il contratto non è stato ancora sottoscritto, pende innanzi al TAR del Lazio un'impugnativa dell'esito della gara pubblica.
Tengo a sottolineare che su tutti i soggetti aggiudicatari sono stati eseguiti i controlli prescritti dagli articoli 94 e 95 del decreto legislativo n. 36 del 2023 (codice degli appalti pubblici). Lo scorso 5 agosto 2024 la competente direzione del Ministero della giustizia ha disposto, a prescindere dalle impugnazioni degli esiti delle gare pubbliche, l'esecuzione anticipata di tutte le attività contrattuali, ai sensi dell'articolo 17 del codice degli appalti, per rispettare le scadenze imposte dalla milestone M1C1-153 del PNRR in tema di digitalizzazione degli atti processuali e per evitare una sospensione prolungata del servizio di digitalizzazione degli stessi negli uffici giudiziari italiani.
VERINI (PD-IDP). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VERINI (PD-IDP). Vice Ministro, la ringraziamo per la risposta, che tuttavia ci pare un po' burocratica. Noi abbiamo posto con questa interrogazione, sia qui, sia precedentemente e analogamente alla Camera, alcuni problemi che riguardano un servizio importante, quello della digitalizzazione del processo penale telematico, una delle strade più importanti nell'ambito delle riforme che abbiamo approvato negli anni scorsi, che possono servire a velocizzare l'iter dei processi, a smaltire il pregresso e così via. Sul civile la cosa è abbastanza avviata, mentre sul penale ancora molta è la fatica da sopportare.
Quando si parla di queste cose, si deve tenere a cuore la funzionalità del servizio, perché noi siamo per una giustizia che funzioni e per una ragionevole durata dei processi, anche se riconosco che l'applicazione rigida del processo telematico al penale va contemperata con le esigenze, a volte, di presenza fisica dell'imputato o degli imputati, per esercitare nel pieno il diritto di difesa.
A parte questo stupisce che il Ministero, nel momento in cui decide di fare un bando, poi non segua da vicino l'iter del bando stesso. Di fatto in questa procedura è stato violato almeno un paio di volte il contenuto del nuovo codice degli appalti, che pure ha già allentato di molto le tutele dei lavoratori, le tutele delle imprese e la sicurezza nel lavoro. È stato violato perché, oltre alla divisione in tanti lotti, in un caso è stata esercitata la pratica del massimo ribasso, che - come è noto - non garantisce le tutele e rischia, in alcuni settori addirittura in maniera eclatante, di non ottenere due obiettivi, che dovrebbero stare a cuore anche al Governo: in primo luogo, la funzionalità dei servizi e l'efficienza; in secondo luogo, l'obiettivo di garantire comunque il rispetto dei contratti di lavoro e la sicurezza del posto di lavoro.
In questo caso tutto ciò non c'è stato; ci sono state professionalità consolidate, famiglie e diciotto dipendenti di un servizio di fatto sono stati mortificati.
Nel nuovo codice si prevede che in certi casi ci sia una sorta di contrattazione-dialogo con i sindacati per servizi importanti che riguardano, per esempio, la procura di Roma, quelle del Lazio e di altre Regioni limitrofe; si tratta di servizi delicati. Non c'è stato alcun coinvolgimento, ed ecco perché non ci dichiariamo soddisfatti della sua risposta.
Infine, signor Presidente, attraverso lei vorrei dire al Vice Ministro e quindi al Governo che sul tema della giustizia abbiamo lavorato molto insieme nella scorsa legislatura. Ci sono stati dei Governi, in particolare l'ultimo, quello guidato da Mario Draghi con il ministro Cartabia, che hanno proceduto a delle riforme di sistema, certamente perfettibili perché erano comunque fatte anche da una maggioranza molto ampia, ma che secondo noi avrebbero dovuto essere applicate. Voi avete scelto una strada diversa, quella di disarticolarle, di mettere in discussione quello che si era fatto senza legiferare contro qualcuno o a favore di qualcuno, ma con riforme che avevano un obiettivo, ossia l'efficienza del processo penale, l'efficienza del processo civile, una riforma dell'ordinamento. Voi avete capovolto: avete rimesso l'elmetto, avete ridichiarato guerra alla magistratura e avete introdotto e state introducendo elementi divisivi.
Il punto della strada che avete scelto però qual è, oltre che - secondo noi - essere molto sbagliata? Non vi occupate del funzionamento reale e quotidiano degli uffici giudiziari, e questo episodio ne è un altro esempio. (Applausi).
PRESIDENTE. Segue l'interrogazione 3-00858 con carattere d'urgenza, ai sensi dell'articolo 151 del Regolamento, sulla complessità e irregolarità dei pagamenti al personale supplente della scuola.
Il rappresentante del Governo ha facoltà di rispondere a tale interrogazione.
FRASSINETTI, sottosegretario di Stato per l'istruzione e il merito. Signor Presidente, ringrazio innanzitutto il senatore Meloni per questa interrogazione.
Come è noto, la procedura di pagamento degli stipendi del personale supplente breve e saltuario risulta piuttosto complessa a causa dei vincoli amministrativi e normativi che richiedono adempimenti e controlli da parte di diverse amministrazioni. L'attuale processo di pagamento prevede che l'inserimento dei contratti, le eventuali variazioni dello stato giuridico e l'autorizzazione dei ratei siano compiti delle istituzioni scolastiche, mentre l'assegnazione delle risorse finanziarie alle scuole è di competenza del Ministero dell'istruzione e del merito. L'elaborazione del cedolino unico e la liquidazione dei compensi spettano invece al Ministero dell'economia e delle finanze. Pertanto, il corretto completamento della procedura dipende dal rispetto degli adempimenti previsti nelle fasi sopra descritte e dalle tempistiche indicate nel DPCM del 31 agosto 2016, relativo al pagamento delle supplenze brevi e saltuarie.
Alla luce di ciò, durante il 2023, in seguito all'approvazione del nuovo contratto collettivo nazionale 2019-2021, la liquidazione degli arretrati dovuti ai contratti di supplenza breve e saltuaria ha comportato una riduzione delle risorse finanziarie allocate sui capitoli pertinenti. Per far fronte a questa situazione, il Ministero dell'istruzione e del merito si è tempestivamente attivato presso il MEF per reperire le risorse finanziarie necessarie e apportare le opportune variazioni di bilancio al fine di ripristinare le disponibilità sui suddetti capitoli.
È importante sottolineare che - come già avvenuto negli anni finanziari precedenti - anche per il 2023 il Ministero ha identificato ulteriori economie sui capitoli relativi agli incarichi aggiuntivi (Covid), pari a 55,6 milioni di euro. Grazie a una specifica disposizione legislativa, tali risorse sono state destinate all'incremento dei capitoli relativi alle supplenze brevi e saltuarie (articolo 10, comma 2, del decreto-legge n. 132 del 2023). Inoltre, con l'emissione straordinaria di gennaio 2024, richiesta dal Ministero a NoiPA, sono stati effettuati i pagamenti dei ratei non ancora coperti, oltre agli emolumenti di dicembre non ancora retribuiti, per un totale di circa 300 milioni di euro. A partire dall'8 gennaio 2024, sono state anche predisposte due assegnazioni mensili per coprire il fabbisogno relativo ai contratti di supplenza breve e saltuaria.
Queste iniziative hanno permesso di saldare sia i ratei stipendiali arretrati, che quelli relativi ai nuovi contratti stipulati dalle istituzioni scolastiche.
Infine, per fronteggiare il fabbisogno finanziario degli ultimi quattro mesi del 2024, segnalo che il MEF ha reso disponibili, già dall'inizio del mese in corso, anziché dal consueto mese di novembre, risorse finanziarie aggiuntive per le supplenze brevi e saltuarie richieste dall'amministrazione nella legge di assestamento di bilancio, pari a poco più di 152 milioni di euro lordi. Ciò consentirà di gestire con maggiore tranquillità le assegnazioni dei prossimi mesi.
Vorrei inoltre sottolineare che, su impulso del ministro Valditara, è stato intensificato il coordinamento con il MEF e NoiPA, con l'obiettivo di riformare in maniera organica e strutturale la procedura di pagamento.
Senatore Meloni, le misure finora attuate hanno permesso non solo il pagamento dei ratei contrattuali dei periodi pregressi, ma anche il riallineamento della maggior parte delle retribuzioni, mitigando significativamente le criticità segnalate.
MELONI (PD-IDP). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MELONI (PD-IDP). Signora Sottosegretario, trovo questa risposta piuttosto deludente.
Il ministro Valditara aveva annunciato all'inizio del 2023, presentando le sue linee programmatiche, che le riforme delle procedure, di cui lei ci ha parlato anche ora, sarebbero state attuate. Ha parlato di 20 misure, tra cui rientrava anche la riduzione dei tempi dei pagamenti del personale supplente.
I disagi - la mia interrogazione urgente è del gennaio di quest'anno, quindi sono passati quasi nove mesi - sono stati riscontrati anche quest'estate, a luglio, e ancora nelle ultime settimane. Nei giorni scorsi è stata presentata alla Camera un'interrogazione molto simile alla mia.
Voi cercate di mettere una toppa in termini di risorse, ma non siete intervenuti sulle procedure e su un dato strutturale. Come lei diceva, i dati e le informazioni da cui dipendono i pagamenti devono essere inseriti dalle segreterie, dal personale e dai dirigenti amministrativi. Su questi temi non avete investito nulla e non avete confermato il personale a tempo determinato. È dunque molto difficile che una macchina funzioni senza che le persone possano operarvi in termini adeguati a corrispondere a un'esigenza che è semplicemente consentire a persone che - ahinoi - guadagnano poco, di ricevere lo stipendio. Che i nostri insegnanti siano i meno pagati d'Europa lo sappiamo e questo dato tende a peggiorare. Credo si tratti di una cosa semplice, ma voi non state investendo in termini di procedure, né di risorse.
Sono state avanzate dai sindacati proposte di riforma che con cui si chiedeva di rendere le modalità di pagamento per il personale per supplenze brevi e saltuarie simili a quelle per il personale supplente in maternità. A quanto ci consta, non è stato avviato alcun tipo di confronto e non è stata presa in considerazione la richiesta dei sindacati.
Tutto questo avviene in un contesto nel quale, negli ultimi sette anni, i docenti precari sono aumentati di oltre il 70 per cento: lo scorso anno sono stati oltre 230.000 e quest'anno dovrebbero essere 250.000. In tale contesto non si comprende e non sappiamo una cosa. Chiediamo che ne è degli idonei del concorso straordinario del 2020, che sono ancora lì, senza un vostro intervento che ne faciliti l'ingresso tra il personale strutturato. Abbiamo ancora problemi con i candidati al concorso PNRR 2023, che incontrano difficoltà nel conoscere il punteggio complessivo delle loro prove concorsuali.
Siamo fanalino di coda a livello di Unione europea e OCSE per gli investimenti sull'istruzione e i nostri docenti, che sono i meno pagati d'Europa, negli ultimi otto anni hanno visto ridurre i loro stipendi del 6 per cento (mentre negli altri Paesi gli stipendi sono aumentati del 4 per cento). In questo contesto voi continuate a tagliare sull'istruzione: tagli di 500 milioni nella vostra prima legge di bilancio, tagli di 100 milioni nella scorsa legge di bilancio per il 2024 e nessun nuovo investimento. Di tanto in tanto dite che intervenite sull'edilizia, sugli asili, sui rinnovi dei contratti.
Sarebbe più onesto dire che queste sono risorse PNRR che derivano da un'iniziativa politica, da atti politici e parlamentari che provengono dal centrosinistra. Va bene che utilizziate queste risorse, ma il fatto che non investiate nessuna nuova risorsa sull'istruzione è una responsabilità pesantissima che questo Governo ha sulle spalle e credo che la sua risposta - che ci dice che effettivamente le persone che lavorano prima o poi devono essere pagate - sia davvero deludente. (Applausi).
Saluto ad una delegazione del Parlamento del Montenegro
PRESIDENTE. Diamo il benvenuto al Presidente del Parlamento del Montenegro, Andrija Mandic, e alla delegazione che lo accompagna. Signor Presidente, è in corso lo svolgimento delle interrogazioni e quindi sono presenti il Governo e soltanto i senatori interroganti.
Ripresa dello svolgimento di interrogazioni (ore 10,40)
PRESIDENTE. Segue l'interrogazione 3-01295 sulla restituzione alla fruizione pubblica della Visitazione del Pontormo.
Il rappresentante del Governo ha facoltà di rispondere a tale interrogazione.
MAZZI, sottosegretario di Stato per la cultura. Signor Presidente, ringrazio il senatore Parrini per il quesito posto, concernente le vicende relative alla collocazione del dipinto della Visitazione del Pontormo, che a breve sarà nuovamente esposto al pubblico nella Villa medicea di Poggio a Caiano, in provincia di Prato. In realtà l'inaugurazione era in programma proprio oggi, ma è stata posticipata per via dell'allerta meteorologica sul territorio.
L'opera della Visitazione era ospitata nella chiesa di San Michele Arcangelo e San Francesco in Carmignano in quanto di proprietà della relativa parrocchia. Tale sito religioso, nel 2023, è stato chiuso al pubblico a causa di infiltrazioni d'acqua delle coperture che ne hanno determinato l'inagibilità, come constatato nel sopralluogo effettuato dalla soprintendenza territorialmente competente agli inizi dello scorso novembre. I tecnici incaricati dalla parrocchia riferiscono altresì che al precario stato della chiesa si aggiungono rischi strutturali che interessano le capriate. Da qui la necessità di lavori nell'aula della chiesa, oltre a quelli da effettuare nelle altre parti del convento che hanno subito crolli estesi.
La Visitazione si presenta oggi in buono stato e, tra l'altro, è stata restaurata di recente. Inoltre, trattandosi di un'opera dipinta su tavola, richiede condizioni sicure e controllate di umidità e temperatura. Pertanto, la sovrintendenza ha dato disposizioni alla parrocchia di mettere in sicurezza le opere presenti nella chiesa, tra cui appunto la Visitazione, e di attivarsi per trovare una diversa collocazione temporanea.
La diocesi di Pistoia ha accolto la proposta avanzata dal Comune di Poggio a Caiano e dalla direzione regionale musei della Toscana, di esporre la Visitazione del Pontormo presso la Villa medicea di Poggio a Caiano e gli altri sei dipinti presso la Sala della giostra del Palazzo comunale. Detta scelta è stata adottata, tra l'altro, tenendo conto della vicinanza territoriale e tematica dell'opera, data la presenza di alcuni affreschi del Pontormo nel medesimo territorio, così da creare un diretto dialogo fra le opere.
Il 3 maggio 2024, il Comune di Poggio a Caiano, il Comune di Carmignano, la direzione regionale musei della Toscana e la parrocchia di San Michele Arcangelo hanno sottoscritto un protocollo d'intesa con il quale hanno stabilito la presa in carico e il trasporto assicurato delle opere; la collocazione nelle sedi temporanee e relativo allestimento; la custodia, la promozione e valorizzazione, la ricollocazione nella sede originaria al termine dei lavori nella chiesa di San Michele Arcangelo e San Francesco in Carmignano.
Sulla base di detto protocollo, la direzione regionale musei della Toscana si è assunta l'onere della custodia e conservazione della Visitazione all'interno del museo statale Villa medicea sulla base di un comodato con la parrocchia e l'impegno ad attivare la garanzia di Stato a copertura della giacenza dell'opera nel museo. Il protocollo della durata di cinque anni rinnovabili ha anche la finalità di ricollocare le opere nella sede originaria al termine dei lavori nella chiesa. Così, a seguito della sottoscrizione del protocollo d'intesa, la Visitazione è stata collocata nella Villa medicea e le altre opere nella Sala della giostra.
Si fa presente che la direzione generale musei ha inoltre stanziato un finanziamento di 35.000 euro a favore della direzione regionale musei nazionali della Toscana per poter procedere in tempi brevi a tutte le operazioni legate all'allestimento della Visitazione, nella sala appunto della villa di Poggio a Caiano, e all'adeguamento delle condizioni microclimatiche della stessa.
Il Ministero della cultura si impegnerà fattivamente al fine di poter contribuire al ripristino della chiesa di San Michele Arcangelo e San Francesco in Carmignano, affinché l'opera del Pontormo possa ritornare nella sua sede propria.
PARRINI (PD-IDP). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PARRINI (PD-IDP). Signora Presidente, ringrazio il Sottosegretario per i chiarimenti che ha offerto; li accolgo con qualche preoccupazione perché il protocollo cui ha fatto riferimento nella parte finale dell'intervento esplicita l'obiettivo finale, quello di far tornare la Visitazione di Pontormo, una delle opere magnifiche del Carucci, dove è stata per secoli e dove dovrà rimanere per i secoli a venire, ossia a Carmignano. Presso molti critici d'arte quest'opera è conosciuta come la Visitazione di Carmignano e non è immaginabile che possa stare altrove.
La delusione deriva dal fatto che, accanto all'indicazione di questo obiettivo finale (meno male che c'è), non c'è però la risposta al quesito principale della mia interrogazione. Io chiedevo che cosa il Ministero stia facendo per mettere a disposizione i 600.000 euro che servono per i lavori nella chiesa di Carmignano, affinché questa possa tornare in possesso di un'opera che è legittimo e giusto che stia lì e che non può stare altrove, altrimenti la comunità di Carmignano si sentirebbe vittima quasi di uno scippo civile. Purtroppo su questo non mi pare che il Sottosegretario sia stato in grado di fornire alcuna certezza e credo sia un punto dolente.
Ho il massimo apprezzamento, anche per aver fatto il sindaco in un Comune vicino, per i Comuni di Carmignano e di Poggio a Caiano, per la qualità e la bellezza della Villa medicea di Poggio a Caiano. Resta il fatto che c'è una ferita da chiudere. C'è una comunità, quella di Carmignano, che per secoli ha avuto un'opera importantissima, che adesso non può più averla sul proprio territorio e che, per tornare ad averla, chiede allo Stato di impegnare non 60 o 6 milioni di euro, ma alcune centinaia di migliaia di euro e questo va fatto al più presto.
Mi auguro che le certezze che oggi non sono state date possano essere date velocemente ai cittadini di Carmignano e a tutti i cittadini toscani, ammiratori del Pontormo, estimatori dell'arte cinquecentesca e, in generale, amanti della cultura, che si aspettano che questa ferita possa essere chiusa. (Applausi).
PRESIDENTE. Lo svolgimento delle interrogazioni all'ordine del giorno è così esaurito.
Sospendo la seduta, che riprenderà alle ore 15 con il question time.
(La seduta, sospesa alle ore 10,47, è ripresa alle ore 15).
Svolgimento di interrogazioni a risposta immediata, ai sensi dell'articolo 151-bis del Regolamento (ore 15)
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca lo svolgimento di interrogazioni a risposta immediata (cosiddetto question time), ai sensi dell'articolo 151-bis del Regolamento, alle quali risponderanno il Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale e il Ministro delle imprese e del made in Italy.
Invito gli oratori ad un rigoroso rispetto dei tempi, considerata la diretta televisiva in corso.
Il senatore Renzi ha facoltà di illustrare l'interrogazione 3-01382 sulla posizione italiana rispetto all'evoluzione degli scenari bellici in Ucraina e Medio Oriente, per tre minuti.
RENZI (IV-C-RE). Signora Presidente, signor Ministro e Vice Presidente del Consiglio, onorevoli colleghi, la nostra interrogazione è molto semplice; noi abbiamo la presidenza del G7: lei, signor Ministro, è il Presidente di turno del G7 in un 2024 segnato da rilevanti fatti di politica internazionale cui facciamo riferimento nella nostra nota. L'Ucraina, il Medio Oriente - lo vediamo in queste ore - l'Africa, di cui noi parliamo poco, ma di cui Russia e Cina parlano - anzi, fanno - molto. La nostra impressione è che l'Italia, nella Presidenza del G7 esteri, non abbia brillato: che lei, signor Ministro, non abbia brillato. Non ricordiamo una idea, una proposta che, sotto la sua Presidenza, in questo 2024 così complesso, abbiamo non dico portato a casa, ma neanche messo sul tavolo. Sull'Ucraina, lei è l'unico Ministro degli esteri del G7 che ha assunto una posizione diversa dagli altri, in Medio Oriente c'è stato meno di tutti gli altri suoi colleghi Ministri, in Africa persino la Meloni c'è stata più di lei (ha fatto la Ministra ad interim).
Le chiederei, allora, se riesce, per una volta senza leggere la nota degli Uffici, a dirmi un'idea sulla quale pensiamo di basarci per caratterizzare il G7 da qui alla fine dell'anno.
Infine, siccome lei è stato molto bravo, secondo me, nel mese di agosto, a porre un tema che sulla politica estera rileva il giusto, ma sulla politica interna, come Vice Presidente, lei ha messo in campo, cioè lo ius scholae - e noi siamo d'accordo con lei - le chiedo se dobbiamo credere al Tajani di agosto, che è per il sì allo ius scholae, o alla versione aggiornata del Tajani di settembre, che è per il sì a Salvini e Meloni e per il no allo ius scholae, così almeno capiamo di cosa si occupava in questi mesi il Vice Presidente del Consiglio e Ministro degli affari esteri. (Applausi).
PRESIDENTE. Il ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale, onorevole Tajani, ha facoltà di rispondere all'interrogazione testé illustrata, per tre minuti.
TAJANI, vice presidente del Consiglio dei ministri e ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale. Signora Presidente, mi permetta di rispondere soltanto alla prima parte dell'intervento del senatore Renzi, perché non è questo il luogo per fare un dibattito sul diritto di cittadinanza, che si svolgerà in altri luoghi. Mi sembra, invece, che si debba fornire una risposta agli interroganti sulla questione della politica internazionale, e non sulla politica interna.
Si è chiesto come siamo collocati. A livello internazionale la posizione del Governo è chiara e inequivocabile: europeismo e atlantismo sono le stelle polari della nostra politica estera. L'appartenenza all'Unione europea, all'Alleanza atlantica e il rapporto di forte amicizia con gli Stati Uniti sono alla base di tutte le nostre scelte strategiche e guidano la nostra azione di fronte alle principali sfide che stiamo affrontando in questa fase storica, particolarmente complessa. Il nostro Governo può rivendicare con orgoglio di essere sempre stato in prima linea al fianco dell'Ucraina: il sostegno a Kiev, alla sua libertà, indipendenza e sovranità è pieno e incondizionato.
Proprio in quest'ottica ho voluto co-presiedere a New York, con il segretario di Stato Blinken e il nuovo ministro degli esteri ucraino Sybiha, una sessione speciale del G7 a sostegno del settore energetico ucraino. Abbiamo concordato una serie di ulteriori misure a sostegno della popolazione civile per far fronte ai bisogni più immediati, anche in vista dell'arrivo dell'inverno. Ho valorizzato in tal senso i fondi stanziati dal Governo, il contributo delle aziende italiane e l'accordo che abbiamo concluso con la Banca europea per la ricostruzione e lo sviluppo - li ho firmati con il Ministro precedente - prevede uno stanziamento di 200 milioni di euro per ripristinare la capacità della principale società idroelettrica ucraina. Questo è stato fatto dalla Presidenza italiana del G7. Il disegno di legge di ratifica è stato approvato in Consiglio dei ministri lo scorso 30 agosto ed è ora all'esame del Parlamento per quella che auspico sarà una rapida approvazione, e mi auguro anche con il sostegno dell'interrogante. In ambito G7 tutti hanno apprezzato l'impegno del Governo italiano per la ricostruzione, come testimoniato anche dall'importante conferenza internazionale che ospiteremo nel 2025. Vorrei annunciare sin d'ora che stiamo lavorando per coinvolgere il Parlamento in una specifica sessione dei lavori di quella conferenza.
Sosteniamo Kiev senza se e senza ma anche dal punto di vista politico e militare, come ho ribadito anche nel mio recente intervento al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite. Abbiamo approvato nove pacchetti di sostegno militare per difendere l'integrità territoriale dell'Ucraina, in coordinamento con gli alleati della NATO e dell'Unione europea. Mi fa piacere informare il senatore interrogante che, durante la riunione informale del Consiglio europeo affari esteri, l'Alto rappresentante ha proposto di abolire qualsiasi limitazione all'uso delle armi che diamo all'Ucraina. Il Consiglio affari esteri non ha approvato la proposta dell'alto rappresentante Borrell. Quindi, l'Italia non è assolutamente isolata e non risponde a verità ciò che l'interrogante ha detto. Come dicevo, abbiamo approvato nove pacchetti a sostegno militare, quindi è un sostegno a 360 gradi, apprezzato da Kiev e riconosciuto da tutti i nostri partner.
Anche sul Medio Oriente la nostra posizione è molto chiara: lavoriamo in stretto coordinamento con i nostri principali alleati e con i partner regionali. Gli obiettivi che ho ribadito anche ieri nella riunione del Quintetto (Stati Uniti, Germania, Francia, Gran Bretagna e Italia) sono i seguenti: cessate il fuoco a Gaza e in Libano; nuovi aiuti umanitari alla popolazione civile; ripresa di percorsi negoziali per la stabilizzazione del confine israelo-palestinese; la nascita di uno Stato palestinese che riconosca Israele e sia riconosciuto da Israele. Il nostro Governo resta impegnato come Presidenza del G7 in seno al quintetto, alle Nazioni Unite e all'Unione europea per favorire il dialogo e contribuire alla pace. E continueremo a lavorare in questa direzione con la forza di una politica estera che ha ben chiari i propri valori, la propria identità e l'interesse del Paese che questo Governo ha l'onore di rappresentare.
PRESIDENTE. Ha facoltà di intervenire in replica il senatore Renzi, per due minuti.
RENZI (IV-C-RE). Signor Ministro, non ci ha convinto, ma non è una novità e non è neanche una sorpresa, al netto di un particolare su cui lo smentisco. Ella ha detto che io mi sarei confuso sulla solitudine, ma ho fatto riferimento al fatto che l'Italia è l'unico Paese del G7 che ha quella posizione sull'Ucraina e nel G7 non c'è l'Ungheria, né ci sono altri Paesi che hanno una posizione diversa.
Tuttavia, non è tanto la cosa in sé, quanto il principio. Signor Ministro, io le ho chiesto di fare di più il Ministro degli affari esteri: nelle ore in cui - ahimè - arrivavano i missili dell'Iran su Israele, lei postava il seguente tweet: «Benvenuta alla consigliera regionale Linda Elezi, eletta nel collegio della Provincia di Ancona. Cresce ancora la squadra di Forza Italia nelle Marche».
È un tema di cui tutti noi ci rallegriamo e che riguarda il Gruppo Forza Italia delle Marche. Il punto fondamentale è però che il mondo sta scoppiando e non c'è una proposta italiana credibile al tavolo del G7. Lei per andare a visitare l'Africa subsahariana probabilmente aspetterà che si apra una sezione di Forza Italia in Congo o in Namibia, e così finalmente ci va. È l'unico che non ci è mai andato, ci manda la Meloni e meno male che ci va lei.
Quanto alla battutina iniziale - e termino restando nei due minuti - è vero che lo ius scholae non era l'oggetto della domanda, ma non era difficile per lei rispondere sì, lo voto oppure no, non lo voto. Il Tajani di agosto ha detto, in tutti i luoghi e in tutti i laghi, che avrebbero votato lo ius scholae, chiunque ci sarebbe stato; il Tajani di settembre ha detto che non lo avrebbero votato perché Meloni e Salvini non volevano. Abbiamo inaugurato la versione del Tajani di ottobre. Non è il Tajani del sì di agosto, non è il Tajani del no di settembre: è il Tajani del boh.
Buon ottobre anche a lei, signor Ministro. (Applausi).
PRESIDENTE. Il senatore Paroli ha facoltà di illustrare l'interrogazione 3-01381 sulle iniziative diplomatiche italiane nel conflitto in Medio Oriente, per tre minuti.
PAROLI (FI-BP-PPE). Signor Ministro, bene ha fatto a dare una risposta che stia sul tema; non ci faremo certo dettare l'agenda da provocazioni che sanno più di campagna elettorale che non di serietà rispetto al momento che stiamo vivendo. (Applausi). Nessuno di noi, signor Ministro, può dimenticare il brutale attacco di un anno fa, il 7 ottobre 2023. Quell'attacco ha riacceso le tensioni, alimentato nuovi focolai di conflitto nella regione e negli ultimi giorni, purtroppo, il conflitto si è allargato - questa è la sostanza delle cose - anche sul fronte libanese, dove lo Stato di Israele ha intensificato le operazioni militari in risposta alle minacce e agli attacchi provenienti dal movimento sciita di Hezbollah.
L'attacco missilistico lanciato dall'Iran contro Israele ha reso ancora più urgente intensificare gli sforzi per fermare la spirale di violenza e raggiungere un cessate il fuoco. L'escalation del conflitto tra Israele e Hezbollah ha già avuto un impatto molto pesante sulla popolazione civile e nelle aree più colpite decine di migliaia di persone hanno lasciato le loro abitazioni per dirigersi verso altre aree ritenute più sicure, nel più ampio movimento di popolazione dal conflitto del 2006.
Il Governo italiano, anche in qualità di Presidenza del G7, si sta adoperando con i partner internazionali e regionali per sostenere gli sforzi di mediazione in corso e noi siamo grati a lei e al presidente Meloni, perché sappiamo quanto sia importante la presenza dell'Italia a quei tavoli e quanto sia apprezzata e invocata. È bene quindi che si lavori con il nostro comune sentire e che l'Italia ci sia.
Le chiediamo, signor Ministro, quali ulteriori iniziative abbia intrapreso o intenda intraprendere anche in ambito G7 e Quint, a cui lei faceva riferimento, dal quale ci aspettiamo anche davvero posizioni forti, al fine di tentare di contenere la nuova escalation e giungere ad un cessate il fuoco a Gaza e in Libano e scongiurare l'esplosione di un conflitto su larga scala in Medio Oriente.
PRESIDENTE. Il ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale, onorevole Tajani, ha facoltà di rispondere all'interrogazione testé illustrata, per tre minuti.
TAJANI, vice presidente del Consiglio dei ministri e ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale. Signora Presidente, mi permetta di esprimere il mio sconcerto per l'atteggiamento del precedente interrogante che ha così grande interesse per la politica estera che, appena ha parlato, se ne è andato lasciando l'Aula a se stessa. (Applausi). Mi pare comunque che il giudizio sulla sua politica e su quella che faccio io l'abbiano dato gli elettori in occasione delle elezioni europee.
Rispondo subito all'onorevole Paroli. L'escalation del conflitto tra Israele e Hezbollah… (Commenti).
PRESIDENTE. Lasciate intervenire il Ministro. Senatore Lorefice, ci sono io che sto presiedendo, se non le dispiace. Prego, Ministro, vada pure avanti.
TAJANI, vice presidente del Consiglio dei ministri e ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale. L'escalation del conflitto tra Israele e Hezbollah ha già avuto un impatto molto pesante sulla popolazione civile. È necessaria una risposta umanitaria rapida e incisiva, soprattutto a fronte della situazione degli sfollati, la più grave dal conflitto del 2006.
A tal riguardo, vorrei fare subito un annuncio in anteprima qui nell'Aula del Senato.
Ho deciso di aprire il G7 Sviluppo di Pescara del 22 ottobre con una Conferenza internazionale umanitaria sul Medio Oriente, per far fronte in particolare alla difficile situazione in Libano e a Gaza. (Applausi). Saranno presenti le agenzie delle Nazioni Unite, la società civile e le associazioni di categoria. Ne parlerò tra poco anche con l'alto commissario per i rifugiati Filippo Grandi. Valorizzeremo il fatto che sul fronte umanitario siamo stati i primi a muoverci. Lo abbiamo fatto varando un nuovo importante pacchetto di aiuti (17 milioni) dedicati alla crisi libanese, che si aggiungono ai 50 milioni già stanziati.
L'apertura del fronte libanese e il nuovo intervento diretto dell'Iran aumentano significativamente il rischio di un conflitto regionale su vasta scala. Il Governo italiano si sta adoperando a tutti i livelli per scongiurare questo scenario. Ieri il Presidente del Consiglio ha presieduto una riunione del G7 a seguito dell'aggravarsi della crisi. I leader hanno ribadito la ferma condanna all'attacco iraniano e confermato l'impegno comune a favorire la riduzione delle tensioni a livello regionale.
Ne ho parlato ieri anche con i Ministri degli esteri dei Paesi del quintetto (Stati Uniti, Francia, Regno Unito e Germania). Ho illustrato i cinque punti già evidenziati nella riunione del Consiglio affari esteri straordinario di lunedì scorso: primo, insistere per un cessate il fuoco; secondo, rafforzare il mandato di UNIFIL e proteggere i militari italiani; terzo, raggiungere un accordo politico in Libano per l'elezione del nuovo Presidente; quarto, coordinare a livello europeo il rientro dei cittadini; quinto, rafforzare l'aiuto umanitario a favore della popolazione libanese.
Ciò che è successo a Gaza non può ripetersi anche in Libano. È essenziale assicurare la protezione dei civili, per evitare che le ostilità possano avere lo stesso altissimo costo in termini di vite umane di un anno di guerra nella Striscia. La de-escalation non è solo una necessità umanitaria, ma è anche una condizione essenziale per riportare l'intero quadrante su un cammino di dialogo e stabilità. È un percorso complesso, ma è un risultato che possiamo ottenere con l'impegno e la responsabilità di tutti gli attori coinvolti. Lavoriamo affinché anche l'iniziativa umanitaria del G7 di Pescara rappresenti un tassello qualificante di questo processo.
PRESIDENTE. Ha facoltà di intervenire in replica il senatore Paroli, per due minuti.
PAROLI (FI-BP-PPE). Signor Ministro, è positiva l'anticipazione che ci ha fatto per quanto riguarda il G7, che verrà aperto con un'iniziativa umanitaria. Mi sento di dire che è quanto ci si aspetta dall'Italia e dalla sensibilità italiana, che anche per questo trova poi un riscontro, un'accoglienza e una tutela all'interno dei tavoli che devono continuare a lavorare per la pace. Ringrazio lei e il Governo per l'importante lavoro che state svolgendo per la pace e per il dialogo.
C'è ancora la possibilità di scongiurare una guerra che coinvolga l'intero Medio Oriente. Bene fa lei e bene fa la presidente Meloni a ricordarlo continuamente, perché guai se si perdesse la speranza che questo possa ancora accadere.
Condividiamo l'appello alla responsabilità di tutti gli attori regionali. Serve che ci sia davvero una condivisione di questo intento e troviamo sia fondamentale tenere vivo il negoziato, sostenendo, nel ruolo che ora ha l'Italia di Presidente del G7 e giustamente anche all'interno del quintetto, gli sforzi di mediazione che gli Stati Uniti stanno compiendo insieme all'Egitto e al Qatar. È indispensabile che si lavori tutti insieme e che tutti i canali di comunicazione a disposizione, compresi quelli con l'Iran e con i Paesi arabi moderati, vengano attivati, così come sta facendo.
Dichiarando la nostra assoluta soddisfazione per la sua risposta, voglio anche aggiungere che siamo innanzitutto soddisfatti del suo lavoro. Grazie e speriamo che prevalgano la pace e il dialogo. (Applausi).
PRESIDENTE. Il senatore Delrio ha facoltà di illustrare l'interrogazione 3-01384 sull'impegno italiano per un cessate il fuoco a Gaza e in Libano, per tre minuti.
DELRIO (PD-IDP). Signor Ministro, noi non ci accontentiamo delle iniziative umanitarie - e spero neanche lei, signor Ministro - perché la politica ha un altro compito, quello di ristabilire condizioni diplomatiche e di giustizia perché finalmente si allontanino gli spettri della guerra. È passato quasi un anno dal 7 ottobre, dall'orribile e ingiustificabile crimine del 7 ottobre. Ostaggi sono ancora in mano ai terroristi, ma, nonostante questo, da lì in poi si è sgranato un rosario di sofferenze enormi per le popolazioni civili, a partire dalle decine di migliaia di vittime innocenti a Gaza.
Abbiamo visto i dati delle Nazioni Unite. Proprio stamattina l'alto commissario per i rifugiati Filippo Grandi era in audizione presso le Commissioni esteri e diritti umani.
Abbiamo visto che questi bombardamenti in Libano, bombardamenti costanti, sono stati i più sanguinosi negli ultimi decenni in termini di vittime. A ciò si è aggiunto l'inaccettabile e violentissimo attacco missilistico. Sta cioè avvenendo quello che tutti noi, a parole, avevamo detto che non doveva avvenire, ossia una escalation senza fine. Appare quindi adesso il momento di uno scatto e di un impegno maggiore. Ieri abbiamo visto il comunicato del G7, che noi riteniamo tardivo perché bisognava muoversi molto prima e riuscire ad agire molto prima. Peraltro il ministro Crosetto aveva detto che la missione UNIFIL aveva bisogno di un rafforzamento già un anno fa e questo va riconosciuto al Governo; aveva riconosciuto che c'era bisogno di un salto di qualità nell'azione multilaterale, nell'azione diplomatica, nel far rispettare le risoluzioni dell'ONU, che vanno fatte rispettare tutte, sia quelle sul Libano, sia quelle che riguardano uno Stato palestinese, sia quelle che riguardano la sicurezza di Israele. Noi non siamo equidistanti, siamo equivicini ai due popoli.
Ci pare che questo sia il momento per la diplomazia italiana di riprendere in mano un filo di maggiore incisività e di maggiore qualità, perché quello che accade nel Mediterraneo è essenzialmente un problema nostro. Signor Ministro, non siamo qui per fare polemica; siamo qui per aiutarla e per aiutare il Governo; ci riconosciamo se il Governo rimane nel solco della tradizione diplomatica italiana, ma vorremmo capire se veramente questo salto di qualità è alle porte o se dobbiamo ancora attendere gli appelli politici generici e molto vaghi che abbiamo sentito in queste ultime settimane. (Applausi).
PRESIDENTE. Il ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale, onorevole Tajani, ha facoltà di rispondere all'interrogazione testé illustrata, per tre minuti.
TAJANI, vice presidente del Consiglio dei ministri e ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale. Signora Presidente, l'escalation delle ultime ore ci impone ancor di più di lavorare per la pace e per il dialogo. Il Governo italiano, anche in qualità di Presidente del G7, si sta adoperando ad ogni livello per raggiungere questo obiettivo e per la tutela dei connazionali nella regione e dei nostri militari in Libano. La nostra prima preoccupazione, come illustrato ieri di fronte alle Commissioni parlamentari difesa e esteri di Camera e Senato, è la loro sicurezza.
In una situazione sul terreno particolarmente complessa, ci stiamo adoperando per favorire un aumento dei collegamenti in uscita da Beirut, inclusi i voli charter e altre modalità su cui lavoriamo con il Ministero della difesa. Proprio in queste ore stiamo organizzando un volo charter speciale per trasferire in Italia circa 180 connazionali, che speriamo possano arrivare già in serata. Agli italiani in Iran, circa 700, abbiamo anche raccomandato di tornare in Italia con i voli commerciali che sono in graduale ripresa.
L'unità di crisi della Farnesina e le nostre ambasciate a Beirut, a Teheran e a Tel Aviv e il consolato generale a Gerusalemme lavorano senza sosta per offrire costanti aggiornamenti di sicurezza e ogni possibile assistenza. I focolai in atto riguardano ormai un quadrante molto vasto e sono tra loro interconnessi. Epicentro della crisi è ora il Libano. La soluzione diplomatica ruota anche intorno al rafforzamento della capacità operativa di UNIFIL, che abbiamo richiesto da tempo, anche in occasione del Consiglio europeo affari esteri, e che deve essere messa nelle condizioni di svolgere appieno il suo mandato. Tuttavia, non dipende da noi, ma dipende dalle Nazioni Unite prendere questa decisione, perché il Governo italiano non è il Governo che decide i destini del Medio Oriente, del Mediterraneo e del mondo intero. Siamo un Paese importante, ma quello che non riescono a fare gli Stati Uniti, la Cina e la Russia non credo che lo possa fare l'Italia da sola. Stiamo lavorando per far contare di più l'azione dell'ONU e del G7, e per coordinarci con i nostri alleati.
La soluzione diplomatica, come dicevo, ruota attorno a questo rafforzamento della capacità di UNIFIL, che deve essere messa nelle condizioni di svolgere appieno il suo mandato. Lo abbiamo ribadito ieri nella sessione speciale del Consiglio di sicurezza dedicata al Libano, dove è intervenuto su mia istruzione l'ambasciatore Massari. Libano e Gaza sono strettamente legati, quindi occorre una strategia condivisa per la regione. Il cessate il fuoco a Gaza è l'elemento chiave: è questo il filo conduttore della nostra azione diplomatica nelle ultime settimane. A New York ho voluto convocare una riunione dei Ministri degli esteri del G7 e abbiamo ribadito con grande forza e unità l'invito a tutti gli attori coinvolti ad esercitare moderazione e a impegnarsi in un percorso negoziale; è quello che abbiamo fatto in occasione di tutti i G7. È indispensabile utilizzare tutti i canali di comunicazione a nostra disposizione.
Sempre a New York ho incontrato il ministro degli esteri iraniano Araghchi. Anche a nome del G7, ho ribadito l'urgente necessità di fare pressione su Hezbollah, sugli Houthi e sulla stessa Hamas. Abbiamo sempre deplorato le azioni destabilizzanti di Teheran, ma il canale di dialogo deve rimanere aperto.
Chiediamo a tutti - assolutamente a tutti, anche a Israele - di interrompere questo drammatico ciclo di violenza e distruzione. Abbiamo anche deciso di nominare un ambasciatore in Siria proprio perché la situazione è drammatica. Ci sono rifugiati siriani che possono rientrare in quel Paese e, pur non condividendo e condannando le scelte del regime di Assad, riteniamo giusto che possa esserci un occhio italiano su questa situazione in continua evoluzione. Anche questa è stata una decisione politica. Mi spiace che chi si interessa così tanto alla politica estera si sia andato a prendere il caffè.
Per evitare che tutto il Medio Oriente finisca nell'abisso di una guerra generalizzata, la via diplomatica è l'unica che può fermare una spirale di violenza e instabilità che è già durata fin troppo.
PRESIDENTE. Ha facoltà di intervenire in replica il senatore Delrio, per due minuti.
DELRIO (PD-IDP). Signor Presidente, signor Ministro, grazie, ma noi insistiamo. Pensiamo che questo sia il tempo di osare molto di più.
È vero che non possiamo fare quello che gli Stati Uniti da soli, la Cina da sola e la Russia da sola non riescono a fare. Sono d'accordo con lei e non lo pretendiamo. Tuttavia, l'Italia ha una tradizione diplomatica di relazioni nel Mediterraneo e con il mondo arabo, di rispetto della cultura giudaica e di accoglienza e vicinanza alle comunità ebraiche che le può permettere di osare molto di più.
È il tempo di osare per rimettere al centro più la politica, che la forza. Va detto con chiarezza a tutti: la politica e non la forza. È tempo di osare per rimettere al centro la diplomazia, più che il tema delle forniture o degli schieramenti militari. È il tempo di rimettere al centro il rafforzamento delle istituzioni internazionali. Come è possibile che si possa dichiarare persona non gradita il Segretario generale dell'ONU? Come è possibile?
L'Italia deve stare al fianco delle organizzazioni internazionali, perché è sul multilateralismo e sulla cooperazione che ruota la sua tradizione (con De Gasperi che fondò la Comunità europea e con Moro che fondò l'Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa). Questo ruolo va giocato con più forza, la nostra Costituzione ce lo impone, in un momento tragico e drammatico come questo. Le vittime civili mai sono state così numerose e non c'è stata mai alcuna guerra come quella che si sta consumando in questo momento. Non vi è stato alcun evento più drammatico di quello del 7 ottobre sul suolo di Israele dopo le guerre che conosciamo; non vi è stato alcun evento più drammatico a Gaza di quello delle morti di decine di migliaia di persone (di cui più di 15.000 bambini, come dicono le organizzazioni internazionali); non vi è stato in Libano alcun evento più drammatico di quello di questi giorni.
Non siamo in un tempo ordinario; siamo in un tempo straordinario. E bisogna che la nostra Presidenza G7 sia usata per questo tempo straordinario, per dire a tutti che la nostra Costituzione ci impone di ripudiare la guerra come mezzo per la risoluzione dei conflitti internazionali e che (ce lo dice lo stesso articolo) siamo disponibili, per garantire la giustizia e la pace, a promuovere il rafforzamento delle istituzioni multilaterali.
Da ultimo, ho sentito una cosa che mi fa tremare il sangue nelle vene: qualcuno vorrebbe fare la guerra in nome della civiltà occidentale. Ricordo che la civiltà occidentale da secoli riposa sulla cultura cristiana. Altri possono pensare che riposi sul diritto romano, sui greci e sulla filosofia greca. A me non interessa, per me riposa sulla civiltà cristiana. La civiltà occidentale riposa su quei principi: l'inviolabilità della vita delle vittime innocenti non è un principio trattabile, così come non lo sono l'uguaglianza tra i popoli e le culture e il principio della democrazia come bene assoluto. Tutti coloro che si rifanno alla civiltà occidentale rispettino quei principi e non pensino di poter imporre un ordine mondiale rispetto a un altro. Questo è il punto su cui noi dobbiamo essere molto fermi. Molto fermi. (Brusìo). Io non ho detto che lei lo ha detto, però lasci dire a me. (Richiami del Presidente).
Questa è la civiltà occidentale che noi difendiamo, che crediamo bisogna difendere e che difenderemo con l'azione politica che speriamo risulti più incisiva nelle prossime settimane. (Applausi).
Saluto a rappresentanti di una associazione
PRESIDENTE. A nome dell'Assemblea, saluto la Presidente e i rappresentanti dell'Associazione italiana delle aziende familiari. (Applausi).
Ripresa dello svolgimento di interrogazioni a risposta immediata,
ai sensi dell'articolo 151-bis del Regolamento (ore 15,29)
PRESIDENTE. Il senatore Salvitti ha facoltà di illustrare l'interrogazione 3-01378 sulle prospettive degli stabilimenti industriali ex Ilva, per tre minuti.
SALVITTI (Cd'I-NM (UDC-CI-NcI-IaC)-MAIE). Signor Presidente, signor Ministro, colleghi, gli stabilimenti ex-Ilva costituiscono un asset di altissimo valore strategico per il Paese, poiché su di essi viene declinata di fatto la politica del Governo nel settore siderurgico. Essi compongono un complesso industriale che mette in rete nove siti produttivi logistici e centri di servizio.
In considerazione del loro profilo strategico il Governo ha inizialmente emanato il decreto-legge 5 gennaio 2023, n. 2, convertito con modificazioni in legge 3 marzo 2023, n. 17, relativo a misure urgenti per impianti di interesse strategico nazionale, al fine di consentire all'ex Ilva di affrontare il periodo di crisi emerso a seguito dell'aumento dei costi energetici e porre in essere gli interventi necessari per salvaguardare la produzione, compatibilmente naturalmente con gli obiettivi di tutela ambientale e di salute dei cittadini. Tuttavia, la situazione gestionale e produttiva ha reso necessario ricorrere all'amministrazione straordinaria. Il 20 febbraio scorso, il controllo della società è stato trasferito a commissari nominati dal Governo.
Il decreto ministeriale è stato emanato a seguito dell'istanza del 18 febbraio, con cui Invitalia ha richiesto allo stesso Ministero delle imprese e del made in Italy l'ammissione immediata alla procedura di amministrazione straordinaria della società Acciaierie d'Italia SpA, ai sensi dell'articolo 1 del decreto-legge 18 gennaio 2024, n. 4. Obiettivo di questa nuova gestione commissariale era quello di rilanciare la macchina produttiva con piani di manutenzione e salvaguardia degli stabilimenti e di tutela dei lavoratori. Con le finalità della continuità produttiva sono già stati altresì varati ingenti finanziamenti, tra i quali quelli autorizzati con decreto-legge n. 63 del 2024.
Ciò premesso, si chiede di conoscere lo stato dell'arte del dossier ex Ilva, con particolare riguardo alla presenza dei soggetti interessati all'acquisto e alle prospettive future degli stabilimenti.
PRESIDENTE. Il ministro delle imprese e del made in Italy, senatore Urso, ha facoltà di rispondere all'interrogazione testé illustrata, per tre minuti.
URSO, ministro delle imprese e del made in Italy. Signora Presidente, come ben sa quest'Assemblea, a fine febbraio, sette mesi fa, di fronte a una situazione ormai emergenziale, abbiamo posto in amministrazione straordinaria la Acciaierie d'Italia (ADI), la società che gestiva gli ex stabilimenti Ilva. In questi sette mesi abbiamo rilanciato il sito produttivo con i lavori di manutenzione necessaria, avviato il piano di ripristino degli impianti. Tra pochi giorni sarà riattivato l'altoforno 1, chiuso due anni fa. Abbiamo nel contempo attivato il pagamento dei creditori. Ripeto: in appena sette mesi già le aziende dell'indotto stanno ricevendo quanto dovuto. Le stesse aziende ancora attendono da dieci anni i crediti della precedente amministrazione straordinaria.
Tutto ciò è avvenuto in un clima di piena condivisione sociale. Per la prima volta i sindacati hanno siglato l'accordo per la cassa integrazione, consapevoli che ciò avrebbe consentito la realizzazione del programma di ripristino produttivo-occupazionale. In questi pochi mesi, nel contempo, abbiamo attivato la procedura di assegnazione a nove player industriali. Un caso straordinario di efficienza della pubblica amministrazione nelle condizioni di maggiori difficoltà in quello che era considerato da tutti il simbolo del disastro industriale italiano.
Il 20 settembre, pochi giorni fa, al termine della prima fase della procedura di vendita, sono pervenute quindici manifestazioni di interesse da parte di diversi player nazionali e internazionali: tre con riferimento all'intero complesso aziendale, dieci con riferimento a singoli rami di azienda, due con riferimento a un singolo bene.
Ora inizia la seconda fase, dove coloro che hanno manifestato interesse, ma anche altri, ove volessero intervenire in questa fase, potranno ottenere le informazioni necessarie al fine di formulare poi la loro proposta complessiva.
Confidiamo che la procedura possa chiudersi con l'assegnazione di tutto l'asset produttivo in blocco ad un unico player, che abbia le capacità imprenditoriale e la visione per guidare questi stabilimenti verso un futuro produttivo solido e competitivo sulla strada della tecnologia green. Se non si frappongono ostacoli, sempre possibili in un percorso così difficile, l'assegnazione potrebbe avvenire già agli inizi del prossimo anno, dunque ad appena un anno dal nostro intervento di commissariamento.
Ci sprona, nel far bene, il desiderio di rivalsa degli operai di Taranto, di Genova di Novi Ligure e di Racconigi che io ho incontrato, visitando le fabbriche una per una, per spiegare loro qual era il percorso. La loro speranza e la nostra speranza ci motivano con determinazione nel raggiungere l'obiettivo. (Applausi).
PRESIDENTE. Ha facoltà di intervenire in replica il senatore Salvitti, per due minuti.
SALVITTI (Cd'I-NM (UDC-CI-NcI-IaC)-MAIE). Signor Ministro, sono assolutamente soddisfatto della sua risposta, soprattutto per ciò che si è fatto per le aziende creditrici che gravitano intorno a un'importante azienda non solamente a livello nazionale, ma a livello europeo, e quindi per l'attenzione che si è dimostrata soprattutto per l'importanza che riveste quello stabilimento che può rilanciare tutto il settore siderurgico di cui l'Italia può essere assolutamente protagonista, partendo da quella struttura. (Applausi).
PRESIDENTE. Il senatore Nave ha facoltà di illustrare l'interrogazione 3-01377 sull'andamento della produzione industriale italiana, per tre minuti.
NAVE (M5S). Signor Ministro, secondo i dati dell'Istat leggiamo che la produzione industriale è diminuita dello 0,9 per cento su base mensile da luglio, realizzando su base annua la diciottesima frenata consecutiva. Nella media del periodo maggio-luglio si registra un calo del livello della produzione dello 0,4 per cento rispetto ai tre mesi precedenti. Il calo tendenziale dell'anno è del 3,3 per cento. Il trend, signor Ministro, è preoccupante: non cresce nessun macro comparto manifatturiero, dove si registrano cali diffusi tra beni di consumi durevoli e no. L'unica eccezione è rappresentata dalle aziende dell'energia, dove si registrano incrementi tendenziali dell'1,5 per cento. Quello che emerge, signor Ministro, dagli ultimi dati è una fotografia impietosa del sistema industriale italiano.
Ora, rilevato che il piano industriale di bilancio di medio termine, quello che è stato trasmesso da poco alle Camere, pone tra gli obiettivi strategici generali la definizione di una politica industriale volta a superare le disuguaglianze territoriali e le residue restrizioni alla concorrenza, e le previsioni del Piano sembrano però totalmente - e dai dati letti in precedenza sembra vero - scollegate dal quadro sopra delineato. Si legge infatti che, nel quadriennio 2026-2029, gli investimenti continueranno a fornire un deciso impulso alla crescita e, ad eccezione del 2027, ad aumentare ad un ritmo superiore a quello del PIL, anche sull'onda della spinta finale dei progetti del PNRR, inclusi gli incentivi legati al pacchetto Transizione 5.0.
Ora, in merito allo stato dei progetti PNRR, signor Ministro, i ritardi accumulati dal Governo ormai sono noti a tutti e sono anche disastrosi. Ma riguardo agli incentivi del pacchetto Transizione. 5.0, proprio a causa dei ritardi del Ministro in indirizzo nell'emanazione dei provvedimenti attuativi, è ancora difficile prevedere l'impatto che dette misure avranno sulla competitività delle imprese e se davvero potranno poi contribuire in modo così incisivo alle ottimistiche previsioni di crescita, visto che solo 70 milioni sono i crediti complessivi di cui solo la metà, fino ad oggi, sono stati autorizzati.
Ora, signor Ministro, io le chiedo quali iniziative intenda concretamente porre in essere per contrastare l'attuale calo della produzione industriale e per raggiungere gli obiettivi di crescita delineati nel Piano strutturale di bilancio di medio termine che, alla luce dei dati e delle considerazioni espresse in premessa, appaiono irrealistici. Le chiedo inoltre se non ritenga invece opportuno rimediare ai ritardi accumulati nell'attuazione delle misure legate agli incentivi del piano Transizione 5.0, prevedendo prioritariamente una proroga in favore delle imprese per la messa in funzione degli investimenti e convocando un tavolo con le associazioni di categoria per definire strategie di semplificazione delle criticità emerse, come è stato fatto anche nelle altre Commissioni. (Applausi).
PRESIDENTE. Il ministro delle imprese e del made in Italy, senatore Urso, ha facoltà di rispondere all'interrogazione testé illustrata, per tre minuti.
URSO, ministro delle imprese e del made in Italy. Signor Presidente, innanzitutto, delineo il quadro reale e complessivo della situazione. L'Italia reagisce meglio degli altri grandi Paesi industriali europei, molto meglio di Germania e Francia. In un mondo in cui le guerre sono intorno all'Europa e si spezzano le catene di approvvigionamento, si chiudono i mercati e il nostro più grande partner industriale entra in recessione, il nostro Paese segnerà quest'anno una crescita del PIL dell'1 per cento, più della media europea, avendo anche nel contempo il più basso tasso di inflazione d'Europa. Supereremo il Giappone come quarto Paese esportatore al mondo e continueremo ad aumentare l'occupazione; in dodici mesi sono stati creati altri 496.000 posti di lavoro con contratti stabili, che segnano il record storico di occupazione in Italia. Il tasso di disoccupazione è infatti sceso al 6,2 per cento. Dopo il taglio del reddito di cittadinanza, è questo il momento del riscatto del lavoro italiano.
Il Piano strutturale di bilancio rappresenta un passo importante per l'industria italiana, investe sulle imprese e non lascia indietro nessuno. Anche per questo abbiamo realizzato il piano Transizione 5.0, che si affianca, si somma e non sostituisce Industria 4.0. E' l'unico piano europeo che coniuga le due transizioni, mettendo a disposizione delle imprese in questo biennio quasi 13 miliardi di euro. Esso, inoltre, a differenza dei piani precedenti, è finanziato con risorse europee e per questo ha regole che abbiamo dovuto concordare con la Commissione. Sono risorse che abbiamo ricavato dalla revisione, contrastata dal suo partito, dei programmi del PNRR, che è stata realizzata dopo il necessario passaggio parlamentare nel dicembre dello scorso anno. Proprio per questo, essendo risorse del REPowerEU, non è possibile prevedere una proroga delle misure e non è possibile apportare modifiche sostanziali senza nuovi e defatiganti confronti in sede europea che impiegherebbero altri mesi, rendendo impossibile l'uso delle risorse da parte delle imprese nei tempi cogenti del PNRR.
Infine, per quanto riguarda il dialogo con le associazioni di categoria, posso assicurarle che ciò avviene ed è continuativo, cosa che invece spesso è mancata in passato per analoghe misure automatiche, come ben sanno le imprese che hanno utilizzato il credito ricerca e sviluppo e a cui noi abbiamo intenzione di porre rimedio nella prossima manovra economica.
Il piano Transizione 5.0 è il piano più avanzato in Europa, l'unico che coniuga le due transizioni digitale e green e l'unico che consente anche la formazione dei lavoratori (fino al 10 per cento delle risorse è possibile destinarlo anche alla formazione dei lavoratori). Per questo riteniamo che sia strategico nella strada verso un'industria più competitiva, sostenibile e sicuramente ancor più capace di conquistare gli spazi di mercato che i dati dimostrano il made in Italy può fare.
PRESIDENTE. Ha facoltà di intervenire in replica il senatore Nave, per due minuti.
NAVE (M5S). Signor Presidente, ancora una volta abbiamo ascoltato propaganda senza poi i numeri fondamentali.
Signor Ministro, mi rivolgo a lei tramite il Presidente. I dati forniti sono quelli che leggiamo dal «Sole 24 Ore», tra l'altro riportati non solo da noi: crolla la domanda di robot, quindi di macchine utensili, del 26 per cento e, tra l'altro, il presidente Rosa dell'Unione delle aziende produttrici di macchine utensili dice che la colpa è del piano Transizione 5.0, perché il suo Ministero ha impiegato un anno solo per tirarne giù i piani attuativi, essendo di notevole complessità. Lei l'ha deliberato nel vecchio bilancio; sono quasi otto mesi che si parla di Transizione 5.0, ma solo da poco sono uscite le linee dei piani attuativi. E al momento è stata fatta richiesta per soli 70 milioni di euro complessivi di sgravi in crediti di imposta, ma solo la metà è stata approvata, mentre quelli previsti sono 6,5 miliardi. Come può arrivare a questo numero, se poi entro dicembre 2025 la misura scade e non c'è un piano di previsione almeno triennale? È quello che prevedeva anche Transizione 4.0 e non è vero che lei è andato in continuità, perché quel piano l'ha soppresso. Non è vero che sono cumulabili: sono misure assolutamente non cumulabili. Interrotta la prima, un sistema conosciuto dalle imprese italiane, gli imprenditori italiani adesso si trovano in realtà a non sapere come affrontare la situazione. Per questo non sono soddisfatti i cittadini italiani, perché - cito ancora dati interessanti - nel frattempo si registra un'incredibile esplosione delle ore di cassa integrazione.
Secondo l'INPS, nei primi otto mesi del 2024 sono state autorizzate 310 milioni di ore di cassa integrazione guadagni (CIG), in aumento del 20,5 per cento rispetto allo stesso periodo del 2023. Pertanto, se c'è un calo di lavoro, come fa a dare dei numeri sulla crescita? Non c'è crescita.
Signor Ministro, in Italia assistiamo a una mancata politica industriale; tra l'altro, parlerei più di politica industriale alla gricia. Questo è un sistema Paese per cui basta un chiodo per interrompere tutto il sistema ferroviario. Ho letto sui giornali che lei ieri sosteneva che su Stellantis - altro caso amaro della produzione industriale italiana - il Governo Conte II aveva mancato di opporre la golden power, quando ricordo che al parlamentare Urso, durante un'interrogazione fatta all'allora ministro dello sviluppo economico Giorgetti, veniva spiegato che in quel caso non la si poteva applicare perché era un'operazione intraeuropea. Non so se avesse ragione l'allora parlamentare Urso o il ministro Giorgetti. (Applausi).
PRESIDENTE. Il senatore Cantalamessa ha facoltà di illustrare l'interrogazione 3-01380 sulla crisi del settore dell'alta gamma, per tre minuti.
CANTALAMESSA (LSP-PSd'Az). Signor Ministro, dagli ultimi dati disponibili, i grandi gruppi del mercato del lusso, come Lvmh e Kering, hanno fatto registrare per il 2024 un importante calo degli ordini presso i fornitori italiani. Il nostro Paese è caratterizzato dalla presenza diffusa di imprese artigiane che operano nel settore dell'alta gamma e rappresentano una delle più alte espressioni del made in Italy. L'industria italiana di alta gamma vale 144 miliardi di euro e fornisce un contributo al PIL del 7,4 per cento, con una quota dell'export di circa il 50 per cento. Il settore coinvolge quasi 2 milioni di occupati diretti e indiretti e rappresenta una delle tante eccellenze nel mondo dell'Italia, che racchiude la nostra storia, la nostra cultura e le tradizioni del nostro Paese. Ogni Regione si distingue, infatti, per le sue specificità, le quali, mescolandosi con la creatività e l'abilità del lavoro degli artigiani, riescono ad esaltare quell'unicità e la diversità dei nostri territori. Il saper fare è l'elemento che contraddistingue le imprese artigiane italiane, le quali, anche grazie al genio creativo che le ha sempre caratterizzate, hanno maturato nel tempo un importante patrimonio di competenze, conoscenze e abilità che ha permesso loro di raggiungere alti livelli di competitività.
Tale patrimonio, però, rischia di essere disperso nel corso dei prossimi anni per via delle difficoltà in cui versa il settore dell'alta gamma. Il problema principale della carenza dei giovani che intendono investire nel settore dell'alta gamma, perché è divenuto negli anni sempre meno attrattivo, rappresenta il più grande ostacolo allo sviluppo competitivo dell'artigianato di alta gamma. A questo, poi, si aggiungono altre criticità che vanno dalla stentata digitalizzazione alla micro e piccola dimensione delle imprese, che rende spesso difficile la loro internazionalizzazione.
L'Unione europea ha recentemente approvato il regolamento 2411 del Parlamento europeo e del Consiglio del 18 ottobre 2023, relativo alla protezione delle indicazioni geografiche per i prodotti artigianali e industriali. Esso modifica i regolamenti precedenti e va ad istituire un sistema di produzione delle indicazioni geografiche per i prodotti di eccellenza.
Ciò premesso, le chiedo, signor Ministro, quali azioni immediate intenda intraprendere per rilanciare e promuovere la crescita e lo sviluppo del settore dell'alta gamma italiano, anche attraverso l'investimento nella formazione e nella diffusione capillare della digitalizzazione e nel sostegno alla sua internazionalizzazione.
PRESIDENTE. Il ministro delle imprese e del made in Italy, senatore Urso, ha facoltà di rispondere all'interrogazione testé illustrata, per tre minuti.
URSO, ministro delle imprese e del made in Italy. Signora Presidente, la tutela e il rilancio del made in Italy è il fulcro dell'azione del Governo, come dimostra anche la nuova denominazione dello stesso Ministero, che identifica una chiara mission di politica industriale.
In tal senso, la legge quadro sul made in Italy approvata dal Parlamento contiene una serie di disposizioni a tutela del sistema industriale italiano, con un focus particolare proprio sui settori dell'alta gamma. Abbiamo introdotto, appunto, l'indicazione geografica per prodotti artigianali e industriali nel nostro ordinamento. Il relativo bando è attivo fino al 31 ottobre per l'erogazione di un contributo per supportare le imprese nella predisposizione del disciplinare di produzione di prodotti industriali e artigianali tipici in sede europea. Sempre nel citato disegno di legge quadro sul made in Italy, abbiamo realizzato ulteriori misure per la promozione della formazione professionale, la digitalizzazione delle piccole e medie imprese e l'internazionalizzazione delle aziende.
Abbiamo istituito la Giornata nazionale del made in Italy anche per ispirare le nuove generazioni; il Premio per il maestro del made in Italy per i settori dell'alta gamma (tessile, arredamento, cantieristica e agroindustria), e il Liceo del made in Italy, già aperto in tempi record con i primi 30 corsi in quasi tutte le Regioni italiane.
In tema di digitalizzazione, ricordo il Piano transizione 5.0, che vede 13 miliardi di euro nei prossimi due anni in crediti fiscali, per la prima volta, a differenza dei precedenti piani, utilizzabili appieno proprio dalle piccole e medie imprese, anche per la formazione del loro personale.
Altre misure incentivanti per le piccole e medie imprese sono ovviamente reperibili nel portale del Ministero. Ad esse è dedicato anche il Fondo di garanzia per le piccole e medie imprese, che solo lo scorso anno ha garantito finanziamenti per circa 46,2 miliardi di euro, rispondendo alle esigenze di liquidità in questa difficile fase congiunturale. Inoltre tra poche settimane vedrà la luce la prima legge annuale per le piccole e medie imprese, prevista in un dispositivo di legge del 2011 e mai realizzata dai Governi nei tredici anni precedenti.
Si tratta di una legge annuale sulle piccole e medie imprese e sull'artigianato che anno dopo anno, a cominciare da quest'anno, tenderà a semplificare, incentivare e sostenere le attività delle piccole e medie imprese. Noi siamo pienamente consapevoli che le PMI sono la forza del nostro sistema e faremo di tutto per rafforzarne la loro eccellenza. (Applausi).
PRESIDENTE. Ha facoltà di intervenire in replica il senatore Cantalamessa, per due minuti.
CANTALAMESSA (LSP-PSd'Az). Signor Ministro, la ringrazio per la sua risposta che ovviamente ci soddisfa e del resto non avevo dubbi. Spesso affermo che le due parole made in nel mondo hanno senso solo se la terza è Italy. Può sembrare banale, ma made in France, in Nederland o in Belgium, non hanno quel valore aggiunto. Made in Italy è uno dei primi dieci brand al mondo e, nonostante tutto, per una situazione congiunturale, tante aziende stentano ad arrivare alla fine del mese.
Come generazione abbiamo sbagliato una cosa. Noi abbiamo detto ai nostri figli "se non studi, vai a lavorare": avremmo dovuto dire "se studi, vai a lavorare". Facendo questo, abbiamo allontanato i nostri figli da quel lavoro fatto con le mani che ha portato nomi quali Valentino, Armani, Cucinelli, Prada e Fendi, che una volta facevano i sarti, a diventare delle grandi industrie.
Se oggi non facciamo ritornare la voglia ai nostri figli di fare i sarti, noi tra cinquant'anni non avremo più una moda italiana e questo vale per le vetrerie di Murano e le pelletterie di Firenze. Sicuramente l'IGT è una grande opportunità e tutte le misure che la Lega, questo Governo e lei, signor Ministro, stiamo mettendo in atto tutti insieme credo possa essere un'importante sfida, una grande opportunità per far tornare ai nostri figli l'orgoglio di fare quel lavoro con le mani che ha fatto tanto grande questo Paese. (Applausi).
PRESIDENTE. Il senatore Liris ha facoltà di illustrare l'interrogazione 3-01383 sullo sviluppo del settore aerospaziale in Italia, per tre minuti.
LIRIS (FdI). Signor Ministro, il settore dello spazio sta attraversando in questi anni una nuova fase di sviluppo, diventando un campo di confronto sempre più rilevante per le economie nazionali.
Il 20 giugno 2024 il Consiglio dei ministri ha varato il disegno di legge in materia di economia dello spazio che, una volta approvato dal Parlamento, costituirà la prima legge quadro in materia spaziale nel nostro ordinamento, ponendo l'Italia all'avanguardia nel mondo e anticipando le intenzioni dell'Unione europea in merito a un regolamento per il settore.
L'Italia è protagonista della nuova era con i suoi astronauti e con le sue imprese e ha un peso sempre maggiore nell'European Space Agency, con il sesto posto al mondo per investimenti nel settore in proporzione al PIL con 4,6 miliardi di euro allocati solo nel 2023, potendo contare su un comparto industriale che vede attive 250 imprese, 15 distretti e 6.000 addetti.
In un'intervista i sindaci rispettivamente di Cannes e di Tolosa - due città molto competitive nel settore dell'aerospazio - hanno dichiarato che si è dinanzi ad un sorpasso dell'Italia rispetto alla Francia per la crescita del settore aerospaziale.
Dal 14 al 18 ottobre, Milano ospiterà la 75ª edizione dell'International astronautical congress.
La città lombarda è stata selezionata dagli oltre 400 delegati dell'assemblea generale dell'International Astronautical Federation, anche in virtù degli investimenti previsti dal Governo nel settore spaziale, che testimoniano l'impegno dell'Italia a diventare leader in questo campo. Si prevede la partecipazione di migliaia di esperti del mondo dell'industria, della ricerca e delle istituzioni, espressione del fiorente ecosistema globale di start up, imprenditori, laboratori, ricercatori e produttori coinvolti in attività spaziali.
L'edizione di quest'anno svilupperà i temi legati a un uso più consapevole e responsabile dell'ambiente spaziale, con l'obiettivo di sensibilizzare la comunità internazionale, evidenziando l'importanza di mantenerlo sicuro e aperto all'esplorazione, all'uso pacifico e alla cooperazione internazionale da parte delle generazioni presenti e future, nell'interesse del pianeta e di tutte le Nazioni.
Si chiede di sapere quali siano gli obiettivi che il Governo intende perseguire con la sua politica aerospaziale e quali misure intenda adottare per garantire che l'Italia raggiunga i più alti livelli nel settore.
PRESIDENTE. Il ministro delle imprese e del made in Italy, senatore Urso, ha facoltà di rispondere all'interrogazione testé illustrata, per tre minuti.
URSO, ministro delle imprese e del made in Italy. La space economy è una priorità del Governo; anche per questo abbiamo realizzato la prima legge italiana sullo spazio, che ora è sottoposta all'esame del Parlamento; una legge che colma un vuoto nell'ordinamento, regolando l'accesso allo spazio anche per gli operatori privati - perché oggi nello spazio vanno soprattutto i privati - supportando le piccole e medie imprese e le start up del settore e incentivando investimenti a lungo termine. In tal modo il nostro Paese si pone all'avanguardia in Europa, in attesa del regolamento europeo annunciato, ma ancora non realizzato.
Lei ha citato l'importantissimo meeting del Congresso internazionale astronautico, che si terrà nei prossimi giorni a Milano con decine di migliaia di partecipanti, e che testimonia quanto significativo sia diventato il ruolo dell'Italia in questa economia del futuro. L'Italia è al sesto posto per investimenti. Lei ha citato quanti miliardi sono stati allocati nel 2023; da qui al 2026 abbiamo già allocato 7,3 miliardi di euro, includendo fondi nazionali, europei e fondi del PNRR. Questi fondi ci permettono di sviluppare un ecosistema fatto di grandi imprese, ma anche di tante piccole e medie imprese, in 15 distretti, quindi in quasi tutte le Regioni d'Italia.
Diversi progetti dimostrano il senso della nostra strategia. Ricordo Earth Moon Mars, volto a creare una rete di collegamenti tra Terra, Luna e Marte, e il progetto ORACLE, che mira a estrarre ossigeno dalla regolite lunare, rendendo così possibile la permanenza prolungata di esseri umani sulla Luna (progetti italiani).
Abbiamo anche rafforzato da subito la cooperazione internazionale con Francia e Germania, siglando un'intesa per l'autonomia europea nel settore dei lanciatori, con particolare attenzione a Vega C e Ariane 6. Quest'accordo, promosso dall'Italia con gli altri grandi attori spaziali europei, garantirà un accesso europeo indipendente allo spazio, cruciale per la sicurezza e la competitività globale.
Nel settore delle telecomunicazioni spaziali, il Centro spaziale del Fucino è stato scelto come centro di controllo per il sistema europeo IRIS2, con il raddoppio della base italiana. In Sicilia sarà realizzato l'osservatorio dell'ESA per individuare i più lontani corpi celesti e prevenire da eventuali ricadute. Senza il nostro intervento e la nostra assunzione di responsabilità, rischiava di venire spostato nelle Canarie. Ora, forti di questo, supportiamo la candidatura del sito in Sardegna per la costruzione del grande Telescopio Einstein.
Infine, e su tutti, ricordo dove è nata l'avventura spaziale dell'Italia, l'Africa. Sono tornato poche ore fa dalla mia missione in Kenya, dove ho visitato il Centro spaziale Luigi Broglio di Malindi. Lì nascerà il centro di formazione per lo sviluppo della politica spaziale dei Paesi africani: un centro di formazione, un centro di avvistamento e di rilevazione e in futuro anche un centro per il lancio di satelliti di piccola dimensione, proprio per i programmi dei Paesi africani, nelle piccole costellazioni dei loro Paesi.
Anche questo fa parte del Piano Mattei, di una logica che vuole fare dell'Africa un partner tecnologico, scientifico e industriale di grande rilevanza; una logica in cui l'Italia può svolgere un ruolo determinante, come loro stessi ci riconoscono. (Applausi).
PRESIDENTE. Ha facoltà di intervenire in replica il senatore Liris, per due minuti.
LIRIS (FdI). Signor Presidente, signor Ministro, nel ritenermi soddisfatto della sua risposta, vorrei sottolineare almeno due temi, il primo dei quali è la capacità che lei ha avuto, in termini giuridici, di andare a porre rimedio a un vulnus normativo che avevamo nell'ambito della giurisdizione dell'economia dello spazio. Era un vulnus da colmare e questo è stato fatto con un atto che oggi spetta a noi del Parlamento portare a termine e magari perfezionare, con il contributo di tutte le forze politiche, perché siamo di fronte a passi importanti che l'Italia sta compiendo nel panorama internazionale, sfidando in maniera avveniristica la storia.
Inoltre, vorrei ringraziarla da un punto di vista politico per quanto sta facendo per completare un percorso che Giorgia Meloni e il Governo stanno portando avanti per mettere al centro sempre di più l'Italia negli equilibri internazionali - se vogliamo, il mondo e l'industria spaziale contribuisce, da questo punto di vista - su un asset specifico che è avveniristico per definizione; è un asset che può cambiare il mondo in termini prospettici. È un po' la nuova industria del futuro e l'Italia è appieno parte integrante di questo percorso; pertanto non è più soltanto leader storico della componentistica, come da sempre il nostro know-how ci consente di vantare, ma oggi esploriamo mondi nuovi; andiamo con il Piano Mattei in Africa, con la cooperazione internazionale, e anche da questo punto di vista il meeting a Milano farà la differenza.
Signor Ministro, lei ci ha parlato di 7,2 miliardi euro da qui al 2026. Ero con lei quando abbiamo visitato lo stabilimento nel Fucino, ad Avezzano, quando abbiamo conosciuto da vicino Iris2, con tutto quello che di avveniristico ci sarà da qui ai prossimi anni. Per questo e non soltanto per questo, per quello che so essere una sua passione nell'ambito dell'economia spaziale e dell'industria aerospaziale, ringraziandola per la cura che sta mettendo su questo settore, anche a nome delle tante industrie (sono tante nella nostra bellissima Italia) e dei tanti lavoratori di questo settore, le dichiaro l'estrema soddisfazione mia e del nostro Gruppo per quello che sta facendo. (Applausi).
PRESIDENTE. Lo svolgimento delle interrogazioni a risposta immediata (question time) all'ordine del giorno è così esaurito.
Atti e documenti, annunzio
PRESIDENTE. Le mozioni, le interpellanze e le interrogazioni pervenute alla Presidenza, nonché gli atti e i documenti trasmessi alle Commissioni permanenti ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento sono pubblicati nell'allegato B al Resoconto della seduta odierna.
Ordine del giorno
per la seduta di mercoledì 9 ottobre 2024
PRESIDENTE. Il Senato tornerà a riunirsi in seduta pubblica mercoledì 9 ottobre, alle ore 10, con il seguente ordine del giorno:
La seduta è tolta (ore 16,02).
Allegato A
INTERROGAZIONI
Interrogazione sul sovraffollamento delle carceri, con particolare riferimento al penitenziario di Canton Mombello a Brescia
(3-01155) (21 maggio 2024)
Bazoli, Mirabelli, Rossomando, Verini. - Al Ministro della giustizia -
Premesso che:
la situazione delle carceri italiane è sempre più grave;
secondo quanto evidenziato dall'ultimo "Rapporto Antigone" al 31 marzo 2024 le persone detenute erano 61.049 (2.619 donne, pari al 4,3 per cento, 19.198 stranieri, pari al 31,3 per cento), a fronte di una capienza ufficiale di un massimo di 51.178 posti;
i tassi di affollamento a livello regionale raggiungono il massimo in Puglia (152,1 per cento). Seguono la Lombardia (143,9 per cento) ed il Veneto (144,4 per cento);
questi dati fanno comprendere quanto sia tragica la vita nelle carceri italiane, come si evidenzia anche dal terribile numero di suicidi, che al 15 aprile 2024 erano già pari a trenta persone;
in questo quadro allarmante, desta particolare preoccupazione la situazione del penitenziario "Nerio Fischioni" di Canton Mombello (Brescia);
durante l'iniziativa nazionale sull'emergenza carceraria organizzata dal Partito Democratico, il primo firmatario del presente atto, assieme all'onorevole Girelli, ha visitato il predetto istituto penale, dove ha riscontrato un sovraffollamento intollerabile;
infatti, attualmente sono detenute 385 persone, mentre la capienza ordinaria è fissata in 189, anche se viene considerato "tollerabile" un limite di 291 persone. Tra i detenuti risultano esserci 220 tossicodipendenti e 150 con problemi di natura psichiatrica;
le condizioni di vita di queste persone che sono in custodia dello Stato appaiono palesemente inidonee a garantire una minima condizione di dignità, in palese contrasto con il dettato costituzionale di cui all'articolo 27;
gli interroganti hanno potuto vedere come alcuni detenuti siano costretti a vivere in minuscole celle, con letti a castello a tre piani e con un bagno alla turca che funge anche da cucinotto;
la situazione dei detenuti si riflette inevitabilmente sulle condizioni di vita e lavoro degli agenti di custodia e degli altri responsabili del carcere, che si trovano ogni giorno ad affrontare situazioni tragiche, anche per la scarsità di personale attualmente a disposizione della struttura, con anche gravi conseguenze per quel che riguarda la sanità penitenziaria;
inoltre, desta preoccupazione il continuo aumento della popolazione carceraria, che si sta riavvicinando ai numeri che portarono alla condanna dell'Italia da parte della CEDU con la nota sentenza Torrigiani;
la situazione è evidentemente peggiorata dalla linea adottata dal Governo Meloni, che non fa altro che aumentare reati e pene detentive, con effetti che non sono quelli di una maggiore sicurezza, ma di condizioni di detenzione sempre peggiori che rendono facilmente prevedibile la reiterazione dei reati da parte di molti di coloro che sono entrati in carcere magari per un piccolo reato;
in merito all'istituto penitenziario bresciano appare inaccettabile l'idea che sembra farsi avanti nel Governo di creare un nuovo padiglione a Verziano, senza però la necessaria chiusura della struttura di Mombello, evidentemente irrecuperabile,
si chiede di sapere:
quali iniziative il Ministro in indirizzo intenda intraprendere per affrontare in tempi rapidi il gravissimo problema del sovraffollamento carcerario e per favorire il reinserimento dei detenuti nella società e quali iniziative intenda, altresì, intraprendere per rafforzare il personale presente nelle carceri, integrandone anche il trattamento economico;
se non ritenga opportuno destinare i 50 milioni di euro previsti per il nuovo carcere di Verziano alla costruzione, invece, di un padiglione sufficiente ad ospitare tutti i detenuti del "Nerio Fischioni", in modo da condurre in tempi rapidi alla dismissione definitiva di questa struttura, consentendo in tal modo alla nuova struttura di conservare le attrezzature e le aree idonee a garantire un trattamento coerente con le finalità rieducative della pena.
Interrogazione sulla rilevanza dei fabbricati agricoli ai fini della determinazione dell'ISEE
(3-01374) (01 ottobre 2024) (già 4-01398) (13 agosto 2024)
Durnwalder. - Al Ministro del lavoro e delle politiche sociali -
Premesso che:
l'ISEE è l'indicatore che serve per valutare e certificare la situazione economica delle famiglie e per dare a coloro che si trovano in condizioni economiche svantaggiate la possibilità di accedere ad agevolazioni nei servizi sanitari e sociali;
il comma 2 dell'articolo 5 del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 5 dicembre 2013, n. 159, stabilisce che il patrimonio immobiliare delle persone fisiche che non svolgono attività d'impresa deve essere dichiarato nell'ISEE;
considerato che:
ai sensi dell'articolo 2135 del codice civile è imprenditore agricolo chi esercita una delle seguenti attività: coltivazione del fondo, selvicoltura, allevamento di animali e attività connesse;
il decreto-legge 30 dicembre 1993, n. 557, all'articolo 9, comma 3-bis, disciplina il carattere di ruralità ai fini fiscali delle costruzioni strumentali necessarie allo svolgimento dell'attività agricola di cui all'art. 2135 del codice civile, che presuppone un'attività di impresa;
ai sensi del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, il reddito degli agricoltori è costituito dal reddito agrario e dal reddito dominicale. Nella determinazione del reddito dominicale rientra anche la rendita catastale dei fabbricati rurali,
si chiede di sapere se, ai fini della determinazione dell'ISEE, i fabbricati rurali, in quanto beni strumentali all'attività agricola, siano da indicare nella dichiarazione sostitutiva unica.
Interrogazione sull'interruzione del servizio di digitalizzazione degli atti penali
(3-01310) (06 agosto 2024)
Verini, Bazoli, Mirabelli, Rossomando. - Al Ministro della giustizia -
Premesso che:
il Ministero della giustizia ha avviato da molti anni la digitalizzazione del processo penale telematico che si svolge tramite servizi forniti da aziende esterne che concorrono in gare pubbliche periodicamente bandite dal Ministero;
in data 10 agosto 2023 il dicastero ha determinato di indire una nuova procedura aperta, suddivisa in 5 lotti, per l'affidamento del servizio di digitalizzazione dei fascicoli giudiziari di procure della Repubblica, sezioni penali di tribunali ordinari e di corti d'appello per la durata di 30 mesi;
nel giugno 2024 si è proceduto con l'affidamento dei lotti: i primi 4 lotti sono stati affidati ad una medesima azienda, il quinto, riguardante le regioni di Lazio, Umbria, Toscana e Abruzzo, affidato ad una seconda azienda. In merito all'assegnazione i sindacati confederali, in particolare la CGIL Roma e Lazio, assieme alla Fiom CGIL, Fp CGIL e Nidil CGIL Roma e Lazio, denunciano una ricerca del massimo ribasso nell'assegnazione del quinto lotto;
in particolare, le organizzazioni sindacali denunciano una scarsa attenzione ai lavoratori già operanti da diversi anni nell'ambito dei servizi di digitalizzazione. In genere, nel rispetto del contratto collettivo nazionale metalmeccanici, si prevede un periodo di 15 giorni di contrattazione con i sindacati per concordare le nuove condizioni di assunzione dei lavoratori, a tutela della loro dignità e professionalità, nonché anzianità. Tuttavia la proposta per la reintegrazione dei lavoratori da parte della nuova azienda che si è aggiudicata l'appalto prevede il passaggio ad un altro inquadramento contrattuale, implicando un peggioramento delle condizioni di lavoro e una discontinuità contrattuale che penalizzerebbe i benefici acquisiti per anzianità di servizio. Inoltre, verrebbero assunti con un contratto a tempo determinato, e con un compenso eroso rispetto a quello percepito fino al mese di giugno 2024;
molti lavoratori, attualmente a tempo indeterminato, svolgono attività connesse alle operazioni di digitalizzazione da oltre 20 anni e a loro si affiancano molteplici lavoratori a tempo determinato e in somministrazione, che sarebbe auspicabile stabilizzare. Non è peraltro trascurabile che questi lavoratori operano nella gestione di attività delicate e con accesso ad informazioni estremamente sensibili e che una successione di lavoratori precari rende quindi molto vulnerabile il sistema di garanzia della segretezza degli atti che vengono giornalmente lavorati;
è evidente un tentativo di risparmio di risorse che va a danno dei lavoratori, che non hanno intenzione di accettare delle condizioni peggiorative, per loro e per le loro famiglie, e che per questo negli scorsi giorni hanno manifestato il loro dissenso. Ciò che risulta particolarmente grave è ad avviso degli interroganti questo risparmio operato dalla pubblica amministrazione che sacrifica decine di famiglie sull'altare del massimo ribasso;
a partire dal 1° luglio 2024 i servizi di digitalizzazione, fondamentali per lo svolgimento di istruttorie e processi, sono fermi, causando di fatto un rallentamento e inceppamento dell'intera macchina giudiziaria e un conseguente disservizio. La situazione deteriore che si è venuta a creare ha generato, di fatto, un'interruzione di pubblico servizio, a scapito di lavoratori e cittadini, e ne vanno accertate le responsabilità,
si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dei fatti esposti e quali iniziative intenda intraprendere al fine di favorire la ripresa di un pubblico servizio, nonché se intenda accertare le responsabilità a livello amministrativo che hanno condotto alla sua interruzione, in una situazione che, ad avviso degli interroganti, ha portato il dicastero a girare le spalle a decine di lavoratori e famiglie, proponendo loro condizioni peggiorative, poco dignitose e precarie.
Interrogazione con carattere d'urgenza sulla complessità e irregolarità dei pagamenti al personale supplente della scuola
(3-00858) (11 gennaio 2024)
Meloni, Basso, Zambito, Rojc, Franceschelli, Martella, Furlan, Losacco, Rossomando, Malpezzi, Rando, Tajani, Giacobbe, Valente, Lorenzin, Sensi, Nicita, Camusso, Misiani. - Ai Ministri dell'istruzione e del merito e dell'economia e delle finanze -
Premesso che:
da settembre a dicembre 2023, secondo un articolo di "Orizzontescuola.it", un noto portale di informazione e divulgazione di contenuti inerenti al mondo della scuola e della formazione, sono circa 70.000 i docenti e i dipendenti del personale ATA assunti con contratti a tempo determinato per le "supplenze brevi e saltuarie";
tale tipologia di contratto viene utilizzata dai dirigenti scolastici per la sostituzione dei docenti e del personale ATA di ruolo o assunto per le "supplenze annuali" (30 giugno o 31 agosto) e sono conferiti attraverso lo scorrimento delle graduatorie di istituto per il periodo equivalente alla sostituzione del personale assente;
è un fatto noto, riportato da numerose testate giornalistiche e da comunicati stampa dei principali sindacati della scuola, che tra docenti e personale ATA che hanno svolto supplenze brevi e saltuarie molti sono senza stipendio da mesi, essendo stata autorizzata una prima tranche di pagamenti solo a fine dicembre 2023, con un ritardo di tre mesi;
considerato che:
il sistema di pagamento degli emolumenti ai supplenti brevi e saltuari prevede il susseguirsi di numerosi passaggi: in primo luogo le scuole, stipulato il contratto e verificata la presa di servizio del personale supplente, trasmettono i dati personali del supplente al SIDI, sistema informativo dell'istruzione, e alla piattaforma "NoiPA". Quest'ultima, acquisiti i dati, calcola il trattamento economico spettante che viene ulteriormente sottoposto a una procedura di controllo da parte della scuola. La segreteria, dunque, autorizza il pagamento dello stipendio e trasmette i dati alla Ragioneria generale dello Stato, che dovrà verificare la capienza dei fondi per autorizzare l'accredito dello stipendio;
è di tutta evidenza che il farraginoso iter e la lenta procedura di autorizzazione e controllo non garantisce la regolarità e la tempestività della liquidazione degli stipendi;
sono numerose le denunce, le segnalazioni e i solleciti al Ministero competente volti a risolvere questa grave situazione di insolvenza da parte dell'amministrazione centrale nei confronti dei lavoratori precari della scuola;
il Ministro dell'istruzione e del merito quasi un anno fa aveva annunciato un grande piano per la semplificazione nel settore della scuola che vedeva, tra le prime 20 misure da attuare in sinergia con il Ministero dell'economia e delle finanze, proprio la riduzione significativa dei tempi di pagamento del personale supplente,
si chiede di sapere:
quali iniziative, oltre a quelle già annunciate relative all'erogazione straordinaria di gennaio 2024, i Ministri in indirizzo intendano intraprendere per pagare gli stipendi dovuti al personale supplente delle scuole;
quali azioni, in collaborazione con il Ministero dell'economia, il Ministro dell'istruzione abbia concordato, tra novembre 2022 e aprile 2023, in adesione a quanto annunciato alle Camere durante l'illustrazione delle linee programmatiche dello stesso dicastero e quanto comunicato in Consiglio dei ministri e a mezzo stampa, relativamente al piano per la semplificazione (e nello specifico al tema del pagamento delle supplenze) e i motivi per cui, nonostante l'annuncio dell'avvio del suddetto piano, il personale scolastico docente e ATA non abbia ricevuto con tempestività il compenso spettante per i mesi lavorati;
quali iniziative ritengano di intraprendere con urgenza per cambiare un sistema che non garantisce la regolarità della corresponsione delle liquidazioni mensili.
Interrogazione sulla restituzione alla fruizione pubblica della "Visitazione" del Pontormo
(3-01295) (30 luglio 2024)
Parrini. - Al Ministro della cultura -
Premesso che:
la "Visitazione" è un dipinto di Jacopo Carrucci, detto Il Pontormo, che da secoli è conservato nella propositura dei Santi Michele e Francesco a Carmignano, in provincia di Prato, appartenente alla diocesi di Pistoia;
l'opera, collocata sull'altare della famiglia Pinadori, rappresenta la principale attrattiva della chiesa e in generale un'opera di grande e unanimemente riconosciuto valore artistico;
durante i lavori di ristrutturazione del convento francescano adiacente alla chiesa, a partire da giugno 2023, alcune infiltrazioni d'acqua dal tetto hanno rivelato la precarietà delle travi portanti. Ciò ha portato di conseguenza alla chiusura temporanea della chiesa e alla non visitabilità del capolavoro pontormesco;
i tecnici incaricati dalla diocesi di Pistoia, competente per territorio, hanno effettuato un sopralluogo, che ha evidenziato che la puntellatura delle travi non sarebbe stata sufficiente e che la chiesa sarebbe dovuta rimanere chiusa fino alla definitiva messa in sicurezza;
i costi per i lavori di ristrutturazione ammontano a circa 600.000 euro e la diocesi, su comunicazione del vescovo Fausto Tardelli, ha dichiarato di non essere attualmente in possesso di tale somma, in quanto già impegnata nella ristrutturazione del convento;
i tempi incerti di una ristrutturazione e la volontà di non sottrarre al pubblico l'opera e le altre presenti all'interno della chiesa, hanno imposto alla diocesi, insieme alla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio (SABAP) e all'amministrazione, la scelta di una ricollocazione di queste ultime. Tuttavia le molteplici proposte avanzate dall'amministrazione comunale di ubicazioni alternative idonee non sono state accolte;
su indicazione della Soprintendenza, la diocesi di Pistoia ha deciso di accogliere la proposta avanzata dal Comune di Poggio a Caiano e dalla Direzione regionale Musei della Toscana, di esporre la "Visitazione" presso la Villa Medicea di Poggio a Caiano e presso la ''Sala della Giostra" della Palazzina Reale, oggi sala consiliare, i dipinti degli altri cinque altari della chiesa, al di fuori quindi dei confini comunali di Carmignano, sede naturale del prestigioso olio su tavola del Pontormo;
il 17 gennaio 2024 nella sede di Firenze della Soprintendenza si è tenuto un incontro tra amministratori dei comuni di Carmignano e Poggio a Caiano, un rappresentante della Soprintendenza. uno della diocesi di Pistoia e un rappresentante del Ministero della cultura, il quale si impegnava a stanziare le risorse, sia per l'iniziale e temporaneo trasporto dell'opera dal comune di Carmignano a quello di Poggio a Caiano, sia per il restauro e la messa in sicurezza della chiesa dei Santi Michele e Francesco, che consentirebbe di riportare nella sua sede naturale il dipinto insieme agli altri;
ad oggi la "Visitazione" è ancora custodita in un locale adiacente al complesso di San Michele e non è visitabile,
si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza di quanto esposto e, in caso affermativo, quali iniziative abbia promosso o intenda promuovere per assicurare la ricollocazione nella sede originaria della "Visitazione" del Pontormo e delle opere citate.
INTERROGAZIONI A RISPOSTA IMMEDIATA, AI SENSI DELL'ARTICOLO 151-BIS DEL REGOLAMENTO
Interrogazione sulla posizione italiana rispetto all'evoluzione degli scenari bellici in Ucraina e Medio Oriente
(3-01382) (02 ottobre 2024)
Enrico Borghi, Fregolent, Paita, Renzi, Musolino, Sbrollini, Scalfarotto. - Al Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale -
Premesso che:
la politica estera fatta propria dall'Italia ha messo in luce come il Governo, ad avviso degli interroganti, abbia un'evidente posizione di ambiguità e poca chiarezza sulle tematiche preminenti che stanno interessando l'attuale contesto geopolitico: di fatto, il risultato di lotte intestine all'interno della maggioranza, quali le divisioni sull'autonomia, sulla tassazione degli extra profitti delle banche e sulla nomina del consiglio d'amministrazione della Radiotelevisione italiana S.p.A., stanno interessando anche la posizione dell'Italia sulle questioni di politica estera, come il sostegno militare all'Ucraina e la situazione del Medio Oriente, rendendo il nostro Paese sempre più isolato;
il 29 luglio 2024, il Presidente del Consiglio dei ministri, Giorgia Meloni, ha incontrato a Pechino il Presidente della Repubblica popolare cinese, Xi Jinping: sebbene l'incontro fosse di primaria importanza, il Governo non ha ritenuto necessario riferire al Parlamento circa le posizioni assunte dal nostro Paese, i temi trattati e quali siano state le conclusioni, relegando poche informazioni a uno scarno comunicato;
anche in occasione dell'intervento tenuto durante la 79ª Assemblea generale delle Nazioni Unite, la Presidente del Consiglio dei ministri non ha in alcun modo riferito alle Camere la posizione che l'Esecutivo avrebbe tenuto durante l'Assemblea, denunciando un approccio personalista ed esclusivo della natura istituzionale del suo incarico;
organi di stampa riportano, inoltre, come dopo la suddetta Assemblea, la Presidente del Consiglio abbia deciso di non partecipare alla cena con il Presidente degli Stati Uniti d'America Biden e il Presidente ucraino Zelensky, collegandosi all'evento in videochiamata: oltre alla mancata partecipazione, a destare dubbi sulla posizione dell'Italia è stata anche la nota di palazzo Chigi sull'evento, dove, diversamente dalla nota congiunta con gli alleati, non vi è alcun riferimento al sostegno militare verso l'Ucraina, bensì un generica "assistenza economica" e "attenzione alle riforme";
sullo scenario internazionale, inoltre, appare evidente come l'Esecutivo non abbia una posizione chiara sulla questione mediorientale, mentre invece i nostri principali partner e alleati hanno assunto una posizione netta e non ambigua: da ultimo con l'aggravarsi della situazione in Medio Oriente, con l'attacco missilistico dell'Iran verso Israele avvenuto nelle scorse ore, appare urgente che il Ministro in indirizzo esponga al più presto in Aula la posizione del nostro Paese verso tale questione internazionale di così estrema delicatezza;
tali episodi manifestano con certezza come la posizione dell'Esecutivo sullo scenario internazionale sia del tutto ambigua e distante rispetto a tematiche per le quali è necessaria una posizione chiara e netta rispetto all'affermazione dei valori atlantici: di fatto, il comportamento messo in atto dall'Esecutivo, in primis dal Ministro in indirizzo, sta causando con ogni evidenza l'esclusione e l'isolamento dell'Italia dalle discussioni più importanti sul piano internazionale, relegando il nostro Paese a un ruolo marginale che non consente in alcun modo di essere decisivi e proattivi nei momenti di discussione più importanti;
agli interroganti pare che, durante il periodo di chiusura dei lavori parlamentari, il Ministro in indirizzo si sia preoccupato esclusivamente di rendere pubbliche dichiarazioni sull'introduzione legislativa dello "ius scholae" (sul quale, è doveroso ricordare, al primo vaglio parlamentare utile, il Gruppo parlamentare di Forza Italia ha espresso voto contrario) invece di esprimersi in forma netta e chiara sugli importanti avvenimenti internazionali accaduti;
appare fondamentale chiarire la strategia di politica estera del Paese e che il Ministro esponga con chiarezza quali siano le posizioni dell'Esecutivo circa le più importanti questioni internazionali attualmente in corso, esplicando quale sia la volontà dell'Esecutivo sul sostegno militare all'Ucraina, quale sia la posizione sulla questione mediorientale e quale sia il posizionamento all'interno dello scenario internazionale,
si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo intenda chiarire quale sia la volontà dell'Esecutivo sul sostegno militare all'Ucraina, quale sia la posizione dell'Esecutivo circa le impellenti questioni che stanno interessando il Medio Oriente e quale sia la collocazione del nostro Paese all'interno dello scenario internazionale.
Interrogazione sulle iniziative diplomatiche italiane nel conflitto in Medio Oriente
(3-01381) (02 ottobre 2024)
Gasparri, Craxi, Damiani, De Rosa, Fazzone, Galliani, Lotito, Occhiuto, Paroli, Ronzulli, Rosso, Silvestro, Ternullo, Trevisi, Zanettin. - Al Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale -
Premesso che:
come ha riferito il 2 ottobre 2024 il Ministro in indirizzo, in audizione presso le Commissioni congiunte Esteri e Difesa di Senato e Camera, il brutale attacco terroristico di Hamas del 7 ottobre 2023 ha riacceso le tensioni e alimentato nuovi focolai di conflitto nella regione;
negli ultimi giorni, il conflitto si è allargato anche al fronte libanese, dove lo Stato di Israele ha intensificato le operazioni militari, in risposta alle minacce e agli attacchi provenienti dal movimento sciita di Hezbollah;
l'attacco missilistico lanciato ieri sera dall'Iran contro Israele ha reso ancora più urgente intensificare gli sforzi per fermare la spirale di violenza e raggiungere un cessate il fuoco;
l'escalation del conflitto tra Israele e Hezbollah ha già avuto un impatto molto pesante sulla popolazione civile. Nelle aree più colpite, decine di migliaia di persone hanno lasciato le loro abitazioni per dirigersi verso altre aree ritenute più sicure, nel più ampio movimento di popolazione verificatosi dal conflitto del 2006;
il Governo italiano, anche in qualità di presidenza del G7, si sta adoperando con i partner internazionali e regionali per sostenere gli sforzi di mediazione in corso,
si chiede di sapere quali ulteriori iniziative il Ministro in indirizzo abbia intrapreso e intenda intraprendere, anche in ambito G7 e Quint, al fine di contenere questa nuova escalation, giungere ad un cessate il fuoco a Gaza e in Libano e scongiurare l'esplosione di un conflitto su larga scala in Medio Oriente.
Interrogazione sull'impegno italiano per un cessate il fuoco a Gaza e in Libano
(3-01384) (02 ottobre 2024)
Delrio, Alfieri, Boccia, Bazoli, Mirabelli, Nicita, Lorenzin, Zambito, Irto, Basso, D'Elia, Zampa. - Al Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale -
Premesso che:
nella notte tra il 30 settembre e il 1° ottobre 2024 l'esercito israeliano (IDF) è entrato nel sud del Libano, dopo giorni di bombardamenti molto intensi contro il gruppo politico militare Hezbollah (che negli ultimi mesi aveva lanciato ripetuti attacchi missilistici contro il territorio israeliano), nel corso dei quali, oltre ad essere stato ucciso Hassan Nasrallah, sono rimaste vittime centinaia di civili. Il Governo israeliano ha parlato di un'operazione di terra "limitata, localizzata e mirata" e ha ordinato ai residenti di evacuare oltre 20 aree nel sud del Libano;
l'operazione via terra segue a giorni di intensi bombardamenti che hanno visto la distruzione di diverse infrastrutture civili e abitazioni e dopo quasi 20 anni Beirut si è trovata sotto il fuoco dei bombardamenti israeliani;
secondo i dati resi noti dalle Nazioni Unite, alla data del 1° ottobre sono oltre 100.000 i civili libanesi che hanno attraversato la frontiera per rifugiarsi in Siria, mentre oltre un milione di persone, un quinto della popolazione, sono ufficialmente sfollate. Il bilancio delle vittime è drammatico, in meno di due settimane sono già più di mille i cittadini libanesi rimasti uccisi e 6.000 i feriti. Analogamente diverse decine di migliaia di cittadini israeliani sono stati costretti a lasciare le loro abitazioni nel nord di Israele;
poco dopo l'inizio dell'operazione militare israeliana il portavoce del segretario generale dell'ONU, Stéphane Dujarric, ha annunciato che "gli oltre 10.000 caschi blu della missione di mantenimento della pace delle Nazioni Unite in Libano, Unifil, non possono più pattugliare a causa dell'intensità dei combattimenti";
in un comunicato l'UNIFIL ha dichiarato che "Qualsiasi attraversamento del Libano è una violazione della sovranità e dell'integrità territoriale libanese e una violazione della risoluzione 1701 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite", esortando "tutti gli attori a fare un passo indietro rispetto a tali atti di escalation, che porteranno solo a più violenza e a più spargimento di sangue": risoluzione che, come noto, è stata ripetutamente violata negli anni sia da Hezbollah che Israele;
la situazione regionale si è ulteriormente aggravata con il pesante attacco missilistico iraniano contro Israele del 1° ottobre a seguito del quale il capo di Stato maggiore dell'IDF, il tenente generale Herzi Halevi, ha annunciato una risposta militare da parte di Israele;
l'escalation del conflitto rischia concretamente di andare ben oltre la dimensione regionale, comportando costi umani altissimi, anche alla luce del perdurante conflitto a Gaza dove, a quasi un anno di distanza dal criminale attacco terroristico di Hamas e dall'inizio della campagna militare condotta dal Governo israeliano, la popolazione è allo stremo e si contano oramai più di 41.000 vittime, di cui un gran numero di donne e bambini;
a fronte dell'espandersi del conflitto nel Medio Oriente, all'indisponibilità delle parti a rispondere ai ripetuti appelli della comunità internazionale per il cessate il fuoco, a fronte delle ripetute violazioni del diritto internazionale umanitario da parte del Governo israeliano a Gaza, nel ribadire il diritto di Israele ad esistere in sicurezza come Stato, occorre che l'Italia assuma posizioni conseguenti ai ripetuti appelli alla pace, cosa che certamente non viene fatta attraverso le continue astensioni in occasione delle votazioni in seno all'Assemblea generale dell'ONU, ivi inclusa quella sulla risoluzione che riconosce la Palestina come qualificata per diventare membro, approvata il 10 maggio 2024,
si chiede di sapere:
quali iniziative il Governo, anche in considerazione della presidenza italiana del G7, stia intraprendendo in tutte le sedi al fine di scongiurare l'espandersi del conflitto in Medio Oriente che vadano oltre gli appelli alla pace, che alla luce dell'incalzare degli eventi appaiono inefficaci e puramente formali, anche assumendo azioni conseguenti in seno agli organismi internazionali;
quali iniziative intenda adottare per rilanciare l'iniziativa diplomatica italiana ed europea, attualmente in una fase di stallo, per giungere immediatamente ad un cessate il fuoco a Gaza e in Libano.
Interrogazione sulle prospettive degli stabilimenti industriali ex Ilva
(3-01378) (02 ottobre 2024)
Biancofiore, Salvitti. - Al Ministro delle imprese e del made in Italy -
Premesso che:
gli stabilimenti ex ILVA costituiscono asset di altissimo valore strategico per il Paese, poiché su di essi viene declinata, di fatto, la politica del Governo nel settore siderurgico. Essi compongono un complesso industriale che mette in rete 9 siti produttivi logistici e centri di servizio;
in considerazione del loro profilo strategico, l'attuale Governo ha inizialmente emanato il decreto-legge n. 2 del 2023, relativo a misure urgenti per impianti di interesse strategico nazionale, al fine di consentire all'ex ILVA di affrontare il periodo di crisi emerso a seguito dell'aumento dei costi energetici e porre in essere gli interventi necessari per salvaguardare la produzione, compatibilmente con gli obiettivi di tutela ambientale e di salute dei cittadini;
tuttavia, la situazione gestionale e produttiva ha reso necessario ricorrere all'amministrazione straordinaria. Il 20 febbraio 2024, il controllo della società è stato trasferito a commissari nominati dal Governo. Il decreto ministeriale è stato emanato a seguito dell'istanza del 18 febbraio, con cui Invitalia ha richiesto allo stesso Ministero delle imprese e del made in Italy l'ammissione immediata alla procedura di amministrazione straordinaria della società Acciaierie d'Italia S.p.A. ai sensi dell'articolo 1 del decreto-legge del n. 4 del 2024;
obiettivo della nuova gestione commissariale era quello di rilanciare la macchina produttiva, con piani di manutenzione e salvaguardia degli stabilimenti e di tutela dei lavoratori;
con la finalità della continuità produttiva, sono stati altresì varati ingenti finanziamenti, tra i quali quelli autorizzati con decreto-legge n. 63 del 2024,
si chiede di conoscere quale sia lo stato dell'arte del dossier ex ILVA, con particolare riguardo alla presenza di soggetti interessati all'acquisto e alle prospettive future degli stabilimenti.
Interrogazione sull'andamento della produzione industriale italiana
(3-01377) (02 ottobre 2024)
Nave. - Al Ministro delle imprese e del made in Italy -
Premesso che:
secondo i dati ISTAT a luglio 2024 la produzione industriale è diminuita dello 0,9 per cento su base mensile, realizzando su base annua la diciottesima frenata consecutiva. Nella media del periodo maggio-luglio si registra un calo del livello della produzione dello 0,4 per cento rispetto ai tre mesi precedenti. Il calo tendenziale sull'anno è del 3,3 per cento;
il trend è preoccupante: non cresce nessun macro comparto manifatturiero, dove si registrano cali diffusi tra beni di consumo durevoli e non, strumentali e intermedi, mentre l'unica eccezione in crescita è quella dell'energia dove si registrano incrementi tendenziali dell'1,5 per cento. Calano i beni intermedi (2,8 per cento in meno) e in misura più accentuata i beni strumentali (4,2 per cento in meno) e i beni di consumo (5,2 per cento in meno). Le flessioni più ampie si registrano nelle industrie tessili, di abbigliamento, di pelli e accessori (18,3 per cento in meno), comparti che registrano il bilancio peggiore degli ultimi 7 mesi e dove si pagano i minori acquisti di prodotti italiani, nella fabbricazione di mezzi di trasporto (11,4 per cento in meno) e nell'attività estrattiva (5,9 per cento in meno);
di rilievo è quanto si verifica nel settore automobilistico, anche in conseguenza della brusca frenata della produzione industriale registrata in Germania e delle conseguenti ripercussioni sulla filiera italiana legata alla componentistica. Inoltre ad agosto, concluso l'effetto degli incentivi di giugno e luglio, le vendite hanno segnato un calo del 13,4 per cento. Nei primi 8 mesi dell'anno le auto vendute sono state poco più di un milione con un calo del 18,5 per cento rispetto al 2019;
altro comparto in grave affanno è quello delle costruzioni che, congiuntamente al calo manifatturiero e alla perdita di potere d'acquisto delle famiglie, incide pesantemente sul settore e sulle filiere più rappresentative dell'indotto;
considerato che:
quello che emerge dagli ultimi dati è una fotografia impietosa dell'industria italiana;
da maggio 2022, quando è iniziata la fase discendente successiva al rimbalzo post pandemia, la produzione industriale è scesa del 6,7 per cento e le prospettive future non sembrano rosee dal momento che l'ISTAT tiene a precisare, nella sua nota sull'andamento dell'economia diffusa, che "la fase di discesa dell'indice della produzione industriale non sembra ancora conclusa";
a conferma di un quadro tutt'altro che incoraggiante vi sono i dati sulle unità di lavoro a tempo pieno, un indicatore strettamente connesso alla crescita perché, a differenza dei dati sul numero degli occupati, tiene conto delle ore effettivamente lavorate. E in questo senso l'aumento del 28 per cento delle ore di cassa integrazione richieste dalle aziende nel mese di luglio è un ulteriore segnale negativo;
rilevato che:
il piano strutturale di bilancio di medio termine, da poco trasmesso alle Camere, pone tra gli obiettivi strategici generali la definizione di una politica industriale volta a superare le disuguaglianze territoriali e le residue restrizioni alla concorrenza. Le previsioni del piano sembrano però totalmente scollegate dal quadro delineato: si legge infatti "nel quadriennio 2026-2029, gli investimenti continueranno a fornire un deciso impulso alla crescita e, ad eccezione del 2027, ad aumentare ad un ritmo superiore a quello del PIL, anche sull'onda della spinta finale dei progetti del PNRR, inclusi gli incentivi legati al pacchetto 'Transizione 5.0'";
in merito allo stato dei progetti PNRR i ritardi accumulati dal Governo sono ormai noti e non sorprende che la Corte dei conti europea abbia poche settimane fa evidenziato con preoccupazione come a fine 2023 solo il 29,4 per cento dei fondi previsti a livello europeo fosse stato effettivamente distribuito dall'Italia e che entro il 2026 il nostro Paese dovrà finalizzare il 62 per cento degli investimenti previsti. Concentrare gli investimenti nell'ultimo periodo utile rischia di compromettere seriamente una parte dei fondi e di aumentare il rischio di spese inefficienti e irregolari;
riguardo agli incentivi del pacchetto "Transizione 5.0", a causa dei ritardi del Ministero delle imprese e del made in Italy nell'emanazione dei provvedimenti attuativi, è ancora difficile prevedere l'impatto che le misure avranno sulla competitività delle imprese e se davvero potranno contribuire in modo così incisivo alle ottimistiche previsioni di crescita del Governo. Al momento è stata fatta richiesta da poche decine di aziende e per soli 70 milioni di euro complessivi, di cui poco più della metà autorizzata in termini di crediti di imposta fruibili;
quello che invece si può affermare con certezza è che secondo le stime dell'associazione dei costruttori italiani di macchine utensili il comparto vede un crollo drammatico del mercato del 26,5 per cento e un calo della produzione del 6,2 per cento. Ad oggi è del tutto evidente quanto sia stata fallimentare la scelta di abbandonare il modello utilizzato per "Industria 4.0", più immediato e lineare, in favore di un nuovo meccanismo la cui complessità è il Governo il primo a non saper gestire;
sempre il piano strutturale di bilancio di medio termine informa che il saldo di parte corrente della bilancia dei pagamenti in percentuale del PIL sarebbe in aumento graduale nell'orizzonte previsionale fino al 2,3 per cento nel 2027, stabile poi nel biennio 2028-2029, che la crescita del valore aggiunto nell'industria raggiungerebbe un picco nel 2026 e che il settore delle costruzioni dovrebbe stabilizzarsi, dopo la marcata espansione nel 2024, per poi crescere complessivamente in linea con il resto del comparto industriale. Non è chiaro, e di certo il piano non lo spiega, come esattamente dovrebbero realizzarsi tali ambiziosi obiettivi,
si chiede di sapere:
quali iniziative il Ministro in indirizzo intenda concretamente porre in essere per contrastare l'attuale calo della produzione industriale e per raggiungere gli obiettivi di crescita delineati nel piano strutturale di bilancio di medio termine che, alla luce dei dati e delle considerazioni esposti, appaiono irrealistici;
se non ritenga opportuno rimediare ai ritardi accumulati nell'attuazione delle misure legate agli incentivi del piano Transizione 5.0, prevedendo prioritariamente una proroga in favore delle imprese per la messa in funzione degli investimenti e convocando un tavolo con le associazioni di categoria per definire strategie di semplificazione delle criticità;
se non ritenga urgente adottare un modello efficace di trasferimento tecnologico in grado di rafforzare la competitività delle imprese italiane, sostenendo in particolare le piccole e medie imprese nell'accesso all'innovazione e nel superamento della strutturale carenza di competenze.
Interrogazione sulla crisi del settore dell'alta gamma
(3-01380) (02 ottobre 2024)
Cantalamessa, Romeo. - Al Ministro delle imprese e del made in Italy -
Premesso che:
dagli ultimi dati disponibili, i grandi gruppi del mercato del lusso, come LVMH e Kering, hanno fatto registrare per il 2024 un notevole calo degli ordini presso i fornitori italiani;
il nostro Paese è caratterizzato dalla presenza diffusa di imprese artigiane che operano nel settore dell'alta gamma e rappresentano una delle più alte espressioni del made in Italy;
l'industria italiana di alta gamma vale 144 miliardi di euro e fornisce un contributo al PIL del 7,4 per cento, con una quota dell'export di circa il 50 per cento. Il settore coinvolge 1.922.000 occupati, diretti e indiretti, e rappresenta un'eccellenza nel mondo, che racchiude la storia, la cultura e le tradizioni del nostro Paese;
ogni regione si distingue infatti per le sue specificità, le quali, mescolandosi con la creatività e l'abilità del lavoro degli artigiani, riescono ad esaltare l'unicità e la diversità dei nostri territori;
il saper fare è l'elemento che contraddistingue le imprese artigiane italiane, le quali anche grazie al genio creativo che le ha sempre caratterizzate hanno maturato nel tempo un importante patrimonio di competenze, conoscenze e abilità che ha permesso loro di raggiungere alti livelli di competitività;
oggi tale patrimonio rischia di essere disperso per via delle difficoltà in cui versa il settore dell'alta gamma;
il problema della carenza di giovani che intendono investire nel settore dell'alta gamma, perché divenuto negli anni sempre meno attrattivo, rappresenta il più grande ostacolo allo sviluppo competitivo dell'artigianato di alta gamma, a cui si aggiungono altre criticità, che vanno dalla stentata digitalizzazione, alla micro e piccola dimensione delle imprese che rende difficile la loro internazionalizzazione;
l'Unione europea ha recentemente approvato il regolamento (UE) 2023/2411 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 18 ottobre 2023, relativo alla protezione delle indicazioni geografiche per i prodotti artigianali e industriali e che modifica i regolamenti (UE) 2017/1001 e (UE) 2019/1753, il quale istituisce un sistema di protezione delle indicazioni geografiche per i prodotti di eccellenza,
si chiede di sapere quali azioni immediate il Ministro in indirizzo intenda intraprendere per rilanciare e promuovere la crescita e lo sviluppo del settore dell'alta gamma italiano, anche attraverso l'investimento nella formazione, nella diffusione capillare della digitalizzazione e nel sostegno alla sua internazionalizzazione.
Interrogazione sullo sviluppo del settore aerospaziale in Italia
(3-01383) (02 ottobre 2024)
Malan, De Carlo, Amidei, Ancorotti, Fallucchi, Maffoni, Pogliese, Liris. - Al Ministro delle imprese e del made in Italy -
Premesso che:
il settore dello spazio sta attraversando in questi anni una nuova fase di sviluppo, diventando un campo di confronto sempre più rilevante per le economie nazionali;
il 20 giugno 2024 il Consiglio dei ministri ha varato il disegno di legge in materia di economia dello spazio che, una volta approvato dal Parlamento, costituirà la prima legge quadro in materia spaziale nel nostro ordinamento, ponendo l'Italia all'avanguardia nel mondo e anticipando le intenzioni dell'Unione europea in merito a un regolamento per il settore;
l'Italia è protagonista della nuova era con i suoi astronauti e con le sue imprese e ha un peso sempre maggiore nell'ESA, con il sesto posto al mondo per investimenti nel settore in proporzione al PIL con 4,6 miliardi di euro allocati solo nel 2023, potendo contare su un comparto industriale che vede attive 250 imprese, 15 distretti e 6.000 addetti;
in un'intervista David Lisnard e Jean-Luc Moudenc, sindaci rispettivamente di Cannes e di Tolosa, due città molto competitive nel settore dell'aerospazio, hanno dichiarato che si è dinanzi ad un sorpasso dell'Italia rispetto la Francia per la crescita del settore aerospaziale;
dal 14 al 18 ottobre, Milano ospiterà la 75ª edizione dell'International astronautical congress: la città lombarda è stata selezionata dagli oltre 400 delegati dell'assemblea generale dell'International astronautical federation, anche in virtù degli investimenti previsti dal Governo nel settore spaziale, che testimoniano l'impegno dell'Italia a diventare leader in questo campo;
si prevede la partecipazione di migliaia di esperti del mondo dell'industria, della ricerca e delle istituzioni espressione del fiorente ecosistema globale di start up, imprenditori, laboratori, ricercatori e produttori coinvolti in attività spaziali;
l'edizione di quest'anno svilupperà i temi legati ad un uso più consapevole e responsabile dell'ambiente spaziale riassunti sotto la formula "responsible space for sustainability", con l'obiettivo di sensibilizzare la comunità internazionale evidenziando l'importanza di mantenerlo sicuro e aperto all'esplorazione, all'uso pacifico e alla cooperazione internazionale da parte delle generazioni presenti e future nell'interesse del pianeta e di tutte le nazioni,
si chiede di sapere quali siano gli obiettivi che il Governo intende perseguire con la sua politica aerospaziale e quali misure intenda adottare per garantire che l'Italia raggiunga i più alti livelli nel settore.
Allegato B
Congedi e missioni
Sono in congedo i senatori: Barachini, Bongiorno, Borgonzoni, Butti, Castelli, Cattaneo, Centinaio, De Poli, Durigon, Fazzolari, Garavaglia, La Pietra, Meloni, Mirabelli, Monti, Morelli, Orsomarso, Ostellari, Pirovano, Rauti, Rubbia, Segre, Sisto e Turco.
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Sono assenti per incarico avuto dal Senato i senatori: Spagnolli, per attività della 4ª Commissione permanente; Mennuni, per attività della 5ª Commissione permanente; Amidei, per attività della 9ª Commissione permanente; Dreosto, Floridia Aurora, Maiorino, Verducci e Zampa, per attività dell'Assemblea parlamentare del Consiglio d'Europa; Alfieri, Bilotti e Campione, per attività dell'Assemblea parlamentare dell'OSCE; Borghese, per attività dell'Unione Interparlamentare.
Disegni di legge, annunzio di presentazione
Senatori Borghi Enrico, Fregolent Silvia, Paita Raffaella, Musolino Dafne, Sbrollini Daniela, Scalfarotto Ivan
Disciplina e organizzazione del servizio pubblico radiofonico, televisivo e multimediale (1257)
(presentato in data 03/10/2024);
Ministro per gli affari europei, il Sud, le politiche di coesione e il PNRR
Delega al Governo per il recepimento delle direttive europee e l'attuazione di altri atti dell'Unione europea - Legge di delegazione europea 2024 (1258)
(presentato in data 03/10/2024).
Disegni di legge, assegnazione
In sede redigente
10ª Commissione permanente Affari sociali, sanità, lavoro pubblico e privato, previdenza sociale
Gov. Meloni-I: Ministro della salute Schillaci Orazio ed altri
Misure di garanzia per l'erogazione delle prestazioni sanitarie e altre disposizioni in materia sanitaria (1241)
previ pareri delle Commissioni 1ª Commissione permanente Affari costituzionali, affari della Presidenza del Consiglio e dell'Interno, ordinamento generale dello Stato e della Pubblica Amministrazione, editoria, digitalizzazione, 2ª Commissione permanente Giustizia, 3ª Commissione permanente Affari esteri e difesa, 5ª Commissione permanente Programmazione economica, bilancio, 6ª Commissione permanente Finanze e tesoro, 7ª Commissione permanente Cultura e patrimonio culturale, istruzione pubblica, ricerca scientifica, spettacolo e sport, 8ª Commissione permanente Ambiente, transizione ecologica, energia, lavori pubblici, comunicazioni, innovazione tecnologica, 9ª Commissione permanente Industria, commercio, turismo, agricoltura e produzione agroalimentare, Commissione parlamentare questioni regionali
(assegnato in data 03/10/2024).
Disegni di legge, nuova assegnazione
7ª Commissione permanente Cultura e patrimonio culturale, istruzione pubblica, ricerca scientifica, spettacolo e sport
in sede referente
Sen. Zanettin Pierantonio
Disposizioni per il riconoscimento degli alunni con alto potenziale cognitivo, l'adozione di piani didattici personalizzati e la formazione del personale scolastico (180)
previ pareri delle Commissioni 1ª Commissione permanente Affari costituzionali, affari della Presidenza del Consiglio e dell'Interno, ordinamento generale dello Stato e della Pubblica Amministrazione, editoria, digitalizzazione, 5ª Commissione permanente Programmazione economica, bilancio, 10ª Commissione permanente Affari sociali, sanità, lavoro pubblico e privato, previdenza sociale, Commissione parlamentare questioni regionali
Già deferito in sede redigente, alla 7ª Commissione permanente (Cultura, istruzione), è stato rimesso alla discussione e alla votazione dell'Assemblea.
(assegnato in data 01/10/2024);
7ª Commissione permanente Cultura e patrimonio culturale, istruzione pubblica, ricerca scientifica, spettacolo e sport
in sede referente
Sen. Marti Roberto
Istituzione di un piano sperimentale per favorire l'inserimento e il successo scolastico degli alunni con alto potenziale cognitivo e per la formazione specifica dei docenti (1041)
previ pareri delle Commissioni 1ª Commissione permanente Affari costituzionali, affari della Presidenza del Consiglio e dell'Interno, ordinamento generale dello Stato e della Pubblica Amministrazione, editoria, digitalizzazione, 5ª Commissione permanente Programmazione economica, bilancio, 10ª Commissione permanente Affari sociali, sanità, lavoro pubblico e privato, previdenza sociale, Commissione parlamentare questioni regionali
Già deferito in sede redigente, alla 7ª Commissione permanente (Cultura, istruzione), è stato rimesso alla discussione e alla votazione dell'Assemblea.
(assegnato in data 01/10/2024).
Governo, trasmissione di atti per il parere. Deferimento
Il Ministro per i rapporti con il Parlamento, con lettera del 2 ottobre 2024, ha trasmesso - per l'acquisizione del parere parlamentare definitivo,ai sensi dell'articolo 1, commi 2, quinto e sesto periodo, e 3, della legge 26 novembre 2021, n. 206 - lo schema di decreto legislativo concernente disposizioni integrative e correttive al decreto legislativo 10 ottobre 2022, n. 149, recante attuazione della legge 26 novembre 2021, n. 206, recante delega al Governo per l'efficienza del processo civile e per la revisione della disciplina degli strumenti di risoluzione alternativa delle controversie e misure urgenti di razionalizzazione dei procedimenti in materia di diritti delle persone e delle famiglie nonché in materia di esecuzione forzata (n. 137-bis).
Ai sensi delle predette disposizioni e dell'articolo 139-bis del Regolamento, lo schema di decreto è deferito alla 2ª Commissione permanente e, per i profili finanziari, alla 5ª Commissione permanente, che esprimeranno i rispettivi pareri entro 20 giorni dall'assegnazione.
Governo, trasmissione di atti
Il Ministro per i rapporti con il Parlamento, con lettera in data 3 ottobre 2024, ha inviato, ai sensi dell'articolo 12, comma 1, del decreto legislativo 25 febbraio 1999, n. 66, la relazione d'inchiesta relativa all'incidente occorso all'aeromobile Tecnam P2008-JC, marche di identificazione I-CNTA, nei pressi dell'aeroporto di Valbrembo (BG), in data 20 marzo 2022.
La predetta documentazione è deferita, ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento, alla 8a Commissione permanente (Atto n. 568).
Il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, con lettera in data 1° ottobre 2024, ha inviato, ai sensi dell'articolo 9 della legge 24 gennaio 1978, n. 14, la comunicazione concernente la nomina dell'ing. Federica Montaresi a Commissario straordinario dell'Autorità di sistema portuale del Mar Ligure Orientale (n. 61).
Tale comunicazione è deferita, per competenza, alla 8a Commissione permanente.
La Presidenza del Consiglio dei ministri, con lettera in data 2 ottobre 2024, ha comunicato, ai sensi dell'articolo 8-ter, comma 4, del regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 10 marzo 1998, n. 76, che è stata autorizzata, in relazione a un intervento da realizzare tramite un contributo assegnato per l'anno 2021 in sede di ripartizione della quota dell'otto per mille dell'IRPEF, una variazione senza oneri aggiuntivi in ordine al progetto "Valorizzazione dei prodotti forestali locali nella lotta alla malnutrizione infantile - comuni rurali di Garango, Komptoega, Boussouma nella regione centro-est e nel comune di Silly nella regione centro-ovest del Burkina Faso" dell'associazione Amici dello stato brasiliano dell'Espirito Santo - Centro di collaborazione universitaria (AES-CCC).
La predetta comunicazione è trasmessa alla 3a, alla 5a e alla 9a Commissione permanente.
Con lettere in data 2 ottobre 2024, il Ministero dell'interno, in adempimento a quanto previsto dall'articolo 141, comma 6 del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, ha comunicato gli estremi dei decreti del Presidente della Repubblica concernenti lo scioglimento dei consigli comunali di Lavello (Potenza) e di Pescorocchiano (Rieti).
Risposte scritte ad interrogazioni
(Pervenute dal 20 settembre al 3 ottobre 2024)
SOMMARIO DEL FASCICOLO N. 72
FINA, BAZOLI: sull'attuazione delle norme relative alla giustizia riparativa (4-01395) (risp. NORDIO, ministro della giustizia)
GASPARRI: sul coinvolgimento del generale Mori nell'indagine della Procura di Firenze sulle stragi del 1993 (4-01221) (risp. NORDIO, ministro della giustizia)
SILVESTRONI: sulle ricadute in termini ambientali e di salute della realizzazione del termovalorizzatore di Roma capitale (4-01315) (risp. PICHETTO FRATIN, ministro dell'ambiente e della sicurezza energetica)
sulle ricadute in termini ambientali e di salute della realizzazione del termovalorizzatore di Roma capitale (4-01316) (risp. PICHETTO FRATIN, ministro dell'ambiente e della sicurezza energetica)
sulle ricadute in termini ambientali e di salute della realizzazione del termovalorizzatore di Roma capitale (4-01317) (risp. PICHETTO FRATIN, ministro dell'ambiente e della sicurezza energetica)
Interrogazioni
NATURALE, PIRONDINI, ALOISIO, CASTIELLO, LOPREIATO, GUIDOLIN, DAMANTE, LICHERI Sabrina, SIRONI, DI GIROLAMO, CATALDI, LOREFICE, NAVE, FLORIDIA Barbara - Al Ministro dell'agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste. - Premesso che:
in data 27 settembre 2024, Coldiretti Puglia, per il tramite dei canali di diffusione on line, ha lanciato un preoccupante allarme relativo a ciò che sta avvenendo in Capitanata, in Puglia. Nel territorio, infatti, i viticoltori si trovano a consegnare "le uve alle cantine, ma senza che ci sia un prezzo chiaro per il pagamento del prodotto";
la dannosa pratica commerciale, che ha colpito, in particolare nella provincia di Foggia, i paesi di San Severo, Torremaggiore, San Paolo Civitate, Serracapriola e Chieuti, implica l'irragionevole assenza delle quotazioni delle uve da vino a vendemmia ormai conclusa;
considerato che:
il decreto legislativo 8 novembre 2021, n. 198, in materia di pratiche commerciali sleali nei rapporti tra imprese nella filiera agricola e alimentare (di recente modificato in senso rafforzativo, oltre che definitorio, dal decreto-legge 15 maggio 2024, n. 63, convertito, con modificazioni, dalla legge 12 luglio 2024, n. 101), non pare ottenere dal punto di vista attuativo gli effetti sperati;
la stessa associazione di categoria ne rivendica la piena applicazione al fine di rendere più equa la distribuzione del valore lungo la filiera produttiva, evitando che gli anelli più deboli possano risentire di una posizione sfavorevole, per lo più imposta dai meccanismi negoziali lesivi;
la situazione, oltre a rappresentare la plastica inidoneità dell'apparato esecutivo ad arginare efficacemente le problematiche che attanagliano il comparto primario, costituisce un'aggravante rispetto allo status quo già sofferto dagli operatori del settore, stretti nella morsa delle fitopatie, degli effetti nefasti del cambiamento climatico, dei furti di quintali di uva da vino, dell'aumento dei costi energetici;
il perdurare di una simile circostanza (che peraltro investe pericolosamente altri beni alimentari di largo consumo e simbolo del made in Italy, tra cui il grano) comporta un irreversibile pregiudizio a carico dei produttori, già esposti, e senza alcuna protezione, rispetto ai competitor europei ed extraeuropei,
si chiede di sapere:
se il Ministro in indirizzo ritenga che quanto descritto costituisca una pericolosa lesione dei principi di trasparenza, correttezza, proporzionalità e reciproca corrispettività delle prestazioni, come cristallizzati dal decreto legislativo n. 198 del 2021, cui devono essere adeguati i contratti di cessione di beni alimentari;
quali azioni intenda porre in essere al fine di conferire concretezza applicativa al quadro normativo in materia di contrasto alle pratiche sleali nella filiera agricola e alimentare;
se ritenga improcrastinabile approntare adeguate misure di efficace tutela, coerentemente con la denominazione evocativa del Ministero dell'agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste, dei produttori vitivinicoli italiani, onde evitare, quale effetto collaterale, un'ulteriore erosione della loro posizione economica nelle piattaforme internazionali.
(3-01385)
MARTELLA - Al Ministro della giustizia. - Premesso che:
venerdì 27 e sabato 28 settembre 2024 nella casa circondariale di Baldenich a Belluno sono stati registrati due episodi di aggressione da parte di detenuti ad agenti della Polizia penitenziaria;
come riportato da diversi organi di stampa un detenuto ha preso a schiaffi un agente, che è dovuto ricorrere alle cure del pronto soccorso riportando una prognosi di 7 giorni. Aiutato da altri detenuti, l'aggressore ha poi preso di mira i citofoni e il sistema automatico di apertura dei cancelli dell'edificio, distruggendoli. Nel frattempo, altri reclusi hanno immobilizzato due agenti, minacciandoli con armi improvvisate all'interno del carcere. Tra i sistemi adottati per ferire le guardie vi sono anche le lamette da barba, tolte da rasoi in plastica in dotazione individuale e poi infilate nei manici di plastica o legno o attaccati al ferro delle maniglie delle porte;
sabato 28 settembre si sono verificate poi altre due tentate aggressioni al personale di servizio all'interno della sezione "comuni". In questa occasione sono stati gli stessi compagni di cella a intervenire per riportare la calma;
solo nel 2024 nella casa circondariale di Belluno si sono verificate numerose aggressioni, 4 tra aprile e maggio, poi ancora a giugno e una rivolta il 5 agosto con un principio di incendio;
le diverse organizzazioni sindacali della Polizia penitenziaria denunciano da tempo la situazione di emergenza e chiedono interventi urgenti da parte dell'amministrazione penitenziaria;
la sezione "comuni" della casa circondariale di Belluno risale al 1930 e risulta del tutto inadeguata alle esigenze di benessere e di sicurezza dei detenuti e del personale;
l'organico previsto per la casa circondariale di Baldenich è di 122 agenti, tuttavia figurano in servizio 92 persone delle quali solo 80 operative. Tale carenza di organico incide pesantemente, comportando turni massacranti, ore di lavoro straordinario accumulate e un contesto sempre più complicato nel quale dover garantire la sicurezza per sé, per i colleghi e per gli stessi reclusi;
gli episodi riportati vanno inquadrati in una dimensione più ampia di sofferenza del mondo carcerario testimoniato dal drammatico aumento del numero dei suicidi, atti di autolesionismo e dalle violente proteste negli istituti penitenziarti di tutta Italia;
come noto l'Italia figura da sempre tra i Paesi con gli istituti penitenziari più affollati dell'Unione europea, la cui situazione gravemente compromessa è testimoniata e confermata, in termini assolutamente drammatici, dal numero allarmante di suicidi in carcere. Il sistema carcerario italiano, infatti, è ancora caratterizzato da una pesante situazione di sovraffollamento che raggiunge a livello nazionale il 119,3 per cento, anche a causa delle politiche adottate da questo Governo improntate ad un pericoloso "panpenalismo", che ha portato anche ad un significativo incremento della popolazione carceraria minorile a seguito dell'approvazione del "decreto Caivano",
si chiede di sapere quali iniziative intenda assumere il Ministro in indirizzo per affrontare le criticità relative alla casa circondariale di Belluno e per rispondere alle sollecitazioni degli operatori del settore al fine di porre rimedio alle drammatiche condizioni in cui versa il sistema carcerario italiano, al fine di tutelare la popolazione carceraria e gli agenti di Polizia penitenziaria che si trovano a vivere in condizioni estreme.
(3-01386)
MAIORINO, PIRRO - Al Ministro dell'istruzione e del merito. - Premesso che:
Christian Raimo, insegnante e scrittore, noto per il suo impegno culturale e sociale, è stato recentemente oggetto di un nuovo procedimento disciplinare, il secondo, che potrebbe portare al suo licenziamento, a causa di dichiarazioni pubbliche critiche nei confronti dell'attuale Ministro dell'istruzione e del merito e delle scelte politiche del Ministero;
Raimo ha espresso le proprie opinioni su temi legati alla scuola e alle politiche educative in virtù del proprio ruolo di cittadino e di intellettuale, esercitando il diritto alla libertà di espressione, garantito dall'articolo 21 della Costituzione, secondo cui "Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione": tale diritto risulta fondamentale per la tenuta democratica del Paese e per il confronto pubblico, specialmente su temi di interesse collettivo come l'istruzione;
l'articolo 33 della Costituzione, inoltre, sancisce la libertà dell'insegnamento, affermando: "L'arte e la scienza sono libere e libero ne è l'insegnamento". Questa disposizione costituzionale è volta a proteggere l'autonomia e la libertà di espressione di coloro che operano nel mondo dell'educazione;
considerato che, a giudizio degli interroganti:
la libertà di espressione e la critica costruttiva verso le scelte politiche sono elementi fondamentali per il miglioramento delle istituzioni democratiche, e la repressione di queste manifestazioni rischia di creare un clima di intimidazione e censura, in contrasto con i principi costituzionali e con i più elementari diritti;
eventuali azioni disciplinari contro un insegnante per aver esercitato il proprio diritto alla critica politica rischiano di costituire un pericoloso precedente, capace di limitare la libertà di parola e d'insegnamento all'interno del sistema scolastico, minando il pluralismo delle idee nonché la libertà e l'autonomia che vi sottostanno e ne sono il presupposto;
le misure disciplinari sembrano pertanto in evidente contrasto con i diritti e le libertà fondamentali riconosciuti dalla nostra Carta costituzionale, oltre a rappresentare una preoccupante forma di pressione sui lavoratori del settore pubblico, che devono poter svolgere le proprie funzioni in un contesto di piena autonomia e rispetto della legalità democratica,
si chiede di sapere:
quali siano le motivazioni del procedimento disciplinare avviato nei confronti del professor Raimo, e se siano in linea con il rispetto dei diritti costituzionali garantiti dagli articoli 21 e 33 della Costituzione;
se il Ministro in indirizzo non ritenga che il provvedimento disciplinare costituisca una forma di limitazione della libertà di espressione e d'insegnamento, minando il pluralismo delle opinioni nel dibattito pubblico;
se si intenda effettivamente procedere al licenziamento di Christian Raimo per le sue dichiarazioni pubbliche e se tale decisione non costituisca una violazione delle libertà costituzionali garantite agli insegnanti e ai cittadini in generale;
se non ritenga opportuno adottare misure che garantiscano il pieno rispetto della libertà di espressione dei docenti, evitando che possano essere sanzionati per aver criticato le politiche del Ministero o del Governo, nel rispetto della Costituzione;
quali iniziative intenda assumere, nel pieno rispetto dell'autonomia amministrativa, organizzativa, didattica, di ricerca e di progettazione educativa, per tutelare e rafforzare la libertà di espressione e la libertà di insegnamento nel contesto scolastico, evitando che gli insegnanti possano subire ritorsioni per le loro opinioni politiche o critiche.
(3-01387)
TURCO - Ai Ministri delle imprese e del made in Italy e dell'ambiente e della sicurezza energetica. - Premesso che, a giudizio dell'interrogante:
Taranto, città abbracciata dai due mari e danneggiata dall'industria inquinante, sembra essere sempre più lontana non solo dagli occhi, ma soprattutto dalle necessarie attenzioni del Governo Meloni, che, imperterrito persevera in scelte non solo sbagliate e assolutamente inopportune, ma soprattutto fortemente dannose per la salute e l'ambiente di un territorio ormai troppo bistrattato;
ulteriore dimostrazione di tale disinteresse e miopia del Governo nei confronti della città e dei suoi abitanti è rappresentata dall'ennesimo "prestito ponte" di 320 milioni di euro, concesso ad un tasso di interesse annuo dell'11,6 per cento e destinato ad alimentare la continuità produttiva a carbone di Acciaierie d'Italia in amministrazione straordinaria, che nel luglio 2024 ha ricevuto il via libera della Commissione europea;
in merito nell'agosto 2024 è stata presentata un'interrogazione alla Commissione europea, affinché questa si esprima circa la compatibilità della ripartenza della produzione attraverso il ciclo integrale a carbone, prevista nel finanziamento, con gli obiettivi e le tempistiche di decarbonizzazione del "green deal" e la direttiva 2010/75/UE, nonché con la necessità di un riesame dell'autorizzazione integrata ambientale, ormai scaduta nell'agosto 2023 e non ancora rinnovata, che garantisca la sostenibilità ambientale e la tutela della salute dei cittadini e dei lavoratori;
peraltro, il 28 settembre 2024, nel corso dei lavori della 87a fiera del Levante a Bari, il Ministro in indirizzo ha accennato alla possibilità che una nave rigassificatrice della società azera Baku Steel, che ha partecipato alla gara per acquisire gli impianti del settore siderurgico, potrebbe essere stanziata nel porto di Taranto. "La proposta mi è stata fatta qualche mese fa, a prescindere dalla gara per la vendita dell'ex Ilva, per approvvigionare il sito di Taranto attraverso una nave rigassificatrice e un investimento diretto della loro azienda. (...) Successivamente la società azera ha fatto un'offerta all'interno di questa procedura per l'intero asset produttivo, ovviamente con l'intenzione di alimentarla con il loro gas attraverso la loro nave. Ed è una delle offerte in campo" ("corriereditaranto.it", 29 settembre 2024);
considerato che:
il ciclo integrale col fossile dell'ex ILVA è totalmente incompatibile con la salute umana ed è fatto risaputo, provato scientificamente e supportato da inequivocabili dati epidemiologici, non ultima la missiva alla Procura della Repubblica di Taranto, inviata dall'Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (12 agosto 2024), contenente i recentissimi ed allarmanti numeri relativi al superamento del valore consentito di biossido di azoto emesso dall'altoforno 4, il tutto accertato dall'Agenzia regionale per la protezione dell'ambiente della Puglia che riporta un aumento di 100 milligrammi su normalmetrocubo rispetto all'imposto limite giornaliero, dato emerso per il secondo trimestre dell'anno in corso, nei pressi del camino E317, in un periodo di produzione minima;
l'eventualità di aggiungere la presenza di un rigassificatore nelle acque di Taranto significherebbe continuare a deteriorare senza soluzione di continuità le condizioni ambientali di una città già fortemente provata in tal senso e notoriamente martoriata dalla concentrazione di più fonti di rischio per la salute dei suoi abitanti (ex ILVA, ENI, base navale NATO, eccetera);
oltre all'evidente aggravio di danno alla salute dei tarantini, la scelta di continuare a produrre acciaio con queste modalità si rivela sconveniente e assolutamente antieconomica per il prossimo futuro, anche alla luce delle parole pronunciate dallo stesso Antonio Gozzi, presidente di Acciaierie d'Italia, che, in maniera drastica, ha denunciato un'imminente fine del settore siderurgico in considerazione di due obiettivi europei che mettono in crisi le prospettive dell'impianto: la scomparsa delle quote gratuite di anidride carbonica, che prevede la perdita della gratuità dell'emissione di anidride carbonica a far data dal 2030 e finora garantita agli altiforni e la quantità di idrogeno verde da utilizzare nell'attività di produzione attraverso forni elettrici, che la UE ha portato al 40 per cento nei primi tre anni di funzionamento e imposto al 75 per cento dal quarto, contro il decimo previsto dal Governo;
ritenuto pertanto che, stando alle attuali condizioni, questi obiettivi sono risultati impossibili da raggiungere, alla luce del fatto che nessun investitore potrà mai impegnarsi nel ripristino di vecchi altiforni che non potranno più godere di quote gratuite di anidride carbonica, che dovranno quindi essere acquistate, provocando un evidente stato di antieconomicità delle operazioni,
si chiede di sapere:
se sia nelle intenzioni dei Ministri in indirizzo chiarire quale sia la logica seguita nel concedere un prestito ponte da 320 milioni di euro all'ex ILVA per far ripartire la produzione a ciclo integrale a carbone, riattivando gradualmente i 4 altiforni disponibili, che, oltre ad essere in palese contrasto con gli obiettivi europei di sostenibilità ambientale e con la tutela alla salute, risulta ingiustificato anche sul profilo economico, con possibile conseguente danno erariale;
se intendano realmente rendersi partecipe di quello che l'interrogante ritiene un ulteriore disastro ambientale, attraverso la costruzione di un rigassificatore nella città di Taranto, dando vita ad una forma di ingiustificato accanimento contro un territorio che invece richiede di essere risarcito, risanato e riconvertito in nome delle vite che ha già sacrificato per la dissennatezza di chi ha preferito il profitto alla salute e al benessere collettivo;
se abbiano intenzione di fornire chiarimenti sulle strategie che ritengono di porre in essere per rimediare a tale situazione di miopia delle politiche industriali finora attuate, considerando che sarà impossibile restituire il prestito ponte, data la non convenienza economica dell'operazione, e che la mancanza di garanzie per la salubrità di un territorio come quello di Taranto, oltre a ripercuotersi sull'economia dell'intera collettività nazionale per la crescente incidenza del costo sanitario, non può più essere considerata secondaria rispetto alle logiche della grande industria;
se abbiano proceduto a definire il piano di decarbonizzazione più volte annunciato, con il relativo piano degli investimenti e di copertura del fabbisogno finanziario.
(3-01388)
MARTELLA - Al Ministro dell'interno. - Premesso che:
sono stati affissi in vari comuni, tra cui Portogruaro, San Donà di Piave e San Stino, in provincia di Venezia, manifesti con lo slogan "La Russia non è nostra nemica";
questi manifesti, che sono comparsi anche in altre città d'Italia, sono divenuti oggetto di notizia per i media internazionali, tra cui la "CNN", mentre non hanno suscitato alcun tipo di attenzione mediatica in Italia;
i cartelloni sono comparsi prima in alcune città del Nord, poi anche a Roma, dove sono stati notati dall'ambasciata ucraina, che ha stigmatizzato la vicenda: "Siamo profondamente preoccupati dall'arroganza della propaganda russa nella Città Eterna. Chiediamo al Comune di Roma di riesaminare la concessione dei permessi per tali manifesti che hanno un chiaro scopo di riabilitare l'immagine dello stato aggressore";
mentre nella capitale i manifesti sono stati rimossi, in altri centri sono rimasti al proprio posto;
nell'ambito della normativa relativa all'assegnazione di spazi pubblicitari pubblici sono vietate campagne il cui contenuto sia lesivo di principi di libertà individuali, nonché di diritti civili e politici,
si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza di quanto riportato e quali iniziative, per quanto di competenza, intenda adottare al fine di fare chiarezza sulla vicenda dai profili decisamente oscuri e inquietanti.
(3-01389)
MISIANI, BASSO, MALPEZZI, ZAMBITO, VERINI, FURLAN, ROJC, GIACOBBE, MANCA, CAMUSSO, FINA, MARTELLA, CRISANTI, IRTO, ROSSOMANDO, VERDUCCI, TAJANI, VALENTE, BAZOLI, DELRIO - Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti. - Premesso che:
in data 2 ottobre 2024, una serie di "guasti tecnici" su diverse linee ferroviarie del Paese ha causato forti ritardi, cancellazioni e blocchi alla circolazione dei treni. Dalle ore 6.30 la circolazione tra le due stazioni principali di Roma, Termini e Tiburtina, si è bloccata. Il traffico è ripreso intorno alle ore 8.45, ma la circolazione è rimasta fortemente rallentata e più di 100 treni sono stati cancellati, con ritardi per altri convogli che hanno raggiunto le 4 ore. I disagi per i viaggiatori sono arrivati anche da altri guasti sulle linee adriatica e tirrenica: sulla Bologna-Ancona la circolazione è stata rallentata in direzione Ancona per un guasto alla linea a Villa Selva e i treni alta velocità, Intercity e regionali hanno fatto registrare ritardi fino a 50 minuti. La circolazione sulla linea Pisa-Roma è stata rallentata per un guasto alla linea a Gavorrano con conseguenti forti ritardi e disagi per gli utenti;
questi sono solamente gli ultimi di una lunga serie di malfunzionamenti che hanno interessato l'infrastruttura ferroviaria nazionale nel corso degli ultimi mesi;
il 22 luglio 2024, in seguito allo sviamento di alcuni carri di un treno merci nei pressi di Centola, Trenitalia ha sospeso la circolazione ferroviaria sulla linea Battipaglia-Sapri, arrecando gravi disagi al trasporto dei pendolari del Mezzogiorno nel pieno della stagione turistica. Per consentire lo svolgimento in sicurezza dei lavori di ripristino dell'infrastruttura, infatti, è risultato necessario tagliare in due l'Italia, interrompendo per 4 giorni il collegamento ferroviario tra la Calabria, la Sicilia e il resto del Paese;
l'8 agosto, invece, alcuni roghi divampati a ridosso dei binari nel tratto compreso tra Salone e Anagni hanno determinato l'interruzione della linea ad alta velocità Roma-Napoli, con interruzione del servizio e pesanti ricadute sui tempi di percorrenza di alcune direttrici regionali e interregionali;
oltre a ciò, per fare fronte all'esigenza di completare i lavori di potenziamento strutturale della rete non più rinviabili in ragione dell'afflusso dei fondi del PNRR, il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti ha autorizzato in agosto l'apertura contestuale di numerosi cantieri (forieri di ulteriori ritardi e limitazioni) senza prevedere adeguate misure sostitutive. Conseguentemente, su tutto il territorio nazionale si sono registrati continui ritardi e soppressioni di corse che hanno influito sulla mobilità di numerosi pendolari e sui turisti;
oltre a complicare la vita dei pendolari, i quali si trovano costretti, in molti casi, ad affrontare vere e proprie odissee o salassi per raggiungere le mete prefissate, i malfunzionamenti della rete ferroviaria e l'accorpamento dei lavori di manutenzione hanno comportato anche un aumento esponenziale dei costi delle soluzioni di mobilità alternative. Come rilevato dall'osservatorio nazionale di Federconsumatori, le frequenti interruzioni del servizio ferroviario hanno determinato un aumento pari fino al 72 per cento delle tratte aeree sostitutive, aggravando ulteriormente il problema del "caro voli";
nella giornata del 15 settembre si sono registrati sulla linea alta velocità Milano-Bologna-Firenze forti rallentamenti dovuti ad un guasto tecnico verificatosi in prossimità di Piacenza. I ritardi, stimati inizialmente nella misura di 60 minuti, sono poi raddoppiati in breve tempo, comportando un aumento dei tempi di percorrenza pari a 4 ore su alcune tratte. Come comunicato successivamente dal gruppo delle Ferrovie dello Stato, l'interruzione della circolazione è stata causata da complicazioni tecniche emerse nell'ambito dei lavori di ammodernamento tecnologico della tratta;
considerato che:
questi episodi si inseriscono in un quadro generale del trasporto ferroviario caratterizzato da annose criticità di carattere territoriale. Persistono infatti differenze marcate in termini sia della qualità che della frequenza del servizio offerto, in particolare tra Nord e Sud e tra le linee principali e quelle secondarie. La concentrazione degli interventi sulle grandi opere ferroviarie ha distolto l'attenzione rispetto ai vari problemi che affliggono la mobilità quotidiana dei pendolari e ha fatto passare in secondo piano quegli interventi migliorativi indispensabili per la mobilità, quali i raddoppi ferroviari, i passanti e le elettrificazioni, che contribuirebbero in maniera decisiva a migliorare la qualità del trasporto per milioni di utenti;
desta inoltre preoccupazione il divario sempre più ampio tra Nord e Sud in termini di età dei treni e qualità delle infrastrutture. Al Sud l'età media dei convogli è di 18,1 anni, in calo rispetto ai 19,2 anni del 2020, ma ancora molto lontana dai 14,6 anni del Nord. In Calabria e Molise l'anzianità media del parco rotabile si spinge rispettivamente fino ai 21,4 e ai 22,6 anni. Oltre a ciò, si osserva che 4 delle 12 linee ferroviarie peggiori d'Italia si trovano al Sud, così come si registrano nel Mezzogiorno i numeri meno incoraggianti in termini di elettrificazione della rete e di tempi di percorrenza;
i disagi cronici che caratterizzano il servizio non sono imputabili pertanto solo al picco delle cantierizzazioni. La causa dei disagi va ricercata anche nella totale assenza di pianificazione, e nell'incapacità da parte delle autorità competenti di investire nel servizio ferroviario locale e regionale al fine di minimizzare i disagi alla mobilità;
la situazione che si è determinata nel corso degli ultimi mesi impone pertanto una profonda riflessione sulle politiche di gestione delle infrastrutture ferroviarie. La manifesta incapacità di far fronte a incidenti e contrattempi, sommata alla totale assenza di visione strategica e sensibilità verso le esigenze dei viaggiatori, certifica l'approccio di corto respiro del Governo rispetto alle sfide legate al trasporto su ferro, il quale rappresenta un vettore di sviluppo imprescindibile per le sorti del Paese,
si chiede di sapere:
quali misure il Ministro in indirizzo abbia adottato o intenda adottare al fine di risolvere tempestivamente la problematica dei "guasti tecnici" e dei malfunzionamenti sull'intera rete ferroviaria nazionale e quali misure abbia richiesto a RFI a garanzia del buon funzionamento dell'infrastruttura ferroviaria e dei treni e per rafforzare la capacità di pronto intervento necessaria a ridurre i ritardi e i disagi per i i cittadini e i pendolari;
se non ritenga opportuno riferire, entro brevi termini, in merito alla gestione approssimativa degli interventi di ammodernamento dell'infrastruttura ferroviaria legati ai fondi del PNRR, anche al fine di prospettare misure risolutive che possano limitare nei prossimi mesi i disagi alla mobilità ferroviaria sull'intero territorio nazionale;
quali misure compensative intenda predisporre a favore degli utenti che hanno subito ritardi o cancellazioni di corse ferroviarie;
quali azioni intenda adottare, nell'ambito delle proprie competenze, al fine di rafforzare gli investimenti nel servizio ferroviario locale e regionale, di minimizzare i disagi alla mobilità locale e di ridurre le disparità territoriali nell'erogazione dei servizi di mobilità ferroviaria, garantendo all'intera cittadinanza il pieno accesso alla modalità ferroviaria.
(3-01390)
Interrogazioni con richiesta di risposta scritta
IANNONE - Al Ministro dell'interno. - Premesso che:
in data 3 ottobre 2024 è stato emesso un provvedimento di custodia cautelare in carcere per Francesco Alfieri, sindaco di Capaccio-Paestum e presidente della Provincia di Salerno;
le accuse a carico di Alfieri sono di estrema gravità, soprattutto per chi ricopre importanti cariche di vertice amministrativo locale;
la grave misura cautelare della carcerazione lascia pensare che ci siano riscontri molto consistenti e che l'autorità giudiziaria ravvisi pericolo di fuga o di inquinamento delle prove o reiterazione del reato;
i militari del comando provinciale della Guardia di finanza di Salerno hanno dato esecuzione ad un'ordinanza applicativa di misure cautelari personali e reali nei confronti di 6 indagati a cui risultano contestati i reati di turbata libertà degli incanti e corruzione per atto contrario ai doveri d'ufficio, procedendo contestualmente al sequestro, nella forma diretta e per equivalente, di un ammontare superiore ai 543.000 euro;
in particolare è stata disposta la custodia cautelare in carcere, come detto, nei confronti di Francesco Alfieri, nonché la custodia domiciliare nei confronti di Vittorio De Rosa e Alfonso D'Auria, rispettivamente legale rappresentante e procuratore speciale della Dervit S.p.A., Elvira Alfieri, legale rappresentante della Alfieri impianti S.r.l. nonché sorella del sindaco, Andrea Campanile, dipendente del Comune di Capaccio facente parte dello staff del sindaco, e Carmine Greco, responsabile tecnico del Comune nonché responsabile unico dei procedimenti di cui alle contestazioni;
le indagini, condotte congiuntamente dal gruppo della Guardia di finanza di Eboli e dal nucleo di polizia economico-finanziaria della Guardia di finanza di Salerno, riguardano alcune procedure di affidamento di lavori e, in particolare, quella relativa all'intervento di adeguamento, ampliamento e efficientamento energetico dell'impianto di pubblica illuminazione comunale (primo lotto funzionale) e quella relativa ai "lavori di adeguamento e riqualificazione energetica della pubblica illuminazione stradale del Comune, con corpi illuminanti a LED e sistemi automatici di regolazione - telecontrollo e telegestione del flusso luminoso" entrambe bandite dal Comune di Capaccio-Paestum ed aggiudicate alla Dervit;
secondo la ricostruzione accusatoria, allo stato condivisa dal giudice per le indagini preliminari, ma suscettibile di successive ulteriori valutazioni, gli indagati a vario titolo avrebbero turbato con collusioni ed altri mezzi fraudolenti le procedure negoziate volte ad affidare le commesse pubbliche citate, al fine di garantire alla Dervit l'aggiudicazione dei lavori;
secondo la ricostruzione della Procura della Repubblica, fondata essenzialmente su intercettazioni e sull'esame della documentazione, anche informatica, acquisita nel corso di perquisizioni svoltesi il 30 gennaio 2024, molto tempo prima dell'ufficiale indizione delle gare indicate, Campanile e D'Auria, operando il primo in nome e per conto di Francesco Alfieri e il secondo in nome e per conto di Vittorio De Rosa, legale rappresentante della Dervit, avevano concordato le strade da inserire nel progetto esecutivo concernente le future gare, i tempi e i costi dei singoli interventi, nonché ogni altro dettaglio tecnico concernente i futuri lavori, dando per certo che sarebbe stata la Dervit ad aggiudicarsi gli appalti;
la società, dopo il perfezionamento degli accordi, avrebbe provveduto, attraverso sue propaggini organizzative, alla materiale redazione degli atti delle due procedure;
contestualmente, Carmine Greco, operando sempre su mandato del sindaco Alfieri, aveva conferito un incarico in una delle procedure ad un professionista esterno affinché firmasse gli atti materialmente redatti dalla Dervit, prevedendo peraltro, a fronte di una prestazione concretatasi nell'assunzione della paternità di un elaborato al quale era rimasto estraneo, il pagamento della somma di circa 70.000 euro, poi materialmente non corrisposta; in altra procedura lo stesso Greco si era personalmente assunto la paternità degli atti predisposti dalla società che si sarebbe aggiudicata l'appalto.
sempre Greco si era adoperato per invitare a partecipare alle procedure negoziate ditte compiacenti o non aventi i requisiti per aggiudicarsi le gare, in modo tale da rendere blindata l'aggiudicazione alla Dervit, predesignata fin dal principio quale vincitrice delle procedure negoziate;
ulteriore profilo di illegittimità dell'aggiudicazione è stato individuato nel ricorso ad una procedura di gara aggiudicata con un ribasso rispetto al prezzo a base d'asta di circa il 17 per cento nella prima e di circa il 5 per cento nella seconda, benché la Dervit, peraltro in associazione temporanea con altra impresa, fosse già stata incaricata della manutenzione ordinaria e straordinaria dell'impianto di illuminazione del Comune di Capaccio con contratto di concessione che prevedeva che qualsiasi intervento, anche innovativo, sull'impianto dovesse essere svolto dall'associazione di imprese, con un ribasso pari al 33 per cento;
con riferimento al secondo appalto, inoltre, l'aggiudicazione alla Dervit è stata effettuata, secondo la prospettazione ritenuta fondata dal giudice, in violazione del principio di rotazione nell'affidamento delle commesse pubbliche previsto dal codice degli appalti;
al fine di ottenere dalla Regione Campania il finanziamento dell'intervento della seconda gara, il Comune, con dichiarazione a firma del sindaco Alfieri, aveva falsamente dichiarato che il locale impianto di illuminazione era gestito da una società in house, laddove, viceversa, la gestione era stata attribuita in concessione alla predetta associazione di imprese;
attesi il ritardo, e la successiva sospensione, dell'erogazione del finanziamento regionale, il Comune di Capaccio, su impulso del sindaco, al fine di garantire alla Dervit la regolarità dei pagamenti, aveva approvato una perizia di variante, per un valore netto di 160.692,26 euro, nell'ambito della procedura relativa all'intervento di adeguamento, ampliamento e efficientamento energetico dell'impianto di pubblica illuminazione comunale; tale perizia di variante, peraltro, è stata adottata sempre previa predisposizione degli atti da parte della Dervit;
secondo il provvedimento cautelare, quale corrispettivo per l'ottenimento degli appalti indicati la Dervit aveva concesso alla Alfieri impianti, società legalmente rappresentata da Elvira Alfieri, ma di fatto riconducibile al fratello Francesco in subappalto e subaffidamento parte dei lavori, dalla medesima svolti a Battipaglia, dei quali era risultata aggiudicataria all'esito di una terza e distinta gara bandita dallo stesso Comune, allo stato non oggetto di contestazioni, per un ammontare complessivo superiore al milione di euro, nonché, l'ulteriore somma di 250.302,60 euro, oggetto di sequestro preventivo disposto dal giudice, corrispondente al maggior costo dei materiali forniti dalla Alfieri impianti nell'esecuzione dei subcontratti indicati rispetto a quelli identici che la Dervit acquistava dal medesimo fornitore di entrambe;
identico provvedimento cautelare reale ha avuto ad oggetto la somma di ammontare pari a 293.545,263 euro, corrispondente al profitto conseguito dalla Dervit derivante dal reato di corruzione,
si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dei gravi fatti esposti e quali iniziative intenda adottare, ferme restando l'attività giudiziaria e la presunzione d'innocenza, per garantire un proseguimento delle attività amministrative del Comune di Capaccio-Paestum e della Provincia di Salerno, che per effetto della misura cautelare si trovano senza un vertice politico in grado di agire.
(4-01485)
MURELLI - Al Ministro dell'economia e delle finanze. - Premesso che:
il Comune di Piacenza ha affidato alla società Piacenza parcheggi-GPS l'area di piazza Cittadella per la realizzazione di un parcheggio;
l'amministrazione comunale ha comunicato che l'operazione sarà cofinanziata, oltre che dalla Banca del Fucino, anche dal Mediocredito centrale, per un importo di 14,7 milioni di euro;
sulla regolarità complessiva dell'operazione sono stati sollevati dubbi e perplessità sia dai media locali che da atti di sindacato ispettivo di alcuni gruppi consiliari di opposizione, poiché la consegna materiale delle aree alla società parrebbe essere avvenuta in assenza di alcune condizioni ad essa necessarie: la presenza di garanzie bancarie da un lato, e l'integrazione della polizza fideiussoria dall'altro;
tra la società e il Comune sussisterebbe, infatti, un contenzioso di circa 90.000 euro per omesso pagamento dell'IMU proprio sulle aree di piazza Cittadella, il che farebbe venir meno la regolarità dei rapporti tra l'amministrazione comunale e la società, e la sua controllante, condizione necessaria per la stipula e l'erogazione delle garanzie. Così come, si è detto, l'importo della polizza fideiussoria offerta sarebbe inferiore a quanto previsto dal contratto originario e dall'addendum sottoscritto tra le parti;
la stessa Procura di Piacenza ha intrapreso pochi giorni fa un'attività ispettiva per far luce sulla regolarità della procedura che ha portato all'affidamento della realizzazione del parcheggio;
considerato che:
il Mediocredito centrale ha impegnato ingenti risorse pubbliche per garantire la realizzazione dell'opera;
l'istituto è controllato da Invitalia, società il cui socio unico è il Ministero dell'economia e delle finanze,
si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dei fatti illustrati, e quali siano le misure che intende adottare per verificare e assicurare il corretto utilizzo di risorse pubbliche da parte dell'istituto di credito coinvolto.
(4-01486)
BIZZOTTO, BERGESIO, TESTOR, TOSATO - Ai Ministri dell'ambiente e della sicurezza energetica e dell'agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste. - Premesso che:
il 26 settembre 2024, il Consiglio Competitività della UE ha approvato in via definitiva la decisione relativa alla presentazione a nome dell'Unione di una proposta di modifica degli allegati II e III della Convenzione di Berna per abbassare lo status di protezione del lupo da "rigorosamente protetto" a "protetto";
con il voto espresso in sede di Consiglio, la Commissione europea, in quanto parte contraente, è stata infatti incaricata di sottoporre la questione al comitato permanente della Convenzione sulla conservazione della fauna selvatica e degli habitat naturali europei, nota appunto come Convenzione di Berna;
qualsiasi futura decisione di ridurre il livello di protezione del lupo nella legislazione UE deve essere dunque subordinata al pronunciamento del comitato della convenzione e successivamente, qualora dovesse accoglierla, ad un'eventuale proposta di modifica da parte della UE della direttiva 92/43/CEE (direttiva "Habitat"), relativa alla conservazione degli habitat naturali e seminaturali e della flora e fauna selvatiche;
l'approvazione della proposta da parte del Consiglio Competitività rappresenta dunque un primo passo di un lungo e complesso procedimento, il cui esito peraltro non è conoscibile;
le popolazioni dei lupi sono cresciute notevolmente negli ultimi due decenni e ancora oggi sono in fase di espansione, con 3.300 esemplari presenti soltanto in Italia; l'occupazione da parte dei lupi di territori sempre più vasti ha generato conflitti con le attività umane, ed in particolare con l'agricoltura;
la presenza dei lupi sta ostacolando, in molte aree, la prosecuzione delle attività agricole, determinando in molti casi l'abbandono del presidio dell'agricoltore in qualità di custode del territorio, dell'ambiente e della biodiversità;
la direttiva "Habitat", all'articolo 16, prevede che gli Stati membri possano richiedere una deroga per intervenire sulle popolazioni di animali selvatici in determinate circostanze, a condizione che ne venga mantenuto uno stato di conservazione soddisfacente;
l'eventuale approvazione della proposta consentirebbe dunque una maggiore flessibilità nell'applicazione delle deroghe previste dalla vigente normativa europea, permettendo di affrontare la difficile coesistenza tra la fauna, l'uomo e l'ambiente circostante,
si chiede di sapere se i Ministri in indirizzo vogliano chiarire quali siano i passaggi che il nostro Paese vorrà compiere nelle more della conclusione dell'iter, al fine di ripristinare il corretto equilibrio dei rapporti tra fauna selvatica, uomo e ambiente circostante, a cominciare dall'applicazione delle deroghe previste dall'articolo 16 della direttiva 92/43/CEE.
(4-01487)
Interrogazioni, da svolgere in Commissione
A norma dell'articolo 147 del Regolamento, la seguente interrogazione sarà svolta presso la Commissione permanente:
9ª Commissione permanente (Industria, commercio, turismo, agricoltura e produzione agroalimentare):
3-01385 della senatrice Naturale ed altri, sulla quotazione delle uve da vino in Capitanata.