Legislatura 19ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 227 del 02/10/2024
Azioni disponibili
SENATO DELLA REPUBBLICA
------ XIX LEGISLATURA ------
227a SEDUTA PUBBLICA
RESOCONTO STENOGRAFICO
MERCOLEDÌ 2 OTTOBRE 2024
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Presidenza del vice presidente CASTELLONE
N.B. Sigle dei Gruppi parlamentari: Civici d'Italia-Noi Moderati (UDC-Coraggio Italia-Noi con l'Italia-Italia al Centro)-MAIE: Cd'I-NM (UDC-CI-NcI-IaC)-MAIE; Forza Italia-Berlusconi Presidente-PPE: FI-BP-PPE; Fratelli d'Italia: FdI; Italia Viva-Il Centro-Renew Europe: IV-C-RE; Lega Salvini Premier-Partito Sardo d'Azione: LSP-PSd'Az; MoVimento 5 Stelle: M5S; Partito Democratico-Italia Democratica e Progressista: PD-IDP; Per le Autonomie (SVP-PATT, Campobase): Aut (SVP-PATT, Cb); Misto: Misto; Misto-ALLEANZA VERDI E SINISTRA: Misto-AVS; Misto-Azione-Renew Europe: Misto-Az-RE.
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RESOCONTO STENOGRAFICO
Presidenza del vice presidente CASTELLONE
PRESIDENTE. La seduta è aperta (ore 10,01).
Si dia lettura del processo verbale.
IANNONE, segretario, dà lettura del processo verbale della seduta del giorno precedente.
PRESIDENTE. Non essendovi osservazioni, il processo verbale è approvato.
Comunicazioni della Presidenza
PRESIDENTE. L'elenco dei senatori in congedo e assenti per incarico ricevuto dal Senato, nonché ulteriori comunicazioni all'Assemblea saranno pubblicati nell'allegato B al Resoconto della seduta odierna.
Sull'ordine dei lavori
PRESIDENTE. Informo l'Assemblea che all'inizio della seduta il Presidente del Gruppo MoVimento 5 Stelle ha fatto pervenire, ai sensi dell'articolo 113, comma 2, del Regolamento, la richiesta di votazione con procedimento elettronico per tutte le votazioni da effettuare nel corso della seduta. La richiesta è accolta ai sensi dell'articolo 113, comma 2, del Regolamento.
Disegni di legge, annunzio di presentazione
PRESIDENTE. Comunico che in data 1° ottobre 2024 è stato presentato il seguente disegno di legge:
dal Presidente del Consiglio dei ministri, dal Ministro della salute e dal Ministro della giustizia:
«Conversione in legge del decreto-legge 1° ottobre 2024, n. 137, recante misure urgenti per contrastare i fenomeni di violenza nei confronti dei professionisti sanitari, socio-sanitari, ausiliari e di assistenza e cura nell'esercizio delle loro funzioni, nonché di danneggiamento dei beni destinati all'assistenza sanitaria» (1256).
Per un'informativa urgente del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti
sulla situazione della rete ferroviaria
MISIANI (PD-IDP). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MISIANI (PD-IDP). Signor Presidente, da questa mattina presto il nodo ferroviario di Roma, che è assolutamente cruciale, è completamente paralizzato per un guasto. È l'ennesimo episodio che segue un'estate di enormi disagi per tutti gli utenti del sistema ferroviario italiano.
Il ministro Salvini, ancora una volta, preferisce parlare d'altro ed è totalmente assente riguardo a quanto sta accadendo. (Applausi). La situazione sta creando problemi e disagi per migliaia e migliaia di persone in tutta Italia, che per ore non hanno avuto informazioni sul loro destino.
Chiediamo pertanto al ministro Salvini di venire in Senato e, una volta per tutte, spiegare al Parlamento e agli italiani che cosa ha intenzione di fare per affrontare una situazione intollerabile e indegna di un Paese civile.
Andate nelle stazioni e verificate di persona che cosa sta succedendo e quanti colleghi, peraltro, sono bloccati e non riescono a venire a causa di quanto successo oggi al nodo di Roma, ma che segue decine e decine di interruzioni che hanno costellato l'estate di milioni di italiani. (Applausi).
DI GIROLAMO (M5S). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI GIROLAMO (M5S). Signor Presidente, intervengo per appoggiare la richiesta del collega. È incredibile che in quest'Aula il ministro Salvini ancora non venga a spiegare i problemi e le difficoltà che il trasporto italiano, in particolare quello ferroviario, sta creando a tutti i cittadini da quest'estate. (Applausi). Abbiamo già chiesto il suo intervento perché ci dia una motivazione e ci spieghi cosa intende fare per risolvere questa grave situazione. Dal Ministro ancora nessuna risposta. La cosa è incredibile e non è possibile continuare di questo passo. Per questo appoggiamo la richiesta del collega.
SCALFAROTTO (IV-C-RE). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SCALFAROTTO (IV-C-RE). Signora Presidente, se la maggioranza ci vuole convincere di non avere certe nostalgie, dimostrando che i treni non arrivano in orario, come quando c'era lui, ci sta riuscendo al cento per cento, però preferiremmo che lo facesse in altro modo.
È indispensabile che il Ministro renda conto al Parlamento di quello che sta succedendo, perché stiamo arrivando a livelli insostenibili. Oggi qualcuno scriveva sui social che non c'è niente di peggio di un Frecciarossa che parte con un'ora e mezza di ritardo e di un Frecciarossa delle 6,30 del mattino che parte con un'ora e mezza di ritardo. Aggiungo che, quando si arriva alla stazione Termini, l'eventuale risparmio di tempo dovuto all'Alta velocità si passa aspettando un taxi, naturalmente, senza una pensilina, sotto il sole e sotto la pioggia, per un'ora. Quindi, non funziona più niente. Ripeto: almeno quando c'era lui i treni arrivavano in orario; adesso no. (Applausi).
MAGNI (Misto-AVS). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MAGNI (Misto-AVS). Signora Presidente, io non so se quando c'era lui arrivavano in ritardo, perché per fortuna non c'ero. Ad esempio, ho un'iniziativa alle 11 e c'è una persona che ho invitato che è stata un'ora e mezza bloccata ad Orvieto. Mi ha telefonato alle 8 e mi ha detto che è lì fermo da stamattina. Spero che arrivi in orario. Essendo anch'io un pendolare perché prendo il treno due volte alla settimana tutte le settimane, vi prometto che farò un elenco delle giornate e di quante ore perdiamo in treno, perché davvero i treni non funzionano. Addirittura treni che partono da Milano registrano già in partenza dieci minuti, un quarto d'ora, fino a venti minuti in ritardo. Fate tutti i pendolari, molti di voi lo sono, e sapete che è davvero un po' stucchevole il fatto che una persona si trovi sempre in questa situazione. L'altra mattina dovevo andare a Torino ed ho perso due ore e mezzo; ho dovuto aspettare.
In sostanza, siamo di fronte a questa situazione e sarebbe bene che il ministro Salvini venisse a discutere di questo, così come è stato richiesto, evitando di fare grandi discussioni magari sul ponte sullo Stretto di Messina e facendo invece funzionare quello che già esiste. È necessario che egli affronti in particolare la questione del nodo di Firenze, dove è ormai da due anni che siamo bloccati. Nel nodo di Firenze si bloccano sempre i treni ed è un punto centrale che tutti noi percorriamo e tutte le volte siamo costretti a stare fermi. Ovviamente è un nodo difficoltoso, benissimo, però questa è la situazione. Quindi, poche balle da questo punto di vista e vediamo di affrontare il tema.
ROMEO (LSP-PSd'Az). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ROMEO (LSP-PSd'Az). Signora Presidente, intervengo semplicemente per sottolineare la difficoltà con cui noi del Gruppo Lega, ma penso anche altri esponenti della maggioranza, abbiamo ad ascoltare alcune richieste. Infatti, è legittimo, di fronte a un guasto della rete ferroviaria con difficoltà e problematiche che riguardano alcune stazioni importanti, in primis quella di Roma, chiedere un'informativa al Ministro per capire la situazione delle reti, è giusto che il Parlamento sappia quali sono gli investimenti che il Ministero vuole fare per potenziare la rete e migliorare il servizio ai cittadini. Ci mancherebbe altro e c'è da parte nostra un certo disagio nel vedere che i cittadini sono ovviamente in difficoltà per quello che è accaduto. Però, c'è modo e modo di avanzare le richieste di informativa. Arrivare addirittura a utilizzare questo guasto della rete per strumentalizzare la vicenda e attaccare il ministro Salvini, come se fosse responsabile della manutenzione delle reti ferroviarie che c'è stata negli anni con dei Ministri che non sono stati del centrodestra è davvero uno scandalo (Proteste)! È una vergogna che si utilizzino questi episodi per attaccare una maggioranza e un Ministro! Soprattutto, questo dà la dimensione del livello basso in cui l'opposizione si è ridotta negli ultimi tempi: senza idee, senza progetti e solo strumentalizzando qualsiasi guasto possa accadere. Vergognatevi! Vergognatevi! Vergognatevi! (Proteste).
PRESIDENTE. La Presidenza prende atto della richiesta di informativa del ministro Salvini da parte di alcuni Gruppi di opposizione.
Discussione e approvazione del disegno di legge:
(1038) Deputato CAPARVI ed altri. - Disposizioni in materia di manifestazioni di rievocazione storica e delega al Governo per l'adozione di norme per la salvaguardia del patrimonio culturale immateriale (Approvato dalla Camera dei deputati) (Relazione orale) (ore 10,15)
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione del disegno di legge n. 1038, già approvato dalla Camera dei deputati.
Il relatore, senatore Speranzon, ha chiesto l'autorizzazione a svolgere la relazione orale. Non facendosi osservazioni la richiesta si intende accolta.
Pertanto, ha facoltà di parlare il relatore.
SPERANZON, relatore. Signora Presidente, onorevoli colleghi, giunge all'esame dell'Assemblea il disegno di legge n. 1038, recante disposizioni in materia di manifestazioni di rievocazione storica e delega al Governo per l'adozione di norme per la salvaguardia del patrimonio culturale immateriale. La 7a Commissione permanente ne ha concluso l'esame in sede redigente lo scorso 8 maggio, senza apportare modifiche al testo approvato in prima lettura dalla Camera dei deputati.
Il disegno di legge, a prima firma dell'onorevole Caparvi ed altri, si compone di 12 articoli suddivisi in tre capi. Il capo I (articoli da 1 a 9) reca disposizioni in materia di manifestazioni di rievocazione storica. L'articolo 1 prevede che la Repubblica riconosca le rievocazioni storiche quali componenti fondamentali del patrimonio culturale della Nazione ed elementi qualificanti per la formazione e la crescita socioculturale della comunità nazionale. L'articolo 2 reca le definizioni di ente di rievocazione storica e di manifestazioni di rievocazione storica. L'articolo 3 dispone circa le attività promosse dallo Stato nell'ambito delle proprie competenze, finalizzate a riconoscimento, sostegno, valorizzazione e salvaguardia delle specificità delle rievocazioni storiche e delle realtà socioculturali regionali e locali ad esse collegate.
L'articolo 4 prevede l'istituzione, presso il Ministero della cultura, di un elenco nazionale avente funzione ricognitiva degli enti e delle manifestazioni di rievocazione storica. A tal fine si autorizza la spesa di 10.000 euro annui a decorrere dal 2024. La definizione dei requisiti per l'iscrizione all'elenco e delle relative modalità di gestione è demandata a un decreto ministeriale.
L'articolo 5 prevede l'istituzione, da parte del Ministero della cultura, di un comitato tecnico-scientifico, al quale è affidato il compito di riconoscere la qualifica di ente o di manifestazione di rievocazione storica e di fornire ogni elemento utile per la promozione e lo sviluppo delle rievocazioni storiche. Al comitato sono attribuiti altresì compiti di ricerca, studio, formazione e aggiornamento in materia.
L'articolo 6 stabilisce che il Ministero della cultura, sentito il Ministero del turismo, approvi ogni anno l'elenco delle manifestazioni di rievocazione storica relativo all'anno successivo dandone ampia diffusione.
L'articolo 7 concerne le iniziative didattiche nelle scuole finalizzate alla conoscenza storica del patrimonio culturale nei suoi diversi aspetti, nonché allo studio e alla valorizzazione degli elementi culturali ritenuti particolarmente significativi dai singoli contesti territoriali, anche mediante la pratica delle arti.
L'articolo 8, proponendo novella alla legge n. 110 del 1965, consente ai partecipanti alle manifestazioni in esame l'esibizione, il porto e l'uso di armi da fuoco fabbricate anteriormente al 1950 (o loro repliche) con munizioni a salve, previa autorizzazione dell'autorità locale di pubblica sicurezza. Alle medesime condizioni è consentito anche il porto di archi, balestre, spade, sciabole, armi d'asta, baionette, pugnali e stiletti.
L'articolo 9 reca disposizioni relative all'accensione di fuochi nelle manifestazioni in oggetto e nelle ricorrenze della tradizione popolare.
Il capo II in materia di salvaguardia del patrimonio culturale immateriale si compone degli articoli 10 e 11. L'articolo 10 prevede, tra l'altro, che lo Stato riconosca il patrimonio culturale immateriale come componente del valore identitario e storico per gli individui, le comunità locali e la comunità nazionale.
L'articolo 11 delega il Governo ad adottare, entro diciotto mesi dalla data di entrata in vigore del provvedimento in esame, uno o più decreti legislativi recanti la disciplina del patrimonio culturale immateriale in conformità alle disposizioni della Convenzione UNESCO in materia. Sono quindi dettagliati i principi e i criteri direttivi della delega.
L'articolo 12, unico articolo del capo III, reca la clausola di salvaguardia, che rende applicabili le disposizioni in esame nelle Regioni a Statuto speciale e nelle Province autonome di Trento e di Bolzano, compatibilmente con i rispettivi Statuti e le relative norme di attuazione.
Saluto ad una rappresentanza di studenti
PRESIDENTE. Saluto a nome dell'Assemblea i docenti e gli studenti dell'Istituto di istruzione superiore «Papareschi» di Roma, che stanno assistendo ai nostri lavori. Benvenuti. (Applausi).
Ripresa della discussione del disegno di legge n. 1038 (ore 10,20)
PRESIDENTE. Non essendovi iscritti a parlare nella discussione generale, ha facoltà di parlare il rappresentante del Governo.
MAZZI, sottosegretario di Stato per la cultura. Il Governo comunica che non intende intervenire.
PRESIDENTE. Invito il senatore Segretario a dare lettura del parere espresso dalla 5a Commissione permanente sul disegno di legge in esame.
IANNONE, segretario. «La Commissione programmazione economica, bilancio, esaminato il disegno di legge in titolo, esprime, per quanto di competenza, parere non ostativo.
In merito agli emendamenti, trasmessi dall'Assemblea, esprime, per quanto di competenza, parere contrario, ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione, sulla proposta 5.2.
Il parere è non ostativo sui restanti emendamenti».
PRESIDENTE. Poiché è ancora in corso presso l'altro ramo del Parlamento la riunione congiunta delle Commissioni esteri e difesa di Camera e Senato con i Ministri degli affari esteri e della difesa, sospendo la seduta in attesa che rientrino i colleghi.
(La seduta, sospesa alle ore 10,21, è ripresa alle ore 10,35).
Passiamo all'esame degli articoli, nel testo approvato dalla Camera dei deputati.
Procediamo all'esame degli articoli, sui quali sono stati presentati emendamenti, che invito i presentatori ad illustrare.
D'ELIA (PD-IDP). Signora Presidente, intervengo per illustrare l'emendamento 8.2. L'unico vero tema di divisione rispetto a questo disegno di legge riguarda l'utilizzo delle armi d'epoca, anche se caricate a salve. Alla Camera ci siamo astenuti in Commissione sul complesso del disegno di legge, perché non sono stati approvati i nostri emendamenti soppressivi dell'articolo 8. Ripropongo ora la questione, che ci sembra rilevante. Si può fare ugualmente rievocazione storica senza utilizzare le armi; noi siamo contrari a questa deroga sull'utilizzo delle armi.
PRESIDENTE. I restanti emendamenti si intendono illustrati.
Invito il relatore e il rappresentante del Governo a pronunziarsi sugli emendamenti in esame.
SPERANZON, relatore. Signor Presidente, esprimo parere contrario su tutti gli emendamenti.
MAZZI, sottosegretario di Stato per la cultura. Signor Presidente, esprimo parere conforme a quello del relatore.
PRESIDENTE. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.1, presentato dal senatore Pirondini e da altri senatori.
(Segue la votazione).
Il Senato non approva. (v. Allegato B).
Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.2, presentato dalla senatrice Aloisio.
(Segue la votazione).
Il Senato non approva. (v. Allegato B).
Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.3, presentato dalla senatrice Aloisio.
(Segue la votazione).
Il Senato non approva. (v. Allegato B).
Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'articolo 1.
(Segue la votazione).
Il Senato approva. (v. Allegato B).
Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 2.1, presentato dal senatore Verducci e da altri senatori.
(Segue la votazione).
Il Senato non approva. (v. Allegato B).
Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 2.2, presentato dalla senatrice D'Elia e da altri senatori.
(Segue la votazione).
Il Senato non approva. (v. Allegato B).
Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'articolo 2.
(Segue la votazione).
Il Senato approva. (v. Allegato B).
Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 2.0.1, presentato dal senatore Croatti e da altri senatori.
(Segue la votazione).
Il Senato non approva. (v. Allegato B).
Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 3.1, presentato dalla senatrice Aloisio.
(Segue la votazione).
Il Senato non approva. (v. Allegato B).
Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'articolo 3.
(Segue la votazione).
Il Senato approva. (v. Allegato B).
Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'articolo 4.
(Segue la votazione).
Il Senato approva. (v. Allegato B).
Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 5.1, presentato dalla senatrice D'Elia e da altri senatori.
(Segue la votazione).
Il Senato non approva. (v. Allegato B).
Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 5.2, presentato dal senatore Pirondini e da altri senatori, su cui la 5a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione.
(Segue la votazione).
Il Senato non approva. (v. Allegato B).
Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'articolo 5.
(Segue la votazione).
Il Senato approva. (v. Allegato B).
Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'articolo 6.
(Segue la votazione).
Il Senato approva. (v. Allegato B).
Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 7.1, presentato dal senatore Pirondini e da altri senatori.
(Segue la votazione).
Il Senato non approva. (v. Allegato B).
Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'articolo 7.
(Segue la votazione).
Il Senato approva. (v. Allegato B).
Non essendo stati presentati sull'articolo 8 altri emendamenti oltre quelli soppressivi 8.1, presentato dal senatore Pirondini e da altri senatori, e 8.2, presentato dal senatore Verducci e da altri senatori, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo del mantenimento dell'articolo stesso.
(Segue la votazione).
Il Senato approva. (v. Allegato B).
D'ELIA (PD-IDP). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
D'ELIA (PD-IDP). Signora Presidente, vorrei segnalare che il voto del Gruppo PD-IDP sull'articolo 8 è contrario, mentre per errore abbiamo espresso un voto favorevole.
PRESIDENTE. Senatrice, ne prendiamo atto.
Non essendo stati presentati sull'articolo 9 altri emendamenti oltre quello soppressivo 9.1, presentato dalla senatrice Aloisio, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo del mantenimento dell'articolo stesso.
(Segue la votazione).
Il Senato approva. (v. Allegato B).
Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'articolo 10.
(Segue la votazione).
Il Senato approva. (v. Allegato B).
Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 11.1, presentato dalla senatrice D'Elia e da altri senatori.
(Segue la votazione).
Il Senato non approva. (v. Allegato B).
Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 11.2, presentato dalla senatrice Aloisio.
(Segue la votazione).
Il Senato non approva. (v. Allegato B).
Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 11.3, presentato dalla senatrice D'Elia e da altri senatori.
(Segue la votazione).
Il Senato non approva. (v. Allegato B).
Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 11.4, presentato dal senatore Verducci e da altri senatori.
(Segue la votazione).
Il Senato non approva. (v. Allegato B).
Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'articolo 11.
(Segue la votazione).
Il Senato approva. (v. Allegato B).
Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 12.1, presentato dalla senatrice Aloisio.
(Segue la votazione).
Il Senato non approva. (v. Allegato B).
Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'articolo 12.
(Segue la votazione).
Il Senato approva. (v. Allegato B).
Passiamo alla votazione finale.
SBROLLINI (IV-C-RE). Domando di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SBROLLINI (IV-C-RE). Signora Presidente, rappresentanti del Governo, colleghe e colleghi, preannuncio subito il voto favorevole del Gruppo Italia Viva sul provvedimento in esame. (Brusio).
PRESIDENTE. Senatrice, un attimo, prego. Attendiamo che chi vuole lasciare l'Aula lo faccia, possibilmente in silenzio, in modo da non disturbare chi interviene.
Prego, senatrice.
SBROLLINI (IV-C-RE). La ringrazio, signora Presidente. Preannuncio subito il voto favorevole del Gruppo Italia Viva su questo provvedimento. Tuttavia, Presidente, prima di entrare nel merito del contenuto… (Brusio).
Colleghi, un po' di rispetto, se non verso il nostro partito, almeno per gli studenti che questa mattina assistono ai nostri lavori d'Assemblea.
PRESIDENTE. Prego, senatrice. Adesso c'è abbastanza silenzio.
SBROLLINI (IV-C-RE). Dicevo, signora Presidente, che, nonostante il nostro voto favorevole su questa proposta, mi preme sottolineare un aspetto politico. Questa mattina - e anche nei giorni scorsi - stiamo vivendo una situazione difficilissima, complicata, prima di tutto per quello che sta accadendo in Medio Oriente, con le Commissioni esteri e difesa riunite fino a poco fa, e poi per il caos dei trasporti (per rimanere in Italia), su cui siamo intervenuti prima con il collega Scalfarotto.
Allora io vi chiedo come si fa - e potrei continuare con altri temi che interessano la vita quotidiana dei cittadini - a non dare priorità a questi temi e a non avere il Governo in Aula, anziché essere qui a esaminare un provvedimento che poteva essere approvato nelle Aule delle Commissioni competenti? (Applausi). Mi dispiace doverlo dire perché ho sempre grande rispetto del lavoro di tutti, ma non si può tacere rispetto a una situazione difficilissima, con notizie che arrivano di ora in ora, soprattutto sul conflitto in Medio Oriente, che ci preoccupano davvero tanto.
Presidente, perché esprimiamo un voto favorevole? Le manifestazioni di rievocazione storica e la tutela del patrimonio culturale immateriale ci vedono certamente favorevoli dal punto di vista del valore storico, ma anche - aggiungo - turistico che questo provvedimento avrà poi a cascata sui territori.
Parto dall'aspetto storico, perché conosciamo tutti la storia che viene studiata nelle nostre scuole. È però altrettanto importante sottolineare, ricordare e avere memoria storica degli aspetti - qui sì - storici a livello locale. Per questo dobbiamo ringraziare gli enti locali per quello che ogni anno riescono a fare nei loro territori, ormai senza risorse economiche, grazie al lavoro appassionato dei volontari, a cui va un ringraziamento anche da questo Senato. Non possiamo però non ricordare che quelle manifestazioni ormai vivono grazie al contributo del volontariato e delle tante persone che ancora credono e vogliono mantenere un'identità, vogliono parlare e ricordare le loro radici storiche. Ricordo a quest'Assemblea che le rievocazioni storiche riguardano oggi più di 1.300 eventi su 8.000 Comuni e hanno un'importanza per la storia, la cittadinanza che viene coinvolta, le figure dei rievocatori e anche per i cittadini che guardano ad esse ancora con interesse.
Come dicevo, c'è un aspetto turistico importante perché la passione, l'identità che viene ricordata attraverso dette manifestazioni ci ricorda anche che, dal punto di vista turistico, il patrimonio immobiliare è stato riconosciuto con la Convenzione dell'Unesco nel 2003. Si tratta di un riconoscimento importante che non dobbiamo dimenticare e che deve essere visto non come un traguardo, ma come un punto di partenza proprio per il valore turistico, culturale e storico che tali manifestazioni hanno. Si tratta quindi di una congiunzione importante tra storia e turismo. Anzi, più che di turismo, parlerei di turismi, perché parliamo di un settore molto importante: turismo culturale, balneare, religioso, sportivo ed enogastronomico e tutta una serie di segmenti importanti di un settore sicuramente da valorizzare.
Per tutte queste ragioni - come ricordavo all'inizio - noi esprimeremo un voto favorevole. Chiediamo però al Governo che ci siano, oltre all'impegno degli enti locali, anche un impegno e un coinvolgimento delle scuole e l'utilizzo tecnologico e informatico per far conoscere la storia dei nostri eventi territoriali storici.
Bisogna ricordare però, anche da questo punto di vista, che queste manifestazioni storiche devono avere un riconoscimento che vada oltre l'Italia, un riconoscimento, appunto, a livello europeo, perché è la storia, il patrimonio culturale dell'identità stessa della nostra Nazione.
Vado a chiudere, dicendo che credo che da questo punto di vista sicuramente ci sarà ancora da discutere in altri provvedimenti. Insisto molto sul fatto che, oltre continuare a votare e approvare provvedimenti a costo zero, soprattutto con costi poi riversati sui nostri Comuni, sulle nostre Province e sugli enti locali, occorre fare uno sforzo maggiore ed emanare provvedimenti con meno slogan e più impattanti anche dal punto di vista valoriale, identitario ed economico. Ed occorre farlo per i nostri territori e i nostri amministratori locali, che operano senza avere ormai più risorse. Purtroppo, anche con questa manovra finanziaria che vedremo a breve - come sappiamo già dagli annunci che sono stati fatti - li vedremo ancora una volta in ginocchio e con una riduzione ulteriore delle risorse economiche. (Applausi).
CUCCHI (Misto-AVS). Domando di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CUCCHI (Misto-AVS). Signora Presidente, la tutela delle manifestazioni rievocative ha a che vedere con la conservazione della memoria del passato, ma ha anche ripercussioni sul settore turistico e culturale di un determinato territorio e, non di rado, è l'occasione per raccogliere fondi di solidarietà e di beneficenza. Sono tantissime le realtà associative che nascono intorno alle manifestazioni, riuscendo ad accomunare persone che altrimenti, spesso, avrebbero poco in comune. Il folklore e le tradizioni trascendono infatti le appartenenze politiche, ideologiche o religiose e vedono coinvolte fianco a fianco persone di qualsiasi ceto sociale, e questo ci piace molto.
Questa ricchezza che contraddistingue tante realtà nel nostro Paese va tutelata. Le rievocazioni storiche permettono anche a chi arriva da un altro luogo, da un altro Paese, da un'altra cultura di inserirsi dentro le comunità del luogo e conoscere la cultura che li ospita. Cos'è oggi la comunità locale, se non l'incontro tra culture e tradizioni diverse? È quella commistione che si arricchisce nel vivere e, nel caso dei bambini, anche nel crescere insieme. Ci sarebbe piaciuto, Presidente, che questa proposta di legge avesse qualche attenzione in più all'aspetto dell'intercultura e della creazione di comunità nel territorio. Ma confidiamo che una tale mancanza possa essere colmata nelle articolazioni della proposta di legge che vede il coinvolgimento delle scuole - queste sì - per loro stessa natura, attrezzate per la partecipazione di tutte le bambine e di tutti i bambini, di tutte le ragazze e di tutti i ragazzi.
Signora Presidente, nonostante questi aspetti positivi, devo dire che troviamo inusuale che, per tutelare le manifestazioni e le rievocazioni storiche, si sia dovuti ricorrere a una proposta di legge, quando sarebbe bastato probabilmente un provvedimento del Ministro, e non necessariamente l'impegno di questo Parlamento per ore ed ore. Lo diciamo perché capita sempre più spesso di trovarsi in questa situazione: al Governo fanno decreti-legge sulle cose importanti del Paese, da quelle economiche a quelle sociali. Quindi, di fatto, determinano tutta la discussione sulle cose fondamentali all'interno dei palazzi del Governo, per poi venire qui a mettere la fiducia. Nel frattempo si tiene impegnato il Parlamento a discutere di temi e questioni che pure ci stanno a cuore - lo ribadisco - ma sono laterali rispetto alla centralità di quelli che toccano la vita di tutte le cittadine e di tutti i cittadini. Sarebbe più facile, invece, fare il contrario: dare ai Ministeri il compito di seguire e tutelare in questo caso la realtà delle rievocazioni e delle manifestazioni storiche, anche finanziandole, laddove lo si ritiene opportuno - noi in molti casi lo riteniamo opportuno - e permettere invece al Parlamento di discutere dei temi un po' più ampi e un po' più larghi, che riguardano la vita materiale di tanti e tante che oggi si trovano in serie difficoltà.
Per cui, signora Presidente, noi voteremo a favore di questa proposta di legge. E lo faremo perché ci stanno a cuore queste iniziative territoriali, perché le troviamo belle e molto spesso sono elementi che arricchiscono la vita dei cittadini, troppo spesso minacciata dalla solitudine, che è una delle grandi caratteristiche del tempo in cui viviamo. Però le dobbiamo dire la verità, signora Presidente: forse sarebbe stato il caso - e sarà il caso per il futuro - che su questi temi si impegnassero i Ministri, lasciando al Parlamento la centralità che gli ha assegnato alla Costituzione. (Applausi).
OCCHIUTO (FI-BP-PPE). Domando di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
OCCHIUTO (FI-BP-PPE). Signora Presidente, colleghe e colleghi, quando pensiamo alla cultura è facile che ci vengano in mente monumenti, opere d'arte e architetture imponenti, ma la verità è che il cuore pulsante di una civiltà risiede in quello che non si vede, nella sua anima, nelle tradizioni, nei gesti, nei racconti che attraversano le generazioni. Sono queste memorie intangibili che nel tempo modellano la nostra identità collettiva.
Durante i miei studi di architettura ho imparato una lezione fondamentale: prima di progettare qualsiasi spazio, è necessario ascoltare il genius loci, lo spirito del luogo. Questo concetto antico ci insegna che ogni territorio ha una sua anima, qualcosa che va oltre ciò che è visibile: è l'atmosfera che si percepisce camminando tra le strade di un borgo, partecipando a una festa tradizionale o ascoltando una vecchia storia raccontata dagli anziani. Questo spirito si manifesta non solo attraverso gli edifici, ma anche e soprattutto attraverso le tradizioni, i riti, le memorie che da secoli plasmano quel contesto.
Il disegno di legge in discussione tocca proprio questo tema: le manifestazioni storiche e la salvaguardia del patrimonio immateriale. Rievocare la storia di un luogo significa non solo guardare al passato, ma anche risvegliare quel genius loci che lo rende unico, dando vita a ciò che è invisibile, ma profondamente presente. Pensiamo per un attimo alla civiltà romana: certo, il Colosseo e il Pantheon sono icone che ammiriamo ancora oggi, ma ciò che ha reso grande Roma non è solo la pietra, ne sono la lex romana, le tradizioni civiche e religiose, l'organizzazione dello Stato e quella sociale che hanno plasmato la vita di ogni cittadino, di ogni cives. Questi sono gli aspetti immateriali che hanno resistito ai secoli più di qualsiasi monumento. Sono quei valori invisibili che hanno dato forza e coesione all'impero. Quando viaggiamo, ciò che ci rimane impresso non sono solo i monumenti, ma anche una serie di sensazioni profonde: sono i suoni, i profumi e i colori; sono soprattutto le esperienze quelle che ci toccano nell'intimo.
Nel corso di più di dieci viaggi in Cina ho potuto ammirare grandi monumenti, come la Città proibita e la Grande muraglia, ma a restarmi impressi sono stati gli elementi di vita quotidiana, tradizioni e ritualità che permeano quella cultura cinese. I monaci Shaolin, per esempio, sono figure emblematiche della cultura cinese, custodi di una tradizione millenaria che combina arti marziali e meditazione. Osservare la loro disciplina e la ricerca della perfezione nei movimenti è stato come toccare con mano una delle espressioni più profonde della cultura immateriale cinese: l'armonia tra corpo e spirito, tra individuo e natura. Ci sono scene collettive anche per strada in Cina: sono apparentemente semplici esercizi fisici, che invece rappresentano una lunga tradizione di benessere condiviso. Nei parchi e nelle piazze, il tai chi e le altre pratiche simili non riguardano solo la salute del corpo, ma anche l'equilibrio mentale e spirituale; sono riti quotidiani che trasformano un luogo in uno spazio di benessere collettivo. È un esempio perfetto di come la cultura immateriale e il benessere olistico possano essere vissuti quotidianamente nella comunità.
Questi aspetti, fatti di tradizione e di gesti quotidiani, sono ciò che davvero si imprime nella memoria, non sono solo monumenti di pietra o grandi opere architettoniche, ma esperienze che ci connettono al genius loci di un luogo, alla sua essenza più profonda. Mi sono soffermato su questa mia esperienza personale per testimoniare come il patrimonio immateriale sia ciò che fa sì che un luogo non sia semplicemente uno spazio geografico, ma anche un'esperienza culturale viva: è ciò che trasforma un monumento in qualcosa di significativo, che dà valore e anima alle pietre. Senza memoria, senza storia, senza tradizioni, i monumenti diventano gusci vuoti.
Sono le attività immateriali che danno significato ai nostri luoghi. Pensiamo per un attimo al fuoco olimpico, un simbolo che risale ai tempi greci, che è fatto non di pietra o metallo, ma di luce e di spirito, e, ogni volta che viene acceso, il mondo intero si raccoglie attorno ai valori di fratellanza, competizione, e pace. Una fiamma arde nel cuore della comunità, alimentando la memoria e il senso di appartenenza.
Anche la «Divina Commedia» non è solo un capolavoro letterario, ma è anche una riflessione profonda sull'eredità culturale del popolo. Dante, nel suo viaggio attraverso i tre regni dell'aldilà, porta con sé la memoria della cultura classica e cristiana, mostrando come il passato sia indispensabile per comprendere il presente e il futuro.
Le rievocazioni storiche, le tradizioni orali, le botteghe artigiane non sono semplici spettacoli: sono memoria vivente. Pensiamo alla commedia dell'arte o alle grandi manifestazioni come il Palio di Siena o la Regata storica di Venezia: ogni anno queste tradizioni attirano migliaia di visitatori, dimostrando che il nostro patrimonio immateriale è anche un motore per l'economia e per il turismo culturale.
Il valore di questo disegno di legge è nel riconoscere che queste tradizioni sono non solo eredità del passato, ma risorse vive per il nostro presente e per il futuro; non possiamo permettere che scompaiono o che diventino semplici oggetti da museo, ne devono rimanere nelle mani e nei cuori delle persone. Il coinvolgimento della comunità è essenziale: le nostre tradizioni devono essere vissute e mantenute vive e il nostro compito è sostenerle, non solo conservandole, ma dando loro spazio per crescere. Così come un grande edificio ha bisogno di essere vissuto, anche la cultura immateriale deve fiorire.
Questa legge non solo riconosce il valore del nostro patrimonio immateriale, ma promuove gli enti locali, che sono i veri custodi di queste tradizioni. Inoltre, la promozione della cultura ha un impatto economico significativo: ogni euro speso in cultura ha un moltiplicatore importante sul PIL e, poiché molte di queste manifestazioni sono alimentate dal volontariato, l'impatto economico è ancora maggiore.
Per questi motivi, signor Presidente, Forza Italia esprime il proprio voto favorevole. Siamo qui non solo per approvare una legge, ma anche per riconoscere e valorizzare ciò che spesso sfugge agli occhi, ma non al cuore, che è quello che dà profondità e anima ai nostri luoghi, alle nostre vite, alle nostre comunità. Custodirlo è non solo un atto di protezione, ma anche un atto di fiducia nel futuro. Se le pietre possono crollare, se i monumenti possono essere distrutti, la memoria e le tradizioni restano vive finché ci saranno persone pronte a viverle e a tramandarle. Quello che facciamo qui è non solo proteggere il passato, ma dare continuità a una storia che ci lega e ci proietta verso il domani. Non è la semplice tutela di un'eredità, ma è l'impegno a farla crescere, ad alimentarla, a renderla parte viva della nostra quotidianità. (Applausi).
ALOISIO (M5S). Domando di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ALOISIO (M5S). Signor Presidente, onorevoli colleghi, nella più famosa affermazione del suo testo «Prediche inutili», Luigi Einaudi, grande economista e seconda Presidente della Repubblica italiana, poneva una domanda che ancora oggi è fondamentale per ogni buon legislatore: come si può deliberare senza conoscere? La sua risposta era netta: è impossibile. Dunque, è innegabile che la nostra memoria storica e le manifestazioni che la celebrano siano essenziali per la costruzione e la crescita dell'identità di una comunità. Le rievocazioni storiche, infatti, non solo ci permettono di riscoprire il nostro passato, ma fungono anche da catalizzatore per la coesione sociale e strumenti per l'educazione delle nuove generazioni. Esse sono parte integrante del nostro patrimonio immateriale, così come lo sono, ad esempio, le lingue dialettali.
Pertanto, il MoVimento 5 Stelle non remerebbe mai contro un testo che intende valorizzare uno degli asset della nostra terra. Tuttavia, l'idea di un patrimonio culturale immateriale non può e non deve diventare un mero strumento di marketing, tanto caro a questo Governo "Dio, Patria, Famiglia", per eventi che non hanno realmente un legame con la nostra storia.
Certo, leggendo il provvedimento, apprendo all'articolo 5 che avete pensato di istituire un comitato scientifico incaricato di riconoscere la qualifica di ente e di manifestazione di rievocazione storica. Mi chiedo se non sia l'ennesimo consesso di potere alimentato da un Esecutivo che, da inizio legislatura, si sta dilettando nel consegnare poltrone e ruoli, così da accrescere il cerchio di potere del Governo, quando certamente si sarebbe potuta ampliare la già esistente procedura ministeriale per i beni mobili e immobili prevista dal nostro codice per i beni culturali all'articolo 12 e seguenti. Apprendiamo, poi, che questa misura prevede per questa iniziativa un sostegno statale generico non quantificato e, quindi, una vera scatola vuota. È innegabile che stiamo pur sempre parlando dell'Esecutivo della propaganda e, dunque, dell'ennesimo provvedimento senza fondi.
Mi viene da sorridere leggendo, ad esempio, l'elenco delle finalità cariche di buone intenzioni previste dall'articolo 3. Riporto testualmente tale articolo: «Lo Stato, nell'ambito delle proprie competenze, riconosce, sostiene, valorizza e salvaguarda la specificità delle rievocazioni storiche e delle realtà socio-culturali regionali e locali a queste collegate». Così recita in pompa magna il comma 1, rafforzando il messaggio alla lettera d) del medesimo articolo, dove si sostiene di voler sostenere finanziariamente gli enti di rievocazione storica e la realizzazione delle relative manifestazioni nonché gli eventi spettacolari, culturali e divulgativi a esse connessi, attraverso idonee misure.
Onorevoli colleghi, è facile immaginarsi lo stato di euforia di chi lavora in questo settore, di quanti, leggendo queste righe, saranno portati a pensare che finalmente il Governo è in procinto di sostenere economicamente questo settore culturale. La verità però è tutt'altra ed è veramente amara. Approfondendo il provvedimento e decodificando quei tecnicismi che possono risultare ostici ai non addetti ai lavori, viene infatti fuori un'altra verità, e cioè che le risorse saranno a valere sul Fondo nazionale per la rievocazione storica, da destinare alle rievocazioni stesse. Ciò significa che l'Esecutivo vuole far credere che verranno destinate ulteriori risorse, salvo poi menzionare un capitolo del bilancio statale dedicato a questo tipo di attività, che già esiste e già viene utilizzato da tempo. Se però il Governo realmente avesse voluto supportare le rievocazioni storiche, avrebbe dovuto stanziare una dotazione aggiuntiva e non citare un fondo vecchio e sottodotato. La verità allora è un'altra, e cioè che le uniche risorse stanziate, previste dall'articolo 4 per il mantenimento dell'elenco nazionale degli enti e delle manifestazioni di rievocazione storica, ammontano a 10.000 euro. Sì, avete capito bene, onorevoli colleghi: sono stati stanziati appena 10.000 euro, un importo che probabilmente non riesce nemmeno a coprire le spese per un pony da far sfilare al Palio di Siena.
Diversi dubbi si annidano anche nell'articolo 8, che disciplina il porto e l'uso di armi in occasione di manifestazioni di rievocazione storica, e nell'articolo 9, che norma l'accensione di fuochi nelle manifestazioni di rievocazione storica e nelle ricorrenze della tradizione popolare. Sebbene comprenda l'importanza delle tradizioni folcloristiche, che fanno piacere anche a me, per noi legislatori è fondamentale considerare la sicurezza dei cittadini e il messaggio che stiamo inviando. I due articoli citati presentano purtroppo numerosi profili di criticità, che meritano una riflessione approfondita. La presenza di archi, balestre, spade e altri strumenti da combattimento rischia di inviare un messaggio confuso. Infatti, da un lato, celebriamo la storia e le tradizioni e, dall'altro, sembrerebbe legittimare e mitizzare l'uso di armi come parte della nostra cultura nella mente dei più piccoli.
Il punto principale però è un altro, e mi riferisco alla sicurezza pubblica. Sicuramente avrete letto del tragico incidente avvenuto nel 2021 durante le riprese del film western «Rust», dove sul set l'attore Alec Baldwin ha sparato un colpo da una pistola che si credeva a salve, uccidendo una donna.
Onorevoli colleghi, non è mia intenzione o meglio non voglio mettere in dubbio la preparazione di chi, nel corso delle nostre manifestazioni storiche, maneggia le armi a salve, ma faccio una considerazione. Mentre difficilmente archi e balestre possono accidentalmente colpire qualcuno, non si può dire altrettanto per le armi da fuoco. Inoltre, le Forze dell'ordine, già oberate da compiti di vigilanza e controllo su fenomeni ben più gravi, sarebbero ulteriormente gravate dal compito di monitorare eventi che per loro natura dovrebbero essere occasione di festa e convivialità.
Come se non bastasse, l'accensione di fuochi durante queste manifestazioni rappresenta un ulteriore fattore di rischio. Infatti, non solo la gestione del fuoco richiede competenze specifiche e precauzioni rigorose, ma il potenziale per incidenti è alto, soprattutto in contesti affollati. Le tradizioni possono e devono essere onorate in modi che non coinvolgono elementi di violenza o di potenziale pericolo.
Vorrei evidenziare inoltre una problematica normativa che potrebbe derivare dall'articolo 11. Certo, sono perfettamente cosciente del fatto che la nostra normativa vigente presenta una carenza dal punto di vista della gestione del patrimonio immateriale, nonostante la ratifica della Convenzione per la salvaguardia del patrimonio culturale immateriale, ai sensi della legge 27 settembre 2007, n. 167, e della successiva Convenzione quadro del Consiglio d'Europa sul valore del patrimonio culturale per la società, ai sensi della legge 1° ottobre 2021, n. 133. Entrambe risultano insufficientemente assorbite dall'articolo 7-bis del codice dei beni culturali e del paesaggio, di cui al decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42. Effettivamente il nostro testo unico risulta carente sui beni immateriali, ad eccezione del paesaggio.
Cionondimeno, ipotizzare di adeguare la normativa vigente alle disposizioni delle convenzioni dell'UNESCO delegando direttamente il Governo, vista la delicatezza della questione che va ad investire la ricchezza del nostro patrimonio culturale immateriale, fatto non solo di sfilate storiche, ma di lingue, testi, canzoni, fiabe, filastrocche et similia, lo trovo a dir poco sconcertante. Leggo infatti testualmente, al comma 3 dell'articolo 11, che i decreti legislativi andranno ad abrogare espressamente tutte le disposizioni oggetto di riordino e comunque quelle con essi incompatibili e recano le opportune disposizioni di coordinamento in relazione alle disposizioni non abrogate o non modificate, nonché le necessarie disposizioni transitorie e finali.
Onorevoli colleghi, parliamo quindi di un cambiamento che potrebbe essere estremamente impattante sulla normativa vigente e che avrebbe necessitato di un ampio dibattito preliminare in ambito parlamentare. Ma questo non è avvenuto. Pertanto, seppur per certi versi favorevoli, almeno parzialmente, all'iniziativa, le nostre perplessità non ci consentono di esprimerci in maniera favorevole e quindi ci asteniamo. (Applausi).
PAGANELLA (LSP-PSd'Az). Domando di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PAGANELLA (LSP-PSd'Az). Presidente, colleghi, forse in nessun altro Paese come in Italia si organizzano in ogni periodo dell'anno, al Nord come al Sud, tanti eventi rievocativi di momenti significativi del passato e della nostra storia comune. Non è un caso, considerato il vasto patrimonio di cultura immateriale che si è sedimentato in un Paese che, dai tempi del tardo impero romano a quelli dei comuni medievali, dall'epoca rinascimentale a quella moderna, ha visto fiorire modi di pensare e di fare, usi e costumi, tradizioni tanto varie e diverse.
In Italia non è mai esistito, come in altre Nazioni, un centro politico e culturale unificatore, un luogo deputato più di altri a elaborare modelli culturali da irradiare poi in periferia; non sono esistite culture e tradizioni omogenee dominanti. L'Italia, infatti, è la terra dei comuni medievali e delle signorie rinascimentali, dei mille campanili, degli antichi borghi, della sana e vitale competizione fra località vicine geograficamente, eppure ognuna tesa a superare l'altra in bellezza e creatività. La diversità ha costituito la cifra della nostra cultura, la fonte che l'ha resa unica e inconfondibile, ricca quanto nessun'altra al mondo.
La diversità è anche la caratteristica principale della nostra identità, che è plurale per definizione. Tocca a noi preservare, conservare, promuovere e valorizzare questa identità, ovvero questa ricchezza e varietà culturale sedimentatesi non solo nei beni materiali, quali le opere d'arte e i monumenti di cui sono pieni tutti i luoghi della nostra penisola, ma anche nei beni immateriali e rappresentati dalle tradizioni che si sono trasmesse di generazione in generazione, arrivando fino a noi. È un'operazione tanto più urgente e necessaria in un mondo, come quello di oggi, in cui i processi di globalizzazione tendono a favorire l'omogeneità e l'omologazione e a far scomparire le identità locali in una cultura unica e standardizzata.
Lo Stato è chiamato a dare del suo e questo disegno di legge, voluto dalla Lega e a prima firma dell'onorevole Caparvi, prevede di muoversi lungo due direttrici, razionalizzando e mettendo a sistema i tanti eventi rievocativi di vicende e momenti del passato presenti sul nostro territorio, ma prima ancora selezionando e certificando gli eventi di qualità sicura dai tanti che non rispondono ai requisiti minimi di credibilità e scientificità. La qualità si misura, in questo caso, dalla fedeltà alla storia, dall'uso di linguaggio e costumi pertinenti all'epoca storica, in una parola dalla coerenza di quanto rappresentato con ciò che è realmente accaduto. Occorre, in altre parole, che gli eventi siano rievocati al di fuori delle mitologie e delle false interpretazioni, pur accumulatesi nel tempo.
Questa qualità intrinseca di un evento di questo tipo, misurata sull'attendibilità e fedeltà scientifica delle rievocazioni, oggi è, fra l'altro, minacciata non solo dalla superficialità e dalla incultura dominante, ma anche da quella pervasiva ideologia che si ripromette non solo di cancellare, ma anche di riscrivere il passato, secondo canoni attuali o astratti spesso politicamente orientati.
È chiaro che solo i primi andranno promossi e valorizzati, secondo l'insindacabile giudizio di un autorevole comitato tecnico scientifico, che la legge oggi alla nostra approvazione prevede e che, anzi, costituirà il motore che la metterà in moto. Ugualmente, proprio per meglio razionalizzare l'opera di promozione degli eventi di rievocazione storica più significativi, la legge prevede l'istituzione di un albo degli eventi e degli enti promotori riconosciuti.
Al comitato, quindi, spetterà ogni anno di rendere nota la tabella degli eventi accreditati, mettendo a disposizione di enti, fondazioni, industrie e privati, uno strumento indispensabile per un'operazione di promozione sinergica degli stessi. La ricaduta in termini turistici, industriali e di coesione sociale e di riconoscimento, da parte di ogni territorio, della propria identità storico-culturale specifica sarà così facilitata.
Il disegno di legge delega, altresì, il Governo ad adottare norme per la salvaguardia del patrimonio immateriale nell'ottica delle direttive UNESCO e dei trattati firmati dal nostro Paese.
Quindi, a nome del Gruppo Lega Salvini Premier-Partito Sardo d'Azione, da sempre impegnato nella promozione e valorizzazione delle tradizioni locali e dell'identità dei nostri territori, dichiaro quindi, con convinzione, il nostro voto favorevole al disegno di legge. (Applausi).
D'ELIA (PD-IDP). Domando di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
D'ELIA (PD-IDP). Signor Presidente, colleghe e colleghi, il testo in discussione arriva dalla Camera come un testo unico, ma origina da due proposte diverse: una disciplina la materia, appunto, delle rievocazioni storiche, su cui forse davvero sarebbe bastata un'iniziativa ministeriale; l'altra è una delega al Governo per l'emanazione di norme per la salvaguardia del patrimonio culturale immateriale, che non può, appunto, limitarsi alle manifestazioni di rievocazione storica.
Forse, aver messo insieme questi testi rischia di essere fuorviante o limitante per il concetto di patrimonio culturale immateriale, perché, a parte un più visibile patrimonio costituito da eventi, scadenze, feste e riti, il patrimonio culturale immateriale allude a saperi, tecniche, espressività, legate anche a dimensioni familiari, sociali e lavorative dei diversi contesti.
Esso emerge attraverso la ricerca e la costruzione di rapporti di collaborazione e di alleanza tra ricercatori e attori sociali. Gli attori sociali sono molto importanti nella costruzione della dimensione del patrimonio immateriale come qualcosa di vivo. Rischiamo, quindi, di disciplinare in particolare le manifestazioni di rievocazione storica, mentre, invece, noi abbiamo bisogno di intervenire per tutelare le diversità culturali esistenti in Italia, parte dell'immenso patrimonio immateriale. Ed è per questo che noi condividiamo il senso di questo disegno di legge.
Per quel che riguarda le manifestazioni storiche, di cui riconosciamo l'importanza, abbiamo sottoposto di nuovo alla Commissione un nostro emendamento sul discusso articolo 8, che noi non condividiamo, il quale regola il porto e l'uso di armi in occasione delle manifestazioni. Pensiamo non sia necessario questo intervento di modifica della legge sulla detenzione e la raccolta delle armi da guerra, per cui è previsto il divieto.
Sul patrimonio culturale immateriale, invece, pensiamo sia necessaria una normativa organica. È un senso anche di un salto culturale che noi dobbiamo fare, come Paese, di un'attenzione alla diversità culturale, anche di fronte, anzi, soprattutto di fronte ai fenomeni di globalizzazione. Questa attenzione alla diversità culturale aiuta il dialogo interculturale e il rispetto reciproco dei diversi modi di vivere. Fa scoprire somiglianze, tratti comuni, anche tra culture molto diverse. Quindi, è tutto il contrario della chiusura dentro il locale.
La sua importanza risiede non nella manifestazione culturale in sé, ma nella ricchezza di conoscenze e competenze che vengono trasmesse da una generazione a un'altra.
Questo è il senso anche della Convenzione dell'UNESCO del 2003, che abbiamo ratificato nel 2007. Tuttavia, proprio perché come Paese non abbiamo fatto un salto in questa direzione, le spinte sono venute dalle Regioni e dai territori (molte Regioni, come la Lombardia, la Sicilia, ma non solo, si sono dotate di leggi specifiche) e dall'Unione europea, con la Convenzione di Faro del 2015, sul valore dell'eredità culturale, che associa bene culturale a eredità: il bene non è assoggettabile al concetto di proprietà.
L'elemento candidabile a essere bene immateriale rappresenta, appunto, la diversità e la creatività umana. Deve possedere caratteristiche vitali; per l'Italia, ad esempio, parliamo dell'opera dei pupi siciliani, del canto a tenore sardo, della dieta mediterranea.
Il nostro codice dei beni culturali si è adeguato, ma fino a un certo punto, perché il salto di qualità consiste nel far uscire davvero le tradizioni dai libri e dai musei, in cui sembravano confinate, e nel far emergere la storia di memorie orali, oggetti folclorici, tracce vive di storie subalterne e spesso marginalizzate, che chiedono riconoscimento. Esse sono venute fuori anche grazie all'impegno di intellettuali e studiosi. È una vera e propria «comunità di eredità», espressione usata dalla Convenzione di Faro.
Lasciatemi sottolineare quanto sia contraddittoria questa legge delega al Governo, con i nuovi criteri per il fondo che finanzia i piccoli musei, che rischiano di penalizzare proprio le realtà più piccole, che spesso sono la soglia di accesso a questo patrimonio immateriale e raccolgono le tradizioni di una comunità. Abbiamo infatti innalzato il limite di bilancio di questi musei a 50.000 euro e il finanziamento fino a 100.000 euro, rischiando di perdere quel finanziamento diffuso che animava anche questi musei. Il patrimonio immateriale non è materiale, ma spesso in questi musei si trova il luogo di costruzione della comunità. Penso al Museo di comunità Remiero, che parla della cantieristica navale.
Stiamo parlando di saperi molto vari, basati, da un lato, sulla ricerca degli esperti, dall'altro, sul diritto al riconoscimento che nasce dal basso. Sono i gruppi sociali che negoziano ed è di questa vitalità che abbiamo bisogno che i testi prendano atto, per una cultura che non guardi tanto alla specificità e all'eccellenza, quanto alla salvaguardia delle diversità e della vitalità delle comunità.
Per questo noi pensiamo che i decreti attuativi di questo disegno di legge delega, che comunque voteremo, debbano essere condivisi e discussi con le comunità, con i soggetti, con le università, con gli esperti. Operiamo uno spostamento dall'oggetto al soggetto della cultura, dagli oggetti alle pratiche e alle persone. Non si può fare patrimonio dei beni immateriali senza popolo, senza cittadinanza attiva, senza competenze ed esperti, che per questo motivo noi chiediamo vengano coinvolti.
Dichiaro il voto favorevole del Partito Democratico. (Applausi).
FALLUCCHI (FdI). Domando di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALLUCCHI (FdI). Signor Presidente, onorevoli colleghi, oggi ci troviamo a discutere una proposta di legge fondamentale per la salvaguardia della storia e delle tradizioni del nostro Paese. Le disposizioni in materia di manifestazioni di rievocazione storica e norme per la salvaguardia del patrimonio culturale immateriale, contenute in questa proposta di legge di iniziativa del collega Mollicone, che arriva in quest'Aula dopo la prima lettura della Camera e dopo un attento esame in Commissione qui al Senato, sono disposizioni necessarie per mantenere vivo e tutelare il cuore pulsante di moltissimi territori, di moltissimi piccoli centri, ovvero di moltissime tradizioni. Si tratta di quel patrimonio materiale e immateriale di cui il nostro Paese è straricco. (Applausi).
Questo disegno di legge mira non solo a preservare, ma anche a valorizzare il Made in Italy, il marchio di eccellenza riconosciuto in tutto il mondo. Il Made in Italy rappresenta un simbolo di qualità, artigianalità e innovazione. Le nostre tradizioni, i nostri prodotti, il nostro patrimonio culturale sono il frutto di secoli di storia e di un sapere tramandato di generazione in generazione. Le manifestazioni di rievocazione storica, infatti, sono un esempio tangibile di come il passato possa vivere nel presente, offrendo un'esperienza unica e autentica sia ai cittadini che ai turisti. (Applausi).
Il Parlamento ha finalmente una particolare attenzione alla cultura e a questa problematica che ormai era imprescindibile sanare con il dettato contenuto in questa norma. Infatti, si ha l'obiettivo di definire le competenze dello Stato e della Conferenza unificata e di istituire un comitato tecnico-scientifico che dovrà chiarire anche un panorama italiano molto variegato, perché alle volte si può commettere l'errore di definire rievocazioni storiche anche quegli eventi che, benché abbiano il loro seguito e la loro importanza, non basano la propria natura direttamente su una ricerca storica puntuale. Allo stesso modo, si può fare l'errore di considerare rievocazioni storiche quegli eventi che si ripetono da secoli, ma che di fatto - poi - non sono rievocazioni storiche, bensì sono continuazioni storiche.
È un cambio di paradigma atteso da tempo, come la definizione di ciò che è patrimonio culturale, che va oltre la definizione dell'articolo 7-bis del codice Urbani, introducendo una inconsueta, ma necessaria iniziativa legislativa.
Come sappiamo, l'UNESCO ha già accordato la necessità di affiancare l'importante patrimonio immateriale, che ha pari dignità ed estrema connessione, al patrimonio materiale e con il lavoro fatto con l'esame di questo provvedimento e la sua approvazione oggi possiamo finalmente definire che sono imprescindibili entrambi.
Il codice Urbani andava definito in modo da avere una legge chiara che non lasciasse margini a interpretazioni, ma soprattutto che iniziasse a dare spazio e fattibilità, oltre che l'attesa dignità, a tutto quel patrimonio immateriale che a oggi non era considerato. (Applausi). Infatti, finalmente eguagliamo e soprattutto definiamo che il patrimonio culturale materiale non è tale senza la sua dimensione immateriale, senza sapere ciò che esso rappresenta, la sua funzione storica, culturale e sociale.
Per questo, la legge che oggi votiamo contribuisce in maniera sistematica alla salvaguardia delle manifestazioni e degli enti di rievocazione storica. La trasmissione da una generazione all'altra di una tradizione porta con sé la possibilità che alcuni elementi del patrimonio culturale immateriale vadano estinti. La salvaguardia entra in campo quanto vi è qualcosa da tutelare. L'Italia è un patrimonio immateriale esteso e conosciuto. Questa legge e la sua definizione serviranno a tutelare - sì - quello già esistente, ma soprattutto a sostenere l'evoluzione del patrimonio culturale immateriale stesso, perché per noi è in continua crescita e continuo movimento. Le nostre comunità muovono e smuovono il patrimonio immateriale, sono loro a tutelarlo, sostenerlo e accrescerlo. È l'identità che entra e fa la storia.
Basta citare la Convenzione dell'UNESCO del 2003: per patrimonio culturale immateriale si intendono le prassi, le rappresentazioni, le espressioni e le conoscenze, come pure gli strumenti, gli oggetti, i manufatti e gli spazi culturali associati agli stessi che le comunità, i gruppi e in alcuni casi gli individui riconoscono in quanto parte del loro patrimonio culturale. Questa definizione veste a pennello la nostra Italia, i nostri paesini e i nostri borghi, in cui vivere sembra essere un modo per dire di essere fuori dal tempo e dalla storia. Rievocare vuol dire, invece, ridonare tempo e storia anche a quell'Italia che non è un'Italia meno importante, produttiva o evoluta.
Io sono nata in uno di questi territori, a San Nicandro Garganico, un piccolissimo Comune della Provincia di Foggia. Vi è tantissimo patrimonio immateriale da salvaguardare perché sono luoghi belli da vivere, belli da visitare e rappresentano l'identità nazionale e uno strumento di diffusione della conoscenza della storia italiana in Europa e nel mondo. (Applausi).
La Regione Puglia, in particolare, è un esempio straordinario di come le tradizioni possono essere preservate e valorizzate. Le rievocazioni storiche pugliesi come la famosa Disfida di Barletta, non solo celebrano eventi storici significativi, ma promuovono anche il turismo culturale e l'economia locale.
Io stessa ho presentato una proposta di legge sul valore degli abiti storici, sulla manifattura e sulla cura dei materiali. Ci sarà, una volta approvata alla Camera, una Giornata nazionale degli abiti storici, occasione in cui molti Comuni possono approfittare dei fondi messi a disposizione per organizzare convegni, manifestazioni e workshop.
Gli abiti storici, realizzati con cura e attenzione ai dettagli, sono veri e propri capolavori della sartoria italiana che riflettono la ricchezza e la diversità del nostro patrimonio culturale. Inoltre, sono un elemento fondamentale delle rievocazioni. Ogni costume racconta una storia e rappresenta un'epoca e un contesto sociale specifico. Questi abiti non sono solo vestiti, ma veri pezzi di storia indossabili, che ci permettono di rivivere il passato e di comprendere meglio le nostre radici.
La salvaguardia del patrimonio culturale immateriale è essenziale per mantenere viva la nostra identità. Le rievocazioni storiche non sono solo spettacoli, ma momenti di riflessione e di educazione che ci aiutano a comprendere chi siamo e da dove veniamo. Attraverso questo disegno di legge vogliamo garantire che queste tradizioni possano continuare a essere tramandate e che il nostro patrimonio culturale immateriale sia protetto e valorizzato. (Applausi).
Votare questa proposta di legge contribuisce ad un passo importante per la tutela e la promozione delle nostre tradizioni, del Made in Italy e del patrimonio culturale immateriale. Insieme possiamo garantire che le future generazioni possano continuare a godere della ricchezza e della bellezza della nostra storia e della nostra cultura. Per questo e per tanto altro ancora, esprimo il voto favorevole del Gruppo Fratelli d'Italia. (Applausi).
MAZZI, sottosegretario di Stato per la cultura. Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MAZZI, sottosegretario di Stato per la cultura. Signora Presidente, siccome non possiamo lasciare nel Resoconto un riferimento a dati non corretti, perché non lo trovo corretto, mi vedo costretto, mio malgrado, a correggere la senatrice Aloisio, che ha fatto riferimento a una cifra irrisoria di 10.000 euro che sarebbe destinata alle rievocazioni storiche. Non è così, senatrice Aloisio, perché esiste la legge n. 232 del 2016, articolo 1, comma 627, che stabilisce che sono 2 milioni all'anno che devono essere dati alle rievocazioni storiche (Applausi). Rispetto a questi 2 milioni all'anno, il Governo, sia nel 2023 che nel 2024, ha fatto un'integrazione di 2 milioni, quindi ha portato la cifra a 4 milioni all'anno e quest'anno ne beneficeranno oltre 250 soggetti. (Applausi. Commenti). Dico questo per dovere di precisione - scusate, non voglio applausi - che quest'Aula ci impone quando vengono riferiti dei dati sbagliati. (Applausi).
BORGHI Enrico (IV-C-RE). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BORGHI Enrico (IV-C-RE). Signora Presidente, è piuttosto inusuale che il Governo, alla fine degli interventi in dichiarazione di voto, intervenga per chiosare gli interventi delle dichiarazioni. A questo punto le chiedo, alla luce delle dichiarazioni del Governo, che si riapra la discussione. Le chiedo questo.
PRESIDENTE. Senatore Borghi, le confermo che se il Governo interviene dopo le dichiarazioni di voto, si possono riaprire le dichiarazioni. Cito il comma 2 dell'articolo 99 del Regolamento: «Qualora il rappresentante del Governo, dopo l'intervento (…), prenda nuovamente la parola sull'oggetto in esame per ulteriori dichiarazioni, cinque Senatori possono richiedere che su tali dichiarazioni si apra una nuova discussione, alla quale può partecipare non più di un oratore per ciascun Gruppo parlamentare». (Commenti). Quindi, vi chiedo se ci sono interventi, altrimenti procediamo con il voto.
PIRONDINI (M5S). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PIRONDINI (M5S). Signora Presidente, probabilmente il Sottosegretario non ha ascoltato bene l'intervento del MoVimento 5 Stelle, il quale richiamava chiaramente dei precedenti fondi già esistenti, che però venivano definiti assolutamente molto scarsi. (Commenti).
PRESIDENTE. Non è un dibattito. La prego, Sottosegretario, facciamo intervenire il senatore Pirondini.
PIRONDINI (M5S). Signora Presidente, chiediamo una sospensione dell'Aula.
PRESIDENTE. Senatore Pirondini, ha facoltà di intervenire, se vuole, per un'ulteriore dichiarazione, come previsto dal Regolamento, altrimenti si procede con il voto.
PIRONDINI (M5S). Volevo sottolineare che forse il Sottosegretario non ha sentito bene l'intervento che abbiamo fatto, perché è stato fatto un richiamo specifico a fondi che già esistevano, che sono quelli che lei ha citato, ma che noi abbiamo definito scarsi, ai quali si aggiungevano la cifra che la senatrice Aloisio ha specificato. Quindi, per la prossima volta, il consiglio è prima di intervenire prima del voto, di ascoltare meglio gli interventi che poi si vanno a contestare in modo errato, come lei ha chiaramente fatto oggi. (Applausi).
PRESIDENTE. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo del disegno di legge, nel suo complesso.
(Segue la votazione).
Il Senato approva. (v. Allegato B).
Interventi su argomenti non iscritti all'ordine del giorno
CUCCHI (Misto-AVS). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CUCCHI (Misto-AVS). Signora Presidente, colleghe e colleghi, stupisce e ci preoccupa l'opera di disinformazione a cui si sta assistendo in merito alla ricerca sui giovani gender variant dell'Università degli studi Roma Tre; una speculazione a cui stanno contribuendo anche diversi esponenti della maggioranza.
L'università in questione, rinomata per la sua solida reputazione scientifica, ha precisato in un comunicato stampa che lo studio è una ricerca scientifica di natura qualitativa, focalizzata sul benessere di bambini, bambine e adolescenti con espressione e/o identità di genere non normativamente riconosciuti dall'Organizzazione mondiale della sanità. L'obiettivo è approfondire il loro vissuto emotivo e le dinamiche di relazione in ambito familiare e scolastico, al fine di tutelare i loro diritti.
Si è tuttavia scatenato un violento attacco contro il gruppo di ricerca dell'Università Roma Tre e, nonostante questo lavoro fosse stato approvato dal comitato etico dell'ateneo, è stato preso di mira da alcune associazioni che hanno diffuso informazioni errate, articoli fuorvianti e condotto campagne diffamatorie sui social. Queste associazioni hanno inoltre divulgato i nomi dei ricercatori, esponendoli a campagne d'odio e seminando paura tra le famiglie che avevano partecipato volontariamente alla ricerca.
Io credo che tutto questo sia molto grave e che violi totalmente la libertà di ricerca, oltre al fatto che non è mai corretto attivare una vera e propria macchina del fango. Esprimo pertanto la mia piena solidarietà ai ricercatori, alla direttrice del dipartimento di scienze della formazione e al rettore dell'Università Roma Tre e, ovviamente, alle famiglie che si sono trovate sotto attacco; famiglie, signora Presidente, che, insieme all'università, hanno come unico obiettivo il benessere dei loro figli e delle loro figlie. Su questo ci dovremmo concentrare tutte e tutti, anziché sprecare energie ad arginare polemiche strumentali e crociate ideologiche. (Applausi).
MALPEZZI (PD-IDP). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MALPEZZI (PD-IDP). Signora Presidente, intervengo per dire che abbiamo depositato proprio ieri un'interrogazione a questo proposito, chiedendo alla Ministra dell'università e della ricerca quali iniziative intenda intraprendere per difendere la reputazione e il lavoro scientifico dell'Università Roma Tre (Applausi). In questo Paese, infatti, nessuno può permettersi di intervenire su scelte libere di chi fa ricerca, perché la ricerca è libera e per sua stessa natura (signora Presidente, so che lei sa benissimo cosa significhi fare ricerca) va a indagare ciò che oggi non è indagato, per conoscere meglio le situazioni e per poter intervenire.
Vorrei stigmatizzare quanto è successo nei confronti del lavoro fatto da questa università (a proprie spese e con la volontà delle famiglie coinvolte) per provare a trovare risposte a situazioni che, piacciano o meno, ci sono e che per ora sono state indagate solo nella fascia dell'adolescenza e non dell'infanzia, sulle quali non si intende intervenire in chissà che modo, ma portando avanti l'ascolto che la pedagogia, quella vera, quella che nell'Università Roma Tre, come in tante altre università in Italia, si porta avanti da sempre, mettendo al primo posto il benessere di tutti i bambini, ha posto come centro e come missione del proprio agire.
Noi ci aspettiamo quindi che il Governo scenda a difesa di quello che questa università ha fatto per mettere in evidenza davanti a tutti che questo Governo non ha nessuna intenzione di toccare la ricerca libera ed è a fianco dei ricercatori di tutto il Paese. (Applausi).
PIRRO (M5S). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PIRRO (M5S). Signora Presidente, anche noi vogliamo esprimere tutta la nostra solidarietà al Rettore dell'Università degli studi Roma Tre. Siamo allibiti per la furia e la violenza delle aggressioni verbali tramite social e mail che si sono riversate nei confronti del Rettore, che stava semplicemente garantendo lo svolgimento del compito principale di un'università, che è quello della ricerca affiancato alla didattica, come hanno ben espresso le mie colleghe. Tutto questo, nella scia di una furia oscurantista che sta imperversando nel nostro Paese e i versi animaleschi che si levano dai banchi della destra non fanno altro che dimostrare la correttezza delle mie affermazioni. (Applausi.Commenti).
PRESIDENTE. Colleghi, vi prego.
PIRRO (M5S). Oltretutto, il mondo pro vita e pro famiglia dovrebbe guardare con interesse a questo genere di ricerche perché, visto che non fanno altro che proclamare continuamente che le disforie di genere non esistono, che sono tutta un'invenzione dell'ideologia woke, dovrebbero guardare con favore a ricerche che potrebbero supportare questa loro tesi. Se invece si scagliano con tanta furia contro la ricerca libera e il diritto di ricerca all'interno delle nostre università, forse è perché sanno che la negazione delle disforie di genere, è - quella sì - un'ideologia oscurantista e medievale che è nelle loro teste e quindi si ribellano contro la ricerca perché potrebbe esclusivamente dimostrare che la disforia di genere esiste, che è un dato di fatto e che continuare a negarla non può che far male ai nostri bambini, ai nostri adolescenti e alla nostra società che guarda al futuro e non al passato. (Applausi).
SCALFAROTTO (IV-C-RE). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SCALFAROTTO (IV-C-RE). Signora Presidente, voglio aggiungere anche la mia voce per esprimere una grande preoccupazione, perché quando si pretende di piegare l'oggettività della scienza a questioni ideologiche, questo è sempre molto preoccupante, perché la scienza dovrebbe essere una sorta di stella polare che va al di là delle posizioni ideologiche (la mela che cade sulla testa di Newton - la forza di gravità - quella è, non è di destra o di sinistra) e noi dobbiamo essere interessati perché vogliamo portare avanti il nostro Paese, vogliamo sapere che cosa succede nel mondo della realtà attraverso gli occhi non ideologici ma pragmatici della scienza, perché questo ci dà strumenti per decidere nel nostro ruolo di legislatori. Avere degli a priori, quindi, affermare che "le cose sono così" è sempre molto pericoloso, anche perché indebolisce la democrazia, in quanto dà meno strumenti di conoscenza a chi poi deve fare le leggi. Questo è preoccupante perché è portato avanti da una parte politica che davanti all'evidenza scientifica oppone una posizione ideologica e questo non rassicura per il futuro.
C'è poi un'altra questione, ovvero che le vicende di cui parliamo sono vicende di sofferenza umana, che riguardano persone che, nella loro esperienza di vita, incontrano situazioni difficili, perché la disforia dell'identità di genere, che magari colpisce un numero piccolo di persone, non per questo incide meno nella qualità della vita di quelle persone e delle persone che sono loro intorno. Credo quindi che dovremmo essere sempre attenti a cogliere tutte le opportunità che abbiamo per rendere quelle vite, che magari sono complicate, un po' più semplici. Chi decide di transitare da un genere all'altro, a qualsiasi età lo faccia, deve attraversare un'esperienza molto dolorosa: deve sottoporsi a interventi chirurgici, deve sottoporsi al biasimo e spesso alla violenza della realtà che ha intorno a sé.
Se decide di attraversare queste fasi - la chirurgia, il dolore, lo stigma, la difficoltà di trovare lavoro e di relazionarsi in una società che non ha posto per te - se nonostante tutto questo, queste persone fanno quel percorso, è perché la motivazione dentro di loro è talmente insopprimibile da portarle e portarli anche a sopportare tutto quel dolore. (Applausi).
E allora, quando si attacca un'istituzione scientifica seria e prestigiosa come l'Università di Roma Tre, io credo che si faccia male tanto alla democrazia quanto a quel senso di pietà umana e di umana solidarietà che dovrebbe essere la prima luce di chi sta seduto in quest'Aula. (Applausi).
MENNUNI (FdI). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MENNUNI (FdI). Signor Presidente, abbiamo appreso con assoluto sconcerto che un'università italiana stesse organizzando un laboratorio definito gender creative, un laboratorio sui ragazzini trans, perché l'università non è il luogo dove debbono essere svolti questo genere di laboratori, coinvolgendo minori. (Commenti). Questo è il punto primo.
PRESIDENTE. Colleghi, lasciamo parlare la senatrice Mennuni.
MENNUNI (FdI). Siamo rimasti altresì sconcertati perché riteniamo che probabilmente la missione dell'università a livello formativo dei nostri ragazzi sia altra e diversa. È per questo che abbiamo chiesto con un'interrogazione del vicepresidente della Camera dei deputati Rampelli di fare luce, avviando un'indagine sulla questione.
Siamo sconcertati ogni volta che vediamo che nelle scuole di ogni ordine e grado si tende a svolgere corsi, momenti di quello che io chiamo in modo sereno indottrinamento (Applausi) dei nostri bambini che devono essere liberi di crescere senza forme alcune di indottrinamento di questo genere sul gender per poi, da adulti, scegliere quelle che sono le proprie inclinazioni.
Tengo a ribadire che, come Gruppo Fratelli d'Italia, speriamo venga fatta presto luce su quello che è accaduto in questa università e auspichiamo fermamente che non si prosegua con questa attenzione e furia nei riguardi di queste forme di indottrinamento, che nulla hanno a che vedere con il benessere del minore che io credo invece tutta la comunità politica, trasversalmente, dovrebbe cercare di tutelare e salvaguardare. (Applausi).
SPAGNOLLI (Aut (SVP-PATT, Cb)). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SPAGNOLLI (Aut (SVP-PATT, Cb)). Signora Presidente, cambio tema non perché non condivida quello che è stato detto dai miei colleghi che hanno parlato prima; da uomo di scienza, non posso che essere per la scienza.
Vorrei rievocare e ricordare una persona che ha vissuto una vita esemplare, vista con gli occhi dei giorni nostri. Valter Brugiolo era quel bambino biondo che nel 1967 vinse lo Zecchino d'Oro cantando la canzone «Popoff» e che poi, grazie a quella vittoria, venne guidato dalla sua lungimirante madre in un primo tempo a far parte del mondo della canzone, cantando con Gianni Morandi e Little Tony, venendone successivamente fuori perché la sua famiglia volle che studiasse e si facesse una vita di lavoro.
Studiò, lavorò, crebbe una famiglia di cinque figli, a distanza di oltre trenta anni, costruì, insieme a una cooperativa, una scuola dedicata a Mariele Ventre, maestra del Piccolo Coro dell'Antoniano che lo convinse a cantare. Lui non non era molto portato a cantare quando era bambino, ma venne accompagnato per mano da Mariele, alla quale era legatissimo tanto che presiedette poi per anni questa scuola privata a lei intitolata.
Però il passaggio storico che segna Valter Brugiolo è proprio legato alla canzone «Popoff». La canzone «Popoff» nel 1967 crea un momento di cesura rispetto ai tempi precedenti: ci fu un'Italia prima di Popoff e un'Italia dopo Popoff. Ricordiamo che era ancora molto vicina la fine della guerra; c'era stato il boom economico, ma l'Italia doveva ancora del tutto risollevarsi. C'erano due grandi potenze, gli Stati Uniti e la Russia, che si contendevano il mondo e lo spazio e c'era una sorta di complesso di inferiorità che avevamo noi italiani nei loro confronti. In particolare noi bambini ci sentivamo un po' dei poveretti, mentre c'erano questi russi e questi americani, ma in questo caso i russi, "i cosacchi lunghi e fieri" che "a quaranta sotto zero se ne infischiano del gelo", mentre noi invece cercavamo il tepore delle nostre case.
Ebbene, Popoff ci fece capire che anche i russi erano umani, perché, mentre i cosacchi resistono a quaranta sotto zero, lui rimane con lo stivale nella neve e resta fermo lì. Però a un certo punto anche i cosacchi si fermano per il freddo e lui invece, rotolando della neve, arriva al fiume Don, che ha anche un'importanza immaginifica fortissima per la nostra cultura comune, perché il fiume Don - ricordo - era il luogo dove ci fu il presidio alpino durante la Seconda guerra mondiale e dove avvenne la famosa ritirata di Russia (non erano solo alpini, ma anche altri soldati italiani), con i cosacchi che li inseguivano nella neve, con un freddo terribile. Poi ci fu lo sfondamento di Nikolajevka e tornarono a casa.
Ecco, con la canzone "Popoff" ci sentimmo tutti redenti e recuperammo questa nostra immagine e questa nostra autocoscienza rispetto al passato. Dopodiché ci fu il Sessantotto, ci furono i movimenti studenteschi e nacque l'Italia di oggi. Grazie a Valter Brugiolo, che ci ha fatto vivere e ci fa rivivere ancora quel momento meraviglioso. (Applausi).
Atti e documenti, annunzio
PRESIDENTE. Le mozioni, le interpellanze e le interrogazioni pervenute alla Presidenza, nonché gli atti e i documenti trasmessi alle Commissioni permanenti ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento sono pubblicati nell'allegato B al Resoconto della seduta odierna.
Ordine del giorno
per la seduta di giovedì 3 ottobre 2024
PRESIDENTE. Il Senato tornerà a riunirsi in seduta pubblica domani, giovedì 3 ottobre, alle ore 10, con il seguente ordine del giorno:
La seduta è tolta (ore 11,57).
Allegato A
DISEGNO DI LEGGE
Disposizioni in materia di manifestazioni di rievocazione storica e delega al Governo per l'adozione di norme per la salvaguardia del patrimonio culturale immateriale (1038)
Capo I
DISPOSIZIONI IN MATERIA DI MANIFESTAZIONI DI RIEVOCAZIONE STORICA
ARTICOLO 1 NEL TESTO APPROVATO DALLA CAMERA DEI DEPUTATI
Art. 1.
Approvato
(Princìpi generali)
1. La Repubblica riconosce le rievocazioni storiche quali componenti fondamentali del patrimonio culturale nonché elemento qualificante per la formazione e per la crescita socio-culturale della comunità nazionale, ai sensi degli articoli 9 e 33 della Costituzione e nel quadro dei princìpi stabiliti dall'articolo 167 del Trattato sul funzionamento dell'Unione europea e dalla Convenzione per la salvaguardia del patrimonio culturale immateriale, adottata a Parigi il 17 ottobre 2003 dalla XXXII sessione della Conferenza generale dell'Organizzazione delle Nazioni Unite per l'educazione, la scienza e la cultura (UNESCO), ratificata ai sensi della legge 27 settembre 2007, n. 167.
EMENDAMENTI
1.1
Respinto
Al comma 1, sostituire le parole: «per la formazione» con le seguenti: «per la trasmissione intergenerazionale delle conoscenze».
1.2
Respinto
Al comma 1, dopo le parole: «per la crescita socio-culturale della comunità nazionale,», inserire le seguenti: «tenuto conto anche del rispetto del principio di tutela animale,».
1.3
Respinto
Dopo il comma 1, aggiungere il seguente:
«1-bis. Alla luce del principio di tutela animale sancito dall'articolo 9 della Costituzione, è vietato l'utilizzo di animali nell'ambito delle manifestazioni di rievocazione storica tutelate ai sensi della presente legge».
ARTICOLO 2 NEL TESTO APPROVATO DALLA CAMERA DEI DEPUTATI
Art. 2.
Approvato
(Definizioni)
1. Ai fini della presente legge si definiscono « enti di rievocazione storica » le associazioni di promozione sociale, le organizzazioni non lucrative di utilità sociale e le fondazioni che hanno per fine statutario la tutela e la trasmissione della memoria storica del proprio territorio attraverso la messa in scena di momenti del passato storico e di rappresentazioni caratterizzate dall'uso di costumi e di ricostruzioni di ambienti e manufatti d'epoca, rispettando i criteri di attendibilità storica, mediante le varie forme di studio, di espressione artistica e di ricostruzione di attività ed eventi storici nonché mediante l'utilizzo di vesti, armi, armature e altri manufatti, riprodotti con modalità esteticamente e funzionalmente compatibili con i materiali e con le tecniche risultanti dalle fonti e dalla documentazione storica.
2. Ai fini della presente legge si definiscono « manifestazioni di rievocazione storica » le manifestazioni finalizzate a salvaguardare e valorizzare la memoria storica di un territorio, comprensiva dei saperi, delle pratiche e delle prassi del periodo storico di riferimento, la cui organizzazione fa capo a enti di rievocazione storica, a enti locali o ad altri soggetti pubblici. Le rievocazioni storiche individuate dalla presente legge consistono nella rappresentazione scenica, attraverso le arti performative, di un passato o di una memoria collettiva che appaiano significativi per una comunità territoriale e che facciano riferimento a conoscenze storiche acquisite e a evidenze documentarie dotate di attendibilità storica, sulla base delle quali sono condotte attività rispettando criteri di ricostruzione, di realizzazione e di utilizzo di oggetti, vesti, accessori e armamenti. Sono manifestazioni che si svolgono con continuità da almeno cinque anni; si integrano con attività o iniziative culturali e di ricerca storica e demoetnoantropologica; sono pertinenti all'attività di tutela e valorizzazione del patrimonio culturale anche al fine di promuovere lo sviluppo economico-produttivo e turistico locale.
EMENDAMENTI
2.1
Verducci, D'Elia, Crisanti, Rando
Respinto
Al comma 2, primo periodo, sostituire la parola: «salvaguardare» con la seguente: «tutelare».
2.2
D'Elia, Verducci, Crisanti, Rando
Respinto
Al comma 2, primo periodo, dopo le parole: «enti di rievocazione storica» inserire le seguenti: «, ad associazioni culturali,».
2.0.1
Croatti, Pirondini, Aloisio, Castiello
Respinto
Dopo l'articolo inserire il seguente:
«Art. 2-bis
(Giornata nazionale dei borghi d'Italia)
1. La Repubblica riconosce il giorno 11 maggio come "Giornata nazionale dei borghi d'Italia", al fine di incoraggiare ogni iniziativa utile per far conoscere, promuovere e valorizzare le risorse storiche, geografico-paesaggistiche, artistiche, culturali e turistiche dei borghi italiani.
2. In occasione della "Giornata nazionale" di cui al comma 1, le istituzioni scolastiche, nel pieno rispetto dell'autonomia amministrativa, organizzativa, didattica, di ricerca e progettazione educativa, d'intesa con le associazioni culturali regolarmente registrate e con le comunità educanti che operano sul territorio, nonché con gli "Enti di rievocazione storica" di cui al comma 1 dell'articolo 2, possono organizzare, senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica, specifiche iniziative di formazione, aggiornamento e sensibilizzazione di tipo artistico-culturale, visite guidate, proiezioni, conferenze, dibattiti e incontri aperti alla cittadinanza.
3. La Giornata nazionale di cui al presente articolo non determina gli effetti civili di cui alla legge 27 maggio 1949, n. 260».
ARTICOLO 3 NEL TESTO APPROVATO DALLA CAMERA DEI DEPUTATI
Art. 3.
Approvato
(Attività per la valorizzazione delle rievocazioni storiche)
1. Lo Stato, nell'ambito delle proprie competenze, riconosce, sostiene, valorizza e salvaguarda la specificità delle rievocazioni storiche e delle realtà socio-culturali regionali e locali a queste collegate, promuovendo:
a) la valorizzazione delle rievocazioni storiche quali fattori di sviluppo, elemento qualificante del Paese e del suo patrimonio storico, artistico e culturale ed elemento trasversale dell'articolata identità nazionale del Paese e del suo patrimonio culturale immateriale;
b) la conoscenza delle manifestazioni di rievocazione storica a livello nazionale e a livello europeo e internazionale, attivando rapporti di collaborazione e di interscambio per un'effettiva integrazione culturale tra gli Stati membri dell'Unione europea;
c) la sensibilizzazione del pubblico e la valorizzazione del prodotto culturale delle rievocazioni storiche attraverso l'editoria e gli strumenti più diffusi e moderni di comunicazione di massa;
d) il sostegno finanziario agli enti di rievocazione storica e alla realizzazione delle relative manifestazioni nonché degli eventi spettacolari, culturali e divulgativi a esse connessi, attraverso idonee misure, stabilendo con decreto del Ministro della cultura, da adottare previa intesa in sede di Conferenza unificata di cui all'articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, di seguito denominata « Conferenza unificata », la disciplina concernente l'accesso, le modalità e i criteri di attribuzione e di erogazione delle risorse, a valere sul Fondo nazionale per la rievocazione storica, da destinare alle rievocazioni stesse;
e) lo sviluppo del turismo culturale, anche attraverso l'utilizzo, per le manifestazioni di rievocazione storica, dei siti archeologici, demoetnoantropologici, museali e monumentali presenti nel territorio, nel rispetto della tutela dei siti e della loro regolare fruizione;
f) l'attivazione di collaborazioni tra gli enti di rievocazione storica e le istituzioni scolastiche, le università, gli istituti e i luoghi della cultura pubblici e privati, gli enti di promozione turistica e i soggetti gestori dei beni del patrimonio culturale, nonché il coinvolgimento delle comunità locali, allo scopo di favorire la nascita di un sistema integrato di valorizzazione dell'immagine e dell'offerta storico-culturale nazionale;
g) la tutela, la conservazione, la salvaguardia e la trasmissione del patrimonio culturale nonché della memoria, dei saperi e delle tradizioni legati alle rievocazioni storiche.
2. All'attuazione delle disposizioni di cui al comma 1, lettere d) ed e), si provvede nei limiti delle risorse disponibili nell'ambito del Fondo nazionale per la rievocazione storica, di cui all'articolo 1, comma 627, della legge 11 dicembre 2016, n. 232. Fermo restando quanto previsto dal primo periodo, le amministrazioni competenti provvedono all'attuazione del presente articolo nell'ambito delle risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente e, comunque, senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica.
EMENDAMENTO
3.1
Respinto
Al comma 1, lettera g), aggiungere in fine le seguenti parole: «, nel rispetto del principio di tutela animale di cui all'articolo 9, terzo comma, della Costituzione».
ARTICOLI 4 E 5 NEL TESTO APPROVATO DALLA CAMERA DEI DEPUTATI
Art. 4.
Approvato
(Elenco nazionale degli enti e delle manifestazioni di rievocazione storica)
1. È istituito, con funzione ricognitiva, presso il Ministero della cultura, l'elenco nazionale degli enti e delle manifestazioni di rievocazione storica. L'elenco è pubblicato nel sito internet istituzionale del Ministero della cultura, che provvede al suo aggiornamento annuale.
2. Con decreto del Ministro della cultura, sentito il Ministro del turismo, da adottare entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, previa intesa in sede di Conferenza unificata, sono definiti:
a) i requisiti per l'iscrizione nell'elenco di cui al comma 1;
b) le modalità di gestione dell'elenco di cui al comma 1.
3. Per l'istituzione e l'aggiornamento dell'elenco di cui al comma 1 è autorizzata la spesa di 10.000 euro annui a decorrere dall'anno 2024, cui si provvede mediante corrispondente riduzione dello stanziamento del fondo speciale di parte corrente iscritto, ai fini del bilancio triennale 2024-2026, nell'ambito del programma « Fondi di riserva e speciali » della missione « Fondi da ripartire » dello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze per l'anno 2024, allo scopo parzialmente utilizzando l'accantonamento relativo al Ministero della cultura.
Art. 5.
Approvato
(Comitato tecnico-scientifico)
1. Entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, il Ministro della cultura, previa intesa in sede di Conferenza unificata, istituisce, senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica, il Comitato tecnico-scientifico per gli enti e le manifestazioni di rievocazione storica, di seguito denominato « Comitato », composto da professori universitari esperti della materia nominati dalle regioni, da due rappresentanti del Ministero della cultura, da un rappresentante del Ministero dell'università e della ricerca, da un rappresentante del Ministero del turismo, da un rappresentante del Ministero dell'istruzione e del merito, da un rappresentante del Ministero dell'economia e delle finanze e da un rappresentante del Ministero dell'interno. I componenti del Comitato restano in carica tre anni, con mandato rinnovabile per una sola volta. Ai componenti del Comitato non spettano compensi, gettoni di presenza, rimborsi di spese o altri emolumenti comunque denominati.
2. Il Comitato, che si avvale del personale, dei mezzi e dei servizi messi a disposizione dal Ministero della cultura, ha i seguenti compiti:
a) riconoscere la qualifica di ente o di manifestazione di rievocazione storica, nel rispetto di quanto stabilito degli articoli 2 e 4;
b) promuovere ricerche e studi sulle manifestazioni di rievocazione storica in Italia e all'estero;
c) fornire ogni elemento utile per la promozione e lo sviluppo delle rievocazioni storiche;
d) promuovere e sostenere, anche con la collaborazione delle regioni e degli enti di rievocazione storica, iniziative di formazione e di aggiornamento.
3. Il Comitato valuta e verifica ogni tre anni l'attendibilità e la conformità storica dei contenuti espressi nelle manifestazioni e delle attività dell'ente di rievocazione storica, ai fini del mantenimento dell'iscrizione nell'elenco di cui all'articolo 4.
4. Il Comitato può avvalersi, a titolo gratuito e, comunque, senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica, della collaborazione di istituti universitari, di esperti nelle discipline demoetnoantropologiche, storiche e storico-artistiche, di istituti e luoghi della cultura di cui all'articolo 101 del codice dei beni culturali e del paesaggio, di cui al decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, di istituti di ricerca e delle associazioni di categoria più rappresentative dei settori del turismo, del terziario e dell'artigianato.
5. Il Ministero della cultura, su proposta del Comitato, previa richiesta degli organizzatori di manifestazioni di rievocazione storica iscritti nell'elenco di cui all'articolo 4 e a seguito della verifica di cui al comma 3 del presente articolo, rilascia un logo recante la dicitura: « Rievocazione storica italiana ». Le modalità di rilascio e autorizzazione all'uso del logo di cui al presente comma nonché di revoca dell'autorizzazione stessa sono stabilite con decreto del Ministro della cultura.
EMENDAMENTI
5.1
D'Elia, Verducci, Crisanti, Rando
Respinto
Al comma 1, primo periodo, aggiungere in fine le seguenti parole: «, nonché da un funzionario dell'Istituto centrale per il patrimonio immateriale, di cui al decreto del Ministro della cultura 3 febbraio 2022».
5.2
Respinto
Sostituire il comma 3 con il seguente: «3. Il Comitato valuta e verifica ogni tre anni la funzione pubblica e culturale delle manifestazioni di rievocazione storica, la loro vitalità e il legame con i territori e le comunità locali coinvolte, nonché la loro attendibilità storica, attribuendo uno specifico attestato di riconoscimento esplicativo delle motivazioni dell'iscrizione nell'elenco».
ARTICOLI 6 E 7 NEL TESTO APPROVATO DALLA CAMERA DEI DEPUTATI
Art. 6.
Approvato
(Elenco annuale delle manifestazioni di rievocazione storica)
1. Il Ministero della cultura, sentito il Ministero del turismo, entro il 31 dicembre di ogni anno approva l'elenco annuale delle manifestazioni di rievocazione storica relativo all'anno successivo.
2. All'elenco di cui al comma 1 è data ampia diffusione nell'ambito delle attività ordinarie di comunicazione del Ministero della cultura e nei siti internet istituzionali del Ministero della cultura e del Ministero del turismo, anche attraverso gli strumenti di diffusione della conoscenza e di promozione degli itinerari turistici e dei siti museali e archeologici.
3. Dall'attuazione del presente articolo non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica. Le amministrazioni competenti provvedono alle attività ivi previste nell'ambito delle risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente.
Art. 7.
Approvato
(Iniziative didattiche nelle scuole)
1. Il Ministero dell'istruzione e del merito, nell'ambito dell'attuazione del Piano delle arti di cui all'articolo 5 del decreto legislativo 13 aprile 2017, n. 60, promuove iniziative didattiche e formative nelle istituzioni scolastiche del sistema nazionale di istruzione e formazione, finalizzate alla conoscenza storica del patrimonio culturale nei suoi diversi aspetti nonché allo studio e alla valorizzazione degli elementi culturali ritenuti particolarmente significativi dai singoli contesti territoriali, anche mediante la pratica delle arti.
2. Le istituzioni scolastiche, singolarmente o in rete, nel rispetto del principio dell'autonomia scolastica, possono concorrere all'attuazione delle finalità di cui al comma 1, con specifiche iniziative di arricchimento e ampliamento del piano triennale dell'offerta formativa per il pieno sviluppo delle competenze trasversali e di cittadinanza proprie dei diversi percorsi formativi. Le istituzioni scolastiche provvedono alle iniziative di cui al presente comma nell'ambito delle risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente e, comunque, senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica.
EMENDAMENTO
7.1
Respinto
Al comma 2, dopo le parole: «singolarmente o in rete» inserire le seguenti: «anche attraverso la definizione di accordi o progetti di collaborazione con le associazioni culturali regolarmente registrate e con le comunità educanti che operano sul territorio,».
ARTICOLO 8 NEL TESTO APPROVATO DALLA CAMERA DEI DEPUTATI
Art. 8.
Approvato
(Porto e uso di armi in occasione di manifestazioni di rievocazione storica)
1. All'articolo 4 della legge 18 aprile 1975, n. 110, è aggiunto, in fine, il seguente comma:
« In deroga a quanto stabilito dal presente articolo, in occasione di manifestazioni di rievocazione storica, ai partecipanti alle manifestazioni stesse è consentito esibire, portare e usare, con cartucce a salve, le armi fabbricate anteriormente al 1950 e le loro repliche, previa autorizzazione dell'autorità locale di pubblica sicurezza, rilasciata all'ente organizzatore sulla base di un dettagliato elenco delle armi e dei loro portatori. Alle medesime condizioni di cui al periodo precedente è consentito anche il porto di archi, balestre, spade, sciabole, armi d'asta, baionette, pugnali e stiletti ».
EMENDAMENTI
8.1
Non posto in votazione (*)
Sopprimere l'articolo.
________________
(*) Approvato il mantenimento dell'articolo
ARTICOLO 9 NEL TESTO APPROVATO DALLA CAMERA DEI DEPUTATI
Art. 9.
Approvato
(Accensione di fuochi nelle manifestazioni di rievocazione storica e ricorrenze della tradizione popolare)
1. All'articolo 59 del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza, di cui al regio decreto 18 giugno 1931, n. 773, dopo il secondo comma è inserito il seguente:
« Le norme di cui al presente articolo e gli eventuali regolamenti locali in materia non si applicano in occasione di manifestazioni di rievocazione storica e ricorrenze della tradizione popolare ».
2. L'accensione di falò in occasione di manifestazioni di rievocazione storica e ricorrenze della tradizione popolare non rientra nell'ambito di applicazione della parte quarta del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152.
3. Le regioni hanno la facoltà di regolamentare, in conformità alle normative nazionali, la salvaguardia dei falò e dei fuochi rituali delle manifestazioni di rievocazione storica e delle ricorrenze della tradizione popolare. Con riferimento ai divieti di cui all'articolo 10 della legge 21 novembre 2000, n. 353, le regioni possono prevedere, dettando le eventuali prescrizioni del caso, speciali e motivate deroghe, anche valutando l'andamento degli incidenti giornalieri suscettibili di provocare incendi boschivi, al fine di consentire l'accensione di falò e di fuochi rituali. I falò e fuochi rituali sono comunque vietati nelle giornate di vento.
EMENDAMENTO
9.1
Non posto in votazione (*)
Sopprimere l'articolo.
________________
(*) Approvato il mantenimento dell'articolo
Capo II
DISPOSIZIONI IN MATERIA DI SALVAGUARDIA DEL PATRIMONIO CULTURALE IMMATERIALE
ARTICOLI 10 E 11 NEL TESTO APPROVATO DALLA CAMERA DEI DEPUTATI
Art. 10.
Approvato
(Princìpi relativi al patrimonio culturale immateriale)
1. Lo Stato riconosce il patrimonio culturale immateriale come componente del valore identitario e storico per gli individui, le comunità locali e la comunità nazionale, assegnando rilievo alle prassi, alle rappresentazioni, alle espressioni, alle conoscenze, alle competenze nonché agli strumenti, agli oggetti, ai manufatti e agli spazi culturali associati agli stessi, che le comunità, i gruppi e gli individui riconoscono in quanto parte del loro patrimonio culturale.
Art. 11.
Approvato
(Delega al Governo per l'adozione di norme per la salvaguardia del patrimonio culturale immateriale)
1. Il Governo è delegato ad adottare, entro diciotto mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, uno o più decreti legislativi recanti la disciplina del patrimonio culturale immateriale, in conformità alle disposizioni della Convenzione per la salvaguardia del patrimonio culturale immateriale, adottata a Parigi il 17 ottobre 2003 dalla XXXII sessione della Conferenza generale dell'UNESCO, ratificata ai sensi della legge 27 settembre 2007, n. 167, per assicurare una più efficace salvaguardia di detto patrimonio garantendo la più ampia partecipazione delle comunità praticanti nonché al fine di promuovere la trasmissione delle conoscenze relative al medesimo patrimonio nei confronti delle più giovani generazioni, anche in considerazione di quanto espresso dalla Convenzione quadro del Consiglio d'Europa sul valore del patrimonio culturale per la società, fatta a Faro il 27 ottobre 2005, ratificata ai sensi della legge 1° ottobre 2020, n. 133, e delle espressioni di identità culturale collettiva di cui all'articolo 7-bis del codice dei beni culturali e del paesaggio, di cui al decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42.
2. I decreti legislativi di cui al comma 1 sono adottati nel rispetto dei seguenti princìpi e criteri direttivi:
a) promuovere lo sviluppo delle espressioni culturali immateriali in forme libere, aperte e partecipate quale strumento essenziale per lo sviluppo della persona umana e la crescita sociale e culturale della comunità nazionale;
b) prevedere misure volte ad assicurare la vitalità e la perpetuazione delle pratiche culturali e la loro costante rinnovazione da parte delle comunità, dei gruppi e degli individui in risposta al loro ambiente, alla loro storia e alla loro interazione reciproca e con la natura;
c) preservare e trasmettere le memorie di comunità, gruppi e individui quali espressioni della specificità e della pluralità delle identità culturali e promuovere lo sviluppo della cultura in un contesto di libertà, eguaglianza, partecipazione, coesione sociale e rispetto reciproco tra le persone e tra i popoli;
d) proteggere e promuovere la diversità delle espressioni culturali e linguistiche presenti nel territorio nazionale, quale presupposto per la piena partecipazione di ogni persona alla vita della comunità e quale fattore di crescita e di arricchimento individuale e sociale;
e) incoraggiare il dialogo tra le culture e stimolare l'interculturalità nel rispetto delle differenze e dei diritti umani, contribuendo a rafforzare i legami tra persone e popoli e a costruire una società aperta, plurale, pacifica e democratica;
f) garantire la trasmissione e lo scambio delle conoscenze, delle esperienze e delle pratiche con valore tradizionale e identitario, quali espressioni della creatività umana nella continuità tra le generazioni e quali condizioni per uno sviluppo sostenibile e un miglioramento della qualità della vita;
g) prevedere l'istituzione di un elenco nazionale del patrimonio culturale immateriale, di un elenco nazionale del patrimonio culturale immateriale a salvaguardia urgente e di un elenco di buone pratiche per la salvaguardia del patrimonio culturale immateriale attraverso il censimento, la catalogazione e l'inventariazione a livello nazionale del patrimonio culturale immateriale;
h) individuare procedure partecipative diffuse volte a consentire ai praticanti gli elementi immateriali di definire e aggiornare costantemente la documentazione e l'inventariazione presente nelle banche di dati statali;
i) razionalizzare le competenze e i procedimenti delle amministrazioni statali in materia di patrimonio culturale immateriale;
l) prevedere, nell'ambito dei procedimenti per l'adozione degli strumenti di pianificazione territoriale, una valutazione d'impatto riferita al patrimonio culturale immateriale presente nel territorio;
m) prevedere percorsi formativi scolastici e universitari volti ad assicurare la consapevolezza delle più giovani generazioni rispetto al patrimonio culturale immateriale del proprio territorio e ad assicurare la trasmissione delle relative conoscenze;
n) razionalizzare e semplificare le normative nazionali relative all'organizzazione di eventi connessi al patrimonio culturale immateriale, quali rievocazioni storiche, festività, rituali e pratiche sociali, attraverso il necessario coordinamento, sotto il profilo formale e sostanziale, delle norme vigenti e apportando le necessarie modifiche, garantendone e migliorandone la coerenza giuridica, logica e sistematica;
o) razionalizzare e semplificare la normativa statale relativa all'autorizzazione allo svolgimento di attività artigianali connesse al patrimonio culturale immateriale nonché individuare forme di agevolazione, anche economica, al fine di assicurare la trasmissione delle stesse;
p) prevedere forme di coordinamento tra le azioni per la salvaguardia del patrimonio culturale immateriale e quelle per la tutela e la valorizzazione dei beni culturali e paesaggistici, tenendo conto degli aspetti materiali del primo e della dimensione culturale immateriale dei secondi;
q) promuovere la formazione di figure professionali e competenze capaci di raccogliere e interpretare le espressioni del patrimonio culturale immateriale e di favorirne la trasmissione, anche in forma creativa;
r) promuovere l'accesso dei giovani al patrimonio culturale immateriale, favorendo il loro inserimento e sostenendo la loro presenza nelle relative comunità;
s) promuovere la conoscenza del patrimonio culturale immateriale e favorirne la trasmissione tra le generazioni, in particolare mediante attività educative, formative, di sensibilizzazione, disseminazione e promozione, realizzate anche con strumenti e supporti innovativi;
t) promuovere il recupero, la riqualificazione e l'allestimento, in forme integrate e coerenti con l'ambiente, il paesaggio e il contesto economico e sociale, di spazi, attrezzature, infrastrutture e strumenti idonei alla salvaguardia del patrimonio culturale immateriale e alla pratica delle relative attività;
u) prevedere la costituzione, senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica, di un forum delle associazioni di categoria con il compito di salvaguardare e valorizzare il patrimonio culturale immateriale.
3. I decreti legislativi di cui al comma 1 abrogano espressamente tutte le disposizioni oggetto di riordino e comunque quelle con essi incompatibili e recano le opportune disposizioni di coordinamento in relazione alle disposizioni non abrogate o non modificate, nonché le necessarie disposizioni transitorie e finali.
4. I decreti legislativi di cui al comma 1 sono adottati su proposta del Ministro della cultura, di concerto con i Ministri dell'ambiente e della sicurezza energetica, dell'agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste, dell'università e della ricerca, dell'istruzione e del merito e del turismo, previa intesa in sede di Conferenza unificata e previa acquisizione del parere del Consiglio di Stato, reso entro il termine di trenta giorni dalla data di trasmissione di ciascuno schema di decreto legislativo, decorso il quale il Governo può comunque procedere. Gli schemi di ciascun decreto legislativo, corredati di una relazione tecnica che dia conto della neutralità finanziaria dei medesimi ovvero dei nuovi o maggiori oneri da essi derivanti e dei corrispondenti mezzi di copertura, sono successivamente trasmessi alle Camere, entro il sessantesimo giorno antecedente alla scadenza del termine di delega previsto dal presente articolo, per l'espressione dei pareri delle Commissioni parlamentari competenti per materia e per i profili finanziari, che si pronunciano entro il termine di trenta giorni dalla data di trasmissione, decorso il quale il decreto legislativo può essere comunque adottato. Ove il parere delle Commissioni parlamentari indichi specificamente talune disposizioni ritenute non conformi ai princìpi e criteri direttivi di cui al presente articolo, il Governo, qualora non intenda conformarsi ai pareri parlamentari, trasmette nuovamente i testi alle Camere con le sue osservazioni e con eventuali modificazioni, corredate dei necessari elementi integrativi di informazione e motivazione. I pareri definitivi delle Commissioni parlamentari competenti per materia e per i profili finanziari sono espressi entro il termine di dieci giorni dalla data della nuova trasmissione; decorso tale termine il decreto legislativo può essere comunque emanato. Ove il Governo, nell'attuazione della delega di cui al presente articolo, intenda esercitare la facoltà di cui all'articolo 14, numero 2°, del testo unico delle leggi sul Consiglio di Stato, di cui al regio decreto 26 giugno 1924, n. 1054, il Consiglio di Stato può avvalersi, al fine della redazione dell'articolato normativo, di magistrati di tribunale amministrativo regionale, di esperti esterni e di rappresentanti del libero foro e dell'Avvocatura generale dello Stato, i quali prestano la propria attività a titolo gratuito e senza diritto al rimborso delle spese. Sugli schemi redatti dal Consiglio di Stato non è acquisito il parere dello stesso. Entro due anni dalla data di entrata in vigore di ciascuno dei decreti legislativi di cui al comma 1, il Governo può apportarvi le correzioni e integrazioni che l'applicazione pratica dimostri necessarie od opportune, con la stessa procedura e nel rispetto dei medesimi princìpi e criteri direttivi di cui al presente articolo.
5. Per l'attuazione del comma 2, lettera g), è autorizzata la spesa di 400.000 euro per l'anno 2024 e di 50.000 euro annui a decorrere dall'anno 2025, cui si provvede mediante corrispondente riduzione dello stanziamento del fondo speciale di parte corrente iscritto, ai fini del bilancio triennale 2024-2026, nell'ambito del programma « Fondi di riserva e speciali » della missione « Fondi da ripartire » dello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze per l'anno 2024, allo scopo parzialmente utilizzando l'accantonamento relativo al Ministero della cultura. Fermo restando quanto previsto dal primo periodo, dall'attuazione dei decreti legislativi di cui al comma 1 non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica. Le amministrazioni interessate provvedono agli adempimenti di rispettiva competenza con le risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente. Qualora uno o più decreti legislativi determinino nuovi o maggiori oneri che non trovino compensazione al proprio interno, gli stessi decreti legislativi sono adottati solo successivamente o contestualmente all'entrata in vigore dei provvedimenti legislativi che stanzino le occorrenti risorse finanziarie, in conformità all'articolo 17, comma 2, della legge 31 dicembre 2009, n. 196.
EMENDAMENTI
11.1
D'Elia, Verducci, Crisanti, Rando
Respinto
Al comma 1, dopo le parole: «Il Governo» inserire le seguenti: «, in attuazione della Convenzione per la salvaguardia del patrimonio culturale immateriale, adottata a Parigi il 17 ottobre 2003 e resa esecutiva dalla legge 27 settembre 2007, n. 167,».
Conseguentemente al medesimo comma, sopprimere le parole: «in conformità alle disposizioni della Convenzione per la salvaguardia del patrimonio culturale immateriale, adottata a Parigi il 17 ottobre 2003 dalla XXXII sessione della Conferenza generale dell'UNESCO, ratificata ai sensi della legge 27 settembre 2007, n. 167,».
11.2
Respinto
Al comma 2, lettera b), aggiungere in fine le seguenti parole: «, nel pieno rispetto del principio di tutela animale di cui all'articolo 9, terzo comma, della Costituzione».
11.3
D'Elia, Verducci, Crisanti, Rando
Respinto
Al comma 2, lettera i) e lettera o), sostituire la parola: «razionalizzare» con la seguente: «riordinare».
11.4
Verducci, D'Elia, Crisanti, Rando
Respinto
Al comma 2, lettera m), sostituire le parole da: «la consapevolezza» fino alla fine della lettera con le seguenti: «la trasmissione delle conoscenze anche presso le giovani generazioni dei patrimoni culturali immateriali del proprio territorio;».
Capo III
DISPOSIZIONI FINALI
ARTICOLO 12 NEL TESTO APPROVATO DALLA CAMERA DEI DEPUTATI
Art. 12.
Approvato
(Clausola di salvaguardia)
1. Le disposizioni della presente legge sono applicabili nelle regioni a statuto speciale e nelle province autonome di Trento e di Bolzano compatibilmente con i rispettivi statuti e le relative norme di attuazione anche con riferimento alla legge costituzionale 18 ottobre 2001, n. 3.
EMENDAMENTO
12.1
Respinto
Dopo il comma 1, aggiungere il seguente:
«1-bis. Al primo comma dell'articolo 19-ter delle Disposizioni di coordinamento e transitorie per il codice penale, di cui al regio decreto 28 maggio 1931, n. 601, il secondo periodo è soppresso».
Conseguentemente, alla rubrica, dopo la parola: «salvaguardia» inserire le seguenti: «e abrogazioni».
Allegato B
VOTAZIONI QUALIFICATE EFFETTUATE NEL CORSO DELLA SEDUTA
SEGNALAZIONI RELATIVE ALLE VOTAZIONI EFFETTUATE NEL CORSO DELLA SEDUTA
Nel corso della seduta sono pervenute al banco della Presidenza le seguenti comunicazioni:
Disegno di legge n. 1038:
sull'articolo 3 e sul mantenimento dell'articolo 9, il senatore Sensi avrebbe voluto esprimere un voto favorevole; sulla votazione finale, il senatore Giorgis avrebbe voluto esprimere un voto favorevole.
Congedi e missioni
Sono in congedo i senatori: Ancorotti, Barachini, Bongiorno, Borgonzoni, Butti, Calenda, Castelli, Cattaneo, Centinaio, Cosenza, De Poli, Durigon, Fazzolari, Fazzone, Galliani, Garavaglia, La Pietra, Mazzella, Melchiorre, Meloni, Mirabelli, Monti, Morelli, Orsomarso, Ostellari, Pirovano, Rauti, Rubbia, Segre, Silvestroni, Sisto e Turco.
Sono assenti per incarico avuto dal Senato i senatori: Borghi Claudio, Borghi Enrico, Mieli, Ronzulli e Scarpinato, per attività del Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica; Dreosto, Floridia Aurora, Maiorino, Verducci e Zampa, per attività dell'Assemblea parlamentare del Consiglio d'Europa; Alfieri, Bilotti e Campione, per attività dell'Assemblea parlamentare dell'OSCE; Borghese, per attività dell'Unione Interparlamentare.
Disegni di legge, annunzio di presentazione
Presidente del Consiglio dei ministri
Ministro della salute
Ministro della giustizia
Conversione in legge del decreto-legge 1° ottobre 2024, n. 137, recante misure urgenti per contrastare i fenomeni di violenza nei confronti dei professionisti sanitari, socio-sanitari, ausiliari e di assistenza e cura nell'esercizio delle loro funzioni nonché di danneggiamento dei beni destinati all'assistenza sanitaria (1256)
(presentato in data 01/10/2024).
Disegni di legge, assegnazione
In sede redigente
1ª Commissione permanente Affari costituzionali, affari della Presidenza del Consiglio e dell'Interno, ordinamento generale dello Stato e della Pubblica Amministrazione, editoria, digitalizzazione
sen. Valente Valeria
Disciplina dell'attività di rappresentanza di interessi particolari nelle relazioni istituzionali e presso i decisori pubblici (68)
previ pareri delle Commissioni 2ª Commissione permanente Giustizia, 5ª Commissione permanente Programmazione economica, bilancio, 9ª Commissione permanente Industria, commercio, turismo, agricoltura e produzione agroalimentare, 10ª Commissione permanente Affari sociali, sanità, lavoro pubblico e privato, previdenza sociale, Commissione parlamentare questioni regionali
(assegnato in data 02/10/2024).
In sede referente
2ª Commissione permanente Giustizia
Gov. Meloni-I: Presidente del Consiglio dei ministri Meloni Giorgia, Ministro della salute Schillaci Orazio ed altri
Conversione in legge del decreto-legge 1° ottobre 2024, n. 137, recante misure urgenti per contrastare i fenomeni di violenza nei confronti dei professionisti sanitari, socio-sanitari, ausiliari e di assistenza e cura nell'esercizio delle loro funzioni nonché di danneggiamento dei beni destinati all'assistenza sanitaria (1256)
previ pareri delle Commissioni 1ª Commissione permanente Affari costituzionali, affari della Presidenza del Consiglio e dell'Interno, ordinamento generale dello Stato e della Pubblica Amministrazione, editoria, digitalizzazione, 5ª Commissione permanente Programmazione economica, bilancio, 10ª Commissione permanente Affari sociali, sanità, lavoro pubblico e privato, previdenza sociale, Comitato per la legislazione
(assegnato in data 02/10/2024).
Disegni di legge, presentazione del testo degli articoli
In data 02/10/2024 la 7ª Commissione permanente Cultura e patrimonio culturale, istruzione pubblica, ricerca scientifica, spettacolo e sport ha presentato il testo degli articoli approvati in sede redigente dalla Commissione stessa, per il disegno di legge:
Dep. Lupi Maurizio, Dep. Colucci Alessandro "Introduzione dello sviluppo di competenze non cognitive e trasversali nei percorsi delle istituzioni scolastiche e dei centri provinciali per l'istruzione degli adulti nonché nei percorsi di istruzione e formazione professionale" (845)
(presentato in data 04/08/2023) C.418 approvato dalla Camera dei deputati
Governo, trasmissione di atti per il parere. Deferimento
Il Ministro per i rapporti con il Parlamento, con lettera del 1° ottobre 2024, ha trasmesso - ai sensi dell'articolo 1, commi 3 e 4, della legge 26 novembre 2021, n. 206 - la richiesta di parere parlamentare sullo schema di decreto legislativo recante disposizioni integrative e correttive al decreto legislativo 10 ottobre 2022, n. 149, in materia di mediazione civile e commerciale e negoziazione assistita (n. 213).
Ai sensi delle predette disposizioni e dell'articolo 139-bis del Regolamento, lo schema di decreto è deferito alla 2ª Commissione permanente e, per i profili finanziari, alla 5ª Commissione permanente, che esprimeranno i rispettivi pareri entro 60 giorni dall'assegnazione.
Il Ministro per i rapporti con il Parlamento, con lettera del 1° ottobre 2024, ha trasmesso - per l'acquisizione del parere parlamentare, ai sensi dell'articolo 17, comma 2, della legge 23 agosto 1988, n. 400 e dell'articolo 18 della legge 27 dicembre 2023, n. 206 - lo schema di decreto del Presidente della Repubblica recante regolamento concernente la definizione del quadro orario degli insegnamenti e degli specifici risultati di apprendimento del percorso liceale del made in Italy, integrativo del regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 15 marzo 2010, n. 89 (n. 214).
Ai sensi delle predette disposizioni e dell'articolo 139-bis del Regolamento, lo schema di decreto è deferito alla 7ª Commissione permanente, che esprimerà il parere entro 30 giorni dall'assegnazione. La 5ª Commissione permanente potrà formulare le proprie osservazioni alla 7ª Commissione permanente in tempo utile rispetto al predetto termine.
Governo, trasmissione di atti e documenti
Il Ministro per i rapporti con il Parlamento, con lettera in data 27 settembre 2024, ha inviato, ai sensi dell'articolo 9-bis, comma 7, della legge 21 giugno 1986, n. 317, la procedura di informazione, attivata presso la Commissione europea dall'Unità Centrale di notifica del Ministero delle imprese e del made in Italy, concernente la notifica 2024/0544/IT - S90E, in ordine al provvedimento recante "Regola tecnica per la progettazione, la costruzione, il collaudo, l'esercizio e la sorveglianza delle reti di trasporto di cui all'articolo 3, comma 1, lettera aa), del decreto legislativo 14 settembre 2011, n. 162".
La predetta documentazione è deferita alla 4ª e alla 8a Commissione permanente (Atto n. 567).
Il Ministro dell'economia e delle finanze, con lettera in data 2 ottobre 2024, ha trasmesso, ai sensi dell'articolo 6 della legge 25 luglio 2000, n. 209, la relazione sullo stato di attuazione della legge recante misure per la riduzione del debito estero dei paesi a più basso reddito e maggiormente indebitati, relativa al periodo da luglio 2023 a giugno 2024.
Il predetto documento è deferito, ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento, alla 3a e alla 5a Commissione permanente (Doc. CLXXXIII, n. 2).
Interrogazioni
BORGHI Enrico - Al Ministro delle imprese e del made in Italy. - Premesso che:
il Dipartimento del commercio degli Stati Uniti d'America, in data 23 settembre 2024, ha emesso un avviso di regolamentazione che, se verrà finalizzato secondo le indicazioni proposte, vieterà la vendita o l'importazione di veicoli "connessi", ossia che presentano al loro interno componenti hardware o software realizzate da aziende connesse a Paesi ostili, quali la Repubblica popolare cinese e la Russia: le crescenti preoccupazioni ravvisate nel comunicato del Dipartimento sono collegate alla possibilità per tali Paesi, tramite avanzate tecnologie, di recare una seria minaccia all'interno delle catene di approvvigionamento automobilistico americano, con contestuali rischi per la sicurezza nazionale;
la norma vieterebbe, in particolare, l'importazione o la vendita di automobili che presentano al loro interno i "sistemi di connettività dei veicoli" (VCS), ossia sistemi e componenti che collegano il veicolo al mondo esterno, anche tramite bluetooth, cellulari, satellitari e moduli Wi-Fi, e i "sistemi di guida automatizzati" (ADS), che consentono ai veicoli altamente autonomi di operare senza un conducente al volante;
i veicoli "connessi", infatti, presentano sistemi informatici che controllano i movimenti dei veicoli, raccolgono i dati sensibili dei conducenti e dei passeggeri, e presentano telecamere e sensori che consentono di registrare dettagliatamente le informazioni sulle infrastrutture; inoltre, sono direttamente collegati alle reti digitali dei Paesi "ospitanti", con il rischio crescente che tali mezzi possano acquisire informazioni e dati sensibili su determinate aree geografiche e sulle infrastrutture critiche, consentendo di fatto ad attori malintenzionati sulla scena internazionale di compiere operazioni di attacco e sabotaggio;
secondo quanto riportato dal comunicato del Dipartimento, i divieti di importazione dei software entrerebbero in vigore nel 2027 mentre i divieti sulle componenti hardware nel 2030: si ricorda, inoltre, che questi divieti si aggiungono alla precedente decisione dell'amministrazione americana di quadruplicare, nel maggio 2024, i dazi sulle importazioni sulle auto a batterie provenienti dalla Cina, portando l'aliquota dal 25 al 100 per cento;
la volontà dell'amministrazione americana di mettere al bando i veicoli che presentano al loro interno componenti software e hardware russe e cinesi, di fatto con l'obiettivo di vietare la vendita e l'importazione di veicoli prodotti in questi Paesi, per motivi legati alla sicurezza nazionale deve essere un monito anche per il nostro Paese, alle prese con sempre più evidenti minacce da parte di Paesi ostili tramite attacchi di natura ibrida condotti con strumenti tecnologici tali da mettere in serio pericolo la sicurezza: appare urgente che il Ministro in indirizzo, sulla scia dei rischi e minacce segnalate dal Dipartimento del commercio USA, ponga in essere misure che mettano in sicurezza la catena di approvvigionamento automobilistico italiano, al fine di rafforzare e mettere al riparo il Paese da possibili attacchi condotti da Paesi che, nell'ambito dello scenario internazionale, assumano posizioni ostili,
si chiede di sapere:
se il Ministro in indirizzo, alla luce delle minacce e dei rischi segnalati dal Dipartimento del commercio degli Stati Uniti d'America, intenda porre un bando alla vendita e all'importazione di veicoli che presentano al loro interno componenti tecnologiche prodotte da aziende connesse a Paesi "ostili", come la Russia e la Cina;
quali misure intenda adottare al fine di mettere al riparo la catena di approvvigionamento automobilistico italiano da possibili attacchi condotti da tali Paesi tramite azioni di natura ibrida, che rischierebbero di porre in serio pericolo la sicurezza nazionale.
(3-01376)
NAVE - Al Ministro delle imprese e del made in Italy. - Premesso che:
secondo i dati ISTAT a luglio 2024 la produzione industriale è diminuita dello 0,9 per cento su base mensile, realizzando su base annua la diciottesima frenata consecutiva. Nella media del periodo maggio-luglio si registra un calo del livello della produzione dello 0,4 per cento rispetto ai tre mesi precedenti. Il calo tendenziale sull'anno è del 3,3 per cento;
il trend è preoccupante: non cresce nessun macro comparto manifatturiero, dove si registrano cali diffusi tra beni di consumo durevoli e non, strumentali e intermedi, mentre l'unica eccezione in crescita è quella dell'energia dove si registrano incrementi tendenziali dell'1,5 per cento. Calano i beni intermedi (2,8 per cento in meno) e in misura più accentuata i beni strumentali (4,2 per cento in meno) e i beni di consumo (5,2 per cento in meno). Le flessioni più ampie si registrano nelle industrie tessili, di abbigliamento, di pelli e accessori (18,3 per cento in meno), comparti che registrano il bilancio peggiore degli ultimi 7 mesi e dove si pagano i minori acquisti di prodotti italiani, nella fabbricazione di mezzi di trasporto (11,4 per cento in meno) e nell'attività estrattiva (5,9 per cento in meno);
di rilievo è quanto si verifica nel settore automobilistico, anche in conseguenza della brusca frenata della produzione industriale registrata in Germania e delle conseguenti ripercussioni sulla filiera italiana legata alla componentistica. Inoltre ad agosto, concluso l'effetto degli incentivi di giugno e luglio, le vendite hanno segnato un calo del 13,4 per cento. Nei primi 8 mesi dell'anno le auto vendute sono state poco più di un milione con un calo del 18,5 per cento rispetto al 2019;
altro comparto in grave affanno è quello delle costruzioni che, congiuntamente al calo manifatturiero e alla perdita di potere d'acquisto delle famiglie, incide pesantemente sul settore e sulle filiere più rappresentative dell'indotto;
considerato che:
quello che emerge dagli ultimi dati è una fotografia impietosa dell'industria italiana;
da maggio 2022, quando è iniziata la fase discendente successiva al rimbalzo post pandemia, la produzione industriale è scesa del 6,7 per cento e le prospettive future non sembrano rosee dal momento che l'ISTAT tiene a precisare, nella sua nota sull'andamento dell'economia diffusa, che "la fase di discesa dell'indice della produzione industriale non sembra ancora conclusa";
a conferma di un quadro tutt'altro che incoraggiante vi sono i dati sulle unità di lavoro a tempo pieno, un indicatore strettamente connesso alla crescita perché, a differenza dei dati sul numero degli occupati, tiene conto delle ore effettivamente lavorate. E in questo senso l'aumento del 28 per cento delle ore di cassa integrazione richieste dalle aziende nel mese di luglio è un ulteriore segnale negativo;
rilevato che:
il piano strutturale di bilancio di medio termine, da poco trasmesso alle Camere, pone tra gli obiettivi strategici generali la definizione di una politica industriale volta a superare le disuguaglianze territoriali e le residue restrizioni alla concorrenza. Le previsioni del piano sembrano però totalmente scollegate dal quadro delineato: si legge infatti "nel quadriennio 2026-2029, gli investimenti continueranno a fornire un deciso impulso alla crescita e, ad eccezione del 2027, ad aumentare ad un ritmo superiore a quello del PIL, anche sull'onda della spinta finale dei progetti del PNRR, inclusi gli incentivi legati al pacchetto 'Transizione 5.0'";
in merito allo stato dei progetti PNRR i ritardi accumulati dal Governo sono ormai noti e non sorprende che la Corte dei conti europea abbia poche settimane fa evidenziato con preoccupazione come a fine 2023 solo il 29,4 per cento dei fondi previsti a livello europeo fosse stato effettivamente distribuito dall'Italia e che entro il 2026 il nostro Paese dovrà finalizzare il 62 per cento degli investimenti previsti. Concentrare gli investimenti nell'ultimo periodo utile rischia di compromettere seriamente una parte dei fondi e di aumentare il rischio di spese inefficienti e irregolari;
riguardo agli incentivi del pacchetto "Transizione 5.0", a causa dei ritardi del Ministero delle imprese e del made in Italy nell'emanazione dei provvedimenti attuativi, è ancora difficile prevedere l'impatto che le misure avranno sulla competitività delle imprese e se davvero potranno contribuire in modo così incisivo alle ottimistiche previsioni di crescita del Governo. Al momento è stata fatta richiesta da poche decine di aziende e per soli 70 milioni di euro complessivi, di cui poco più della metà autorizzata in termini di crediti di imposta fruibili;
quello che invece si può affermare con certezza è che secondo le stime dell'associazione dei costruttori italiani di macchine utensili il comparto vede un crollo drammatico del mercato del 26,5 per cento e un calo della produzione del 6,2 per cento. Ad oggi è del tutto evidente quanto sia stata fallimentare la scelta di abbandonare il modello utilizzato per "Industria 4.0", più immediato e lineare, in favore di un nuovo meccanismo la cui complessità è il Governo il primo a non saper gestire;
sempre il piano strutturale di bilancio di medio termine informa che il saldo di parte corrente della bilancia dei pagamenti in percentuale del PIL sarebbe in aumento graduale nell'orizzonte previsionale fino al 2,3 per cento nel 2027, stabile poi nel biennio 2028-2029, che la crescita del valore aggiunto nell'industria raggiungerebbe un picco nel 2026 e che il settore delle costruzioni dovrebbe stabilizzarsi, dopo la marcata espansione nel 2024, per poi crescere complessivamente in linea con il resto del comparto industriale. Non è chiaro, e di certo il piano non lo spiega, come esattamente dovrebbero realizzarsi tali ambiziosi obiettivi,
si chiede di sapere:
quali iniziative il Ministro in indirizzo intenda concretamente porre in essere per contrastare l'attuale calo della produzione industriale e per raggiungere gli obiettivi di crescita delineati nel piano strutturale di bilancio di medio termine che, alla luce dei dati e delle considerazioni esposti, appaiono irrealistici;
se non ritenga opportuno rimediare ai ritardi accumulati nell'attuazione delle misure legate agli incentivi del piano Transizione 5.0, prevedendo prioritariamente una proroga in favore delle imprese per la messa in funzione degli investimenti e convocando un tavolo con le associazioni di categoria per definire strategie di semplificazione delle criticità;
se non ritenga urgente adottare un modello efficace di trasferimento tecnologico in grado di rafforzare la competitività delle imprese italiane, sostenendo in particolare le piccole e medie imprese nell'accesso all'innovazione e nel superamento della strutturale carenza di competenze.
(3-01377)
BIANCOFIORE, SALVITTI - Al Ministro delle imprese e del made in Italy. - Premesso che:
gli stabilimenti ex ILVA costituiscono asset di altissimo valore strategico per il Paese, poiché su di essi viene declinata, di fatto, la politica del Governo nel settore siderurgico. Essi compongono un complesso industriale che mette in rete 9 siti produttivi logistici e centri di servizio;
in considerazione del loro profilo strategico, l'attuale Governo ha inizialmente emanato il decreto-legge n. 2 del 2023, relativo a misure urgenti per impianti di interesse strategico nazionale, al fine di consentire all'ex ILVA di affrontare il periodo di crisi emerso a seguito dell'aumento dei costi energetici e porre in essere gli interventi necessari per salvaguardare la produzione, compatibilmente con gli obiettivi di tutela ambientale e di salute dei cittadini;
tuttavia, la situazione gestionale e produttiva ha reso necessario ricorrere all'amministrazione straordinaria. Il 20 febbraio 2024, il controllo della società è stato trasferito a commissari nominati dal Governo. Il decreto ministeriale è stato emanato a seguito dell'istanza del 18 febbraio, con cui Invitalia ha richiesto allo stesso Ministero delle imprese e del made in Italy l'ammissione immediata alla procedura di amministrazione straordinaria della società Acciaierie d'Italia S.p.A. ai sensi dell'articolo 1 del decreto-legge del n. 4 del 2024;
obiettivo della nuova gestione commissariale era quello di rilanciare la macchina produttiva, con piani di manutenzione e salvaguardia degli stabilimenti e di tutela dei lavoratori;
con la finalità della continuità produttiva, sono stati altresì varati ingenti finanziamenti, tra i quali quelli autorizzati con decreto-legge n. 63 del 2024,
si chiede di conoscere quale sia lo stato dell'arte del dossier ex ILVA, con particolare riguardo alla presenza di soggetti interessati all'acquisto e alle prospettive future degli stabilimenti.
(3-01378)
CANTALAMESSA, ROMEO - Al Ministro delle imprese e del made in Italy. - Premesso che:
dagli ultimi dati disponibili, i grandi gruppi del mercato del lusso, come LVMH e Kering, hanno fatto registrare per il 2024 un notevole calo degli ordini presso i fornitori italiani;
il nostro Paese è caratterizzato dalla presenza diffusa di imprese artigiane che operano nel settore dell'alta gamma e rappresentano una delle più alte espressioni del made in Italy;
l'industria italiana di alta gamma vale 144 miliardi di euro e fornisce un contributo al PIL del 7,4 per cento, con una quota dell'export di circa il 50 per cento. Il settore coinvolge 1.922.000 occupati, diretti e indiretti, e rappresenta un'eccellenza nel mondo, che racchiude la storia, la cultura e le tradizioni del nostro Paese;
ogni regione si distingue infatti per le sue specificità, le quali, mescolandosi con la creatività e l'abilità del lavoro degli artigiani, riescono ad esaltare l'unicità e la diversità dei nostri territori;
il saper fare è l'elemento che contraddistingue le imprese artigiane italiane, le quali anche grazie al genio creativo che le ha sempre caratterizzate hanno maturato nel tempo un importante patrimonio di competenze, conoscenze e abilità che ha permesso loro di raggiungere alti livelli di competitività;
oggi tale patrimonio rischia di essere disperso per via delle difficoltà in cui versa il settore dell'alta gamma;
il problema della carenza di giovani che intendono investire nel settore dell'alta gamma, perché divenuto negli anni sempre meno attrattivo, rappresenta il più grande ostacolo allo sviluppo competitivo dell'artigianato di alta gamma, a cui si aggiungono altre criticità, che vanno dalla stentata digitalizzazione, alla micro e piccola dimensione delle imprese che rende difficile la loro internazionalizzazione;
l'Unione europea ha recentemente approvato il regolamento (UE) 2023/2411 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 18 ottobre 2023, relativo alla protezione delle indicazioni geografiche per i prodotti artigianali e industriali e che modifica i regolamenti (UE) 2017/1001 e (UE) 2019/1753, il quale istituisce un sistema di protezione delle indicazioni geografiche per i prodotti di eccellenza,
si chiede di sapere quali azioni immediate il Ministro in indirizzo intenda intraprendere per rilanciare e promuovere la crescita e lo sviluppo del settore dell'alta gamma italiano, anche attraverso l'investimento nella formazione, nella diffusione capillare della digitalizzazione e nel sostegno alla sua internazionalizzazione.
(3-01380)
GASPARRI, CRAXI, DAMIANI, DE ROSA, FAZZONE, GALLIANI, LOTITO, OCCHIUTO, PAROLI, RONZULLI, ROSSO, SILVESTRO, TERNULLO, TREVISI, ZANETTIN - Al Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale. - Premesso che:
come ha riferito il 2 ottobre 2024 il Ministro in indirizzo, in audizione presso le Commissioni congiunte Esteri e Difesa di Senato e Camera, il brutale attacco terroristico di Hamas del 7 ottobre 2023 ha riacceso le tensioni e alimentato nuovi focolai di conflitto nella regione;
negli ultimi giorni, il conflitto si è allargato anche al fronte libanese, dove lo Stato di Israele ha intensificato le operazioni militari, in risposta alle minacce e agli attacchi provenienti dal movimento sciita di Hezbollah;
l'attacco missilistico lanciato ieri sera dall'Iran contro Israele ha reso ancora più urgente intensificare gli sforzi per fermare la spirale di violenza e raggiungere un cessate il fuoco;
l'escalation del conflitto tra Israele e Hezbollah ha già avuto un impatto molto pesante sulla popolazione civile. Nelle aree più colpite, decine di migliaia di persone hanno lasciato le loro abitazioni per dirigersi verso altre aree ritenute più sicure, nel più ampio movimento di popolazione verificatosi dal conflitto del 2006;
il Governo italiano, anche in qualità di presidenza del G7, si sta adoperando con i partner internazionali e regionali per sostenere gli sforzi di mediazione in corso,
si chiede di sapere quali ulteriori iniziative il Ministro in indirizzo abbia intrapreso e intenda intraprendere, anche in ambito G7 e Quint, al fine di contenere questa nuova escalation, giungere ad un cessate il fuoco a Gaza e in Libano e scongiurare l'esplosione di un conflitto su larga scala in Medio Oriente.
(3-01381)
BORGHI Enrico, FREGOLENT, PAITA, RENZI, MUSOLINO, SBROLLINI, SCALFAROTTO - Al Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale. - Premesso che:
la politica estera fatta propria dall'Italia ha messo in luce come il Governo, ad avviso degli interroganti, abbia un'evidente posizione di ambiguità e poca chiarezza sulle tematiche preminenti che stanno interessando l'attuale contesto geopolitico: di fatto, il risultato di lotte intestine all'interno della maggioranza, quali le divisioni sull'autonomia, sulla tassazione degli extra profitti delle banche e sulla nomina del consiglio d'amministrazione della Radiotelevisione italiana S.p.A., stanno interessando anche la posizione dell'Italia sulle questioni di politica estera, come il sostegno militare all'Ucraina e la situazione del Medio Oriente, rendendo il nostro Paese sempre più isolato;
il 29 luglio 2024, il Presidente del Consiglio dei ministri, Giorgia Meloni, ha incontrato a Pechino il Presidente della Repubblica popolare cinese, Xi Jinping: sebbene l'incontro fosse di primaria importanza, il Governo non ha ritenuto necessario riferire al Parlamento circa le posizioni assunte dal nostro Paese, i temi trattati e quali siano state le conclusioni, relegando poche informazioni a uno scarno comunicato;
anche in occasione dell'intervento tenuto durante la 79ª Assemblea generale delle Nazioni Unite, la Presidente del Consiglio dei ministri non ha in alcun modo riferito alle Camere la posizione che l'Esecutivo avrebbe tenuto durante l'Assemblea, denunciando un approccio personalista ed esclusivo della natura istituzionale del suo incarico;
organi di stampa riportano, inoltre, come dopo la suddetta Assemblea, la Presidente del Consiglio abbia deciso di non partecipare alla cena con il Presidente degli Stati Uniti d'America Biden e il Presidente ucraino Zelensky, collegandosi all'evento in videochiamata: oltre alla mancata partecipazione, a destare dubbi sulla posizione dell'Italia è stata anche la nota di palazzo Chigi sull'evento, dove, diversamente dalla nota congiunta con gli alleati, non vi è alcun riferimento al sostegno militare verso l'Ucraina, bensì un generica "assistenza economica" e "attenzione alle riforme";
sullo scenario internazionale, inoltre, appare evidente come l'Esecutivo non abbia una posizione chiara sulla questione mediorientale, mentre invece i nostri principali partner e alleati hanno assunto una posizione netta e non ambigua: da ultimo con l'aggravarsi della situazione in Medio Oriente, con l'attacco missilistico dell'Iran verso Israele avvenuto nelle scorse ore, appare urgente che il Ministro in indirizzo esponga al più presto in Aula la posizione del nostro Paese verso tale questione internazionale di così estrema delicatezza;
tali episodi manifestano con certezza come la posizione dell'Esecutivo sullo scenario internazionale sia del tutto ambigua e distante rispetto a tematiche per le quali è necessaria una posizione chiara e netta rispetto all'affermazione dei valori atlantici: di fatto, il comportamento messo in atto dall'Esecutivo, in primis dal Ministro in indirizzo, sta causando con ogni evidenza l'esclusione e l'isolamento dell'Italia dalle discussioni più importanti sul piano internazionale, relegando il nostro Paese a un ruolo marginale che non consente in alcun modo di essere decisivi e proattivi nei momenti di discussione più importanti;
agli interroganti pare che, durante il periodo di chiusura dei lavori parlamentari, il Ministro in indirizzo si sia preoccupato esclusivamente di rendere pubbliche dichiarazioni sull'introduzione legislativa dello "ius scholae" (sul quale, è doveroso ricordare, al primo vaglio parlamentare utile, il Gruppo parlamentare di Forza Italia ha espresso voto contrario) invece di esprimersi in forma netta e chiara sugli importanti avvenimenti internazionali accaduti;
appare fondamentale chiarire la strategia di politica estera del Paese e che il Ministro esponga con chiarezza quali siano le posizioni dell'Esecutivo circa le più importanti questioni internazionali attualmente in corso, esplicando quale sia la volontà dell'Esecutivo sul sostegno militare all'Ucraina, quale sia la posizione sulla questione mediorientale e quale sia il posizionamento all'interno dello scenario internazionale,
si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo intenda chiarire quale sia la volontà dell'Esecutivo sul sostegno militare all'Ucraina, quale sia la posizione dell'Esecutivo circa le impellenti questioni che stanno interessando il Medio Oriente e quale sia la collocazione del nostro Paese all'interno dello scenario internazionale.
(3-01382)
MALAN, DE CARLO, AMIDEI, ANCOROTTI, FALLUCCHI, MAFFONI, POGLIESE - Al Ministro delle imprese e del made in Italy. - Premesso che:
il settore dello spazio sta attraversando in questi anni una nuova fase di sviluppo, diventando un campo di confronto sempre più rilevante per le economie nazionali;
il 20 giugno 2024 il Consiglio dei ministri ha varato il disegno di legge in materia di economia dello spazio che, una volta approvato dal Parlamento, costituirà la prima legge quadro in materia spaziale nel nostro ordinamento, ponendo l'Italia all'avanguardia nel mondo e anticipando le intenzioni dell'Unione europea in merito a un regolamento per il settore;
l'Italia è protagonista della nuova era con i suoi astronauti e con le sue imprese e ha un peso sempre maggiore nell'ESA, con il sesto posto al mondo per investimenti nel settore in proporzione al PIL con 4,6 miliardi di euro allocati solo nel 2023, potendo contare su un comparto industriale che vede attive 250 imprese, 15 distretti e 6.000 addetti;
in un'intervista David Lisnard e Jean-Luc Moudenc, sindaci rispettivamente di Cannes e di Tolosa, due città molto competitive nel settore dell'aerospazio, hanno dichiarato che si è dinanzi ad un sorpasso dell'Italia rispetto la Francia per la crescita del settore aerospaziale;
dal 14 al 18 ottobre, Milano ospiterà la 75ª edizione dell'International astronautical congress: la città lombarda è stata selezionata dagli oltre 400 delegati dell'assemblea generale dell'International astronautical federation, anche in virtù degli investimenti previsti dal Governo nel settore spaziale, che testimoniano l'impegno dell'Italia a diventare leader in questo campo;
si prevede la partecipazione di migliaia di esperti del mondo dell'industria, della ricerca e delle istituzioni espressione del fiorente ecosistema globale di start up, imprenditori, laboratori, ricercatori e produttori coinvolti in attività spaziali;
l'edizione di quest'anno svilupperà i temi legati ad un uso più consapevole e responsabile dell'ambiente spaziale riassunti sotto la formula "responsible space for sustainability", con l'obiettivo di sensibilizzare la comunità internazionale evidenziando l'importanza di mantenerlo sicuro e aperto all'esplorazione, all'uso pacifico e alla cooperazione internazionale da parte delle generazioni presenti e future nell'interesse del pianeta e di tutte le nazioni,
si chiede di sapere quali siano gli obiettivi che il Governo intende perseguire con la sua politica aerospaziale e quali misure intenda adottare per garantire che l'Italia raggiunga i più alti livelli nel settore.
(3-01383)
DELRIO, ALFIERI, BOCCIA, BAZOLI, MIRABELLI, NICITA, LORENZIN, ZAMBITO, IRTO, BASSO, D'ELIA, ZAMPA - Al Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale. - Premesso che:
nella notte tra il 30 settembre e il 1° ottobre 2024 l'esercito israeliano (IDF) è entrato nel sud del Libano, dopo giorni di bombardamenti molto intensi contro il gruppo politico militare Hebzollah (che negli ultimi mesi aveva lanciato ripetuti attacchi missilistici contro il territorio israeliano), nel corso dei quali, oltre ad essere stato ucciso Hassan Nasrallah, sono rimaste vittime centinaia di civili. Il Governo israeliano ha parlato di un'operazione di terra "limitata, localizzata e mirata" e ha ordinato ai residenti di evacuare oltre 20 aree nel sud del Libano;
l'operazione via terra segue a giorni di intensi bombardamenti che hanno visto la distruzione di diverse infrastrutture civili e abitazioni e dopo quasi 20 anni Beirut si è trovata sotto il fuoco dei bombardamenti israeliani;
secondo i dati resi noti dalle Nazioni Unite, alla data del 1° ottobre sono oltre 100.000 i civili libanesi che hanno attraversato la frontiera per rifugiarsi in Siria, mentre oltre un milione di persone, un quinto della popolazione, sono ufficialmente sfollate. Il bilancio delle vittime è drammatico, in meno di due settimane sono già più di mille i cittadini libanesi rimasti uccisi e 6.000 i feriti. Analogamente diverse decine di migliaia di cittadini israeliani sono stati costretti a lasciare le loro abitazioni nel nord di Israele;
poco dopo l'inizio dell'operazione militare israeliana il portavoce del segretario generale dell'ONU, Stéphane Dujarric, ha annunciato che "gli oltre 10.000 caschi blu della missione di mantenimento della pace delle Nazioni Unite in Libano, Unifil, non possono più pattugliare a causa dell'intensità dei combattimenti";
in un comunicato l'UNIFIL ha dichiarato che "Qualsiasi attraversamento del Libano è una violazione della sovranità e dell'integrità territoriale libanese e una violazione della risoluzione 1701 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite", esortando "tutti gli attori a fare un passo indietro rispetto a tali atti di escalation, che porteranno solo a più violenza e a più spargimento di sangue": risoluzione che, come noto, è stata ripetutamente violata negli anni sia da Hezbollah che Israele;
la situazione regionale si è ulteriormente aggravata con il pesante attacco missilistico iraniano contro Israele del 1° ottobre a seguito del quale il capo di Stato maggiore dell'IDF, il tenente generale Herzi Halevi, ha annunciato una risposta militare da parte di Israele;
l'escalation del conflitto rischia concretamente di andare ben oltre la dimensione regionale, comportando costi umani altissimi, anche alla luce del perdurante conflitto a Gaza dove, a quasi un anno di distanza dal criminale attacco terroristico di Hamas e dall'inizio della campagna militare condotta dal Governo israeliano, la popolazione è allo stremo e si contano oramai più di 41.000 vittime, di cui un gran numero di donne e bambini;
a fronte dell'espandersi del conflitto nel Medio Oriente, all'indisponibilità delle parti a rispondere ai ripetuti appelli della comunità internazionale per il cessate il fuoco, a fronte delle ripetute violazioni del diritto internazionale umanitario da parte del Governo israeliano a Gaza, nel ribadire il diritto di Israele ad esistere in sicurezza come Stato, occorre che l'Italia assuma posizioni conseguenti ai ripetuti appelli alla pace, cosa che certamente non viene fatta attraverso le continue astensioni in occasione delle votazioni in seno all'Assemblea generale dell'ONU, ivi inclusa quella sulla risoluzione che riconosce la Palestina come qualificata per diventare membro, approvata il 10 maggio 2024,
si chiede di sapere:
quali iniziative il Governo, anche in considerazione della presidenza italiana del G7, stia intraprendendo in tutte le sedi al fine di scongiurare l'espandersi del conflitto in Medio Oriente che vadano oltre gli appelli alla pace, che alla luce dell'incalzare degli eventi appaiono inefficaci e puramente formali, anche assumendo azioni conseguenti in seno agli organismi internazionali;
quali iniziative intenda adottare per rilanciare l'iniziativa diplomatica italiana ed europea, attualmente in una fase di stallo, per giungere immediatamente ad un cessate il fuoco a Gaza e in Libano.
(3-01384)
Interrogazioni orali con carattere d'urgenza ai sensi dell'articolo 151 del Regolamento
RANDO, MALPEZZI, D'ELIA, CRISANTI, VERDUCCI, CUCCHI, DE CRISTOFARO, BASSO, CAMUSSO, FINA, FRANCESCHELLI, FURLAN, GIACOBBE, IRTO, LA MARCA, MANCA, MARTELLA, MISIANI, NICITA, PARRINI, ROSSOMANDO, ROJC, VALENTE, ZAMBITO, SCALFAROTTO - Al Ministro dell'università e della ricerca. - Premesso che:
nei giorni scorsi è montata una crescente polemica sull'iniziativa, promossa il 28 settembre 2024 presso il Dipartimento di scienze della formazione di "Roma Tre", riguardante "lo studio scientifico di natura qualitativa sul benessere di bambini/e e ragazzi/e con un'espressione e/o identità di genere non normativa clinicamente riconosciuti dall'Organizzazione Mondiale della Sanità", avente l'obiettivo, come riportato in un comunicato stampa dell'università, "di comprendere meglio il loro vissuto emotivo e come si relazionano nel contesto familiare e scolastico, con l'intento di salvaguardare i diritti dei minori";
come spiegato in un comunicato stampa del 26 settembre dal rettore Massimiliano Fiorucci, "a fronte delle numerose illazioni diffuse in questi giorni dai mezzi di comunicazione, sembra opportuno offrire ulteriori elementi di chiarificazione. Si precisa ancora una volta che il 'laboratorio' al quale ci si è riferiti non consiste né in un corso, né in un insegnamento. Si tratta di un singolo incontro, nell'ambito di una ricerca non finanziata, che non prevede in alcun modo attività finalizzate a influenzare i minori su questioni legate al genere". Come ha sottolineato il rettore, "il progetto avviato dall'Università Roma Tre, in collaborazione con altre sedi universitarie, non ha ricevuto finanziamenti ed è stato approvato dalla Commissione Etica di Ateneo, che ha verificato che nella ricerca i partecipanti alla ricerca siano tutelati e che siano rispettati i criteri di correttezza scientifica. Essa ha come obiettivo primario quello di ampliare la conoscenza rispetto al vissuto delle giovani persone con identità di genere non normativa, indagando in particolare i significati da loro attribuiti all'esperienza di rottura con la norma sociale in termini di genere e i fattori sociali che, dal punto di vista delle persone direttamente coinvolte, possono mitigare o aumentare le esperienze di discriminazione e di mancato riconoscimento affrontate";
le 7 famiglie, che hanno scelto volontariamente di partecipare, svolgono già da tempo attività di questo tipo all'interno di un'associazione e i ricercatori intendono unicamente raccogliere le loro storie;
le famiglie sono rimaste fortemente scosse dal clamore mediatico della campagna di disinformazione, amplificato da atti di sindacato ispettivo presentati da parlamentari del Gruppo di Fratelli d'Italia alla Camera dei deputati, con l'intento di criticare, a giudizio degli interroganti aspramente e in modo pretestuoso, l'attività scientifica dell'ateneo;
il rettore, come annunciato, si riserva di intraprendere qualsiasi azione legale a tutela dell'immagine e reputazione dell'ateneo, a fronte di notizie palesemente false e diffamatorie;
premesso inoltre che:
come ribadito nello stesso comunicato stampa, l'università è da sempre "il luogo della ricerca libera e indipendente, senza pregiudizi e senza ideologismi. Per sua natura la ricerca è chiamata a esplorare territori di confine, lungo i quali non sono consolidate conoscenze adeguate; ciò costituisce un preliminare necessario alla formulazione di ogni tesi e di ogni giudizio";
l'università è e deve restare uno spazio di libertà ed è quantomeno sconfortante dover difendere la libertà accademica da attacchi strumentali, pretestuosi e infondati, effettuati, in particolar modo, dalle associazioni pro vita,
si chiede di sapere quali iniziative il Ministro in indirizzo intenda adottare al fine di tutelare la libertà di iniziativa dell'università Roma Tre e di ciascuna università nel rispetto di quanto stabilito dalla Costituzione, nonché le famiglie e i bambini che hanno preso parte al progetto, che sono stati a giudizio degli interroganti colpiti, loro malgrado e senza alcun motivo, da pregiudizi e falsità, frutto di dolosa disinformazione.
(3-01379)
Interrogazioni con richiesta di risposta scritta
PIRRO, MAZZELLA, LICHERI Ettore Antonio, MARTON - Al Ministro della salute. - Premesso che:
il Baqsimi, glucagone spray nasale, è un farmaco indicato per il trattamento dell'ipoglicemia severa negli adulti, negli adolescenti e nei bambini di età superiore o uguale a 4 anni con diabete mellito, l'unico somministrabile tramite inalazione;
il farmaco, autorizzato dall'Agenzia europea per i medicinali con procedura centralizzata e disponibile in Italia dal 2020, nell'ottobre 2021 è stato ammesso dalla commissione prezzi e rimborso dell'Agenzia italiana del farmaco, con determina n. 1214/2021, in fascia A, a carico del sistema sanitario nazionale, e, quindi, alla totale rimborsabilità;
considerato che:
nel 2023 l'azienda produttrice del glucagone spray nasale (Eli Lilly) ha venduto il farmaco ad Amphastar pharmaceuticals, azienda farmaceutica che non ha, al momento, una sede in Italia;
la vendita non ha permesso la rinegoziazione del prezzo con AIFA che, con determina n. 628/2023, ha riclassificato il farmaco Baqsimi nella fascia di rimborsabilità C, attraverso un provvedimento che rimane comunque modificabile;
alcune Regioni, come Emilia-Romagna e Puglia, si sono fatte carico dei costi del Baqsimi, comprendendone l'importanza strategica ai fini terapeutici,
si chiede di sapere:
se il Ministro di indirizzo intenda attivarsi nelle sedi di competenza affinché le Regioni possano garantire la continuità terapeutica dei pazienti;
quali iniziative intenda intraprendere con l'AIFA per procedere in tempi rapidi a rinegoziare il prezzo del farmaco Baqsimi e inserirlo nuovamente nella classe di rimborso A.
(4-01483)
DE POLI - Al Ministro del lavoro e delle politiche sociali. - Premesso che:
nel corso del mese di settembre 2024 l'amministrazione dell'Istituto nazionale della previdenza sociale ha comunicato al comitato provinciale INPS di Padova e ai sindacati di sede il mancato accordo economico con la proprietà dell'immobile relativo al rinnovo del contratto di locazione della sede INPS di Piove di Sacco (Padova);
in assenza di alternative, al momento non individuate, i locali dovranno essere rilasciati per cessata locazione, con conseguente chiusura degli uffici e interruzione dei servizi ai cittadini;
considerato che:
l'agenzia territoriale INPS di Piove di Sacco rappresenta un presidio istituzionale essenziale per la comunità locale;
l'accesso ai servizi presso la sede di Padova o altre sedi rischia di rivelarsi estremamente difficoltoso per le categorie di utenti più deboli, in particolare per i pensionati, ma anche per i lavoratori e per le imprese,
si chiede di sapere:
se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza di quanto descritto;
quali iniziative di propria competenza abbia assunto o intenda assumere, nel dialogo con l'INPS e con le istituzioni locali, affinché sia possibile garantire la continuità e l'effettività dei servizi erogati dall'agenzia territoriale INPS di Piove di Sacco.
(4-01484)
Avviso di rettifica
Nel Resoconto stenografico della 219a seduta pubblica del 12 settembre 2024, a pagina 60, alla prima riga del quinto capoverso, sostituire le parole "9a Commissione" con le seguenti: "8a Commissione".