Legislatura 19ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 221 del 18/09/2024

Allegato B

Parere espresso dalla 5a Commissione permanente sul disegno di legge n. 925

La Commissione programmazione economica, bilancio, esaminato il disegno di legge in titolo, esprime, per quanto di competenza, parere non ostativo.

Parere espresso dalla 5a Commissione permanente sul disegno di legge n. 816

La Commissione programmazione economica, bilancio, esaminato il disegno di legge in titolo, esprime, per quanto di competenza, parere non ostativo.

Parere espresso dalla 5a Commissione permanente sul disegno di legge n. 1151

La Commissione programmazione economica, bilancio, esaminato il disegno di legge in titolo, esprime, per quanto di competenza, parere non ostativo.

VOTAZIONI QUALIFICATE EFFETTUATE NEL CORSO DELLA SEDUTA

SEGNALAZIONI RELATIVE ALLE VOTAZIONI EFFETTUATE NEL CORSO DELLA SEDUTA

Nel corso della seduta sono pervenute al banco della Presidenza le seguenti comunicazioni:

Disegno di legge n. 816:

sull'articolo 4, la senatrice Sironi avrebbe voluto esprimere un voto di astensione.

Congedi e missioni

Sono in congedo i senatori: Ancorotti, Barachini, Bongiorno, Borgonzoni, Butti, Castelli, Cattaneo, De Poli, Durigon, Fazzolari, Franceschelli, Galliani, Garavaglia, Guidi, La Pietra, Licheri Sabrina, Lorenzin, Meloni, Mirabelli, Monti, Morelli, Musolino, Ostellari, Paita, Parrini, Pera, Petrenga, Rauti, Renzi, Rubbia, Segre, Sensi, Sisto e Turco.

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Sono assenti per incarico avuto dal Senato i senatori: Rossomando, per attività di rappresentanza del Senato; Borghi Claudio, Borghi Enrico, Mieli, Ronzulli e Scarpinato, per attività del Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica; Petrucci, per attività della Commissione parlamentare di inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti e su illeciti ambientali ad esse correlati; Alfieri, per attività dell'Assemblea parlamentare dell'OSCE; Scurria e Zampa, per attività dell'Assemblea parlamentare del Consiglio d'Europa; Borghesi, Losacco, Malpezzi, Orsomarso e Paroli, per attività dell'Assemblea parlamentare della NATO; Borghese, per partecipare a un incontro internazionale.

Commissione parlamentare di inchiesta sulla gestione dell'emergenza sanitaria causata dalla diffusione epidemica del virus SARS-CoV-2 e sulle misure adottate per prevenire e affrontare l'emergenza epidemiologica da SARS-CoV-2, variazioni nella composizione

Il Presidente della Camera dei deputati, in data 17 settembre 2024, ha chiamato a far parte della Commissione parlamentare di inchiesta sulla gestione dell'emergenza sanitaria causata dalla diffusione epidemica del virus SARS-CoV-2 e sulle misure adottate per prevenire e affrontare l'emergenza epidemiologica da SARS-CoV-2 i deputati Giuseppe Conte e Alfonso Colucci in sostituzione dei deputati Francesco Silvestri e Vittoria Baldino, dimissionari.

Commissione parlamentare di inchiesta sulla gestione dell'emergenza sanitaria causata dalla diffusione epidemica del virus SARS-CoV-2 e sulle misure adottate per prevenire e affrontare l'emergenza epidemiologica da SARS-CoV-2, Ufficio di Presidenza

La Commissione parlamentare di inchiesta sulla gestione dell'emergenza sanitaria causata dalla diffusione epidemica del virus SARS-CoV-2 e sulle misure adottate per prevenire e affrontare l'emergenza epidemiologica da SARS-CoV-2 ha proceduto all'elezione dell'Ufficio di Presidenza.

Sono risultati eletti:

Presidente: senatore Marco Lisei;

Vice Presidente: deputato Francesco Maria Salvatore Ciancitto;

Segretario: deputato Stefano Benigni.

Commissione parlamentare di inchiesta sui fatti accaduti presso la comunità «Il Forteto», variazioni nella composizione

Il Presidente del Senato ha chiamato a far parte della Commissione parlamentare di inchiesta sui fatti accaduti presso la comunità «Il Forteto» la senatrice Ylenia Zambito in sostituzione del senatore Silvio Franceschelli, dimissionario.

Disegni di legge, annunzio di presentazione

Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale

Ratifica ed esecuzione della Convenzione che istituisce l'Organizzazione internazionale per gli ausili alla navigazione marittima, con Allegato, fatta a Parigi il 27 gennaio 2021 (1233)

(presentato in data 18/09/2024);

senatori Lorenzin Beatrice, Zampa Sandra, Camusso Susanna Lina Giulia, Furlan Annamaria, Zambito Ylenia, Basso Lorenzo, Bazoli Alfredo, D'Elia Cecilia, Delrio Graziano, Fina Michele, Franceschelli Silvio, Franceschini Dario, Giacobbe Francesco, Giorgis Andrea, Irto Nicola, La Marca Francesca, Losacco Alberto, Malpezzi Simona Flavia, Manca Daniele, Martella Andrea, Nicita Antonio, Rando Vincenza, Rojc Tatjana, Rossomando Anna, Sensi Filippo, Tajani Cristina, Verducci Francesco

Disposizioni in materia di potenziamento della prevenzione del tumore alla mammella (1234)

(presentato in data 18/09/2024).

Disegni di legge, presentazione del testo degli articoli

In data 18/09/2024 la 7ª Commissione permanente Cultura e patrimonio culturale, istruzione pubblica, ricerca scientifica, spettacolo e sport ha presentato il testo degli articoli approvati in sede redigente dalla Commissione stessa, per il disegno di legge:

dep. Rizzetto Walter ed altri "Modifica all'articolo 3 della legge 20 agosto 2019, n. 92, concernente l'introduzione delle conoscenze di base in materia di sicurezza nei luoghi di lavoro nell'ambito dell'insegnamento dell'educazione civica" (1060)

(presentato in data 06/03/2024) C.630 approvato dalla Camera dei deputati (assorbe C.373)

Governo, trasmissione di atti

La Presidenza del Consiglio dei ministri, con lettera in data 17 settembre 2024, ha inviato, ai sensi dell'articolo 19 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e successive modificazioni e integrazioni, le comunicazioni concernenti il conferimento dei seguenti incarichi di funzione dirigenziale di livello generale: alla dottoressa Gianna Barbieri, alla dottoressa Sabrina Capasso, all'ingegner Davide D'Amico, alla dottoressa Antonella Iunti, alla dottoressa Maria Assunta Palermo, al dottor Giuseppe Pierro e alla dottoressa Antonella Tozza, nell'ambito del Ministero dell'istruzione e del merito.

Tali comunicazioni sono depositate presso il Servizio dell'Assemblea, a disposizione degli onorevoli senatori.

Corte dei conti, trasmissione di relazioni sulla gestione finanziaria di enti

Il Presidente della Sezione del controllo sugli Enti della Corte dei conti, con lettera in data 18 settembre 2024, in adempimento al disposto dell'articolo 7 della legge 21 marzo 1958, n. 259, ha trasmesso la determinazione e la relativa relazione sulla gestione finanziaria della Cassa Nazionale di Previdenza ed Assistenza a favore dei dottori Commercialisti (CNPADC), per l'esercizio 2022.

Il predetto documento è deferito, ai sensi dell'articolo 131 del Regolamento, alla 5ª e alla 6a Commissione permanente (Doc. XV, n. 285).

Interrogazioni

PARRINI, VERDUCCI - Al Ministro delle imprese e del made in Italy. - Premesso che:

in data 7 giugno 2024 è stato emesso, su indicazione del Ministro in indirizzo, un francobollo commemorativo di Italo Foschi nel 140° anniversario della nascita;

l'emissione del francobollo, asseritamente occasionata da ragioni di carattere "sportivo" (avendo Foschi contribuito alla fondazione dell'associazione sportiva Roma), ignora che, allo stesso tempo, Foschi è stato segretario del Fascio romano, federale di Roma e, come tale, figura di spicco del regime fascista fin dagli anni segnati, tra gli altri, dal vergognoso assassinio di Giacomo Matteotti di cui ricorre quest'anno il centenario; è noto, in particolare, che Foschi abbia espresso parole di grande apprezzamento all'indirizzo di Amerigo Dumini, riconosciuto tra i carnefici di Matteotti; successivamente, Foschi si è macchiato di gravissimi delitti nei confronti degli ebrei e degli oppositori del regime;

l'emissione del francobollo, avvenuta peraltro in assenza di qualunque intervento della consulta filatelica, ha suscitato forte indignazione e riprovazione, ponendosi in aperto contrasto con le radici saldamente antifasciste della Repubblica;

il ritiro del francobollo è stato richiesto con insistenza anche dal coordinamento nazionale FP CGIL ENAC, che ha condivisibilmente osservato che "i meriti sportivi, che sono alla base dell'emissione del francobollo celebrativo della Repubblica Italiana, non possono superare la vergogna per le azioni fasciste, violente e antidemocratiche compiute da Foschi"; e da numerose associazioni di consumatori che, con un duro comunicato del 14 giugno 2024, hanno stigmatizzato il mancato coinvolgimento della consulta filatelica, hanno espresso la ferma condanna di un gesto "che diffonde nel mondo l'immagine non veritiera di una Italia revisionista che non ripudia il proprio passato fascista" e hanno infine richiesto al Ministero di fissare immediatamente la fine della validità postale del francobollo;

a distanza di tre mesi, non si ha notizia del ritiro del francobollo, né il Ministro in indirizzo ha ritenuto di rispondere agli atti di sindacato ispettivo già depositati sulla materia; il ritardo nella fissazione della fine della validità filatelica e del conseguente ritiro del francobollo rischia peraltro, come ricordato dalle associazioni dei consumatori nel comunicato richiamato, di aumentarne paradossalmente il valore,

si chiede di sapere per quali ragioni il Ministro in indirizzo non abbia ancora provveduto alla determinazione della fine della validità filatelica e al conseguente ritiro del francobollo commemorativo del gerarca fascista Italo Foschi.

(3-01350)

GASPARRI, DAMIANI, DE ROSA, FAZZONE, GALLIANI, LOTITO, OCCHIUTO, PAROLI, RONZULLI, ROSSO, SILVESTRO, TERNULLO, TREVISI, ZANETTIN - Al Ministro della giustizia. - Premesso che:

Forza Italia ha promosso l'iniziativa di "comune sentire operativo" con il Partito radicale italiano, denominata "Estate in carcere", una mobilitazione con visite di parlamentari, consiglieri regionali, amministratori e militanti negli istituti di pena, tesa a verificare le reali condizioni delle persone private della libertà personale, confrontandosi con i dirigenti, gli operatori, la Polizia penitenziaria, i magistrati di sorveglianza, redigendo report dedicati alle singole strutture;

nell'ambito di questa iniziativa sono stati visitati anche gli istituti penitenziari di Brescia, la casa circondariale "Canton Mombello" e la casa di reclusione "Verziano";

mentre la prima è una struttura fatiscente e degradata, in cui non ci sono le condizioni per scontare la pena in modo dignitoso, la struttura di Verziano rappresenta un modello su cui investire e che verrebbe meno con l'attuale progetto che vedrebbe costruire un nuovo carcere dentro il sedime di Verziano, compromettendo tutte le attuali condizioni di vivibilità;

secondo gli interroganti andrebbero quindi avviate le opportune iniziative di acquisizione, anche a carico del Comune di Brescia, per reperire le aree adiacenti, che sono disponibili, dove spostare l'attuale progetto, che è finanziato, ma che appunto va spostato fuori dal sedime di Verziano, cosa che si può e si deve fare, e contemporaneamente la struttura di Canton Mombello va chiusa, perché non ci saranno mai le condizioni di vivibilità che richiede oggi un istituto carcerario,

si chiede di sapere quale sia in proposito la posizione del Ministro in indirizzo, considerato che a Brescia, realizzando le strutture citate, si possono creare le condizioni per garantire la detenzione in ambienti non degradati, necessaria a guidare il reinserimento del detenuto dopo avere scontato la pena in modo dignitoso.

(3-01351)

PATUANELLI - Al Ministro dell'interno. - Premesso che:

il 14 settembre 2024 il pubblico ministero di Palermo nell'ambito del processo "Open Arms" ha richiesto 6 anni di reclusione per il senatore Matteo Salvini, già Ministro dell'interno, imputato per fatti avvenuti nell'agosto 2019 in relazione allo sbarco nel porto di Lampedusa di 147 naufraghi, soccorsi in mare dalla nave dell'organizzazione non governativa spagnola "Open Arms";

a seguito della diffusione della notizia, sono state numerose le reazioni e le dichiarazioni di esponenti del Governo;

tra queste quella del Ministro in indirizzo, che sulle proprie pagine social di "Facebook" e "X" ha pubblicato la seguente dichiarazione: "Piena e totale solidarietà al ministro Salvini. Il rischio a una condanna a sei anni di carcere, per aver fatto fino in fondo il suo dovere nel contrasto all'immigrazione irregolare, è una evidente e macroscopica stortura e un'ingiustizia per lui e per il nostro Paese";

risulta che la stessa dichiarazione, di carattere prettamente politico, sia stata pubblicata anche sul profilo "Facebook" ufficiale del Ministero dell'interno attraverso una "storia",

si chiede di sapere:

se il Ministro in indirizzo ritenga opportuno che i profili social ufficiali del Ministero siano utilizzati per la diffusione di opinioni strettamente politiche che, sebbene espresse in qualità di Ministro, non attengono all'attività istituzionale, la quale comunque dovrebbe essere rispettosa dell'operato degli altri poteri dello Stato;

se, nel merito delle dichiarazioni pubblicate anche sul profilo social del Ministero, non ritenga inopportuno esprimere in qualità di Ministro della Repubblica opinioni che definiscono "un'ingiustizia" l'attività della magistratura in merito all'accertamento, mediante tutte le garanzie processuali previste dall'ordinamento, di eventuali profili penali connessi all'ipotizzata violazione di convenzioni internazionali e norme interne che, quale titolare del Ministero preposto al controllo della sicurezza e dell'immigrazione, dovrebbe per primo correttamente applicare.

(3-01352)

MURELLI, ROMEO - Al Ministro dell'interno. - Premesso che:

nelle città dell'Emilia-Romagna si registrano quasi quotidianamente episodi di violenza nei confronti dei cittadini e delle attività commerciali, che stanno rendendo le città invivibili per i residenti e poco attraenti per i turisti, per il diffuso senso di pericolosità e paura che si respira;

le città e le piazze emiliane, da sempre luogo di socialità e spesso teatro di eventi culturali, si sono infatti trasformate, principalmente la notte, in luoghi in cui si sviluppano delinquenza e violenza dando luogo ad una vera e propria emergenza sociale;

i capoluoghi di provincia, ma anche le città più piccole del territorio emiliano, sono purtroppo coinvolte regolarmente in furti, rapine, risse, con interi quartieri in mano alla microcriminalità, in cui si percepisce un livello di insicurezza altissimo, tanto da inibire i cittadini ad uscire e da costringere gli esercenti a chiudere i locali senza adeguata assistenza;

la diffusione incontrollata dello spaccio di droga ha raggiunto livelli allarmanti: è un fenomeno criminale che si svolge in pieno giorno, nelle vie adiacenti alle stazioni ferroviarie ma anche in zone frequentate regolarmente da ragazzi e famiglie, addirittura davanti alle scuole;

è fondamentale puntare sulla sicurezza urbana, intesa come pieno godimento degli spazi comuni e come riqualificazione delle aree contraddistinte da degrado e illegalità diffusa, principalmente quelle limitrofe ai parchi e alle stazioni, che sembrano essere diventati dormitori per tossicodipendenti e sbandati, anche prevedendo l'intensificazione della presenza delle forze dell'ordine;

l'azione politica deve essere incisiva e gli interventi devono mirare, da una parte, a ristabilire l'ordine dove si è radicata la criminalità, e, dall'altra, a prevenire la degenerazione dei fenomeni illegali. Solo con azioni mirate e congiunte si può lavorare per migliorare la qualità di vita dei cittadini, che passa anche attraverso l'innalzamento del livello di sicurezza percepito,

si chiede di sapere quali azioni il Ministro in indirizzo stia mettendo in atto per rafforzare i sistemi di prevenzione e controllo del territorio emiliano, al fine di arginare il grave problema di sicurezza che la regione sta vivendo e che sta causando ripercussioni preoccupanti sulla qualità di vita dei cittadini, nonché sulle attività commerciali e turistiche.

(3-01353)

BORGHI Enrico, FREGOLENT, MUSOLINO, PAITA, RENZI, SBROLLINI, SCALFAROTTO - Al Ministro dell'interno. - Premesso che:

i dati sulla criminalità che emergono dalle statistiche della banca dati interforze del Dipartimento di pubblica sicurezza del dicastero dell'interno, confrontati con gli anni precedenti, fanno emergere un quadro sconcertante: i reati denunciati in Italia nel 2023 sono tornati a salire per la prima volta dal 2013, registrando 2,34 milioni di reati, l'1,7 per cento in più rispetto al periodo pre COVID e addirittura il 3,8 per cento in più rispetto al 2022;

a destare preoccupazione, in particolare, è l'aumento dei reati violenti tra cui rapine in pubblica via (16.561 episodi nel 2023, in crescita del 9,5 per cento sul 2022 e del 24,5 per cento sul 2019), percosse (16.645 denunce, 3,1 per cento in più su base annua e 15,6 per cento in più sul 2019), omicidi volontari (pari a 341 episodi, dieci in più rispetto al 2018 e 13 in più rispetto al 2019): inoltre significativo risulta il dato relativo all'indice di criminalità per province, dove ai primi posti si collocano le grandi città, come Milano, Roma e Firenze, e le principali mete turistiche della penisola;

dai dati forniti dal Viminale il 15 agosto 2024, inoltre, preoccupa il totale dei delitti compiuti dal 1° gennaio 2023 al 31 luglio 2024, pari a 3.650.875, dei quali 44.166 rapine e addirittura 1.605.812 furti: emerge con evidenza una situazione preoccupante per la sicurezza dei cittadini, meritevole di attenzioni e di azioni urgenti da parte del Ministro;

nonostante la sicurezza e l'incolumità dei cittadini venga messa sempre più a repentaglio dal dilagare incontrastato della criminalità, lo scorso agosto il Ministro in indirizzo ha accennato a un presunto "trappolone" ai danni del Governo, senza fornire spiegazioni su che cosa intendesse nel merito e senza indicare gli eventuali "ideatori": tale dichiarazione appare infatti, secondo gli interroganti, ancora più grave alla luce del ruolo e delle funzioni conferite al Ministro dalla legge, alimentando una cultura del sospetto e complottista che rischia persino di fomentare il dilagare della criminalità all'interno del nostro Paese;

il Ministro dell'interno è responsabile della tutela dell'ordine e della sicurezza pubblica, è autorità nazionale di pubblica sicurezza ed è chiamato ad adottare i provvedimenti necessari a garantire la tutela dell'ordine e della sicurezza pubblica: non è chiaro, tuttavia, se il Ministro si stia adoperando in tal senso, oppure giustifichi la sua sostanziale inerzia sulla base del contrasto dei suddetti, e mai comprovati, piani sovversivi a danno del Governo, che comunque costituirebbero argomento di preminente interesse nazionale di cui le Camere andrebbero informate senza indugio,

si chiede di sapere che cosa intenda fare il Ministro in indirizzo per garantire l'incolumità dei cittadini e contrastare il continuo aumento della criminalità all'interno del Paese, anche con particolare riferimento alle grandi città, fortemente esposte all'aumento di criminalità, e quali siano le ragioni per cui, negli ultimi due anni, l'incolumità dei cittadini sia stata messa sempre più a repentaglio dall'intensificarsi di fenomeni criminosi.

(3-01354)

VERINI, CAMUSSO, ZAMBITO, RANDO, MALPEZZI, NICITA, ROSSOMANDO, ALFIERI, FRANCESCHELLI, FURLAN, ROJC, GIACOBBE, GIORGIS, MANCA, VERDUCCI, IRTO, D'ELIA, MARTELLA, LORENZIN - Al Ministro dell'interno. - Premesso che:

da notizie via web e a mezzo stampa si è appreso che il sindaco di Terni, Stefano Bandecchi, durante un acceso confronto, avrebbe prima insultato e dato del provocatore, e poi avrebbe sputato per due volte dell'acqua, appena bevuta da una bottiglietta, sulla faccia di un cittadino ternano;

secondo quanto riportato dalla stampa, Bandecchi e il cittadino, noto in città anche come opinionista sportivo, si erano dati appuntamento davanti a palazzo Spada, sede del Comune di Terni, come confermato anche da un post "Instagram" del sindaco;

Bandecchi, proseguendo una disputa che era iniziata in precedenza on line, avrebbe sputato una prima volta dell'acqua addosso al cittadino, e sarebbe poi tornato sui suoi passi per ripetere il gesto, accusando l'interlocutore, che non ha mai reagito fisicamente, di essere un "provocatore politico";

l'episodio riportato rappresenta l'ennesima grave ferita alla città di Terni e ai suoi cittadini, ancora una volta costretti ad assistere alla mancanza di quel decoro istituzionale minimo che sarebbe doveroso da parte di tutti i rappresentanti delle istituzioni;

a quanto detto si aggiungano le espressioni sessiste, i diversi episodi di violenza verbale di cui Bandecchi si è reso protagonista nel corso delle sedute del Consiglio comunale, violenze rivolte a consiglieri comunali di opposizione, a dirigenti, o ancora le aggressioni ai danni di agenti della Polizia municipale e giornalisti;

il sindaco di Terni, infine, è stato raggiunto da un avviso di conclusione delle indagini dalla Procura di Roma in merito ad un'inchiesta per evasione fiscale. Nello specifico a Bandecchi viene contestata la sottrazione di 20 milioni di euro mediante l'acquisto di beni di lusso e spese di gestione della Ternana calcio, ceduta da pochi mesi, con fatturazione intestata all'università degli studi telematica di Roma "Nicolò Cusano", di cui è stato presidente fino al giugno 2023,

si chiede di sapere:

se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dei fatti esposti e quali iniziative urgenti intenda adottare, per quanto di competenza ed in relazione ai poteri conferiti all'amministrazione dell'interno dal testo unico sull'ordinamento degli enti locali di cui al decreto legislativo n. 267 del 2000, per garantire il ripristino di un clima di piena agibilità democratica nell'assemblea elettiva e un rapporto consono e rigorosamente istituzionale dell'amministrazione di Terni con i suoi cittadini;

se sia a conoscenza, ai fini di quanto sopra, di potenziali o attuali conflitti di interesse del sindaco, in relazione a ruoli, funzioni, ricoperti in passato o attuali nell'ambito dell'università, dello sport e della sanità.

(3-01355)

CAMPIONE, MALAN, SALLEMI, BERRINO, SISLER, RASTRELLI, RAPANI, SILVESTRONI - Al Ministro della giustizia. - Premesso che:

secondo quanto riportato dalla stampa, dopo una serata trascorsa in un locale romano il 29 gennaio 2023, due giornalisti, Sara Giudice e Nello Trocchia, sono stati denunciati da una collega per il reato di violenza sessuale di gruppo, aggravata dalla somministrazione di droga e alcool, in particolare di acido gamma-idrossibutirrico, noto come "GHB" o "droga dello stupro";

secondo la denunciante, i due l'avrebbero sottoposta a molestie sessuali a bordo di un taxi, forse dopo la somministrazione, a sua insaputa, del GHB, di cui è stata rilevata la presenza nelle sue urine in un'analisi effettuata il giorno seguente, presenza però negata nelle controanalisi fatte effettuare dalla Procura di Roma; risulterebbe che, di conseguenza, gli avvocati della presunta vittima abbiano chiesto un'ulteriore analisi, quella tricologica, senza esito;

la denunciante ha, altresì, affermato di non essere stata ascoltata nello svolgimento delle indagini, come invece è previsto dall'articolo 2 della legge 19 luglio 2019, n. 69, denominata "codice rosso", che prevede l'obbligo per il pubblico ministero di assumere informazioni dalla persona offesa nel termine di tre giorni dall'iscrizione della notizia di reato, nonostante l'esplicita richiesta in tal senso del legale, al contrario dei due giornalisti denunciati che sono stati, invece, ascoltati;

successivamente, non ritenendo che sussistessero elementi per formulare l'imputazione, la Procura ha chiesto l'archiviazione del procedimento alla quale la difesa della denunciante ha proposto opposizione;

sempre secondo notizie apprese dalla stampa, dalla documentazione allegata risulta che uno degli indagati avrebbe anche affermato che, a seguito della denuncia, la collega si sarebbe preclusa ogni possibilità di lavorare nella trasmissione "Piazza pulita", in quanto avrebbe ormai avuto "terra bruciata" intorno,

si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo intenda avvalersi dei propri poteri ispettivi per verificare la corretta applicazione dell'articolo 362, comma 1-ter, del codice di procedura penale, introdotto dalla citata legge n. 69 del 2019.

(3-01356)

Interrogazioni con richiesta di risposta scritta

SCALFAROTTO - Al Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale. - Premesso che:

il 16 settembre 2022, la giovane Mahsa Amini è stata arrestata e successivamente uccisa dalle autorità iraniane con l'accusa di non indossare correttamente il velo (hijab), episodio che ha suscitato un'ondata di proteste in tutto il mondo, condannando l'oppressione dei diritti delle donne in Iran;

in Afghanistan, il regime talebano ha recentemente emanato una legge che vieta alle donne di cantare, recitare poesie, parlare ad alta voce in pubblico, oltre ad altre gravissime restrizioni che impediscono loro di partecipare alla vita pubblica, educativa e professionale;

queste vicende costituiscono palesi violazioni dei diritti umani fondamentali nei confronti delle donne, configurando una forma di vero e proprio apartheid di genere, giustificato attraverso un uso strumentale e distorto della religione;

le Nazioni Unite, in quanto principale organo internazionale deputato alla tutela dei diritti umani, non possono ignorare la gravità di queste violazioni, e devono intervenire con azioni concrete e risolutive per garantire la protezione e la dignità di tutte le donne nel mondo;

dal 22 al 30 settembre 2024, a New York, si terrà la 79a sessione dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite, la quale rappresenta un'importante occasione per affrontare temi di cruciale importanza in materia di diritti umani: l'Italia, in qualità di Paese fondatore dell'Unione europea e promotore storico dei valori democratici e del rispetto dei diritti umani, deve svolgere un ruolo di primo piano nel sostenere iniziative internazionali volte alla protezione delle donne, specialmente in quei Paesi dove le violazioni sono più gravi,

si chiede di sapere:

quali iniziative il Ministro in indirizzo intenda promuovere in sede di Assemblea generale delle Nazioni Unite per sensibilizzare la comunità internazionale sulle gravissime violazioni dei diritti delle donne in Iran e Afghanistan;

se non intenda proporre, tramite i canali diplomatici delle Nazioni Unite, l'adozione di misure sanzionatorie o altri interventi concreti nei confronti dei governi che perpetrano e sostengono tali violazioni;

quali ulteriori azioni diplomatiche e politiche l'Italia intenda intraprendere, a livello sia bilaterale che multilaterale, per promuovere il rispetto dei diritti umani e la lotta contro l'apartheid di genere.

(4-01435)

BORGHI Claudio - Al Ministro dell'economia e delle finanze. - Premesso che:

l'articolo 178 del regolamento UE n. 575/2013, del Parlamento europeo e del Consiglio del 26 giugno 2013, relativo ai requisiti prudenziali per gli enti creditizi, definisce i casi di default di un debitore, e affida all'EBA, l'Autorità bancaria europea, l'emanazione degli orientamenti sull'applicazione delle disposizioni contenute nel medesimo articolo, tenendo conto "in particolare della necessità di incoraggiare gli enti a intraprendere una ristrutturazione del debito proattiva, preventiva e significativa a sostegno dei debitori";

qualora si ritengano le linee guida EBA applicabili anche alla pubblica amministrazione si potrebbe per ipotesi configurare il ritardato pagamento di un debito commerciale dovuto alle tempistiche di verifica interna per l'emissione del mandato di pagamento come determinante lo stato di default del debitore, con la conseguenza che l'ente creditore sarebbe tenuto a ponderare i titoli di Stato italiani detenuti al 150 per cento, derogando, di fatto, ad uno dei principi cardine della normativa europea in materia, che prevede un fattore di ponderazione pari allo 0 per cento per le amministrazioni centrali e pari al 20 per cento per gli altri soggetti appartenenti alla pubblica amministrazione;

considerato che:

alla luce di quanto previsto dagli articoli 269 e seguenti del regio decreto 23 maggio 1924, n. 827, così come dall'articolo 182 del testo unico delle leggi sull'ordinamento degli enti locali di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, la spesa pubblica si articola nelle fasi di impegno, liquidazione, ordinazione e pagamento, fasi necessarie affinché il credito sia esigibile;

si ritiene necessario un chiarimento nella definizione del rapporto fra la normativa nazionale e le linee guida dell'EBA, al fine di comprenderne appieno la portata sul bilancio dello Stato,

si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza degli eventuali impatti sul bilancio dello Stato, con particolare riferimento all'esigibilità dei crediti nei confronti delle pubbliche amministrazioni e di conseguenza con riferimento all'eventuale ponderazione del debito pubblico nazionale, che possano derivare da una classificazione delle linee guida EBA come fonti normative comunitarie, e come tali sovraordinate alla normativa nazionale, e se non ritenga utile un chiarimento in tal senso.

(4-01436)

FAZZONE - Al Ministro dell'agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste. - Premesso che:

sui pagamenti dei premi PAC in relazione alle specie mellifere del 2023 sono emerse una serie di anomalie dovute agli eventi siccitosi che hanno caratterizzato molti territori, in particolare nel Mezzogiorno, che hanno bloccato il pagamento a molte aziende agricole;

dalle varie segnalazioni, pervenute ad AGEA, attraverso i vari centri di assistenza agricola, sulle domande relative all'eco-schema 5, è emerso che il blocco nei pagamenti deriva da un codice di errore (EC-07);

l'anomalia bloccante EC-07 configurerebbe l'esecuzione di operazioni di sfalcio, trinciatura e sfibratura su seminativi di interesse apistico;

in realtà, nella maggior parte dei casi tali errori deriverebbero da foto che evidenzierebbero un mancato accrescimento della sostanza secca sul campo;

ora, come è noto, negli areali del Mezzogiorno, tendenzialmente siccitosi in particolare in estate, la carenza di acqua impedisce l'accrescimento della vegetazione;

dopo mesi di siccità totale e temperature estive a 40 gradi e oltre, tutte le essenze presenti sul terreno non possono che seccarsi completamente e disgregarsi da sole sul campo, a meno che qualcuno non riesca a pensare che sarebbero rimaste verdi e vigorose, nonostante tali condizioni climatiche estreme;

pertanto, l'indice di accrescimento della vegetazione secca sul campo, almeno nelle aree siccitose del Mezzogiorno, appare uno strumento non idoneo per valutare le lavorazioni "vietate dalla norma";

i produttori, come previsto dalla normativa, non hanno eseguito alcun intervento "vietato" sulle superfici fino ai primi di ottobre;

il metodo dell'indice di accrescimento andrebbe dunque superato per consentire un rapido pagamento dei premi alle aziende agricole, già in forte crisi di liquidità,

si chiede di sapere:

se il Ministro in indirizzo valuti che l'esito delle superfici dichiarate ad eco-schema 5 debba essere urgentemente revisionato da AGEA e che venga riconosciuto ai produttori il 100 per cento della superficie richiesta, con la conseguente erogazione del premio;

se ritenga opportuno che da parte di AGEA si possa giungere ad un superamento dell'indice di accrescimento quale parametro per il pagamento dei premi alle aziende agricole.

(4-01437)

FAZZONE - Al Ministro dell'agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste. - Premesso che:

l'Agenzia per le erogazioni in agricoltura è l'organismo pagatore che gestisce direttamente a livello nazionale la maggior parte dei fondi destinati all'agricoltura con funzione di coordinamento anche per le Regioni in cui sono presenti organismi pagatori regionali, gestendo direttamente con il nuovo sistema informatico anche gli OPR ARCEA (Calabria) e ARGEA (Sardegna);

AGEA, per tramite del suo direttore, ha più volte vantato l'efficacia della sua azione e la performance dei suoi nuovi sistemi informatici con numerosi comunicati stampa, nonché in un'audizione alla Camera dei deputati il 3 aprile 2024, spiegando il miglioramento informatico ottenuto rispetto ai sistemi obsoleti precedenti;

dalla lettura delle pagine di autorevoli testate giornalistiche ("Italia Oggi" del 24 gennaio, 21 agosto e 28 agosto 2024; "l'Espresso" del 9 agosto 2024) si rilevano numerosissime denunce sul malfunzionamento del sistema: cosa di fatto confermata dalle continue proroghe concesse dal Ministero dell'agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste;

l'interrogante ha verificato direttamente l'esistenza di numerose lamentele, anche fatte da centri autorizzati di assistenza agricola appartenenti a confederazioni storiche, come Confagricoltura, della cui struttura tecnica e capacità operativa non è lecito dubitare;

le numerose segnalazioni provenienti da tutto il territorio nazionale di competenza di AGEA, ARCEA e ARGEA contrastano, dunque, con i comunicati rilasciati dal direttore di AGEA, che smentisce i disservizi e scarica sempre la responsabilità sull'operato dei centri di assistenza, ritenuti inadeguati all'utilizzo del nuovo sistema;

normalmente la campagna PAC viene aperta nel mese di gennaio e chiusa al 15 maggio con tradizionali proroghe al 15 giugno, mentre quest'anno dovrebbe terminare il 24 settembre;

va anche ricordato che il giorno stesso della presentazione della domanda, entro il 15 maggio, gli agricoltori vanno in banca per chiedere un anticipo sulle somme che poi otterranno come aiuto dalla PAC, dimostrando il titolo per farlo con la copia della domanda. Quest'anno, molto più degli altri anni, l'anticipo PAC era atteso come la pioggia sui campi per far fronte con un po' di liquidità alla crisi dei prezzi di mercato, ai costi crescenti e alla siccità, ma non è stato possibile accedervi perché il sistema non ha consentito di ottenere la domanda stampata;

a creare queste complicazioni è stata la novità introdotta dal sistema informatico che prevede di presentare le domande su particelle di riferimento e non più su particelle catastali. Si tratta di un'elaborazione grafica in base all'omogeneità del colore, una fotointerpretazione di dati satellitari e di droni. Se gli ettari dichiarati non coincidono, dev'essere presentata un'istanza di riesame perché quella particella fotointerpretata dal sistema venga valutata da una persona;

il sistema che fa capo al sistema informativo nazionale non funziona da mesi, appare poco adeguato alle reali esigenze degli operatori e si blocca nonostante l'aggiornamento continuo ogni settimana: ad aprile c'era la versione 5.1, oggi c'è la versione 8.6. Ciò sta ritardando pesantemente la validazione dei fascicoli aziendali grafici e di conseguenza la presentazione delle domande;

si aggiunge la farraginosità del metodo che produce molte pagine per ogni singolo atto, anche per le aziende più piccole;

nel primo anno della nuova programmazione, al netto dei proclami fatti da AGEA in merito ai successi ottenuti a livello informatico, un rallentamento nell'erogazione dei pagamenti è stato fisiologico e potrebbe anche essere giustificato, ma considerata la confusione informatica attuale si rischia di mettere a repentaglio non tanto gli anticipi quanto i saldi;

questa situazione mette in dubbio la prossima campagna e questo non sarebbe tollerabile visto come si sta chiudendo il 2024,

si chiede di sapere:

se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza della situazione dei malfunzionamenti, dell'impatto che questi potrebbero avere sui pagamenti alle aziende agricole, cruciali per la loro sopravvivenza, e delle recentissime scelte procedurali assunte da AGEA;

se ritenga necessario assumere iniziative al fine di ovviare ad eventuali rischi che possano verificarsi in fase di acconto e saldo dei pagamenti;

se ritenga necessario e urgente, a tutela delle aziende agricole, valutare l'opportunità di procedere ad una gestione straordinaria dell'Agenzia al fine di rimuovere gli ostacoli esistenti causati dall'attuale dirigenza.

(4-01438)

Risoluzioni in commissione

CRAXI - La 3ª Commissione permanente,

a conclusione dell'esame, ai sensi dell'articolo 50 del Regolamento del Senato, della proposta di risoluzione sulla situazione politica, economica e sociale in Tunisia in vista delle elezioni presidenziali previste per il 6 ottobre 2024;

premesso che:

l'Italia e la Tunisia sono Paesi legati da profondi sentimenti di amicizia, nonché partner privilegiati, accomunati dal medesimo destino di essere realtà mediterranee e ponti naturali fra aree geografiche, culture, tradizioni e religioni diverse, ed egualmente toccati dalle dinamiche delle migrazioni, recenti e passate;

il Paese nordafricano, la cui stabilità è fondamentale per tutta l'area del Maghreb e del Mediterraneo centrale e che svolge un ruolo di primo piano nell'azione di contrasto al terrorismo di matrice islamista e al traffico di esseri umani, è tuttora incluso fra quelli considerati prioritari dalla cooperazione italiana, con uno sforzo da parte dell'Italia, confermato anche con la recente sottoscrizione di uno specifico memorandum d'intesa bilaterale per il triennio 2021-2023, espressamente teso al consolidamento del processo di transizione democratica in atto da anni a Tunisi;

sul piano politico l'Italia si è sempre spesa, nelle sedi multilaterali e nel quadro dell'Unione europea, per favorire la Tunisia, la sua economia ed il percorso di consolidamento delle sue istituzioni democratiche;

una stabile collaborazione con Tunisi da parte dell'Italia e dell'Unione europea rappresenta anche uno strumento indispensabile per il controllo del traffico di esseri umani che origina in parte non trascurabile proprio dal Paese nordafricano;

le elezioni presidenziali del 6 ottobre 2024, in vista delle quali il Presidente uscente Kais Saïed ha già annunciato la sua candidatura per un secondo mandato, rappresenteranno per la Tunisia un crocevia fondamentale per il consolidamento delle sue istituzioni democratiche e per tracciare il percorso che il Paese dovrà assumere nel prossimo futuro anche sul piano internazionale;

considerato tuttavia che:

la Tunisia attraversa da tempo una congiuntura politica, economica e finanziaria particolarmente critica, potenzialmente foriera di gravi ripercussioni sul funzionamento della sua stessa democrazia, sulle dinamiche migratorie nel Mediterraneo centrale e sugli equilibri geopolitici dell'intera regione del Vicinato meridionale;

il Fondo monetario internazionale sembra intenzionato a rinviare a tempo indeterminato l'erogazione di un prestito da 1,9 miliardi di dollari a favore di Tunisi, finalizzato a favorirne la stabilità economica e finanziaria, nonostante il forte sostegno politico espresso dall'Italia, dalla Francia e dalla stessa Unione europea, e ciò in ragione del mancato accordo sulle riforme e della stessa ritrosia di Tunisi a sedersi ad un tavolo per rinegoziare un nuovo accordo con i rappresentanti dell'organizzazione internazionale;

nonostante la recente approvazione di due nuovi prestiti da parte della Banca mondiale nell'ambito del "Quadro di partenariato nazionale" (CPF) 2023-2027, finalizzati a fornire risorse finanziarie addizionali per affrontare la sfida della sicurezza alimentare del Paese e per bilanciare talune disparità regionali, e la parziale implementazione del memorandum d'intesa sottoscritto nel luglio 2023 fra l'Unione europea e la Tunisia, permangono interrogativi circa la capacità di Tunisi di preservare la sua stabilità finanziaria e di scongiurare i conseguenti rischi di destabilizzazione sociale e istituzionale;

rilevato altresì che:

invocando l'articolo 80 della Costituzione del 2014, che consente alla massima autorità del Paese di esercitare poteri eccezionali per un tempo limitato in caso di "pericolo imminente" per lo Stato e per il suo funzionamento, nel luglio 2021 il presidente Saïed ha di fatto accentrato il potere nelle sue mani, disponendo la destituzione dell'allora primo ministro Hichem Mechichi, e procedendo alla sospensione prima e allo scioglimento poi dell'Assemblea dei rappresentanti del popolo, nonché dell'Alta autorità indipendente per le elezioni, del Consiglio superiore della magistratura e di tutti i consigli comunali, e imponendo altresì l'arbitraria rimozione di numerosi giudici della magistratura ordinaria;

la nomina nell'ottobre 2021 di un nuovo Governo senza l'approvazione del Parlamento ha formalmente dato l'avvio ad una stagione di riforme per la Tunisia che ha portato all'elaborazione di una nuova Carta costituzionale;

il nuovo impianto costituzionale, approvato a larga maggioranza nel luglio 2022 con un referendum che ha visto la partecipazione di poco meno di un terzo degli aventi diritto, si informa su un modello marcatamente presidenzialista;

ricordato inoltre che:

la maggior repressione del dissenso in Tunisia, condotta mediante arresti spesso eseguiti in nome della lotta alla corruzione e al terrorismo, ha interessato oppositori politici, ma anche giudici, giornalisti, utenti dei social media, leader sindacali e esponenti di associazioni e organizzazioni umanitarie;

fra i nomi più illustri delle persone arrestate negli ultimi anni in Tunisia si annoverano anche quelli degli ex capi di Governo Hamadi Jebali, Ali Laarayedh, entrambi espressione del partito islamico moderato tunisino "Ennahdha", del leader storico del medesimo partito islamico "Ennahdha", Rached Ghannouchi, degli ex dirigenti politici dello stesso, Abdelhmed Jelassi e Sahbi Atig, dell'ex primo presidente della Corte di cassazione, Taieb Rached, del noto giornalista radiofonico Noureddine Boutar e del segretario generale del Partito repubblicano, Issam Chebbi;

consapevole:

dell'importanza del ruolo svolto dalla Tunisia nell'ambito della regione mediterranea e della necessità di continuare ad assicurarle un sostegno privilegiato, anche al fine di scongiurare il rischio che Tunisi opti per la ricerca di nuovo quadro di alleanze sul piano internazionale, contrario agli interessi italiani ed europei;

esprimendo l'auspicio che il percorso di avvicinamento alle prossime elezioni presidenziali possa essere caratterizzato da un clima di maggiore apertura alla pluralità delle idee della società civile tunisina e da una gestione trasparente dell'ordine interno al Paese,

impegna il Governo:

1) a proseguire ogni sforzo utile a sostenere la Tunisia, nell'ambito della comunità internazionale e nel quadro degli organi dell'Unione europea, al fine di consentirle di superare la perdurante congiuntura economica e finanziaria che sta da tempo attraversando;

2) a migliorare ulteriormente il dialogo con le autorità tunisine sul rispetto delle norme poste a tutela dei diritti umani, con particolare attenzione alle libertà democratiche;

3) a chiedere il rispetto delle condizioni di garanzia costituzionale in materia di libertà di espressione e di associazione per tutti i cittadini, in linea con quanto previsto dalle norme internazionali sui diritti umani, a partire dal Patto internazionale sui diritti civili e politici (ICCPR) e dalla Carta africana dei diritti dell'uomo e dei popoli, di cui la Tunisia è parte;

4) ad intraprendere ogni iniziativa utile a livello diplomatico e nelle sedi internazionali affinché le elezioni presidenziali tunisine previste il 6 ottobre 2024 si svolgano in condizioni di piena libertà, equità ed inclusività.

(7-00018)

Risoluzioni da svolgere in Commissione

A norma dell'articolo 50 del Regolamento, la seguente risoluzione sarà svolta presso la Commissione permanente:

3ª Commissione permanente (Affari esteri e difesa):

7-00018, della senatrice Craxi, sulla garanzia dei diritti di libertà civile e politica in Tunisia.

Interrogazioni, ritiro

Sono state ritirate le interrogazioni 3-01330 del senatore Verini ed altri e 3-01331 della senatrice Campione.