Legislatura 19ª - Dossier n. 18

La composizione del gruppo congiunto di controllo parlamentare

Ciascun parlamento nazionale (limitatamente agli Stati membri che abbiano aderito al regolamento Europol) deve essere rappresentato da un numero di membri fino a 4. Nel caso di parlamenti bicamerali, ciascuna Camera può nominare fino a due membri. Il Parlamento europeo deve essere rappresentato con un numero massimo di 16 membri. Il regolamento interno del gruppo, all’articolo 2, stabilisce che i rappresentanti dei parlamenti nazionali siano nominati, se possibile, per l’intera durata del mandato parlamentare, alla luce dell’esigenza di assicurare continuità e la maturazione di una competenza specifica.

Il gruppo è presieduto congiuntamente dal parlamento del Paese che detiene la presidenza di turno del Consiglio dell'Unione europea e dal Parlamento europeo (di norma questa è esercitata dal Presidente della Commissione per le libertà civili, la giustizia e gli affari interni - LIBE). Il gruppo si riunisce normalmente due volte l'anno, alternativamente nel parlamento del Paese che detiene la presidenza di turno del Consiglio dell’Ue e nel Parlamento europeo (se ritenuto necessario, sono possibili riunioni straordinarie).

Politiche migratorie dell'Ue

Il nuovo patto sulla migrazione e l'asilo

Il 20 settembre 2020 la Commissione europea ha presentato un nuovo patto sulla migrazione e l’asilo, proponendo un quadro dell'Ue volto a gestire la migrazione a lungo termine e ad affrontare l'interdipendenza fra le politiche e le decisioni degli Stati membri. Presentato a seguito del parziale stallo del negoziato concernente le proposte legislative di riforma del sistema comune europeo di asilo presentate nel 2016, si compone di un pacchetto di proposte normative e di altre iniziative.

Il pacchetto normativo include:

  • una proposta di regolamento (COM(2020) 610) sulla gestione dell’asilo e della migrazione che, oltre a riscrivere parzialmente il cd. regolamento Dublino III (senza intaccarne nella sostanza il principio dello Stato di primo approdo), istituisce un sistema di solidarietà nei confronti degli Stati membri più esposti ai flussi, contemplando misure di sostegno anche in caso di sbarchi a seguito di operazioni di ricerca e soccorso in mare. La solidarietà potrà assumere la forma di ricollocamenti, di misure di sostegno ai sistemi nazionali di asilo, nonché di interventi sul piano dell’azione esterna. Il regime proposto introdurrebbe, inoltre, la sponsorizzazione dei rimpatri, nuovo strumento in base al quale uno Stato membro potrà impegnarsi nel sostenere un altro Stato membro nel rimpatrio di cittadini di Paesi terzi il cui soggiorno è irregolare. Sono infine previste misure volte a prevenire gli abusi da parte dei richiedenti asilo e a evitare movimenti secondari, limitando a tal fine le possibilità di cessazione della competenza o di trasferimento della competenza fra gli Stati membri;
  • una proposta di regolamento (COM(2020) 612) che introduce accertamenti nei confronti dei cittadini di Paesi terzi alle frontiere esterne, prevedendo attività preliminari per l’avvio delle diverse procedure cui deve sottoporsi lo straniero ai fini dell’ingresso o dell’allontanamento dallo Stato membro (cosiddetto screening). Tali procedure dovrebbero essere applicabili nei confronti di tutti i cittadini di Paesi terzi che non abbiano i requisiti previsti dal codice frontiere Schengen per l’ingresso nel territorio, anche qualora facciano domanda di protezione internazionale, o di coloro che sono sbarcati a seguito di un’operazione di soccorso in mare. Gli accertamenti includono: controlli dello stato di salute e delle vulnerabilità; verifiche dell'identità; registrazione dei dati biometrici; controlli volti a verificare che la persona non rappresenti una minaccia per la sicurezza interna. Gli accertamenti dovrebbero essere svolti, di norma, in prossimità delle frontiere esterne o in altri luoghi dedicati nei territori degli Stati membri, per un periodo massimo di cinque giorni durante il quale le persone dovranno rimanere a disposizione delle autorità nazionali;
  • la proposta modificata di regolamento (COM(2020) 611) che stabilisce una procedura comune di protezione internazionale nell'Unione, prevedendo l’ampliamento dei casi ai quali si applicherebbe la procedura di esame delle domande di asilo (ed eventualmente di rimpatrio) alla frontiera. Tale tipologia di iter per la concessione della protezione internazionale verrebbe applicata ai richiedenti asilo provenienti da Paesi terzi con tassi di riconoscimento del diritto di asilo pari o inferiori al 20 per cento. La Commissione europea intende sostituire le varie procedure attualmente applicate negli Stati membri con un'unica procedura semplificata;
  • la proposta di regolamento (COM(2020) 613) concernente le situazioni di crisi e di forza maggiore nel settore della migrazione e dell'asilo, che stabilisce una serie di deroghe al regime di solidarietà citato, nonché alle procedure di asilo e di rimpatrio alla frontiera, e introduce la protezione immediata nelle situazioni di crisi. Le norme proposte troverebbero applicazione in caso di situazioni eccezionali di afflusso massiccio (che abbiano ripercussioni sui sistemi nazionali di asilo e sul complessivo sistema comune europeo);
  • la proposta modificata di regolamento (COM(2020) 614) recante la riforma del quadro giuridico di Eurodac (la banca dati per il confronto delle impronte digitali di richiedenti asilo e migranti irregolari impiegata alle frontiere esterne), al fine di allineare lo strumento di archiviazione dei dati biometrici alle misure contenute nel nuovo patto sulla migrazione e asilo. La proposta intende migliorare il sistema attraverso la rilevazione di ulteriori dati, come le immagini del volto, e ampliarne l'ambito di applicazione includendo i dati relativi ai cittadini di Paesi terzi soggiornanti illegalmente nell'Ue che non abbiano fatto richiesta di asilo.

Migrazione legale

Il 27 aprile 2022, la Commissione europea ha presentato un pacchetto di proposte nel settore della migrazione legale articolato in:

  • una riforma della direttiva sul permesso unico, che mira a rendere le procedure più rapide, consentire la presentazione della domanda sia nei Paesi terzi che negli Stati membri dell'Ue, e rafforzare le garanzie per la parità di trattamento e la protezione dallo sfruttamento della manodopera. Il Consiglio ha concordato la sua posizione l’8 giugno 2023; sono quindi stati avviati i negoziati con il Parlamento europeo che, il 19 aprile 2023, ha approvato la relazione presentata dalla Commissione per le libertà civili, la giustizia e gli affari interni;
  • una revisione della direttiva sui soggiornanti di lungo periodo, con disposizioni volte a semplificare le condizioni di ammissione, ad esempio consentendo il cumulo di periodi di soggiorno in diversi Stati membri, e a rafforzare alcuni diritti dei soggiornanti di lungo periodo e dei loro familiari, fra l'altro migliorando il ricongiungimento familiare e favorendo la mobilità all'interno dell'Ue. Sulla proposta il Parlamento europeo ha dottato la sua posizione in prima lettura il 20 aprile 2023.

Lo stato dei negoziati delle proposte contenute nel nuovo patto sulla migrazione e l’asilo

A distanza di oltre due anni dalla presentazione del nuovo patto sulla migrazione e l'asilo, e di circa sei anni dall'iniziativa di riforma del Sistema comune europeo di asilo, si sono registrati alcuni avanzamenti. I principali progressi riguardano la trasformazione dell’Ufficio europeo per l'asilo (European Asylum Support Office - EASO) nell’Agenzia dell'Ue per l'asilo mediante il regolamento (UE) 2021/2303 (che ne potenzia le funzioni di sostegno agli Stati membri). Inoltre, nel dicembre 2022 il Consiglio ha concordato il mandato per i negoziati con il Parlamento europeo sulla proposta relativa alle condizioni di accoglienza dei richiedenti protezione internazionale, sulla proposta relativa all’attribuzione a cittadini di Paesi terzi o apolidi della qualifica di beneficiario di protezione internazionale e sulla proposta di un quadro dell’Unione per il reinsediamento(13) .

Per quanto concerne l’iter delle altre proposte, si segnala in particolare che:

1) il Consiglio ha raggiunto un orientamento generale sulla proposta di regolamento sulla gestione della migrazione e l’asilo in occasione della riunione del consiglio Giustizia e affari interni (GAI) dell’8 e 9 giugno 2023;

2) sulla proposta di regolamento che dispone attività preliminari di accertamento alle frontiere per l’avvio delle diverse procedure cui deve sottoporsi lo straniero ai fini dell’ingresso o dell’allontanamento dallo Stato membro (cd. screening), il mandato per i negoziati con il Parlamento europeo è stato approvato dal Comitato dei rappresentanti permanenti (Coreper) il 22 giugno 2022;

3) è stato raggiunto dal Consiglio GAI nella sessione dell'8 e 9 giugno 2023 l'orientamento generale sulla proposta modificata di regolamento che istituisce una procedura comune di protezione internazionale nell'Unione;

4) sulla proposta modificata di regolamento recante la riforma del quadro giuridico di Eurodac, il mandato per i negoziati con il Parlamento europeo è stato approvato dal Coreper nella riunione del 22 giugno 2022;

5) nel Coreper del 26 luglio 2023, la Presidenza spagnola aveva sottoposto agli Stati membri un testo di compromesso relativo alla proposta di regolamento sulle situazioni di crisi e forza maggiore, sulla quale tuttavia non era stato trovato l’accordo per avviare i negoziati con il Parlamento europeo (con una minoranza di blocco composta dai voti contrari di Austria, Polonia, Repubblica ceca e Ungheria e dall'astensione di Paesi Bassi, Slovacchia e Germania). Il 4 ottobre 2023 i rappresentanti degli Stati membri dell'Ue sono poi pervenuti a definire un mandato negoziale, anche con riferimento alle norme relative alla strumentalizzazione dei migranti che erano state, fra l’altro, oggetto di dibattito.

Le questioni migratorie sono state trattate in occasione dei vari Consigli europei. Nella riunione del Consiglio europeo del 29 e 30 giugno 2023, la presidenza del Consiglio Ue e la Commissione hanno informato il Consiglio europeo in merito ai progressi compiuti nell'attuazione delle sue conclusioni del 9 febbraio 2023, con particolare attenzione agli aspetti esterni della migrazione. In assenza di consenso fra gli Stati membri, sono state pubblicate, ad esito della riunione, conclusioni del Presidente del Consiglio europeo sulla dimensione esterna delle migrazioni. Queste riportano le dichiarazioni di Polonia e Ungheria sulla necessità di trovare un consenso su una politica di migrazione e asilo efficace, in cui la ricollocazione e il reinsediamento abbiano luogo su base volontaria e tutte le forme di solidarietà siano considerate ugualmente valide, senza costituire un potenziale fattore di attrazione per le migrazioni irregolari(14) .

Da ultimo, a margine dell’incontro della Comunità politica europea del 5 ottobre 2023, che ha preceduto il Consiglio europeo informale di Granada, il Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, e il primo ministro del Regno Unito, Rishi Sunak, hanno presieduto una riunione sulla lotta al traffico di esseri umani. A questa hanno preso parte anche il primo ministro dei Paesi Bassi, Mark Rutte, il primo ministro dell’Albania, Edi Rama, il presidente francese, Emmanuelle Macron, e la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen. Il Presidente del Consiglio Meloni e il primo ministro Sunak hanno pubblicato un “intervento congiunto” in cui hanno fra l’altro sottolineato che quella in corso è una ‘crisi etica’ ed è una ‘crisi europea’. Hanno quindi affermato che “solo fermando il flusso di migranti irregolari possiamo ripristinare la fiducia dei cittadini britannici e italiani, non solo nei nostri confini nazionali, ma anche nella cooperazione europea e internazionale” e che “i partenariati del Regno Unito in materia di migrazione con Paesi come l’Albania e la Francia stanno già dando risultati e Londra sta lavorando intensamente a nuove iniziative bilaterali con partner chiave come il Belgio, la Turchia e con l’Agenzia Ue Frontex”. Ad esito della riunione è stata adottata una dichiarazione congiunta, contenente un piano in otto punti per affrontare i crescenti livelli di migrazione illegale verso l’Europa.

Inoltre, in occasione del Consiglio europeo informale del 6 ottobre 2023, il Presidente Meloni ha incontrato il cancelliere tedesco Olaf Scholz. I due capi di governo hanno discusso dei principali temi europei al centro del Consiglio, con particolare riguardo alla questione migratoria, esprimendo soddisfazione per l’intesa raggiunta sulla proposta di regolamento relativa alle situazioni di crisi e forza maggiore; hanno quindi ricordato che a fine novembre si terrà in Germania un vertice intergovernativo italo-tedesco. Al termine del Consiglio europeo è stata adottata una dichiarazione congiunta, in cui non è tuttavia menzionato il tema delle migrazioni, a causa del veto posto da Polonia e Ungheria. E’ stata pertanto pubblicata una dichiarazione del solo presidente del Consiglio europeo, Charles Michel, in cui si sottolinea che “la migrazione è una sfida europea che richiede una risposta europea” e si esprime l’impegno per “un approccio globale alla migrazione”.

Dati sugli arrivi irregolari

Secondo i dati forniti dall’Agenzia Frontex, il numero di rilevamenti di attraversamenti irregolari delle frontiere esterne dell'UE è aumentato di un quinto (+18%) nei primi otto mesi del 2023, superando le 232.350 unità, il totale più alto per il periodo gennaio-agosto dal 2016.

Riguardo agli ingressi in Italia, i migranti sbarcati dal 1° gennaio all’11 ottobre 2023 sono stati 138.758; nello stesso periodo, nel 2022, si erano registrati 74.316 sbarchi (fonte: ministero dell’Interno).

Fra le misure adottate al fine di ridurre gli arrivi irregolari, si segnalano il Piano d’azione dell’Ue per il Mediterraneo centrale, presentato dalla Commissione europea il 21 novembre 2022, il Piano d’azione sulla rotta dei Balcani occidentali, presentato il 5 dicembre 2022, il Piano d'azione dell’Ue per le rotte migratorie del Mediterraneo occidentale e dell'Atlantico, presentato il 6 giugno 2023.

Inoltre, l’11 giugno 2023, il Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha visitato Tunisi insieme alla Presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, e al Primo ministro del Regno dei Paesi Bassi, Mark Rutte. I tre leader hanno incontrato il Primo ministro della Repubblica tunisina, Najla Bouden e, in seguito, il Presidente Kais Saied. In tale occasione è stata adottata una dichiarazione congiunta, in cui l’Ue e la Tunisia si impegnano a lavorare congiuntamente nel quadro di un partenariato globale, che comprende fra l’altro la questione migratoria. All’iniziativa hanno fatto seguito il memorandum d’intesa su un partenariato strategico e globale fra l'Unione europea e la Tunisia, firmato il 16 luglio 2023, e un piano d’azione in 10 punti, presentato dalla Presidente Von der Leyen il 17 settembre 2023.

11 ottobre 2023

a cura di Viviana Di Felice

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13) La proposta di direttiva recante norme relative all’accoglienza dei richiedenti protezione internazionale (COM(2016) 465), la proposta di regolamento recante norme sull'attribuzione a cittadini di Paesi terzi o apolidi della qualifica di beneficiario di protezione internazionale, su uno status uniforme per i rifugiati o per le persone aventi titolo a beneficiare della protezione sussidiaria e sul contenuto della protezione riconosciuta (COM(2016) 466) e la proposta di regolamento che istituisce un quadro dell'Unione per il reinsediamento (COM(2016) 468) erano state presentate dalla Commissione europea nel 2016. Gli accordi si basano sui negoziati fra il Parlamento europeo e il Consiglio che si sono svolti dal 2016 al 2018.

14) Per approfondimenti si rimanda a Documenti dell'Unione europea n. 4/DOCUE “Conclusioni del Consiglio europeo del 29 e 30 giugno 2023” e al Dossier europeo n. 39/DE “Consiglio europeo - Bruxelles, 29 e 30 giugno 2023”.