Legislatura 19ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 105 del 26/09/2023

SENATO DELLA REPUBBLICA
------ XIX LEGISLATURA ------

105a SEDUTA PUBBLICA

RESOCONTO STENOGRAFICO (*)

MARTEDÌ 26 SETTEMBRE 2023

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Presidenza del vice presidente GASPARRI

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(*) Include l'ERRATA CORRIGE pubblicato nel Resoconto della seduta n. 107 del 28 settembre 2023
(N.B. Il testo in formato PDF non è stato modificato in quanto copia conforme all'originale)

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N.B. Sigle dei Gruppi parlamentari: Azione-Italia Viva-RenewEurope: Az-IV-RE; Civici d'Italia-Noi Moderati (UDC-Coraggio Italia-Noi con l'Italia-Italia al Centro)-MAIE: Cd'I-NM (UDC-CI-NcI-IaC)-MAIE; Forza Italia-Berlusconi Presidente-PPE: FI-BP-PPE; Fratelli d'Italia: FdI; Lega Salvini Premier-Partito Sardo d'Azione: LSP-PSd'Az; MoVimento 5 Stelle: M5S; Partito Democratico-Italia Democratica e Progressista: PD-IDP; Per le Autonomie (SVP-Patt, Campobase, Sud Chiama Nord): Aut (SVP-Patt, Cb, SCN); Misto: Misto; Misto-ALLEANZA VERDI E SINISTRA: Misto-AVS.

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RESOCONTO STENOGRAFICO

Presidenza del vice presidente GASPARRI

PRESIDENTE. La seduta è aperta (ore 16,30).

Si dia lettura del processo verbale.

IANNONE, segretario, dà lettura del processo verbale della seduta del 21 settembre.

PRESIDENTE. Non essendovi osservazioni, il processo verbale è approvato.

Comunicazioni della Presidenza

PRESIDENTE. L'elenco dei senatori in congedo e assenti per incarico ricevuto dal Senato, nonché ulteriori comunicazioni all'Assemblea saranno pubblicati nell'allegato B al Resoconto della seduta odierna.

Sui lavori del Senato

PRESIDENTE. La Conferenza dei Capigruppo, riunitasi ieri, ha approvato modifiche al calendario corrente e il nuovo calendario dei lavori fino al 5 ottobre.

Nella giornata di oggi non si terranno lavori di Assemblea e Commissioni in segno di lutto per la scomparsa del presidente emerito Napolitano.

L'Assemblea si riunirà domani, alle ore 17,30, per la discussione generale del decreto-legge in materia di investimenti strategici. L'esame del provvedimento proseguirà nella giornata di giovedì 28 settembre. Entrambe le sedute non prevedono orario di chiusura. Il question time, previsto per la giornata di giovedì 28, non avrà luogo.

Martedì 3 ottobre, alle ore 15, sarà commemorata la figura del presidente emerito Napolitano. I Gruppi potranno intervenire per cinque minuti.

Il calendario della prossima settimana prevede poi la discussione dalla sede redigente dei disegni di legge su iniziative per diffondere la conoscenza della tragedia delle foibe, nonché l'esame del decreto-legge processi, incendi boschivi, salute e cultura, attualmente in discussione alla Camera dei deputati.

Giovedì 5 ottobre avranno luogo il sindacato ispettivo e, alle ore 15, il question time.

Il calendario potrà essere integrato con la discussione del rendiconto 2022 e del bilancio interno 2023 del Senato.

Calendario dei lavori dell'Assemblea

PRESIDENTE. La Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari, riunitasi il 25 settembre 2023, con la presenza dei Vice Presidenti del Senato e con l'intervento del rappresentante del Governo, ha adottato - ai sensi dell'articolo 55 del Regolamento - modifiche al calendario corrente e il nuovo calendario dei lavori fino al 5 ottobre:

Martedì

26

settembre

h. 16,30

- Disegno di legge n. 854 - Decreto-legge n. 104, Investimenti strategici (scade il 9 ottobre)

Mercoledì

27

"

h. 17,30

Giovedì

28

"

h. 10

Il termine di presentazione per gli emendamenti al disegno di legge n. 854 (Decreto-legge n. 104, Investimenti strategici) sarà stabilito in relazione ai lavori delle Commissioni.

Martedì

3

ottobre

h. 15-20

- Disegno di legge nn. 317, 533, 548 - Iniziative per diffondere la conoscenza della tragedia delle foibe (dalla sede redigente)

- Disegno di legge n. … - Decreto-legge n. 105, Processi, contrasto incendi boschivi, tossicodipendenze, salute e cultura, personale della magistratura (ove approvato dalla Camera dei deputati) (scade il 9 ottobre)

- Sindacato ispettivo (giovedì 5)

- Interrogazioni a risposta immediata, ai sensi dell'articolo 151-bis del Regolamento (giovedì 5, ore 15)

Mercoledì

4

"

h. 10-20

Giovedì

5

"

h. 10

Il termine di presentazione per gli emendamenti al ddl n. … (Decreto-legge n. 105, Processi, contrasto incendi boschivi, tossicodipendenze, salute e cultura, personale della magistratura) sarà stabilito in relazione ai lavori delle Commissioni.

Il calendario potrà essere integrato con il Rendiconto 2022 e il Bilancio interno 2023 del Senato.

Ripartizione dei tempi per la discussione del disegno di legge n. 854
(Decreto-legge n. 104, Investimenti strategici)

(Gruppi 4 ore, escluse dichiarazioni di voto)

FdI

50'

PD-IDP

35'

L-SP-PSd'AZ

30'

M5S

30'

FI-BP-PPE

23'

Az-IV-RE

19'

Aut (SVP-Patt, Cb, SCN)

17'

Misto

17'

Cd'I-NM (UDC-CI-NcI-IaC)-MAIE

17'

Ripartizione dei tempi per la discussione del disegno di legge n. ...
(Decreto-legge n. 105, Processi, contrasto incendi boschivi, tossicodipendenze,
salute e cultura, personale della magistratura)
(Gruppi 3 ore, escluse dichiarazioni di voto)

FdI

38'

PD-IDP

26'

L-SP-PSd'AZ

23'

M5S

22'

FI-BP-PPE

18'

Az-IV-RE

14'

Aut (SVP-Patt, Cb, SCN)

13'

Misto

13'

Cd'I-NM (UDC-CI-NcI-IaC)-MAIE

13'

Atti e documenti, annunzio

PRESIDENTE. Le mozioni, le interpellanze e le interrogazioni pervenute alla Presidenza, nonché gli atti e i documenti trasmessi alle Commissioni permanenti ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento sono pubblicati nell'allegato B al Resoconto della seduta odierna.

Ordine del giorno
per la seduta di mercoledì 27 settembre 2023

PRESIDENTE. Il Senato tornerà a riunirsi in seduta pubblica domani, mercoledì 27 settembre, alle ore 17,30, con il seguente ordine del giorno:

(Vedi ordine del giorno)

La seduta è tolta (ore 16,35).

Allegato B

Congedi e missioni

Sono in congedo i senatori: Barachini, Bongiorno, Borgonzoni, Butti, Castelli, Cattaneo, De Poli, Durigon, Fazzolari, La Pietra, Monti, Morelli, Ostellari, Rauti, Rubbia, Segre, Sisto, Stefani e Versace.

Disegni di legge, annunzio di presentazione

Senatore Pirondini Luca

Disposizioni in merito alla dichiarazione di monumento nazionale dei Teatri di tradizione italiani e delle Fondazioni lirico-sinfoniche (887)

(presentato in data 22/09/2023).

Governo, trasmissione di atti e documenti

Il Ministro per i rapporti con il Parlamento, con lettera in data 21 settembre 2023, ha inviato, ai sensi dell'articolo 12, comma 1, del decreto legislativo 25 febbraio 1999, n. 66, le relazioni d'inchiesta relative ai seguenti incidenti aerei:

- inconveniente grave occorso all'aeromobile B737, marche di identificazione EI-EBE, e all'aeromobile A321, marche EC-JRE, in data 18 ottobre 2022;

- incidente occorso all'aeromobile 318GC, marche di identificazione I-PLLY, in data 27 maggio 2022;

- incidente occorso all'aeromobile P2022-JF, marche di identificazione I-AGDA, in data 23 aprile 2022;

- incidente occorso all'aeromobile LS 1-f, marche di identificazione D-3131, in data 20 marzo 2023;

- inconveniente grave occorso all'aeromobile A-210, marche di identificazione PH-NOA, in data 11 ottobre 2021;

- incidente occorso all'aeromobile PA-23-250, marche di identificazione G-CKUU, in data 25 febbraio 2021;

- incidente occorso all'aeromobile G-97, marche di identificazione I-5480, in data 23 febbraio 2020;

- incidente occorso all'aeromobile SMG-92 Turbo Finist, marche di identificazione HA-YDI, in data 3 agosto 2019;

- incidente occorso all'aeromobile Ka 6 CR, marche di identificazione D-9117, in data 24 marzo 2019;

- incidente occorso all'aeromobile PA-60-601P, marche di identificazione G-RIGS, in data 8 marzo 2019.

La predetta documentazione è trasmessa, ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento, alla 8a Commissione permanente (Atto n. 268).

La Presidenza del Consiglio dei ministri, con lettere in data 19 settembre 2023, ha inviato gli estratti della seguente documentazione concernente l'esercizio di poteri speciali, ai sensi del decreto-legge 15 marzo 2012, n. 21, convertito, con modificazioni, dalla legge 11 maggio 2012, n. 56:

decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 18 settembre 2023, con condizioni, ai sensi dell'articolo 1, comma 4, del decreto-legge 15 marzo 2012, n. 21, in ordine alla notifica della società Digitalplatforms Spa - Atto confermativo ed estensivo del pegno originariamente costituito sulle azioni di DigitalPlatforms S.p.a. detenute da LaCambre, a garanzia di Illimity Bank S.p.a.. Il predetto documento è deferito, ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento, alla 1a, alla 3a e alla 9a Commissione permanente (Atto n. 269);

decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 18 settembre 2023, con prescrizioni, ai sensi dell'articolo 2 del decreto-legge 15 marzo 2012, n. 21, in ordine alla notifica della società Montanstahl Sa - Acquisizione da parte di Montanstahl Sa dell'intero capitale sociale di Siderval S.p.a.. Il predetto documento è deferito, ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento, alla 1a, alla 8a e alla 9a Commissione permanente (Atto n. 270).

La Presidenza del Consiglio dei ministri, con lettera in data 25 settembre 2023, ha inviato, ai sensi dell'articolo 19 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e successive modificazioni e integrazioni la comunicazione concernente il conferimento di incarico di funzione dirigenziale di livello generale al dottor Francesco Ricciardi, dirigente di prima fascia dell'Area funzioni centrali dell'Amministrazione civile del Ministero dell'interno.

Tale comunicazione è depositata presso il Servizio dell'Assemblea, a disposizione degli onorevoli senatori.

Con lettera in data 25 settembre 2023, il Ministero dell'interno, in adempimento a quanto previsto dall'articolo 141, comma 6, del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, ha comunicato gli estremi del decreto del Presidente della Repubblica concernente lo scioglimento del consiglio comunale di Vado Ligure.

Il Ministro per la pubblica amministrazione, con lettera in data 20 settembre 2023, ha inviato, ai sensi dell'articolo 53, comma 16, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, le relazioni sui dati raccolti attraverso l'Anagrafe delle prestazioni e degli incarichi conferiti ai pubblici dipendenti e a consulenti e collaboratori esterni, relative all'anno 2021 (Doc. CLI, n. 1).

Il predetto documento è deferito, ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento, alla 1a Commissione permanente.

Governo, trasmissione di atti e documenti dell'Unione europea di particolare rilevanza ai sensi dell'articolo 6, comma 1, della legge n. 234 del 2012. Deferimento

Ai sensi dell'articolo 144, commi 1 e 6, del Regolamento, sono deferiti alle sottoindicate Commissioni permanenti i seguenti documenti dell'Unione europea, trasmessi dal Dipartimento per le politiche europee della Presidenza del Consiglio dei ministri, in base all'articolo 6, comma 1, della legge 24 dicembre 2012, n. 234:

- Proposta di regolamento del Consiglio che stabilisce le possibilità di pesca per alcuni stock e gruppi di stock ittici applicabili nel Mar Baltico per il 2024 e che modifica il regolamento (UE) 2023/194 per quanto riguarda determinate possibilità di pesca in altre acque (COM(2023) 492 definitivo), alla 9a Commissione permanente e, per il parere, alla 4a Commissione permanente;

- Comunicazione della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni - Pacchetto di aiuti per le PMI (COM(2023) 535 definitivo), alla 9a Commissione permanente e, per il parere, alla 4a e alla 5a Commissione permanente.

Corte dei conti, trasmissione di relazioni sulla gestione finanziaria di enti

Il Presidente della Sezione del controllo sugli Enti della Corte dei conti, con lettera in data 26 settembre 2023, in adempimento al disposto dell'articolo 7 della legge 21 marzo 1958, n. 259, ha trasmesso la determinazione e la relativa relazione sulla gestione finanziaria dell'Istituto Nazionale di Studi Verdiani (INSV) per l'esercizio 2021.

Il predetto documento è deferito, ai sensi dell'articolo 131 del Regolamento, alla 5a e alla 7a Commissione permanente (Doc. XV, n. 124).

Commissione europea, trasmissione di progetti di atti legislativi dell'Unione europea. Deferimento

La Commissione europea ha trasmesso, in data 25 settembre 2023, per l'acquisizione del parere motivato previsto dal Protocollo (n. 2) sull'applicazione dei principi di sussidiarietà e di proporzionalità allegato al Trattato sull'Unione europea e al Trattato sul funzionamento dell'Unione europea:

la Proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio relativo all'uso della capacità di infrastruttura ferroviaria nello spazio ferroviario europeo unico, che modifica la direttiva 2012/34/UE e abroga il regolamento (UE) n. 913/2010(COM(2023) 443 definitivo). Ai sensi dell'articolo 144, commi 1-bis e 6, del Regolamento, l'atto è deferito alla 4ª Commissione permanente ai fini della verifica della conformità al principio di sussidiarietà; il termine di otto settimane previsto dall'articolo 6 del predetto Protocollo decorre dal 25 settembre 2023. L'atto è altresì deferito, per i profili di merito, ai sensi dell'articolo 144, commi 1 e 6, del Regolamento, alla 8ª Commissione permanente, con il parere della Commissione 4ª;

la Proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio relativa alle associazioni transfrontaliere europee (COM(2023) 516 definitivo). Ai sensi dell'articolo 144, commi 1-bis e 6, del Regolamento, l'atto è deferito alla 4ª Commissione permanente ai fini della verifica della conformità al principio di sussidiarietà; il termine di otto settimane previsto dall'articolo 6 del predetto Protocollo decorre dal 25 settembre 2023. L'atto è altresì deferito, per i profili di merito, ai sensi dell'articolo 144, commi 1 e 6, del Regolamento, alla 9ª Commissione permanente, con il parere delle Commissioni 3a e 4ª.

Interrogazioni, apposizione di nuove firme

La senatrice Fregolent ha aggiunto la propria firma all'interrogazione 3-00690 della senatrice Paita.

Mozioni

TESTOR, BERGESIO, BIZZOTTO, BORGHI Claudio, CANTÙ, DREOSTO, GARAVAGLIA, PAGANELLA, POTENTI, PUCCIARELLI, TOSATO - Il Senato,

premesso che:

alla fine della Prima Guerra Mondiale, con il Trattato di Saint-Germain-en-Laye del 10 settembre 1919, vennero ceduti al Regno d'Italia i territori appartenuti al disciolto Impero austro-ungarico del Trentino Alto-Adige, della Venezia Giulia e dell'Istria;

secondo l'art. 70 del Trattato, chiunque avesse la «pertinenza», e cioè un legame con un Comune di un territorio facente parte dell'antica monarchia austro-ungarica, avrebbe acquisito «di pieno diritto, ad esclusione della cittadinanza austriaca, la cittadinanza dello Stato che esercita la sovranità sul territorio predetto»;

gli art. 72 e 78 del Trattato dettavano una disciplina speciale per coloro che in quel momento risiedevano all'estero, ma avevano avuto una «pertinenza» nei territori poi trasferiti all'Italia. Costoro, se maggiori di diciotto anni, avrebbero potuto ugualmente eleggere la cittadinanza italiana, entro un anno dall'entrata in vigore del Trattato, mentre, in mancanza di tale opzione, avrebbero conservato la cittadinanza straniera eventualmente acquisita;

alla fine della Prima Guerra Mondiale, la grande maggioranza di quanti erano emigrati tra la fine dell'Ottocento e l'inizio del Novecento non si avvalsero di tale possibilità, per mancanza di informazioni o per difficoltà logistiche o economiche. Di conseguenza, nonostante il permanere di vincoli familiari e culturali con territori ormai divenuti italiani, rimasero privi di qualsiasi legame giuridico con l'Italia, così come i loro discendenti;

sull'argomento intervennero nel tempo due diverse norme, la legge n. 91 del 1992 e la legge n. 379 del 2000, che introdussero ulteriori finestre limitate temporalmente per il riconoscimento della cittadinanza;

la legge n. 379 del 2000, in particolare, ha consentito di ottenere la cittadinanza italiana ai discendenti di coloro che, prima del 16 luglio 1920, erano emigrati dai territori dell'Impero austro-ungarico che furono trasferiti al Regno d'Italia col Trattato di Saint-Germain-en-Laye, qualora avessero reso una dichiarazione entro cinque anni dalla data di entrata in vigore della legge, termine successivamente prorogato di cinque anni, ai sensi dell'art. 28-bis del decreto-legge 30 dicembre 2005, n. 273;

oggi, pertanto, ai discendenti di coloro che, prima del 16 luglio 1920, erano emigrati dai territori dell'Impero austro-ungarico che furono trasferiti al Regno d'Italia col Trattato di Saint-Germain-en-Laye, non è più possibile richiedere la cittadinanza italiana;

tali soggetti si trovano in una condizione diseguale rispetto a quella degli appartenenti a comunità di emigrati provenienti da varie zone d'Italia, in possesso della cittadinanza italiana jure sanguinis e senza limite di generazione;

il fenomeno migratorio che ha interessato il Trentino alla fine dell'Ottocento ha coinvolto tra le 30.000 e le 64.000 persone. Si stima che oggi in Brasile risiedano oltre due milioni di discendenti trentini;

ancora oggi il legame esistente tra il Trentino e i luoghi di emigrazione è molto forte, come testimoniano: il riconoscimento in Brasile come co-patrona dello Stato e degli emigranti di Santa Paolina, al secolo Amabile Visintainer, emigrata dal Trentino, il riconoscimento del trentino come seconda lingua ufficiale del comune di Laurentino, i numerosi gemellaggi e patti di amicizia esistenti tra i comuni trentini e in particolare il Sud America (per alcuni Altopiano della Vigolana, Albiano, Fornace, Comunità della Vallagarina rispettivamente con Nova Trento, Rio dos Cedros, Rodejo, Bento Goncalves in Brasile e Tesero con Villa Regina in Argentina), il numero degli iscritti alle sezioni delle associazioni Trentini nel Mondo e Unione delle Famiglie Trentine e di discendenti che visitano il Trentino alla ricerca dei luoghi di nascita dei propri avi, i numerosi progetti in materia di Turismo delle radici, gli interscambi e le iscrizioni alle Università trentine;

l'istanza dei discendenti di coloro che, prima del 16 luglio 1920, erano emigrati dai territori dell'impero austro-ungarico, passati all'Italia per il riconoscimento della cittadinanza italiana, è ancora forte ed attuale e inspiegabile è il limite temporale imposto e ormai scaduto;

tali discendenti oggi sono costretti a ricercare nel proprio albero genealogico parentele con soggetti provenienti da altri territori italiani rinnegando il senso e l'orgoglio di appartenenza al Trentino che loro provano;

valutato infine che:

il 2024 è stato dichiarato l'Anno delle radici italiane;

nel 2025 ricorrerà il 150^ anniversario dell'emigrazione trentino tirolese verso il Brasile,

impegna il Governo a sensibilizzare, promuovere, favorire e sostenere iniziative volte ad equiparare i discendenti di coloro che, prima del 16 luglio 1920 erano emigrati dai territori dell'Impero austro-ungarico passati all'Italia, ai discendenti provenienti da qualsivoglia altro territorio italiano senza alcun limite temporale, ritenendo tale equiparazione una giusta ed onorevole considerazione della realtà del nostro territorio e dell'immenso patrimonio umano e culturale rappresentato dall'emigrazione trentino tirolese e degli altri territori ex asburgici.

(1-00073)

Interpellanze

MARTELLA, FRANCESCHELLI, ROSSOMANDO, ROJC, TAJANI, LA MARCA, CAMUSSO, FURLAN, D'ELIA, DELRIO, ALFIERI, MALPEZZI, VALENTE, RANDO, VERDUCCI, BASSO, NICITA, ZAMBITO, LOSACCO, MISIANI, IRTO - Al Ministro delle imprese e del made in Italy. - Premesso che:

i dispositivi a semiconduttore rappresentano una delle principali tecnologie che consentono il funzionamento di gran parte degli strumenti utilizzati dalle imprese per la produzione di beni e servizi e degli strumenti ad uso quotidiano che supportano e migliorano il lavoro pubblico e privato e lo stile di vita di miliardi di persone, nonché una delle tecnologie abilitanti su cui si gioca la sovranità tecnologica. La catena di approvvigionamento di tali dispositivi è improvvisamente entrata al centro di scontri commerciali a partire dal 2021, tanto da spingere l'amministrazione USA a varare, in risposta alla grave carenza globale di dispositivi a semiconduttore, iniziative volte a rafforzare l'autonomia strategica nell'approvvigionamento e a spostarne il baricentro della produzione mondiale, al momento a Taiwan, in America e in Europa. La stessa UE, in risposta alla crisi, ha lanciato nel giugno 2021 l'alleanza sulle tecnologie di processori e semiconduttori finalizzata al rafforzamento delle filiere domestiche, con particolare riferimento alla capacità manifatturiera, a cui hanno fatto seguito una serie di altre importanti iniziative tra cui l'European chips act;

nel luglio 2021, l'amministratore delegato di Intel, Patrick Gelsinger, in linea con la strategia statunitense di sicurezza nazionale e di drastica riduzione della dipendenza dalla catena di approvvigionamento dei dispositivi a semiconduttore dai Paesi asiatici, ha preso parte a importanti incontri con le istituzioni UE e i Governi di Francia, Germania ed Italia, nonché con altri Stati membri della UE, nei quali ha manifestato l'obiettivo di realizzare in Europa diverse tipologie di impianti per la fabbricazione di semiconduttori. Il 25 settembre 2022, il Governo Draghi e l'amministratore delegato di Intel avevano preannunciato un'intesa di massima per la realizzazione in Italia di un impianto per il packaging e l'assemblaggio di semiconduttori (individuato a Vigasio, in provincia di Verona), prevedendo un investimento iniziale di circa 4,5 miliardi di euro e la creazione di 1.500 posti di lavoro diretti e altri 3.500 nella filiera, anche grazie a un finanziamento da parte del Governo italiano del 40 per cento dell'investimento totale di Intel. Nel mese di gennaio 2023, il Governo in carica ha pubblicamente affermato di essere in contatto costante sia con Intel sia con le istituzioni europee per cercare di garantire l'insediamento in Italia dell'impianto;

l'articolo 5 del decreto-legge 10 agosto 2023, n. 104, prevede il riconoscimento di un credito d'imposta in favore delle imprese residenti nel territorio dello Stato, incluse le stabili organizzazioni di soggetti non residenti, che effettuano investimenti in progetti di ricerca e sviluppo relativi al settore dei semiconduttori. La norma, apparentemente positiva, appare in netto ritardo rispetto alle evoluzioni in atto nel contesto internazionale sulla produzione delle importanti tecnologie ed evidenzia una grave sottovalutazione delle problematiche di approvvigionamento ed una debole attenzione alle politiche industriali e agli obiettivi di crescita economica e occupazionale nel Paese;

tra maggio e giugno 2023, la strategia delineata da Intel è stata tradotta in concreto con una serie di accordi per la realizzazione di impianti in territorio europeo e in Israele. In sequenza, il 16 giugno l'amministratore delegato di Intel ha dichiarato che Intel prevede di investire fino a 4,6 miliardi di dollari per la realizzazione di una nuova struttura di assemblaggio e collaudo di semiconduttori vicino a Breslavia, in Polonia, che darà lavoro a 2.000 lavoratori e creerà diverse migliaia di posti di lavoro aggiuntivi durante la fase di costruzione e l'assunzione da parte dei fornitori. Il 18 giugno, il primo ministro israeliano Netanyahu ha dichiarato che Intel spenderà 25 miliardi di dollari per una nuova fabbrica a Kiryat Gat, in Israele, che aprirà nel 2027 e darà lavoro a diverse migliaia di addetti. Il 19 giugno, Intel ha firmato un accordo con il Governo tedesco per realizzare un investimento in Germania pari a 30 miliardi di euro, con 10 miliardi di finanziamenti a fondo perduto da parte dell'Esecutivo nel sito di Magdeburgo. Sulla spinta dell'accordo, la Germania diventerà, a partire dal 2027, il punto di riferimento per il settore in Europa, con un investimento totale di 43 miliardi di euro da parte del Governo tedesco, di cui 15 miliardi in aiuti di Stato per la costruzione di 3 nuovi stabilimenti, uno da parte dell'azienda taiwanese TSMC e due da parte proprio dell'azienda americana Intel, sfruttando le deroghe agli aiuti di Stato previste dal citato European chips act. Oltre agli aiuti di Stato, la strategia tedesca prevede sgravi fiscali per le aziende già presenti nel Paese;

l'amministratore delegato di Intel ha invece ripetutamente manifestato dubbi sull'effettiva realizzazione di impianti per la produzione di chip in Italia. Allo stato attuale, non si hanno più notizie sull'avvio degli investimenti di Intel in Italia. Le ripercussioni negative della situazione che si è creata allontanano l'obiettivo del rafforzamento dell'autonomia strategica del nostro Paese, che consiste in una quota maggiore di approvvigionamento domestico di dispositivi cruciali per la competitività tecnologica del nostro sistema economico e per la produzione di beni indispensabili per il mantenimento di livelli elevati di qualità della vita, la creazione di nuovi posti di lavoro, lo sviluppo territoriale, il trasferimento tecnologico e il rafforzamento delle università e dei centri di ricerca italiani;

con la mozione 1-00055 presentata al Senato nel mese di giugno 2023, il Governo veniva sollecitato ad intraprendere un percorso virtuoso e ad adottare una strategia complessiva in materia di produzione e approvvigionamento di semiconduttori, a cui non è stato dato seguito. A fronte della situazione, le misure contenute nell'articolo 5 del decreto-legge n. 104 del 2023 appaiono del tutto insufficienti rispetto alla perdita di potenziale occupazionale e di sviluppo tecnologico del Paese,

si chiede di sapere:

quali iniziative il Ministro in indirizzo intenda adottare al fine di favorire l'Italia come sede di attività di lavorazione di semiconduttori e di ricerca nel settore e se intenda adoperarsi affinché siano rafforzate le misure di semplificazioni burocratiche e le misure di incentivazione per l'attrazione di investimenti e lo stabilimento sul territorio nazionale di attività produttive finalizzate a rafforzare l'autonomia strategica italiana ed europea nell'approvvigionamento di semiconduttori;

quali siano le motivazioni che hanno impedito al Governo di dare seguito agli accordi di massima che erano stati raggiunti con Intel nel settembre 2022 e, alla luce dei recenti accadimenti, se abbia intenzione di riavviare il dialogo con il gruppo Intel, allo scopo di assicurare la realizzazione in Italia di almeno un impianto per il packaging e l'assemblaggio di semiconduttori, adottando tutte le misure necessarie a tale scopo, a partire dagli stanziamenti necessari per la partecipazione ad una quota del finanziamento per la realizzazione dell'impianto;

quali iniziative intenda adottare, già a partire dal prossimo disegno di legge di bilancio, al fine di garantire al Paese adeguati livelli di ricerca e sviluppo in ambito tecnologico, della microelettronica e dell'intelligenza artificiale, nonché per accrescere le opportunità di creazione di nuovi posti di lavoro di qualità, di sviluppo territoriale, di trasferimento tecnologico e rafforzamento delle università e dei centri di ricerca italiani e se intenda farsi promotore, nelle sedi istituzionali europee, affinché tutti gli investimenti strategici in ambito tecnologico, della microelettronica e dell'intelligenza artificiale, siano sostenuti non soltanto da investimenti nazionali ma da un fondo comune europeo.

(2-00007p. a.)

Interrogazioni

TESTOR, DREOSTO, PUCCIARELLI - Al Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale. - Premesso che:

alla fine della prima guerra mondiale con il trattato di Saint-Germain-en-Laye del 10 settembre 1919 vennero ceduti al Regno d'Italia i territori appartenuti al disciolto Impero austro-ungarico del Trentino-Alto Adige, della Venezia Giulia e dell'Istria; secondo l'art. 70 del trattato, chiunque avesse la "pertinenza", e cioè un legame con un Comune di un territorio facente parte dell'antica monarchia austro-ungarica, avrebbe acquisito "di pieno diritto, ad esclusione della cittadinanza austriaca, la cittadinanza dello Stato che esercita la sovranità sul territorio predetto";

gli art. 72 e 78 del trattato dettavano una disciplina speciale per coloro che in quel momento risiedevano all'estero, ma avevano avuto una "pertinenza" nei territori poi trasferiti all'Italia. Costoro, se maggiori di 18 anni, avrebbero potuto ugualmente eleggere la cittadinanza italiana, entro un anno dall'entrata in vigore del trattato, mentre, in mancanza di tale opzione, avrebbero conservato la cittadinanza straniera eventualmente acquisita; alla fine della prima guerra mondiale, per la grande maggioranza quanti erano emigrati tra la fine dell'Ottocento e l'inizio del Novecento non si avvalsero di tale possibilità, per mancanza di informazioni o per difficoltà logistiche o economiche. Di conseguenza, nonostante il permanere di vincoli familiari e culturali con territori ormai divenuti italiani, rimasero privi di qualsiasi legame giuridico con l'Italia, così come i loro discendenti;

sull'argomento intervennero nel tempo due diverse norme, la legge n. 91 del 1992 e la legge n. 379 del 2000 che introdussero ulteriori finestre limitate temporalmente per il riconoscimento della cittadinanza; la legge n. 379 del 2000, in particolare, ha consentito di ottenere la cittadinanza italiana ai discendenti di coloro che, prima del 16 luglio 1920, erano emigrati dai territori dell'Impero austro-ungarico che furono trasferiti al Regno d'Italia col trattato di Saint-Germain, qualora avessero reso una dichiarazione entro 5 anni dalla data di entrata in vigore della legge, termine successivamente prorogato di 5 anni ai sensi dell'art. 28-bis del decreto-legge n. 273 del 2005; oggi pertanto ai discendenti di coloro che, prima del 16 luglio 1920, erano emigrati dai territori dell'Impero austro-ungarico che furono trasferiti al Regno d'Italia col trattato di Saint-Germain-en-Laye non è più possibile richiedere la cittadinanza italiana;

tali soggetti si trovano in una condizione diseguale rispetto a quella degli appartenenti a comunità di emigrati provenienti da varie zone d'Italia, in possesso della cittadinanza italiana iure sanguinis e senza limite di generazione; il fenomeno migratorio che ha interessato il Trentino alla fine dell'Ottocento ha coinvolto tra le 30.000 e le 64.000 persone. Si stima che oggi in Brasile risiedano oltre 2 milioni di discendenti trentini;

ancora oggi il legame esistente tra il Trentino e i luoghi di emigrazione è molto forte come testimoniano: il riconoscimento in Brasile come co-patrona dello Stato e degli emigranti di Santa Paolina, al secolo Amabile Visintainer, emigrata dal Trentino, il riconoscimento del trentino come seconda lingua ufficiale del Comune di Laurentino, i numerosi gemellaggi e patti di amicizia esistenti tra i Comuni trentini e in particolare il Sud America (per alcuni Altopiano della Vigolana, Albiano, Fornace, comunità della Vallagarina rispettivamente con Nova Trento, Rio dos Cedros, Rodejo, Bento Goncalves in Brasile e Tesero con Villa Regina in Argentina), il numero degli iscritti alle sezioni delle associazioni Trentini nel mondo e Unione delle famiglie trentine e di discendenti che visitano il Trentino alla ricerca dei luoghi di nascita dei propri avi, i numerosi progetti in materia di turismo delle radici, gli interscambi e le iscrizioni alle università trentine;

l'istanza dei discendenti di coloro che, prima del 16 luglio 1920, erano emigrati dai territori austro-ungarici per il riconoscimento della cittadinanza italiana è ancora forte ed attuale e inspiegabile è il limite temporale imposto e ormai scaduto; costoro oggi sono costretti a ricercare nel proprio albero genealogico parentele con soggetti provenienti da altri territori italiani rinnegando il senso e l'orgoglio di appartenenza al Trentino che provano;

valutato infine che il 2024 è stato dichiarato l'anno delle radici italiane e che nel 2025 ricorrerà il 150° anniversario dell'emigrazione trentino-tirolese verso il Brasile,

si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo intenda intraprendere iniziative al fine di sensibilizzare, promuovere, favorire e sostenere azioni volte ad equiparare i discendenti di coloro che, prima del 16 luglio 1920, erano emigrati dai territori dell'Impero austro-ungarico all'Italia, ai discendenti provenienti da qualsivoglia altro territorio italiano senza alcun limite temporale, ritenendo tale equiparazione una giusta ed onorevole considerazione della realtà del nostro territorio e dell'immenso patrimonio umano e culturale rappresentato dall'emigrazione trentino-tirolese e degli altri territori ex asburgici.

(3-00694)

SCALFAROTTO, BORGHI Enrico - Al Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale. - Premesso che:

durante la settantottesima sessione dell'Assemblea generale dell'ONU, il 20 settembre 2023 il Ministro in indirizzo ha rilasciato un'intervista alla "Fox News", dichiarando che la Presidente del Consiglio dei ministri, Giorgia Meloni, avrebbe già avvisato la Cina del piano per l'uscita dell'Italia dalla Belt and Road Initiative (di seguito BRI) e confermando l'appartenenza del nostro Paese al patto transatlantico in qualità di alleati degli Stati Uniti d'America (secondo organi di stampa, dette affermazioni sarebbero intervenute nel pieno dei negoziati con la Cina);

a fine luglio la Presidente del Consiglio dei ministri, sempre in un'intervista della Fox News, aveva affermato che la decisione sull'uscita o meno dalla BRI non era ancora stata maturata e che, comunque, la stessa andava «discussa in Italia con il Parlamento e con gli attori»;

in data 22 settembre il Ministro in indirizzo ha incontrato il Ministro per la sicurezza dello Stato cinese Wenqing (il "Guoanbu", ossia un organo governativo con funzioni di polizia segreta e compiti di spionaggio e controspionaggio), per affrontare «i principali dossierbilaterali e le questioni di sicurezza regionale e internazionale»;

le affermazioni rese lo scorso settembre, oltre a confermare il sostanziale disinteresse e la mancanza di considerazione per l'organo rappresentativo, appaiono ancor più di interesse, alla luce dell'incontro con il Ministro per la sicurezza cinese;

appare del tutto singolare che il Ministro degli affari esteri incontri in un bilaterale a porte chiuse il titolare dei servizi di sicurezza cinesi, tanto più se quest'ultimo rappresenta una superpotenza mondiale che, proprio con gli Stati Uniti d'America, concorre su tutti i principali dossier internazionali (molti dei quali di interesse anche dell'Italia),

si chiede di sapere:

quali siano state le ragioni che hanno portato il Ministro in indirizzo a invitare il Ministro Wenqing a Roma per un bilaterale;

quali siano stati gli argomenti, gli esiti e gli eventuali accordi conclusi durante l'incontro e quale sia la posizione del Governo in relazione alla BRI;

se il Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica (COPASIR) abbia avuto o avrà notizia delle ragioni e dei contenuti del suddetto incontro.

(3-00696)

BASSO - Al Ministro dell'economia e delle finanze. - Premesso che:

Cassa Depositi e Prestiti Venture Capital SGR - Fondo Nazionale Innovazione è una società di investimento che ha l'obiettivo di rendere il venture capital un asse portante dello sviluppo economico e dell'innovazione del Paese, creando i presupposti per una crescita complessiva e sostenibile dell'ecosistema venture capital;

Cassa Depositi e Prestiti Venture Capital SGR è nata il 21 gennaio 2020 quando l'assemblea di Invitalia Ventures SGR (70 per cento CDP Equity e 30 per cento Invitalia) ha modificato il nome della società appunto in Cassa Depositi e Prestiti Venture Capital SGR;

Cassa Depositi e Prestiti Venture Capital SGR ha 3,1 miliardi di asset in gestione, 1 miliardo di capitale deliberato, 13 fondi attivati;

il consiglio di amministrazione di Cassa Depositi e Prestiti Venture Capital è ormai scaduto da oltre 5 mesi, con l'approvazione del bilancio 2022 lo scorso marzo, lavorando, allo stato, in proroga con capacità limitate;

il Fondo nazionale Innovazione deve spendere 550 milioni di euro stanziati dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, nei fondi Green & Digital Transition, che hanno delle tempistiche di utilizzo ben chiare e stringenti;

attuare piani strategici essenziali allo sviluppo di un comparto in cui la velocità di esecuzione è fondamentale, risulta incompatibile con i limiti dell'amministrazione straordinaria;

le associazioni di categoria esprimono forti preoccupazioni per il ritardo nel rinnovo del consiglio di amministrazione di Cassa Depositi e Prestiti Venture Capital, nonché per la mancata attenzione al settore delle startup,

si chiede di sapere quali siano le ragioni dello stallo nella nomina dei vertici di Cassa Depositi e Prestiti Ventures Capital, in un settore, quale quello delle startup, di fondamentale importanza per la crescita economica e per l'innovazione del settore produttivo, che richiede una governance pienamente operativa, chiamata a gestire ingenti capitali per la crescita delle startup e dell'innovazione in Italia.

(3-00697)

BASSO - Al Ministro dell'economia e delle finanze. - Premesso che:

il modello equity crowdfunding per il finanziamento alle startup si basa su un processo di raccolta fondi finalizzato al raggiungimento di un obiettivo specifico. Invero, l'impresa che lancia la raccolta di finanziamento sulla piattaforma di crowdfunding online, deve esplicitare in modo chiaro e preciso le informazioni inerenti al progetto, nonché il traguardo monetario da raggiungere per attuarlo. Se il progetto raggiunge l'obiettivo di raccolta minimo prefissato, sarà realizzato secondo quanto dichiarato in precedenza dagli investitori, che otterranno in cambio la partecipazione al capitale sociale. Con questo modello, chi partecipa economicamente al progetto non è un donatore, ma un vero e proprio azionista che effettua un investimento;

l'equity crowdfunding in Italia è disciplinato dal decreto-legge 18 ottobre 2012, n. 179 (cosiddetto Decreto Crescita bis), convertito, con modificazioni, dalla legge 17 dicembre 2012, n. 221, con l'intento di favorire la nascita e la crescita di "start-up innovative";

nel gennaio 2015 con il decreto-legge 24 gennaio 2015, n. 3, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 marzo 2015, n. 33, è stata data la possibilità anche alle PMI che svolgono attività legate alla ricerca e allo sviluppo di servizi e prodotti innovativi di accedere a questo strumento di raccolta fondi;

considerato che:

l'Italia è stato il primo Paese in Europa ad aver adottato una normativa dedicata all'equity crowdfunding ed il primo Paese al mondo ad avere una normativa attuativa organica;

all'inizio dello scorso novembre 2021 è entrato in vigore il Regolamento (UE) n. 2020/1503 (European Crowdfunding Service Providers - ECSP) in materia di fornitori europei di servizi di crowdfunding per le imprese, che armonizza le diverse regole nei Paesi europei;

il 10 novembre prossimo è il termine entro il quale le piattaforme di equity e lending crowdfunding devono ottenere l'autorizzazione a operare sulla base del nuovo regolamento europeo in materia di crowdfunding;

in tutta Europa per ora sono 58 le piattaforme che hanno già ricevuto il via libera, ma in Italia a oggi ancora nessuna piattaforma è già in regola;

la Commissione europea nel luglio 2022 aveva esteso di un anno, rispetto alla data iniziale fissata per il 10 novembre 2022, il periodo transitorio del nuovo regolamento europeo in materia di crowdfunding per i fornitori di servizi già attivi che operano secondo le regole nazionali e quindi per tutte le piattaforme fintech di equity e dilending;

la legge di delegazione europea per l'anno 2021 (legge 4 agosto 2022 n. 127), ha designato la Banca d'Italia e la CONSOB quali autorità competenti per assegnare alle piattaforme di crowdfunding italiane l'autorizzazione a operare sulla base del nuovo Regolamento europeo;

rilevato che:

nelle more dell'emissione del decreto attuativo della citata legge, nell'ottobre successivo le due Authority con un comunicato congiunto avevano reso nota al mercato la loro disponibilità a "intrattenere interlocuzioni informali per orientare gli operatori interessati alla futura presentazione delle domande di autorizzazione, fornendo anche chiarimenti sugli elementi informativi e documentali da allegare alle istanze";

nonostante il decreto legislativo 10 marzo 2023, n. 30, pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 71 del 24 marzo 2023, CONSOB ha pubblicato l'aggiornamento del Regolamento italiano sul crowdfunding soltanto lo scorso 1° giugno. Pertanto, le piattaforme italiane hanno potuto procedere a presentare le prime domande di autorizzazione soltanto nella seconda metà di giugno;

molte piattaforme lamentano un'eccessiva puntigliosità, rispetto alle omologhe autorità di altri Paesi europei, nelle richieste aggiuntive da parte delle Autorità, soprattutto relative a organizzazione, bilanci previsionali e modello di business, che sono di competenza di Banca d'Italia e che sarebbero oltretutto sproporzionate rispetto alla dimensione delle aziende che gestiscono i portali;

posto che qualora le domande non venissero accolte e approvate entro il 10 novembre 2023, le piattaforme italiane non potrebbero operare, cancellando così interamente il crowdinvesting, e penalizzando enormemente le startup, le PMI e gli investitori,

si chiede di sapere:

se corrisponda al vero che le richieste di compliance dell'Autorità italiana sono più restrittive rispetto a quelle delle altre autorità europee, generando un evidente squilibrio tra l'Italia e gli altri mercati europei;

quali iniziative il Ministro in indirizzo intenda adottare al fine di velocizzare l'autorizzazione da parte dell'Autorità italiana delle piattaforme per il crowdfunding, evitando il rischio di avere poche piattaforme, o addirittura nessuna, che operano regolarmente nel mercato europeo.

(3-00698)

BASSO - Al Ministro dell'economia e delle finanze. - Premesso che:

CDP Venture Capital SGR - Fondo Nazionale Innovazione è una società di investimento che ha l'obiettivo di rendere il venture capital un asse portante dello sviluppo economico e dell'innovazione del Paese, creando i presupposti per una crescita complessiva e sostenibile dell'ecosistema venture capital;

CDP Venture Capital SGR ha 3,1 miliardi di asset in gestione, un miliardo di capitale deliberato, 13 fondi attivati, ognuno con le proprie peculiarità: Fondo Acceleratori, Fondo Boost Innovation, Fondo Corporate Partners I, FOF VenturItaly, FoF Internazionale, Fondo Evoluzione, Large Ventures, Fondo Rilancio Startup, Fondo Technology Transfer, Fondo Italia Venture I, Fondo Italia Venture II, Fondo Green Transition, Fondo Digital Transition;

l'economia dell'innovazione è un settore fondamentale e strategico nella creazione di posti di lavoro e nelle politiche industriali. Lo scorso anno, mentre a livello globale l'industria viveva un rallentamento, in Italia i fondi raccolti da start up e PMI innovative hanno superato 1,8 miliardi, il 48 per cento in più rispetto al 2021 e quattro volte più rispetto al 2020;

per un settore che conta ormai 17.000 tra startup e PMI innovative, con un fatturato complessivo di 9,5 miliardi di euro solo nel 2022, e in grado di movimentare oltre 2 miliardi di investimenti di capitale di rischio, gli strumenti messi a disposizione da CDP VentureCapital sono fondamentali per veicolare le risorse necessarie alla crescita di tutta la filiera dell'innovazione nazionale e continuare la rincorsa nella competitività tecnologica avviata con la costituzione di questa organizzazione strategica;

ad ottobre 2022, l'ammnistratore delegato di CDP, Dario Scannapieco, ha dichiarato che l'obiettivo strategico era quello di incrementare la consistenza degli investimenti, e di far arrivare entro tre anni gli investimenti in startup, in Italia, a quota 9 miliardi, tra risorse di CDP e effetto leva;

considerato che:

il disegno di legge recante "Disposizioni organiche per la valorizzazione, promozione e tutela del made in Italy", approvato dal Consiglio dei ministri il 31 maggio 2023 e adesso in discussione alla Camera, prevede la creazione di un fondo da un miliardo per le filiere strategiche. Le risorse per il 2024, pari a 300 milioni di euro, arrivano dalla riduzione della dotazione del Fondo, di cui all'articolo 1, comma 209, della legge 30 dicembre 2018, n. 145, ovvero dal Fondo di sostegno al venture capital;

in base alla legge di bilancio per il 2023 (legge 29 dicembre 2022, n. 197) per il triennio di riferimento 2023-2025, il Fondo di sostegno al venture capital avrebbe dovuto ricevere uno "stanziamento pari a 705 milioni per il 2023, a 605 milioni per il 2024, e a 5 milioni per il 2025";

sottrarre le risorse alle startup va in totale controtendenza rispetto allo scopo ultimo del disegno di legge stesso, che fa riferimento alla "valorizzazione e la promozione delle eccellenze e del patrimonio artistico-culturale nazionale";

il fondo per il "Made in Italy" è autorizzato a investire direttamente o indirettamente, anche per il tramite di altri fondi, a condizioni di mercato e nel rispetto della disciplina dell'Unione europea in materia di aiuti di Stato, nel capitale di società per azioni;

nessun Governo precedente si era spinto fino a tagliare le risorse del fondo per il sostegno al venture capital, istituito nel 2019 con "l'obiettivo di favorire la crescita delle nuove imprese tecnologiche e supportare l'economia dell'innovazione",

si chiede di sapere:

quali siano i motivi dello spostamento delle risorse dal fondo di Cassa Depositi e Prestiti ventures a quello sul "Made in Italy";

su quale dei 13 fondi di CDP Ventures, di cui nella premessa, siano state sottratte le risorse;

quali siano le ragioni dell'impossibilità del nuovo fondo per il Made in Italy di investire su startup e PMI;

quali iniziative il Ministro in indirizzo intenda adottare per rilanciare le startup e non perdere competitività internazionale.

(3-00699)

ZANETTIN - Al Ministro della giustizia. - Premesso che:

le cronache più recenti hanno messo in luce la sconcertante vicenda che ha interessato il sindaco di Santa Marinella (Roma), Pietro Tidei;

nel corso di una indagine per corruzione, attivata con denuncia dallo stesso Tidei, sono state eseguite delle intercettazioni ambientali nei locali del Comune;

nel fascicolo processuale, sono quindi confluite delle intercettazioni (del tutto irrilevanti ai fini dell'inchiesta), dalle quali sarebbero emersi degli incontri privati del sindaco con alcune signore;

i video sono divenuti, di conseguenza, di pubblico dominio e divulgati a terzi estranei, con gravissimo danno di immagine per il sindaco;

la sconcertante vicenda dimostra vieppiù la inadeguatezza della vigente disciplina in tema di intercettazioni, che non appare in grado di tutelare a sufficienza la privacy di terzi soggetti, coinvolti loro malgrado nelle inchieste,

si chiede di sapere quali iniziative, per quanto di competenza, il Ministro in indirizzo intenda assumere affinché sia fatta piena luce sulla inquietante vicenda anche eventualmente valutando la sussistenza dei presupposti per l'attivazione dei propri poteri ispettivi e disciplinari.

(3-00700)

BOCCIA, BAZOLI, MIRABELLI, LORENZIN, NICITA, ZAMBITO, IRTO, BASSO, D'ELIA, ZAMPA, MANCA, MISIANI - Al Presidente del Consiglio dei ministri e al Ministro dell'economia e delle finanze. - Premesso che:

alla luce dell'emergenza epidemiologica da COVID-19, l'articolo 27 del decreto-legge 19 maggio 2020, n. 34, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 luglio 2020, n. 77, ha autorizzato CDP S.p.A. a costituire un patrimonio destinato, denominato "Patrimonio Rilancio", al quale sono stati apportati taluni beni e rapporti giuridici individuati dal Ministero dell'economia e delle finanze, mediante il quale fornire un sostegno al rilancio del sistema economico produttivo italiano, nelle forme e alle condizioni previste dal Quadro temporaneo sugli aiuti di Stato dell'Unione europea;

in base a quanto previsto dall'articolo 27, comma 17, del decreto-legge n. 34 del 2020, ai fini degli apporti del Ministero dell'economia e delle finanze alla costituzione del Fondo si autorizzava, per l'anno 2020, l'assegnazione di titoli di Stato a CDP S.p.A., nel limite massimo di 44 miliardi di euro, appositamente emessi, ovvero, nell'ambito del predetto limite, l'apporto di liquidità. Nel maggio del 2021, in ottemperanza a quanto previsto, l'assemblea di CDP S.p.A. ha approvato la costituzione del "Patrimonio Rilancio", i cui tre comparti (Fondo Nazionale Supporto Temporaneo, Fondo Nazionale Strategico, Fondo Nazionale Ristrutturazioni Imprese) sono separati, autonomi, distinti a tutti gli effetti dal patrimonio degli altri comparti, nonché dal patrimonio di CDP S.p.A., e riferibili a differenti modalità di intervento a supporto delle imprese;

con decreto del Ministero dell'economia e delle finanze del 3 febbraio 2021, n. 26, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 59 del 10 marzo 2021 è stato adottato il regolamento concernente i requisiti di accesso, condizioni, criteri e modalità degli investimenti del Patrimonio Destinato, mentre con il successivo decreto del Ministero dell'economia e delle finanze n. 37612 del 7 maggio 2021 (cosiddetto "decreto apporti") è stata prevista l'assegnazione a titolo di apporto iniziale, di titoli di Stato per un controvalore di 3 miliardi di euro ed è stato ribadito che, a titolo di apporto al Patrimonio Destinato, possono essere assegnati a CDP S.p.A. titoli di Stato emessi nel limite massimo di 44 miliardi di euro;

dai dati disponibili, "Patrimonio rilancio" ha conseguito fin dalla sua nascita importanti risultati a supporto delle imprese e dell'economia nazionale e da ultimo il disegno di legge (A.S. 674), attualmente in discussione al Senato, recante interventi a sostegno della competitività dei capitali, all'articolo 22, prevede misure per rafforzarne ulteriormente l'operatività consentendo l'accesso agli interventi del FNS anche alle società risultanti da fusioni o scissioni prive di bilanci di esercizio, ma con solide prospettive di crescita;

considerato che:

con decreto-legge 31 agosto 2023, n. 118, il cui contenuto è stato trasfuso dal Governo con l'emendamento 13.0.1000 nel decreto-legge 10 agosto 2023, n. 104, all'esame delle competenti Commissioni del Senato, è stata autorizzata, ai fini della realizzazione di operazioni attinenti a società di rilievo strategico, la spesa nel limite massimo di euro 2.525 milioni di euro per l'anno 2023, senza alcun riferimento di contesto industriale o settoriale e senza alcuna analisi d'impatto sulle alternative possibili o sulla necessità di eventuali operazioni. Agli oneri relativi a tale operazione si provvede mediante uno o più versamenti all'entrata del bilancio dello Stato e riassegnazione ai pertinenti capitoli dello stato di previsione della spesa del Ministero dell'economia e delle finanze delle risorse, in conto residui, relativamente all'autorizzazione di spesa inerente a "Patrimonio destinato" di cui al comma 17 dell'articolo 27 del decreto-legge 19 maggio 2020, n. 34;

dal punto di vista contabile, l'istituto della riassegnazione è previsto dall'articolo 24, comma 5, della legge di contabilità. Tuttavia, nel caso in esame, la riassegnazione interessa quota parte di un'autorizzazione di spesa in conto residui prevista in bilancio ai sensi della legislazione vigente, relativamente allo stanziamento previsto per l'assegnazione a CDP S.p.A. delle risorse per "Patrimonio Destinato", rinvenibile su apposito capitolo di spesa in conto capitale riferibile ad una autorizzazione risalente al 2020, che non presenta una dotazione di competenza anche relativamente all'anno in corso;

la relazione tecnica di accompagnamento del decreto-legge 31 agosto 2023, n. 118, è sprovvista del prospetto riepilogativo degli effetti d'impatto attesi sui saldi di finanza pubblica e non chiarisce in alcun passaggio i dettagli relativi alla copertura finanziaria utilizzata;

emergono, pertanto, preoccupanti criticità in merito ai profili di copertura della suddetta norma nei termini stabiliti dalla legge di contabilità, in merito alle risorse ad oggi trattenute in bilancio in conto residui e sui relativi capitoli dello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze, e nessun documento aggiuntivo è stato prodotto dal Governo al fine di fornire indicazioni in merito alla loro distinta riconducibilità alle fattispecie dei residui cosiddetti "propri" (ovvero, a seguito di formali impegni assunti) ovvero di stanziamento, dal momento che le evidenze contabili attestano, al momento, una "disponibilità di cassa" complessiva in "gestione" per un importo assai più limitato rispetto all'ammontare complessivo dei "residui" formalmente accertati,

si chiede di sapere:

se il Governo intenda chiarire tempestivamente, nel dettaglio e nei termini stabiliti dalla legge di contabilità pubblica, i profili di copertura finanziaria dell'articolo 1 del decreto-legge 31 agosto 2023, n. 118, il cui contenuto è stato trasfuso dal Governo con l'emendamento 13.0.1000 nel decreto-legge 10 agosto 2023, n. 104, attualmente all'esame del Senato;

quali siano le ragioni che hanno impedito la redazione di una relazione tecnica dettagliata ed esaustiva di accompagnamento ai contenuti dell'articolo 1 del decreto-legge 31 agosto 2023, n. 118, tanto più necessaria in quanto riferita ad importi significativi e superiori ai 2,5 miliardi di euro e a rischi di possibili ripercussioni significative sull'andamento dei principali indicatori di finanza pubblica;

se il ricorso all'istituto della riassegnazione di cui all'articolo dall'articolo 24, comma 5, della legge 31 dicembre 2009, n. 196, sia stato utilizzato per evitare, in considerazione dei possibili effetti finanziari del decreto-legge sugli andamenti di finanza pubblica, il ricorso alle procedure di scostamento previste dalla legge di contabilità;

se il Governo intenda chiarire nel dettaglio quali siano le riassegnazioni utilizzate e le disponibilità nei pertinenti capitoli dello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze a copertura finanziaria dell'articolo 1 del decreto-legge 31 agosto 2023, n. 118, e se tali risorse non siano state di fatto sottratte alle importanti finalità di cui ai commi 2 e 17 dell'articolo 27 del decreto-legge 19 maggio 2020, n. 34;

se si intenda chiarire quali siano le ragioni che hanno finora impedito al Ministro dell'economia e delle finanze di trasmette alle Camere la Relazione annuale sugli effetti prodotti e sui risultati conseguiti da "Patrimonio Rilancio", nel rispetto della scadenza del 31 gennaio 2023, come previsto dall'articolo 27, comma 18-bis, del decreto-legge 19 maggio 2020, n. 34.

(3-00701)

CALENDA - Al Ministro dell'università e della ricerca. - Premesso che:

l'articolo 26, comma 9, del decreto-legge 24 febbraio 2023, n. 13, modificando l'articolo 12 del testo unico delle leggi sull'istruzione superiore, di cui al regio decreto 31 agosto 1933, n. 1592, ha stabilito che il requisito per assumere la carica di presidente del consiglio di amministrazione di un'università sia il possesso di un titolo di laurea specialistica o magistrale ovvero del diploma di laurea conseguito secondo l'ordinamento didattico previgente;

secondo la prassi consolidata di Confindustria, il presidente uscente dell'organizzazione assume, alla scadenza del mandato, la carica di presidente della LUISS, Libera università internazionale degli studi sociali Guido Carli;

questa prassi non può però essere seguita nel caso dell'attuale presidente, Carlo Bonomi, che dopo essere stato accreditato per anni come in possesso di una laurea in economia e commercio, circostanza mai smentita dall'interessato, risulta solo in possesso di un diploma di scuola secondaria superiore;

da quanto si apprende da indiscrezioni giornalistiche, l'Associazione per la Libera università internazionale degli studi sociali (ALUISS), in quanto ente promotore della LUISS, si accingerebbe, su richiesta dell'interessato, a nominare Carlo Bonomi all'interno del consiglio di amministrazione dell'università e a designarlo come vicepresidente esecutivo, carica per cui non è richiesto dalla legge il diploma di laurea, ma il cui titolare, in base allo statuto di autonomia della LUISS, emanato precedentemente alla novella legislativa ricordata, può agire, su delega o in assenza del presidente, con i suoi stessi poteri;

c'è da ritenere che in assenza di smentite, pure sollecitate, l'indiscrezione giornalistica circa l'assetto della nuova governance della LUISS descriva un progetto reale e non una semplice ipotesi e configuri un aggiramento surrettizio dell'incompatibilità stabilita da legge;

ad integrazione di considerazioni di natura giuridica, in caso di nomina di Carlo Bonomi a vicepresidente esecutivo della LUISS, si aggiungerebbe il dato oggettivamente grottesco dell'affidamento di un compito di governo all'interno di un'università prestigiosa a una persona che per anni ha millantato un titolo di laurea mai conseguito,

si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza di quanto esposto, se il Ministero dell'università e della ricerca sia stato consultato (e eventualmente da chi) in ordine ai problemi interpretativi connessi al contrasto tra le norme dello statuto di autonomia della LUISS, relative ai poteri del vicepresidente esecutivo, e quanto stabilito dall'articolo l'articolo 26, comma 9, del decreto-legge n. 13 del 2023 e se non ritenga che la norma citata esiga che il possesso del diploma di laurea sia richiesto per chiunque nella governance di un'università possa agire in determinate circostanze con i poteri e la rappresentanza del presidente.

(3-00702)

Interrogazioni orali con carattere d'urgenza ai sensi dell'articolo 151 del Regolamento

ALFIERI - Al Ministro dell'interno. - Premesso che:

da tempo nel comune di Saronno (Varese) si registrano episodi di violenza, che creano particolare allarme sociale tra i cittadini e i rappresentati istituzionali. Nel solo mese di settembre 2023, infatti, si sono succeduti furti, aggressioni e accoltellamenti e la situazione già critica è stata aggravata ulteriormente dalle manifestazioni del gruppo anarchico "Telos";

tra questi, vale la pena evidenziare l'ultimo fatto di cronaca, risalente ai primi di settembre, quando, a seguito di pesanti molestie subite da una donna in una strada del centro del comune, si è verificata una rissa che ha visto coinvolte circa trenta persone;

il continuo crescendo del verificarsi di tali episodi criminosi e vandalici suscita forte preoccupazione nella cittadinanza e necessita certamente di interventi e azioni puntuali al fine di arginarne la portata;

appare, pertanto, di tutta evidenza come, per garantire al meglio un controllo e un presidio puntuale del territorio, occorra un incremento sia dell'organico che dei mezzi attualmente a disposizione del commissariato di polizia e della caserma dei carabinieri di Saronno,

si chiede di sapere quali iniziative necessarie e urgenti il Ministro in indirizzo intenda intraprendere, al fine di tutelare la comunità di Saronno, duramente provata dal continuo ripetersi dei fatti esposti in premessa.

(3-00695)

Interrogazioni con richiesta di risposta scritta

ROJC, UNTERBERGER, BOCCIA, D'ELIA, BAZOLI, MIRABELLI, LORENZIN, NICITA, ZAMBITO, IRTO, BASSO, ZAMPA, ROSSOMANDO, ALFIERI, CAMUSSO, CASINI, CRISANTI, DELRIO, DURNWALDER, FINA, FRANCESCHELLI, FRANCESCHINI, FURLAN, GIACOBBE, GIORGIS, LA MARCA, LOSACCO, MALPEZZI, MANCA, MARTELLA, MELONI, MISIANI, MUSOLINO, PARRINI, PATTON, SPAGNOLLI, RANDO, SENSI, TAJANI, VALENTE, VERDUCCI, VERINI - Ai Ministri dell'istruzione e del merito e dell'economia e delle finanze. - Premesso che:

l'articolo 1, comma 557, della legge 29 dicembre 2022, n. 197 (legge di bilancio per il 2023), introduce, a decorrere dall'anno scolastico 2024/2025, una nuova disciplina relativa alla determinazione dei criteri per la definizione del contingente organico dei dirigenti scolastici e dei direttori dei servizi generali e amministrativi e la sua distribuzione tra le Regioni e prevede che i criteri per l'individuazione delle istituzioni scolastiche alle quali può essere assegnato un dirigente scolastico e un DSGA devono essere definiti con decreto del Ministro dell'istruzione e del merito, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, previo accordo da raggiungere in sede di Conferenza unificata;

un dimensionamento così perseguito, attraverso la diminuzione di figure centrali quali quella del dirigente scolastico e del DSGA e per il tramite di numerosi "accorpamenti", basato su finalità restrittive e su un'economia di risparmio, rischia di essere fortemente divisivo e comporta inevitabilmente una sensibile riduzione delle istituzioni scolastiche, con gravi conseguenze sulla vita di studenti e studentesse con conseguenze molto significative in tutto il Paese, soprattutto nelle aree più fragili;

dalla relazione tecnica di accompagnamento alla normativa introdotta dalla legge di bilancio per l'anno 2023 emerge che dal 2024/2025 al 2031/2032 il numero di istituzioni scolastiche con la presenza di dirigente e DSGA titolari passerà da 7.461 a 6.886, con una riduzione di 575 istituzioni scolastiche e posti di dirigente e DSGA; se si considera, inoltre, che nell'anno scolastico 2022/2023 il numero delle istituzioni scolastiche autonome è pari a 8.007, dal 2022/2023 al 2031/2032 è stimabile un taglio complessivo di 1.121 scuole;

si tratta, a regime, di un taglio di quasi 90 milioni di euro che rischia di produrre pesanti contraccolpi in ampie aree del Paese, con conseguente e progressiva riduzione anche delle risorse umane impegnate nelle istituzioni scolastiche (personale amministrativo ad esempio); l'accorpamento degli istituti si configura, pertanto, come un vero e proprio taglio che andrà a colpire le regioni e i territori più deboli, rendendo più difficile un più effettivo e proficuo legame del dirigente scolastico con la comunità scolastica di riferimento, incrementando i divari territoriali;

premesso inoltre che:

il decreto interministeriale 30 giugno 2023 R.0000127 che definisce "i criteri del contingente organico di dirigenti scolastici e direttori dei servizi generali e amministrativi aa.ss 2024/2025, 2025/2026, 2026/2027" ribadisce, all'articolo 1, comma 1, che sono "le Regioni (...) che provvedono autonomamente al dimensionamento della rete scolastica entro il 30 novembre di ogni anno (...) sentite le Province e le Città metropolitane per le scuole secondarie di secondo grado e i comuni per le scuole di ogni altro odine e grado, utilizzando i procedimenti regionali a ciò finalizzati";

lo stesso decreto richiama espressamente in premessa il decreto-legge 12 settembre 2013, n. 104, che ha disposto con l'articolo 12, comma 1-bis), che "per le scuole con lingua di insegnamento slovena, i criteri di cui al comma 5-ter dell'articolo 19 del decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 luglio 2011, n. 111, introdotto dalla lettera c) del comma 1 del presente articolo, nonché ogni azione di dimensionamento sono adottati previo parere vincolante della commissione scolastica regionale per l'istruzione in lingua slovena , di cui all'articolo 13, comma 3, della legge 23 febbraio 2001, n. 38";

il decreto interministeriale, all'articolo 2, comma 2, prevede che "le dotazioni organiche dei dirigenti scolastici e dei direttori generali e amministrativi e la loro distribuzione tra le regioni sono indicate nella tabella allegata al presente decreto, che ne costituisce parte integrante", mentre al comma 3 precisa che "nelle medesime tabelle sono altresì indicate le consistenze delle dotazioni organiche dei dirigenti scolastici e dei direttori dei servizi generali e amministrativi per la Regione Friuli- Venezia Giulia, distinti in istituti con lingua di insegnamento italiana e con lingua di insegnamento slovena o bilingue sloveno-italiano";

tali tabelle indicano che il contingente organico di dirigenti scolastici e DSGA in Friuli-Venezia Giulia per le scuole di insegnamento con lingua slovena subisce, nel triennio 2024/2027, un taglio significativo di 3 posti, di cui 2 per l'anno scolastico 2023/2024 ed uno nell'anno scolastico 2026/2027;

per quanto consta, né all'atto di adozione del citato decreto interministeriale né in seguito è stata sentita la commissione scolastica regionale per l'istruzione in lingua slovena, di cui all'art. 13, comma 3, della legge 23 febbraio 2001, n. 38, per il prescritto parere vincolante;

a ben vedere, si tratta di norme speciali che si connotano non solo per la loro specifica missione di mantenere l'istruzione in lingua slovena del Friuli-Venezia Giulia estranea al sistema scolastico nazionale per le ovvie specificità ma vanno altresì collocate nell'alveo della più ampia tutela della minoranza linguistica slovena, e, per quel che qui interessa, dello sloveno nel mondo dell'istruzione, che rimane ancora assicurata da un atto di diritto internazionale pattizio: il memorandum d'intesa che nel 1954 definì la "questione di Trieste";

ribadito, altresì, come previsto dall'articolo 13, comma 3, della legge n. 38 del 2001, puntualmente richiamata dal decreto interministeriale, che "ogni azione di dimensionamento è adottata previo parere vincolante della commissione scolastica regionale per l'istruzione in lingua slovena",

si chiede di sapere:

se, in quali tempi e con quali modalità si intenda convocare la commissione scolastica regionale per l'istruzione in lingua slovena per il prescritto parere vincolante di cui al decreto-legge n. 104 del 2013, tenuto conto della competenza regionale in materia dimensionamento scolastico e dei termini strettissimi per l'adozione piano regionale di dimensionamento, da adottare entro il 30 novembre 2023;

quali iniziative il Ministro dell'istruzione intenda adottare al fine di sostenere la rete e i servizi scolastici ed evitare la conseguente riduzione del contingente organico dei dirigenti scolastici e dei DSGA, così da evitare le penalizzazioni che riguarderanno, soprattutto, le aree più fragili del Paese;

quali azioni i Ministri in indirizzo intendano adottare per garantire il rispetto delle vigenti norme richiamate in materia di tutela della minoranza slovena in Friuli-Venezia Giulia.

(4-00718)

MURELLI - Ai Ministri delle imprese e del made in Italy e del lavoro e delle politiche sociali. - Premesso che:

nelle scorse ore è stata diramata la notizia dell'imminente chiusura dello storico stabilimento della Marelli di Crevalcore, in provincia di Bologna, presso il quale sono impiegati circa 230 dipendenti;

la notizia è stata diffusa da Roma, nel corso di un incontro fra la proprietà, facente capo al gruppo giapponese Calsonic Kansei, e le rappresentanze sindacali;

lo stabilimento fa parte del gruppo Marelli Holdings, azienda multinazionale italo-giapponese, che opera nella produzione di componentistica per l'industria automobilistica, nonché erede della Magneti Marelli S.p.A., multinazionale con sede legale a Corbetta, in provincia di Milano, che nel 2019 è stata ceduta dal gruppo FIAT Chrysler Automobiles (FCA) alla giapponese Calsonic Kansei Holdings, società controllata dal fondo statunitense Kohlberg Kravis Roberts (KKR), e divenuta appunto Marelli Holdings;

lo stabilimento Marelli di Crevalcore è specializzato nella produzione di collettori di aspirazione aria e di pressofusi di alluminio, componenti in uso nei motori endotermici, e la progressiva uscita di produzione di tali motori, a seguito del processo di elettrificazione del comparto automotive, ne ha generato una crisi sempre più grave;

lo stabilimento non produce, infatti, alcun componente utilizzato da veicoli a propulsione ibrida o elettrica;

i motivi che hanno indotto la proprietà a programmare la chiusura dello stabilimento sono pertanto legati alle perdite degli ultimi tempi, dovuti all'aumento del costo dell'energia, ma soprattutto alle scarse richieste di componenti per i motori endotermici;

lo stabilimento opera oggi al 45 per cento della capacità produttiva, dato che è destinato a scendere addirittura al 20 per cento entro il 2027;

nonostante il processo di elettrificazione sia un dato di fatto, che coinvolge anche il gruppo Stellantis, i cui ordini rappresentano il 95 per cento del totale, la proprietà non ha disposto alcun investimento in previsione della transizione verso l'elettrico, né un piano di riconversione dello stabilimento, che sarà invece parzialmente trasferito a Bari;

l'assenza di una politica industriale rischia di avere pesanti ripercussioni sull'intero settore, in quanto la chiusura dello stabilimento di Crevalcore potrebbe essere solo il primo di una lunga serie, come denota il fatto che la stessa Marelli già nei mesi scorsi aveva avviato un programma di riduzione degli organici, incentivando l'uscita di quattrocento dipendenti, di cui ottanta provenienti dalla sede di Crevalcore,

si chiede di sapere se il Governo intenda convocare un tavolo istituzionale, come richiesto dalle rappresentanze sindacali, finalizzato ad affrontare la questione e scongiurare la chiusura dello stabilimento di Crevalcore, eventualmente attraverso una riconversione del sito o della produzione.

(4-00719)

LOMBARDO - Al Ministro delle imprese e del made in Italy. - Premesso che:

la società Magneti Marelli è un'azienda automobilistica nata nel 1994 dalla fusione del Gruppo Magneti Marelli con Gilardini, un produttore di componenti industriali precedentemente affiliato a FIAT Chrysler Automobile fino al 2019, successivamente, acquistata dalla società giapponese CK Holdings, controllata a sua volta dal fondo statunitense Kohlberg Kravis Roberts (KKR) e rinominata Marelli Holdings;

detta azienda opera in 170 stabilimenti, con 7.000 dipendenti in Italia e 50.000 in tutto il mondo;

di recente, l'azienda ha annunciato la volontà di chiudere lo stabilimento di Crevalcore, in provincia di Bologna, con il conseguente licenziamento dei 230 dipendenti ivi impiegati;

la notizia dei licenziamenti è stata confermata sia dalla CK Holdings, che dal fondo KKR;

alla notizia del trasferimento del sito produttivo a Bari e in risposta alle suddette conferme i lavoratori hanno avviato, dal 18 settembre 2023, uno sciopero presso lo stabilimento;

tra le ragioni della chiusura vi sarebbero i ritardi nell'innovazione tecnologica del sito;

i licenziamenti avranno luogo a partire da gennaio 2024, pregiudicando le prospettive e il benessere di ben 230 famiglie, coinvolgendo un totale di 600 persone e con un impatto negativo su tutto il territorio,

si chiede di sapere:

quale sia la strategia pubblica circa gli investimenti nel settore dell'automotive innovativo, in particolare nelle auto elettriche;

se e a quanto ammontino i contributi, le agevolazioni e altre risorse finanziarie pubbliche stanziate nel corso degli anni a favore della Magneti Marelli e come siano state impiegate per incentivare ed aggiornare le condizioni della produzione;

se il Governo non ritenga opportuno avviare un tavolo istituzionale per individuare modalità concrete per salvaguardare l'operatività dello stabilimento e mantenere i lavoratori interessati in servizio;

se stia valutando interventi per ridurre i costi energetici per aziende come Marelli, che sono energivore e senza interventi di sostegno perdono inevitabilmente competitività.

(4-00720)

MAGNI - Ai Ministri degli affari esteri e della cooperazione internazionale e delle imprese e del made in Italy. - Premesso che:

com'è noto, la Repubblica democratica del Congo è da anni scenario di un continuo stato di guerra non dichiarata che ha causato in 30 anni oltre 10 milioni di vittime e 6 milioni tra rifugiati e sfollati, un territorio nel quale centinaia di miliziani, ufficiali o meno, applicano sistematicamente violenze sulle donne, massacri, deportazioni;

sono molte le milizie e le bande criminali che creano instabilità e provocano la morte di civili inermi: si calcola che siano almeno 150 le sigle dei vari gruppi armati. Tra questi il gruppo del Movimento 23 Marzo (M23), esplicitamente sostenuto dal Governo del Ruanda, spicca per la ferocia delle sue azioni che hanno causato la fuga di migliaia di civili e su cui diverse segnalazioni riportano il reclutamento di bambini, diffuse violenze sessuali e di genere, oltre ad altre gravissime violazioni dei diritti umani;

come segnala il rapporto del Segretario generale delle Nazioni Unite dello scorso ottobre 2022, in questo contesto tra l'aprile 2020 e il marzo 2022, sono state accertate 7.616 gravi violazioni ai danni di 6.073 bambini, perpetrate da 78 parti belligeranti nel corso del conflitto. Tra le violazioni riscontrate rientrano l'arruolamento, il rapimento, l'assassinio e le violenze sessuali;

i bambini sono spesso costretti in condizioni di schiavitù nelle miniere: il Congo è infatti tra i Paesi più ricchi di materie prime al mondo, tra cui cassiterite e coltan, minerali necessari per l'elettronica, le nanotecnologie e la transizione ecologica;

il 22 febbraio 2021, durante un agguato armato contro un convoglio organizzato dal World food programme sulla strada tra Goma (Congo) a Rutshuru rimasero uccisi l'ambasciatore italiano presso la Repubblica democratica del Congo Luca Attanasio, il Carabiniere di scorta all'ambasciatore Vittorio Iacovacci e il loro autista Mustapha Milambo;

la Procura di Roma ha avviato un procedimento penale per omicidio colposo e omesse cautele nei confronti di due funzionari del WFP per le inadempienze dell'organizzazione del convoglio: nello specifico si accusa i due funzionari di non aver dichiarato la presenza nel convoglio di un diplomatico, e a causa di quell'omissione non sarebbe stato attivato il protocollo di sicurezza con mezzi blindati e scorta armata dei caschi blu;

le indagini delle autorità congolesi hanno portato all'arresto di 6 persone accusate dell'assalto e degli omicidi, i quali sono stati condannati a morte con pena convertita poi in ergastolo in seguito alle proteste del Governo e della famiglia di Attanasio;

sull'effettiva responsabilità dei condannati e sulla dinamica dell'accaduto persistono, anche dopo la condanna, numerosi dubbi;

quanto ai funzionari del WFP, costoro godrebbero dell'immunità giurisdizionale sulla quale al momento non risulta essere stata presentata alcuna richiesta ufficiale di revoca da parte delle competenti istituzioni nazionali;

risulta all'interrogante che il Governo italiano si sia costituito "parte civile" nel processo portato avanti dalle autorità congolesi ma non nel procedimento contro i due funzionari WFP attivato dalla magistratura italiana, infatti ad oggi risulta che si siano tenute 3 udienze finalizzate alla conferma o meno dell'immunità dei due indagati ma in nessuna è stato presente un rappresentante dello Stato; considerato che sulla vicenda è stato interessato il Parlamento europeo per ben due volte ad opera degli europarlamentari italiani Fidanza e Majorino e in data 3 febbraio 2023 alla Camera dei deputati l'on. Nicola Fratoianni ha presentato un'interrogazione parlamentare (4-00402) nella quale si chiede, tra l'altro, quali iniziative diplomatiche abbia assunto o intenda assumere il Ministro competente affinché si ottenga verità e giustizia sugli omicidi di Luca Attanasio, Vittorio Iacovacci e Mustapha Milambo,

si chiede di sapere:

quali motivazioni abbiano portato il Governo a non costituirsi "parte civile" al processo in corso presso il Tribunale di Roma;

se i Ministri in indirizzo, ciascuno per quanto di propria competenza, non intendano intraprendere iniziative volte a limitare il commercio di minerali provenienti da zone di conflitto o estratti in contesti di gravi violazioni di diritti umani;

quali iniziative diplomatiche il Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale abbia assunto o intenda assumere affinché si ottenga verità e giustizia sugli omicidi di Luca Attanasio, Vittorio Iacovacci e Mustapha Milambo.

(4-00721)

DAMANTE - Al Ministro per la pubblica amministrazione. - Premesso che:

il decreto legislativo n. 33 del 2013, recante "Riordino della disciplina riguardante il diritto di accesso civico e gli obblighi di pubblicità, trasparenza e diffusione di informazioni da parte delle pubbliche amministrazioni", individua gli obblighi di trasparenza concernenti l'organizzazione e l'attività delle pubbliche amministrazioni e le modalità per la sua realizzazione;

il decreto legislativo n. 97 del 2016, incidendo sia sulla disciplina della trasparenza amministrativa e sugli obblighi di pubblicazione, sia sugli adempimenti per la prevenzione della corruzione e sull'accesso ai documenti amministrativi, è intervenuto modificando le disposizioni del decreto legislativo n. 33 del 2013;

in particolare, il decreto legislativo n. 97 del 2016 ha inteso equiparare gli obblighi di trasparenza gravanti sui dirigenti a quelli imposti ai titolari di incarichi politici, di amministrazione, di direzione o di governo di livello statale, regionale e locale, attraverso l'introduzione del comma 1-bis dell'art. 14 del decreto legislativo n. 33 del 2013, a norma del quale "le pubbliche amministrazioni pubblicano i dati di cui al comma 1 per i titolari di incarichi o cariche di amministrazione, di direzione o di governo comunque denominati, salvo che siano attribuiti a titolo gratuito, e per i titolari di incarichi dirigenziali, a qualsiasi titolo conferiti, ivi inclusi quelli conferiti discrezionalmente dall'organo di indirizzo politico senza procedure pubbliche di selezione";

considerato che:

con sentenza n. 20 del 23 gennaio 2019, la Corte costituzionale ha, in primo luogo, dichiarato non fondata la questione di legittimità costituzionale dell'art. 14, comma 1-bis, nella parte in cui prevede che le pubbliche amministrazioni pubblichino i dati di cui all'art. 14, comma 1, lett. c), sui compensi, importi di viaggi di servizio e missioni, anche per i titolari di incarichi dirigenziali; in secondo luogo, valutati i profili di illegittimità sollevati, ha dichiarato l'incostituzionalità, per violazione del principio di ragionevolezza e di eguaglianza, dell'art. 14, comma 1-bis, del decreto legislativo n. 33 del 2013, "nella parte in cui prevede che le pubbliche amministrazioni pubblicano i dati di cui all'art. 14, comma 1, lettera f), dello stesso decreto legislativo anche per tutti i titolari di incarichi dirigenziali, a qualsiasi titolo conferiti, ivi inclusi quelli conferiti discrezionalmente dall'organo di indirizzo politico senza procedure pubbliche di selezione, anziché solo per i titolari degli incarichi dirigenziali previsti dall'art. 19, commi 3 e 4, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165";

la Corte costituzionale, auspicando un intervento legislativo, ha concluso affermando che "appartiene alla responsabilità del legislatore, nell'ambito dell'urgente revisione complessiva della materia, sia prevedere eventualmente, per gli stessi titolari degli incarichi dirigenziali indicati dall'art. 19, commi 3 e 4, modalità meno pervasive di pubblicazione, rispetto a quelle attualmente contemplate dal D.Lgs. n. 33 del 2013, sia soddisfare analoghe esigenze di trasparenza in relazione ad altre tipologie di incarico dirigenziale, in relazione a tutte le pubbliche amministrazioni, anche non statali";

tenuto conto che:

il decreto-legge n. 162 del 2019 (cosiddetto milleproroghe) ha previsto, all'art. 1, comma 7, l'adozione di un regolamento ai sensi dell'articolo 17, comma 2, della legge n. 400 del 1988, con cui individuare i dati del comma 1 dell'articolo 14 del decreto legislativo n. 33 del 2013 che le pubbliche amministrazioni e gli altri soggetti tenuti devono pubblicare con riferimento ai titolari amministrativi di vertice, ai titolari di incarichi dirigenziali, comunque denominati, ai dirigenti sanitari di cui all'articolo 41, comma 2, dello stesso decreto legislativo e alle posizioni organizzative equiparate;

il suddetto regolamento, il cui termine di adozione era originariamente fissato al 31 dicembre 2020 e successivamente prorogato al 30 aprile 2021, non è stato ancora emanato;

tenuto, altresì, conto che:

la mancata adozione del regolamento rende incerta e incompiuta la disciplina relativa agli obblighi di trasparenza e pubblicità dei dati di cui all'art. 14, comma 1, del decreto legislativo n. 33 del 2013 sia con riferimento all'oggetto della pubblicazione sia con riferimento all'ambito di applicazione degli obblighi;

da ciò discende una non uniforme ed omogenea applicazione sul territorio nazionale della normativa in materia di trasparenza e pubblicità, così, mentre alcune pubbliche amministrazioni rimangono in attesa di una compiuta definizione del quadro normativo, altre invece applicano la normativa di risulta a seguito della pronuncia di incostituzionalità,

si chiede di sapere se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza di quanto esposto e quali siano le ragioni sottese alla mancata emanazione del suddetto regolamento, così come previsto dall'art. 1, comma 7, del decreto-legge n. 162 del 2019, posto che il termine per la sua adozione è ampiamente scaduto.

(4-00722)

Interrogazioni, da svolgere in Commissione

A norma dell'articolo 147 del Regolamento, la seguente interrogazione sarà svolta presso la Commissione permanente:

3ª Commissione permanente(Affari esteri e difesa):

3-00694 della senatrice Testor ed altri, sul riconoscimento della cittadinanza italiana per i discendenti dei cittadini emigrati dopo la prima guerra mondiale dai territori ex austro-ungarici all'Italia.