Legislatura 19ª - Atto di Sindacato Ispettivo n. 3-00658

Atto n. 3-00658

Pubblicato il 5 settembre 2023, nella seduta n. 97
Svolto question time il 14 settembre 2023 nella seduta n. 101 dell'Assemblea

SCALFAROTTO, BORGHI Enrico - Al Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale. -

Premesso che:

i Governi europei, e tra questi segnatamente il Governo italiano, individuano periodicamente le delegazioni del Servizio Esterno dell’Unione europea (le missioni diplomatiche dell’Unione europea in giro per il mondo) che ritengono strategiche e a tal fine individuano i propri diplomatici che, per caratteristiche ed esperienze pregresse, possono candidarsi alle posizioni di capo Delegazione e di vice capo Delegazione in modo da risultare competitivi, anche al fine di sostenerne la candidatura durante il processo di selezione;

nello scorso mese di aprile Nicola Orlando, diplomatico italiano già vice ambasciatore in Libia dal 2017 al 2020, poi nominato ambasciatore in Kosovo e successivamente inviato speciale del Ministro degli affari esteri per la Libia, è stato individuato dall’Alto rappresentante dell’Unione europea come vertice della missione UE in Libia;

per mesi la formalizzazione della nomina è stata bloccata dalla mancata espressione del gradimento ufficiale da parte del Governo libico, protrattasi addirittura oltre la scadenza del mandato del precedente inviato speciale UE José Sbadall (fine agosto 2023), quando era previsto che Orlando assumesse l’incarico per il quale era stato ufficialmente prescelto;

secondo articoli di stampa apparsi a far tempo dal 31 agosto, tuttavia, già lo scorso 7 giugno il Presidente libico Dbeibah aveva anticipato informalmente al Governo italiano la contrarietà alla nomina di Orlando e successivamente aveva formalmente reso nota anche alla Commissione europea l’impossibilità allo stato di esprimere il gradimento, così aprendo la strada al secondo diplomatico (il francese Patrick Simonnet) individuato in subordine dall’Alto rappresentante dell’Unione europea per la missione UE in Libia;

in data 2 settembre, a conferma di queste notizie di stampa e in particolare del tiepido interesse del Governo riguardo alla nomina del capo Delegazione UE in Libia, lo stesso ministro Tajani in una dichiarazione rilasciata al Meeting di Cernobbio ha affermato: “Non c’é alcun candidato italiano, non bisogna confondere l’Italia con l’Unione Europea… La questione che riguarda i rappresentanti del Servizio Esterno dell’Unione Europea è una questione che non riguarda l’Italia”;

in data 3 settembre, il Governo di Tripoli ha fatto sapere, tramite l’ambasciatore libico a Roma Younes, di aver rivisto la propria contrarietà e di accettare la nomina dell’ambasciatore UE Nicola Orlando;

in data 4 settembre, la Libia, con una nota del dipartimento del Protocollo generale del Ministero degli Esteri libico ha porto "i migliori saluti alla stimata Missione dell'Unione europea in Libia" e ha confermato di avere informazioni "dell'approvazione della nomina" del diplomatico italiano Nicola Orlando "dopo aver ottenuto chiarimenti positivi sull'interessato";

ad oggi, tuttavia, non è chiaro se l’Alto Rappresentante Borrell confermerà la nomina di Orlando per la missione libica, come si ricava anche dal fatto che il suo portavoce non ha voluto né confermare, né negare le notizie circa la nomina di Patrick Simonnet come suo sostituto;

la vicenda descritta e la concreta possibilità di perdere la leadership della missione libica UE reca un danno enorme all’immagine e agli interessi dell’Italia, che da sempre vede nelle prospettive di stabilizzazione e sviluppo della Libia una propria primaria priorità,

si chiede di sapere:

se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dei fatti esposti in premessa e se la candidatura del dottor Orlando sia stata o meno autorizzata, incoraggiata e appoggiata durante l’iter di selezione da parte della Farnesina o se invece si sia trattato di un’iniziativa personale del diplomatico, cosicché il Ministro abbia potuto pubblicamente affermare, come ha fatto, che per la posizione non vi fosse “alcun candidato italiano”;

quali iniziative abbia poi adottato dopo la comunicazione informale del mancato gradimento del Governo libico per evitare un’ingiustificabile mancata assegnazione della conduzione della missione UE in Libia a un diplomatico italiano, e in particolare se vi siano state inerzie sul piano diplomatico che possano aver messo seriamente a rischio la sua nomina da parte dell’Alto rappresentante dell’Unione europea;

quali iniziative intenda ora adottare presso la Commissione europea per assicurare che dall’avvenuta comunicazione del gradimento da parte del Governo libico derivi senza ulteriori ritardi la nomina del dottor Orlando al vertice della Delegazione di Tripoli del Servizio esterno dell’UE, già resa ufficialmente nota nell’aprile del 2023, posto che, presumibilmente proprio per i fatti esposti in premessa, la sede è tuttora attualmente vacante.