Legislatura 19ª - Atto di Sindacato Ispettivo n. 3-00452

Atto n. 3-00452

Pubblicato il 17 maggio 2023, nella seduta n. 68
Svolto il 13 marzo 2025 nella seduta n. 285 dell'Assemblea

AMBROGIO - Al Ministro dell'interno. -

Premesso che:

il fenomeno dell’occupazione abusiva di immobili ha assunto, soprattutto nelle città metropolitane e nei grandi centri urbani, i contorni dell’emergenza nazionale;

le ultime stime, infatti, parlano di oltre 50.000 immobili occupati abusivamente, di cui 30.000 alloggi popolari pubblici e 20.000 privati; nella sola Roma sarebbero circa 10.000 le case popolari abitate senza titolo;

nell’area metropolitana di Torino, l’ente gestore dell’edilizia popolare segnala 210 alloggi occupati abusivamente, dato in crescita di oltre il 30 per cento rispetto al 2020;

considerato che:

il mancato sgombero delle abitazioni occupate acuisce pesantemente l’emergenza abitativa delle aree urbane, cioè il delta, in fase di ampliamento, tra gli aventi diritto in attesa di assegnazione e la reale disponibilità di immobili di edilizia pubblica;

nella sola Torino, i dati ufficiali parlano di quasi 7.000 famiglie, rispondenti ai requisiti richiesti, senza casa;

le occupazioni abusive, peraltro, contribuiscono a vanificare gli sforzi, da parte degli enti gestori dell’edilizia popolare pubblica, di ristrutturazione e ammodernamento degli alloggi; in tal senso, a mero titolo esemplificativo, nel Piemonte centrale sono stati garantiti investimenti per oltre 300 milioni di euro negli ultimi anni, attingendo alle diverse opportunità di finanziamento pubblico quali superbonus, PNRR, PNC e PinQua, e sono stati rimessi “in circolo” centinaia di alloggi di edilizia popolare: uno sforzo che rischia di essere vano, visto il costante aumento, di contro, delle occupazioni;

appurato che:

nonostante le norme vigenti e la probabile introduzione, recentemente annunciata, di un sensibile inasprimento delle pene applicabili alla fattispecie e di una contestuale semplificazione e automazione delle azioni di sgombero, l’attuale capacità di liberare le realtà abitative pubbliche da occupanti senza titolo risulta essere, ad oggi, insufficiente ed inefficace;

alle croniche, e ben note, difficoltà, vanno altresì aggiunte le resistenze, sempre più frequenti, da parte delle amministrazioni comunali, spesso non in grado di gestire le fasi di post sgombero ed assicurare idonee sistemazioni alternative;

in presenza di minori, ma anche di disabili e anziani, l’attivazione dei servizi sociali, il più delle volte non in grado di farsi carico delle situazioni di particolare fragilità, risulta vana e infruttuosa;

il fenomeno delle occupazioni abusive, prevalentemente operate da parte di persone poco rispettose delle leggi e dei diritti altrui, crea contesti di disagio diffuso e favorisce la nascita di dinamiche vessatorie nei confronti delle persone fragili, in particolare anziani e persone sole, alimentando allarmi e tensioni sociali di difficile gestione;

appare evidente come sia necessario un intervento diretto e non più differibile, anche a scopo deterrente, volto a calmierare e a tentare di debellare il fenomeno delle occupazioni abusive, con particolare riguardo all’edilizia pubblica,

si chiede di sapere:

al netto dei futuri e auspicati interventi normativi, quali siano le azioni, ad oggi applicabili, per arginare un fenomeno in costante e preoccupante espansione che, peraltro, mette a repentaglio la convivenza civile, alimenta la diffusione di situazioni di illegalità e inibisce, a chi ne ha legittimamente diritto, l'accesso alla casa;

se non si ritenga necessario dare maggiore continuità ed aumentare le azioni di sgombero nell’edilizia residenziale pubblica, disincentivando il ricorso alle occupazioni abusive e dimostrando, con una presenza più marcata e incisiva dello Stato, che le situazioni di illegalità non restano impunite e che è in atto uno sforzo straordinario finalizzato al superamento dell’emergenza abitativa nelle città metropolitane e nei grandi centri urbani.