Legislatura 19ª - Disegno di legge n. 627

Onorevoli Senatori. – Come emerge da un'indagine sulla pirateria audiovisiva in Italia realizzata dall'istituto IPSOS per conto della Federazione per la tutela delle industrie dei contenuti audiovisivi e multimediali (FAPAV), nel 2021 il 43 per cento degli italiani adulti ha commesso almeno un atto di pirateria fruendo illecitamente di film, serie, programmi o eventi sportivi in diretta, con un incremento del 6 per cento rispetto al 2019 e del 3 per cento anche rispetto al bimestre di lockdown nel 2020. Contestualmente, viene registrato un calo rilevante nel numero di contenuti audiovisivi piratati: si stimano nel 2021 circa 315 milioni di atti illeciti, il 24 per cento in meno rispetto al 2019, addirittura il 53 per cento in meno rispetto al 2016. In sostanza la pirateria in Italia avanza in termini di audience ma decresce sotto il profilo della frequenza: i film rimangono il contenuto più visto illecitamente, con il 29 per cento di incidenza tra la popolazione adulta; seguono le serie e fiction con il 24 per cento e i programmi con il 21 per cento. Discorso a parte per gli sport live, se nel 2019 per questa tipologia di contenuto la percentuale di fruizione si attestava al 10 per cento, nel 2021 sale al 15 per cento. I dati dell'IPSOS mostrano come il fenomeno sia sempre di più digitale: tra le modalità in calo il download con i programmi P2P e lo streaming illegale, in forte crescita il numero di chi ha fruito almeno una volta delle IPTV illecite, passato dal 10 per cento nel 2019 al 23 per cento nel 2021. Si tratta di 11,7 milioni di individui, anche se gli abbonati ad almeno un'Internet protocol television (IPTV) illecita sono 2,3 milioni. Anche tra gli adolescenti si conferma lo stesso trend degli adulti: nel 2021 l'incidenza dei più giovani (10-14 anni) è salita al 51 per cento mentre risulta in netto calo la frequenza degli atti ( –20 per cento rispetto al 2019), con una forte preferenza, in termini di contenuti fruiti, di eventi di sport live, seguiti da film, serie e fiction e programmi. La pirateria audiovisiva rimane un fenomeno che desta forte preoccupazione anche in relazione alla ripresa del settore audiovisivo dopo i due anni di emergenza pandemica: i dati dell'IPSOS evidenziano come il danno potenziale del fenomeno illegale per quanto riguarda film, serie e fiction è pari a 673 milioni di euro, con quasi 72 milioni di fruizioni perse. Per quanto riguarda invece gli eventi sportivi live, la stima del danno economico causato dalla pirateria risulta pari a 267 milioni di euro con circa 11 milioni di fruizioni perse.
Guardando al sistema Paese, sempre secondo l'indagine dell'IPSOS, il fenomeno dell'illegalità diffusa nella fruizione di contenuti audiovisivi, provoca danni ingenti, sia in termini di fatturato, circa 1,7 miliardi di euro, che di PIL, circa 716 milioni di euro, che di entrate fiscali per lo Stato, circa 319 milioni di euro, che potrebbero essere impiegati in servizi pubblici a disposizione della collettività. Invece la pirateria non solo è un freno per lo sviluppo ma mette anche a serio rischio l'occupazione: si stima una perdita di posti di lavoro pari a 9400 unità.
Questi dati, che riguardano quasi la metà dei cittadini italiani, non possono che interrogarci sul carattere sociale e culturale del fenomeno in atto e devono portarci a riflettere che la lotta contro gli utilizzi illeciti online di opere ed eventi protetti dai diritti potrà essere vinta in modo strutturale solo grazie ad un'azione collettiva da parte di tutti gli attori dell'ecosistema: è necessario un approccio nuovo ed integrato ed è necessaria una maggiore collaborazione da parte degli stessi titolari di diritti per sperimentare soluzioni innovative. Alla necessaria azione repressiva va affiancato un serio lavoro sul piano educativo da fare insieme: istituzioni, stakeholder, scuole, famiglie, per costruire una maggiore consapevolezza da parte degli utenti finali delle implicazioni della fruizione illecita di contenuti online, e per attrarre nell'azione corale di tutela dei diritti online anche quei consumatori che ancora costituiscono la domanda dell'offerta illegale.
Ecco perché bisogna puntare a una migliore sensibilizzazione sull'uso sano e consapevole di tutti i nuovi strumenti digitali.
Per arginare il fenomeno della pirateria audiovisiva è necessario, inoltre, procedere celermente a riconoscere all'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni (AGCOM) nuovi strumenti per il contrasto del fenomeno e a tale fine si deposita la presente proposta di legge che riprende parte dell'ottimo lavoro realizzato alla Camera nella XVIII e XIX legislatura.
Il disegno di legge, composto da otto articoli, reca disposizioni per la prevenzione e la repressione della diffusione illecita di contenuti tutelati dal diritto d'autore mediante le reti di comunicazione elettronica.
L'articolo 1 elenca i princìpi nazionali e internazionali in materia di protezione e di promozione della diversità delle espressioni culturali. Proprio perché la priorità è avviare un'azione educativa prima ancora di quella repressiva, l'articolo 2 prevede campagne di sensibilizzazione e di comunicazione, anche a studenti, sul valore della creatività e sui rischi sulla diffusione illecita di prodotti audiovisivi e digitali.
L'articolo 3 prevede una procedura cautelare e d'urgenza per contrastare la diffusione illecita di eventi in diretta o assimilabili (sportivi, cinematografici o articoli di giornale), prevedendo un processo accelerato inaudita altera parte in capo all'AGCOM, che ha poteri di intervento e di inibizione dei servizi di trasmissione illegale e dei relativi siti di promozione, attraverso l'adozione di provvedimenti di disabilitazione dei nomi di domini e degli indirizzi IP.
L'articolo 4 mira a contrastare il fenomeno del camcording, ossia la registrazione abusiva dell'opera filmica nella sala cinematografica. Inoltre si vuole incrementare le sanzioni per chi viola il diritto d'autore in maniera massiva e a scopo di lucro, superando l'attuale normativa che punisce anche l'utilizzo a scopo personale.
L'articolo 5 introduce i princìpi che si stanno affermando in ambito internazionale per la lotta alla pirateria commerciale sulle reti telematiche, in conformità con lo standard del cosiddetto « follow the money », cioè l'identificazione diretta, attraverso l'ordine rivolto agli istituti di credito, ai fornitori di servizi di pagamento o alle società che emettono e distribuiscono carte di credito, di coloro che per scopi commerciali violano il diritto d'autore attraverso la predisposizione di piattaforme di pirateria massiva.
L'articolo 6 stabilisce le sanzioni per i soggetti che non ottemperano ai provvedimenti disposti dall'AGCOM in forza dei nuovi poteri di intervento ad essa attribuiti dal presente disegno di legge.

L'articolo 7 dispone che, entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della legge, l'AGCOM deliberi l'adeguamento del regolamento alle disposizioni di cui alla legge medesima.
L'articolo 8, infine, reca le disposizioni finanziarie.