Legislatura 19ª - Atto di Sindacato Ispettivo n. 3-00242
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Atto n. 3-00242
Pubblicato il 22 febbraio 2023, nella seduta n. 41
PAITA, FREGOLENT, GELMINI, LOMBARDO - Al Ministro dell'ambiente e della sicurezza energetica. -
Premesso che:
dal 1998 l'Italia ha avviato una politica fiscale volta a incentivare la realizzazione di interventi di recupero del patrimonio edilizio, prima, e di efficientamento energetico e riduzione del rischio sismico, poi;
per molti anni tali incentivazioni potevano essere fruite esclusivamente dal soggetto che aveva sostenuto le spese, portandole in detrazione sotto forma di quote annuali a scomputo dalle imposte dovute;
la necessità di garantire il conseguimento degli obiettivi fissati dalla normativa eurounitaria ha portato il legislatore nel tempo a sperimentare un meccanismo alternativo di incentivazione, riservato al cosiddetto ecobonus e sisma bonus su edifici condominiali e volto a consentire la trasformazione, laddove vi fosse incapienza fiscale, delle detrazioni per le spese sostenute in crediti d'imposta cedibili esclusivamente al soggetto fornitore;
dall'applicazione di tale meccanismo di stimolo non sono derivate criticità, né in termini di elusione ed evasione fiscale, né in termini di truffe o pregiudizi per imprese ed erario;
nel maggio 2020, con l'entrata in vigore del cosiddetto decreto rilancio (decreto-legge 19 maggio 2020, n. 34), è stata introdotta la nota misura del superbonus, con cui si è consentito di trasformare la relativa detrazione pari al 110 per cento o in sconto sul corrispettivo dovuto (anticipato dai fornitori), cioè il cosiddetto sconto in fattura, o per la cessione di un relativo credito d'imposta, senza limiti;
tale meccanismo è stato poi esteso agli altri bonus edilizi, come il bonus facciate, ristrutturazioni, efficientamento energetico, rimozione delle barriere architettoniche, installazione di impianti fotovoltaici;
detto regime di cedibilità è stato oggetto di numerosi interventi legislativi del Governo Draghi, volti a consentire l'accertamento di truffe da parte della Guardia di finanza e ad arginare evidenti distorsioni e criticità, che sono derivate nel tempo dall'applicazione di un regime totalmente deregolamentato: a seguito dell'adozione di tali interventi mirati, fino al 16 febbraio scorso la cedibilità a qualunque soggetto era possibile solo in sede di prima cessione, mentre per le altre (possibili fino a un massimo di tre) era consentita la cessione solo nei confronti delle banche, intermediari finanziari e assicurazioni e le banche potevano cedere detti crediti a clienti professionali privati con cui avessero in essere un contratto di conto corrente;
dette modifiche si erano rese necessarie per ristabilire un perimetro normativo definito e coerente a un impianto disinvolto e sbilanciato, al fine di contemperare gli interessi di imprese, cittadini ed erario;
nonostante tali correttivi, il 16 febbraio 2023 il Governo ha adottato il decreto-legge 16 febbraio 2023, n. 11, attualmente all'esame della Camera dei deputati, con cui si esclude il ricorso allo sconto in fattura e si stabilisce il divieto di cessione dei crediti d'imposta dei bonus edilizi, sia per i nuovi interventi, sia per quelli già in corso che non rispettino determinate condizioni;
la decisione si pone del tutto in contrasto con le dichiarazioni programmatiche del Governo e viene applicata indiscriminatamente a tutti i bonus edilizi, senza considerare le diverse eco che questi trovano sul piano costituzionale ed eurounitario, come quelli relativi all'abbattimento delle barriere architettoniche e all'efficientamento energetico;
tale approccio, a giudizio degli interroganti arbitrario, poco lungimirante e del tutto asistematico, si pone in diretto contrasto con il principio del legittimo affidamento e di certezza del diritto e rischia di pregiudicare migliaia di imprese e contribuenti, che negli anni hanno programmato interventi che ora, in maniera estemporanea e incoerente rispetto a quanto affermato dal Governo, si riveleranno più onerosi o addirittura insostenibili sia nel breve che nel medio-lungo periodo;
le disinvolture e approssimazioni che hanno caratterizzato la disciplina del superbonus sono state profondamente corrette dal Governo Draghi e nonostante siano ancora necessari ulteriori interventi non può in alcun modo giustificarsi un approccio che si proponga di scaricare le stesse sulle imprese e sui contribuenti,
si chiede di sapere quali iniziative il Ministro in indirizzo intenda adottare, nell’ambito delle proprie competenze, in materia di efficientamento energetico e transizione ecologica, per salvaguardare gli interessi di cittadini e imprese a seguito della disciplina legislativa appena introdotta in materia di bonus edilizi, cedibilità dei crediti e sconto in fattura.