Legislatura 19ª - Atto di Sindacato Ispettivo n. 3-00237

Atto n. 3-00237

Pubblicato il 22 febbraio 2023, nella seduta n. 41
Svolto question time il 23 febbraio 2023 nella seduta n. 42 dell'Assemblea

FLORIDIA Aurora, DE CRISTOFARO - Al Ministro dell'ambiente e della sicurezza energetica. -

Premesso che:

il 2022 si è caratterizzato per gli effetti estremi dei cambiamenti climatici, in particolar modo per la carenza di pioggia e neve che ha colpito il nostro Paese;

in Italia, secondo i dati ISAC-CNR, il 2022 è stato l'anno più siccitoso dal 1800 con forti ripercussioni negative anche sulle falde acquifere, mai così in sofferenza come oggi. La portata d'acqua di laghi, fiumi e canali è stata significativamente inferiore alla media, mentre i livelli delle falde risulterebbero essere inferiori ai minimi storici;

la scorsa estate, in Veneto, la forte siccità presente nel lago di Garda e nel fiume Adige, ha ad esempio determinato una situazione complessa e di difficile gestione nell'irrigazione di campi e culture. Nei piccoli corsi d'acqua si è assistito a una moria di fauna ittica, con rischi igienico-sanitari, a causa anche della presenza di grandi quantità di carcasse di pesci e altri animali. A tutto questo si aggiungono limitazioni nei consumi d'acqua per i privati cittadini e molte aziende;

fino a metà febbraio 2023, come è stato riferito dall'ARPA del Veneto, sono caduti mediamente sul territorio regionale 0,5 millimetri di precipitazione, quando il valore medio (1994-2022) è di 60 millimetri;

il lago di Garda ha registrato nelle ultime settimane un livello di riempimento del 34 per cento, raggiungendo il minimo peggiore degli ultimi 35 anni, a poche settimane dall'inizio della stagione irrigua e di quella turistica;

il problema della siccità non accenna ad attenuarsi nemmeno per il fiume Po, sulla cui portata pesano l'assenza delle piogge e le temperature troppo elevate per questa stagione, ma a preoccupare è anche l'avanzata del cuneo salino nel delta, per le possibili ripercussioni anche sull'ambiente;

la carenza di acqua e neve, purtroppo, rischia di affliggere il Nord Italia anche nel 2023. Si temono forti impatti sull'agroindustria, la produzione di energia, il turismo e sulla sopravvivenza della flora e della fauna;

molti amministratori, indipendentemente dalla loro provenienza politica, esprimono grande preoccupazione per la gravità di una situazione, che rischia di mettere in ginocchio il Nord Italia, ed in particolar modo il Veneto,

si chiede di sapere quali azioni intenda adottare il Governo e nello specifico il Ministro in indirizzo nel contrasto degli effetti dei fenomeni siccitosi e se non intenda attivare al più presto un tavolo di confronto con le istituzioni locali, le categorie e le associazioni del territorio.